PESCARA. Nel primo semestre 2007 sono state ritirate 90 patenti. A farlo sapere il comando provinciale della polizia municipale già investito da mille polemiche per la raffica di multe ai danni dei cittadini. Ma il comandante Grippo non sembra preoccupato e continua a rendere noti, con una punta di orgoglio, i dati del suo operato.
L'ultimo scontro che lo ha visto protagonista (defilato) è stato quello tra il sindaco D'Alfonso e il vice Teodoro, assessore competente in materia, quest'ultimo andato su tutte le furie per essere rimasto all'oscuro circa il servizio del Tg5.
L'attività che ha permesso questo risultato si è snodata nel corso di ogni giornata lavorativa e, a partire dal mese di maggio, anche in occasione di servizi notturni, dalla mezzanotte alle 6 del mattino nelle notti tra il sabato e la domenica insieme alla Guardia di Finanza.
Sono state ritirate 29 patenti per guida in stato di ebbrezza, 21 patenti per velocità superiore di oltre 40km/h al limite previsto e 40 patenti perché scadute.Complessivamente nel primo semestre 2007 sono state controllate oltre 30.000 autovetture.
Dal mese di marzo sono stati intensificati i controlli sul tasso alcolemico con l'utilizzo dell'etilometro e dell'alcol test e sugli eccessi di velocità con l'utilizzo dell'autovelox e soprattutto del telelaser che consente l'immediata contestazione dell'infrazione all'automobilista.
Dal mese di maggio la Polizia Municipale è anche dotata di narcon test che consente di verificare se l'automobilista ha assunto sostanze stupefacenti prima di mettersi alla guida.
Ma tra pochi mesi il comandante Grippo lascerà il comando. Che torni la tranquillità per i cittadini?
17/07/2007 - primadanoi.it
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Alcol e velocità, emergenza a Como
Alcol e velocità, emergenza anche a Como
Intanto dalla classifica del «Sole-24 Ore» emerge che le infrazioni dei lariani alla guida sono qualitativamente gravi
Nell'ultimo fine settimana ritirate sei patenti. Raffica di multe
Sei patenti ritirate, due delle quali per guida in stato di ebbrezza. E altre 25 multe per eccesso di velocità. È il bilancio dell'ultimo week-end di controlli della polizia locale di Como, che dall'inizio dell'estate ha cominciato a monitorare le grandi vie cittadine con telelaser ed etilometro. I numeri crescono: nel precedente fine settimana le patenti ritirate erano state 4, 16 invece le multe. A questi dati, si aggiungono poi i rilevamenti del Sole-24 Ore, che ieri ha pubblicato le graduatorie nazionali sul numero dei punti decurtati provincia per provincia: Como è nella seconda metà della classifica.
Sul Lario, il numero delle infrazioni che tolgono punti sulla patente è più basso rispetto ad altre realtà nazionali e regionali. Sorprende, però, il valore comasco alla voce «punti detratti per ogni infrazione» (3,89), tra più alti a livello regionale. Questo significa che, tendenzialmente, i comaschi commettono sì poche infrazioni ma gravi, infrazioni che portano alla decurtazione di parecchi punti.
Migliora, invece, la situazione lariana in merito alle patenti 'azzerate', cala cioè il numero di conducenti che hanno commesso tante infrazioni da esaurire la propria scorta di punti. Siamo oltre metà classifica nazionale, e praticamente agli ultimi posti in Lombardia (davanti soltanto a Mantova, Brescia e Bergamo).
Dal quadro del Sole-24 Ore sull'imprudenza al volante, quindi, Como emerge con risultati sostanzialmente positivi. A prescindere da questo tipo di statistica, le cronache locali in questo periodo sono state troppo spesso occupate da incidenti mortali. Tre nell'ultima settimana. Diciannove da inizio anno.
L'ultimo sabato sera, a Merone, dove Giuseppe Vecchietti, 36 anni, operaio di Erba, ha perso la vita in moto. Nel 1989, il fratello Gianluca, era morto travolto da un'auto pirata davanti a Lariofiere. E mentre il Piemonte piange una ragazza investita da un automobilista ubriaco, il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, proporrà nel Ddl in discussione al Senato il sequestro della macchina a chi guida in stato di ebbrezza.
