Mio figlio è gay e va bene così

Si chiamava Frate Elio e si
svestì della tonaca per amore di Adelaide con cui voleva dividere la
vita. Dalla loro unione nacque Pasquale. Diciannove anni dopo l´amore
"imprevisto" – ma se è previsto che amore è? - sfida i genitori per la seconda
volta. Pasquale ha appena festeggiato l´onomastico. Vuole che il nome (Pasquale,
cioè felice) lo rappresenti davvero, vuole che di lui si conosca la verità e non
una facciata. E dice ai suoi: "Sono innamorato di un ragazzo". All´età di 19
anni con la sua omosessualità chiede al padre e alla madre di spogliarsi di
nuovo. Prima che lui nascesse, Frate Elio si era tolto l´abito che si frapponeva
tra sè e l´amore "terreno". Oggi, dopo una parabola che racconteremo, entrambi i
genitori si sono spogliati dei pregiudizi che li dividevano dal proprio figlio e
hanno sposato la causa dei diritti delle persone omosessuali. La loro scelta è
intima e pubblica al contempo.

L´immagine di Pasquale insieme alla madre e al
padre,
campeggia nei manifesti
anti-omofobia
che rimarranno affissi fino al 15 luglio a Bologna
grazie all´iniziativa dell´Agedo
(Associazione dei genitori e degli amici degli omosessuali). Sotto la foto, la
didascalia recita: "Io, Pasquale e Adelaide". E segue la frase di "Frate Elio"
al secolo Mario: "Mio figlio è omosessuale e va bene così". Di generazione in
generazione, scorre sotterraneo nelle vene della famiglia Quaranta un messaggio
di liberazione che vede oggi una collettività unita in un abbraccio nuovo. I
Quaranta vivono e lavorano tra Battipaglia e Salerno: "Da noi la mia famiglia è
diventata una testimonianza tangibile di amore, la gente viene in negozio a
cercare mia madre per confidarsi", dice Pasquale.

L´accoglienza non si schiude subito, sarà
l´effetto di una conquista.
Nel maggio del 2002 Pasquale scrive all´Agedo
(www.agedo.org), firmandosi ancora con un nickname, cioè un nome da web: "Ho
appena detto a casa di essere gay, è successo il giorno di San Pasquale (17
maggio). Mio padre l'ha presa inizialmente malissimo, poi abbiamo parlato e
adesso sembra aver accettato la condizione. Mia mamma invece va a momenti,
un'altalena di umori e comportamenti difficilmente prevedibile. I miei non
vogliono che si sappia in giro che io sono gay e quindi non credo siano disposti
a un dialogo sull'argomento". Paola Dall´Orto, alla testa dell´associazione, gli
risponde con calore, e creano un contatto. Ma a casa Quaranta le cose non vanno
bene: "Mio padre credeva che Dio avesse creato solo l'uomo e la donna per
procreare, sosteneva che i gay non esistevano, e che se esistevano non potevano
esserci in casa sua. Chiamò un amico di vecchia data, frate anche lui, che sotto
sotto voleva "curarmi l'anima" o qualcosa del genere. Io lo incalzai dicendo:
"Cosa fa la chiesa cattolica per noi omosessuali credenti?". Papà non mi rivolse
la parola per giorni. Lo vidi per la prima volta piangere, da solo, in cucina,
alle 2 di notte".

Mamma Adelaide inizia a interrogarsi: "
Fu mia madre, che in un primo momento voleva condurmi da uno psicologo, a
chiedersi, ponendo la questione anche a mio padre, se in realtà non fossero loro
a sbagliarsi nel ritenere che gli omosessuali sono malati, peccatori, deviati,
fuori legge, ecc. Iniziarono a documentarsi, a farmi domande, vollero conoscere
i miei amici gay".

Lentamente ce la fanno, come succede in molte
famiglie,
anche se in un primo momento la notizia dell´omosessualità,
come disse Paola Dall´Orto a Pasquale, somiglia a una "mazzata". Nel 2003
Pasquale fonda l´Arcigay a Salerno, coinvolge i genitori, fa leggere loro gli
articoli che scrive. I suoi comprendono sempre di più. Arriva il Natale.
Pasquale dal pulpito di una chiesa nel Foggiano, mentre fuori nevica, parla di
omosessualità. "Io e il mio compagno siamo gay e il nostro amore è un dono di
Dio, il sesso è un dono di Dio". E mamma Adelaide: "Fedeli cari, siamo tutti
uguali, l´omosessualità non è una perversione, non è una malattia. Pasqualino
per noi è un dono di Dio, e non sono forse doni di Dio gli amici suoi che
vengono a casa? Sapete qual è la loro preoccupazione principale? I genitori!
Alcuni lo sanno, altri li rifiutano".

Pasquale ha proseguito nel suo cammino, ed è
grato anche al Web per le tante occasioni ricevute.
Portavoce del Salerno
Pride, è stato anche pestato da alcuni ragazzotti perché in strada si teneva per
mano con un amico. Finché è scattata l´ora della foto: "Quando l'Agedo mi ha
chiesto di pubblicare una foto coi miei genitori per una nuova campagna di
sensibilizzazione mi sono sentito orgoglioso. Tutti in famiglia lo siamo stati.
Orgogliosi perché hanno scelto noi, una famiglia del sud". La campagna "vabenecosì"
(http://www.vabenecosi.org/a_campagna/manifesti.asp) prevede altri tre
manifesti. Il messaggio è chiaro, tutto racchiuso nello slogan.
L´intento è di portare serenità, laddove il
pregiudizio semina divisioni e mortificazioni.
Il messaggio segnala che
una famiglia esiste quando aiuta ad affrontare la realtà, non quando dalla
realtà fugge. Ed è qui che Pasquale Quaranta entra in scena come primo attore.
Mario e Adelaide non a caso gli hanno dato un nome che evoca la liberazione
dalla schiavitù, la risurrezione, la felicità. Spesso nei nomi c´è l´orma di un
destino. Per capirlo basta guardare il sorriso di Pasquale, che anche in nome
del suo nome, dai manifesti delle strade di Bologna abbraccia il padre e la
madre.


07-07-2007 - di Delia Vaccarello - unita.it

"I locali non hanno colpa. Sono anni che chiediamo controlli"

TORRE DEL LAGO – Risponde in modo pacato ma
deciso Regina Satariano, presidente del consorzio "Friendly
Versilia" e proprietaria del Priscilla Caffè sulla Marina torrelaghese. “Da
tempo chiediamo prevenzione e controlli più intensi soprattutto nei mesi di
luglio e agosto” e sull’episodio stesso afferma che poteva essere evitato.


A poche ore
dall’assassinio del ventiseienne tunisino
Hassen Khachnaoui sulla spiaggia della marina torrelaghese,
il procuratore capo della Repubblica di Lucca, Giuseppe Quattrocchi, punta il
dito contro la criminalità organizzata e contro il contesto in cui essa agisce,
che lo stesso Quattrocchi individua nei locali notturni di Torre del Lago.
Pacata ma decisa, arriva la risposta di Regina,
presidente del
consorzio Friendly Versilia e proprietaria del Priscilla Caffè sulla stessa
marina torrelaghese.


"Quei locali sono come il miele per le organizzazioni
criminali" queste le parole del procuratore Quattrocchi. Cosa risponde in quanto
presidente del consorzio che 1998 promuove lo sviluppo del turismo GLBT (gay,
lesbico, bisessuale e transgender)?


"Credo e spero che Quattrocchi abbia generalizzato. Qua sulla marina
ci sono molte aziende, piccoli e grandi imprenditori che hanno fatto sacrifici
per aprire un’attività che nulla ha a che spartire con il mondo della droga.
E’ovvio però che tra i clienti dei locali ci siano alcuni consumatori di droga
che attirano i rivenditori e gestori dello spaccio per la nota legge della
domanda e dell’offerta. Ma noi gestori di servizi di accoglienza e
intrattenimento non rappresentiamo il racket dello spaccio. Anzi, con i nostri
sacrifici e investimenti, siamo noi a tener viva l’economia estiva torrelaghese
(e più in generale quella relativa alla zona del comune di Viareggio) per quanto
riguarda l’indotto costituito da locali, negozi, alberghi, campeggi. In queste
strutture c’è serietà e professionalità. Da tempo denunciamo attraverso il
consorzio la carenza di forze dell’ordine sulla marina, specie nel periodo
estivo (soprattutto nei mesi di luglio e agosto). Per questo l’anno scorso
amministrazione comunale e aziende avevano varato un piano relativo alla
sicurezza. Quello che mi chiedo a nome del consorzio è: purtroppo alcuni episodi
di delinquenza sono da sempre legati alla vita notturna e gravitano attorno ai
locali, ma le persone che vogliono divertirsi onestamente dove devono andare?".



Dove avvengono in genere gli episodi legati alla
criminalità organizzata a Torre del Lago? All'interno o fuori dei locali?


"All'esterno. Da tempo ormai la zona fuori dai locali è una sorta di terra
di nessuno, dove le organizzazioni che gestiscono lo spaccio agiscono
indisturbate. Sei anni fa circa, il racket era in mano a napoletani, oggi ai
tunisini. L’anno scorso, all’incirca due settimane prima che una giovane lesbica
fosse stuprata in pineta, come consorzio avevamo allertato le forze dell’ordine
per la presenza di alcuni rumeni borseggiatori. Ma nessuno intervenne. Una
mancanza certamente dovuta anche alle carenze di personale delle stesse forze
dell’ordine, ma che non può giustificare adesso la dichiarazione di Quattrocchi,
un’affermazione che potrebbe far pensare che i locali e i loro gestori siano in
qualche modo responsabili dello spaccio e dei regolamenti di conti che hanno
portato ieri notte addirittura a un omicidio".


Qual è la sua personale visione dei fatti
sull'episodio dell'omicidio del ragazzio tunisino, dopo anni di presenza in
questa zona?


"Mi pare evidentemente un regolamento di conti, se i due tunisini feriti
lievemente non fossero stati accolti all’interno del Boca Chica, adesso forse ci
sarebbero tre morti. Mi dispiace per quel giovane immigrato dedito certo a
un’attività illecita. Dovremmo però chiederci i meccanismi che lo hanno portato
a quell’attività".



Cosa risponde alla frase di Quattrocchi? Le sembra di
scorgere anche un atto di accusa per la tipologia dei locali della marina, che
offrono intrattenimenti GLBT?


"Sì, credo che si voglia far passare un messaggio non corretto, che assomma
la trasgressione legata al mondo omosessuale e trans alla trasgressione di chi
fa uso di stupefacenti. Sappiamo tutti che non è sempre così. Percepisco nella
frase il tentativo di scaricare la colpa di quanto successo sui locali
torrelaghesi. E ripeto, quanto accaduto poteva essere evitato con prevenzione e
controlli, poiché le forze dell’ordine sanno da tempo come e dove viene gestito
lo spaccio".


del 07/07/2007 di Manuela Mattei - loschermo.it

Roma: uomo trovato morto in villa, ignote le cause

ROMA - Un uomo di 54 anni e' stato trovato morto oggi pomeriggio all'interno della piscina di una villa sulla via Tiberina. La morte forse e' avvenuta per un malore. L'uomo si occupava di piccoli lavori di manutenzione nella villa e viveva in una piccola depandance. A trovare il corpo nella piscina e' stato il giardiniere, mentre la proprietaria non si trova a Roma. Ancora da chiarire le cause della morte dell'uomo che, secondo quanto e' stato raccontato alla polizia, aveva problemi di alcolismo. (Agr)

07.07.07 - corriere.it

Roma: pregiudicato non si ferma all'alt e provoca incidente

ROMA - Un pregiudicato italiano e' stato denunciato in stato di liberta'. L'uomo la scorsa notte,sulla strada regionale tra Sora e Frosinone, non si e' e' fermato all'alt intimatogli dalla Polizia stradale, forse per evitare che gli agenti scoprissero che aveva fatto uso di alcol e di sostanze stupefacenti. Ha proseguito ma poco piu' avanti si e' scontrato frontalmente con un'auto. Nell'incidente sono rimaste ferite cinque persone, le cui condizioni non sarebbero pero' gravi. (Agr)

07.07.07 - corriere.it

 Dentifricio Colgate contraffatto - Sequestri in Italia: "E' tossico"

ROMA - Il marchio sul tubetto è quello di Colgate ma il dentifricio è contraffatto: potrebbe contenere una sostanza tossica. I carabinieri del Nas ne hanno sequestrato circa ventimila confezioni nei supermercati di Roma, Cremona, Firenze, Genova e Aosta ma qualche giorno fa, in Spagna la polizia ha ritirato dal commercio quasi 100 mila tubetti: in una decina di tubetti, gli analisti hanno rintracciato tracce di dietilenglicolo, una sostanza nociva per la salute dell'uomo.

Allertati gli uffici di dogana nei porti e negli aeroporti italiani. Il ministero della Salute ha inviato un telegramma informativo anche ai dodici centri antiveleni del Paese perché si attrezzino per combattere possibili intossicazioni.

Sui tubetti contraffatti Colgate è scritto Tri Leaf Spearmint; sono confezioni da 140 grammi, con etichetta scritta in inglese. "Campioni delle partite sequestrate - è scritto in una nota del ministero della Salute - sono stati inviati all'Istituto superiore di sanità per effettuare le analisi sull'eventuale presenza di elementi nocivi per salute".

L'Agenzia di medicina che ha condotto le analisi sulla partita sequestrata in Spagna, ha assicurato tuttavia che i rischi per la salute sono minimi: "Il dietilenglicolo risulta tossico solo se viene ingerito in grandi quantità. Un bimbo di 12 anni per essere intossicato deve inghiottire un tubo intero da 80 millilitri". Ma la preoccupazione tra i biologi del ministero della Salute è alta e controlli dei Nucleo antisofisticazione dei carabinieri sono stati ordinati su tutta la penisola.


I dentifrici contraffati proverrebbero dalla Cina e dall'Africa; hanno raggiunto l'Europa eludendo i controlli sanitari alle frontiere. Secondo El Pais, a Valencia, in Spagna, almeno 10 mila tubetti sono stati distribuiti anche negli ospedali della città. Già a maggio, scrivono i media spagnoli, la Commissione europea aveva avvisato le autorità spagnole dell'esistenza di dentifricio irregolare proveniente da paesi africani. Problema che non riguarda solo il vecchio continente. Novecentomila tubi illegali di pasta dentifricia proveniente dalla Cina sono stati sequestrati anche negli Stati Uniti il mese scorso.

7 luglio 2007 - repubblica.it

 Violenta e rapina prostituta a Bologna, arrestato

Dopo aver contrattato una prestazione sessuale a pagamento con una prostituta romena lungo i viali di Circonvallazione di Bologna, l'ha picchiata, minacciata con un coltello, rapinata e ha piu' volte abusato di lei. Per questo un tunisino di 46 anni, regolare e residente a Forli', e' finito in carcere l'altra sera su esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Bologna Bruno Perla.


L'uomo e' finito in carcere per violenza sessuale aggravata, sequestro di persona a scopo di rapina, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e porto illegale di coltello. L'episodio e' accaduto la sera del 21 aprile scorso.


07-07-2007 - di Red - modena2000.it

Lecco, lei 15 anni lui 50, si amano ma per la legge è pedofilia

(AGI) - Lecco, 7 lug. - Lei 15 anni, lui piu' di 50. Per la ragazzina una storia d'amore, per l'uomo di mezza eta' solo di sesso. Si e' consumata in un paesino nelle immediate vicinanze di Lecco e ora al centro di una inchiesta per pedofilia condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Procura di Lecco dopo una denuncia. Secondo quanto si apprende, i due si sarebbero conosciuti occasionalmente e avrebbero cominciato a frequentarsi sempre piu' assiduamente fino a formare una coppia a tutti gli effetti, seppur non sposata e neppure convivente.

Non e' ben chiaro chi abbia deciso di rivolgersi ai carabinieri, probabilmente i famigliari di lei non condividendo quella relazione. Per legge, la ragazzina, non avendo neppure compiuto i sedici anni, non puo' essere ritenuta consenziente anche se avrebbe sempre sostenuto di non aver mai subito alcun tipo di pressione psicologia all'uomo che dice di amare.

Proprio per la sua eta', il rapporto, anche sessuale, fra i due, ha portato l'ultracinquantenne ad essere indagato per pedofilia. Per interrompere la relazione sarebbero stati fatti intervenire anche i Servizi sociali del paesino e l'adolescente costretta a rinunciare al suo 'grande amore'. (AGI)

7 Luglio 2007 - agi.it

«Angelo curato in ospedale - Ha contratto l'epatite virale»

BOBBIO - «Angelo è stato male, purtroppo seriamente: ha contratto l'epatite virale». Aumentano le preoccupazioni per il giovane bobbiese bloccato in India dallo scorso 10 marzo, assieme all'amico Simone. Giovanni Falcone racconta che il figlio ha fatto per parecchi giorni la spola tra il carcere e l'ospedale. «Poi, per quattro giorni, Angelo è stato ricoverato a Mandi. Ora è ritornato nella casa protetta. Hanno detto che un po' si è ripreso e che è dimagrito, come se prima fosse stato grasso....».

La mobilitazione per riportare in Italia i turisti arrestati per una confusa vicenda di droga comunque non si ferma. Il consiglio comunale di Rotondella (Matera), paese d'origine della famiglia Falcone, ha sollecitato il ministero degli Affari esteri ad intervenire "per evitare un'ingiusta e prolungata detenzione" alla coppia di amici. Inoltre, la Casa della sinistra del Metapontino e la sezione di Rifondazione comunista di Policoro hanno organizzato un sit-in sul lungomare della città ionica e raccolto numerose firme da inviare al ministero degli Esteri. La manifestazione sarà ripetuta nei prossimi giorni anche in altre località.

La scorsa settimana, in Commissione Affari esteri, presieduta da Tana de Zulueta, il viceministro Franco Danieli ha riposto all'interrogazione "bipartisan" presentata dal parlamentare di Alleanza nazionale Tommaso Foti e da Ramon Mantovani (Prc). «Il caso è stato seguito fin dall'inizio con la massima attenzione sia dal ministero degli Affari esteri, sia dall'Ambasciata d'Italia a New Delhi. Un passaggio fondamentale della vicenda giudiziaria, sarà la conclusione della fase istruttoria che, conformemente alla normativa vigente in India, dovrebbe terminare al più tardi entro il prossimo settembre. Entro tale termine sarà disposto o meno il rinvio a giudizio degli interessati. Al riguardo, l'ambasciata ha di recente svolto un ulteriore intervento presso le competenti autorità locali per sollecitare una conclusione delle indagini quanto più rapida possibile». Foti si è dichiarato insoddisfatto per la risposta ricevuta dal rappresentante del governo: «L'accusa di detenzione di droga finalizzata allo spaccio è poco credibile.
I due connazionali non hanno carichi pendenti ed è stata loro estorta una dichiarazione non tradotta, alla quale i due italiani hanno affidato la propria speranza di libertà». Foti, così come il deputato Mantovani, ha auspicato una maggiore incisività del governo: «Una sola visita consolare ai due detenuti è insufficiente, il lavoro diplomatico in loco va rafforzato».

Michele Borghi - 7 Luglio 2007 - lliberta.it

La Prefettura schiera etilometri e autovelox

Maggiori controlli nel periodo estivo, concentrati soprattutto nel fine settimana sulle principali arterie della provincia, con il costante utilizzo di etilometri e autovelox. Così è stato deciso ieri in Prefettura dal Comitato per l'Ordine e la Sicurezza pubblica. Presenti il sindaco di Cantù, Tiziana Sala, rappresentanti dei Comuni di Como, Mariano Comense ed Erba, i comandanti provinciali delle forze dell'ordine e, naturalmente, il presidente del Comitato, il prefetto, Sante Frantellizzi. I controlli vogliono reprimere l'uso di alcol e droga.


07-07-2007 - corrierecomo.it

"E chi dà scandalo ad uno di questi piccoli..."

Caro direttore,

io non sono sconcertata come il signor Macchi sull'operato della Chiesa in tema di abuso sui minori: sono indignata.
Possibile che gli anatemi di Cristo contro chi scandalizza i fanciulli siano disattesi proprio dai suoi vicari?E che interesse ha poi la Chiesa nel tenersi una mela bacata?
Già crea un certo disagio sapere che questo individuo torni in libertà, ma permettere che continui a esercitare il suo mandato mi sembra un'assurdità e un'aberrazione.
Ma da quale pulpito poi la Chiesa viene a farci la predica in tema di giustizia e moralità?Esiste una doppia morale (domanda retorica) anche dalle parti del Vaticano?
E per fortuna io non sono cattolica perchè se lo fossi non so se riuscirei ancora a varcare la soglia di una chiesa

Venerdi 6 Luglio 2007 - Roberta Lattuada - varesenews.it

Basta guerre nel mondo!