«Non sono d'accordo - commenta Vincenzo Graziani, comandante della polizia locale di Como - in questo modo, infatti, si colpirebbe il veicolo e non la persona. Se una persona ha i soldi per comprare un'altra macchina, il sequestro è inutile. Piuttosto, se l'incidente è causato dallo stato psicofisico (alterato, ndr), il conducente per qualche anno non dovrebbe più vedere la patente. Poi, se si tratta di un recidivo, si potrebbe arrivare al ritiro a vita. Continuo a sostenere che dei tre fattori - strada, mezzo e uomo - il terzo è ancora quello con la maggior responsabilità negli incidenti. Bisogna aumentare la vigilanza e tornare ai posti di controllo regolari, poiché oggi una persona può fare chilometri e chilometri senza incontrare una pattuglia. Spesso poi, l'eccesso di sicurezza fa dimenticare le misure di prudenza. Un'ultima riflessione - conclude Graziani - i mezzi vanno revisionati ogni 4 anni. Farei lo stesso anche per le patenti, sottoponendo i cittadini a controlli periodici».
Ivana Canavesio è perplessa tanto quanto Graziani sul sequestro dell'auto, ma punta sull'educazione dei ragazzi. Sul «cambiare le teste», nel senso di insegnare ai conducenti di domani rischi e cautele della strada. Responsabile comasca dell'associazione Per una strada che non c'è, Ivana nel 1999 ha perso una figlia di 25 anni, investita sul marciapiede da un 45enne senza patente. Tra pochi giorni saranno trascorsi 8 anni dalla tragedia. L'investitore di sua figlia è morto in carcere e lei, oltre ad aver accettato un dolore così grande, oggi si impegna per far sì che queste tragedie siano sempre meno frequenti. «La migliore sensibilizzazione si fa con i ragazzi alla 'vigilia' del motorino. Domani guideranno uno scooter, dopodomani un'auto. Al di là di questa attività - prosegue Ivana - bisogna chiedersi perché nel resto d'Europa i morti sulla strada sono diminuiti, e da noi sono aumentati. A parere mio manca una sorta di certezza della pena: il reato che può essere imputato a un investitore è omicidio colposo, se è incensurato non va nemmeno in carcere. Ma senza arrivare a questi casi limite, basterebbe una pena certa per gli episodi più gravi: se prendi l'auto senza patente, o ubriaco, anche se non combini nulla e vieni scoperto, fai 48 ore di carcere. Solo due giorni, ma veri».
Andrea Bambace - 17.07.07 - corrieredicomo.it
Intanto dalla classifica del «Sole-24 Ore» emerge che le infrazioni dei lariani alla guida sono qualitativamente gravi
Nell'ultimo fine settimana ritirate sei patenti. Raffica di multe
Sei patenti ritirate, due delle quali per guida in stato di ebbrezza. E altre 25 multe per eccesso di velocità. È il bilancio dell'ultimo week-end di controlli della polizia locale di Como, che dall'inizio dell'estate ha cominciato a monitorare le grandi vie cittadine con telelaser ed etilometro. I numeri crescono: nel precedente fine settimana le patenti ritirate erano state 4, 16 invece le multe. A questi dati, si aggiungono poi i rilevamenti del Sole-24 Ore, che ieri ha pubblicato le graduatorie nazionali sul numero dei punti decurtati provincia per provincia: Como è nella seconda metà della classifica.
Sul Lario, il numero delle infrazioni che tolgono punti sulla patente è più basso rispetto ad altre realtà nazionali e regionali. Sorprende, però, il valore comasco alla voce «punti detratti per ogni infrazione» (3,89), tra più alti a livello regionale. Questo significa che, tendenzialmente, i comaschi commettono sì poche infrazioni ma gravi, infrazioni che portano alla decurtazione di parecchi punti.
Migliora, invece, la situazione lariana in merito alle patenti 'azzerate', cala cioè il numero di conducenti che hanno commesso tante infrazioni da esaurire la propria scorta di punti. Siamo oltre metà classifica nazionale, e praticamente agli ultimi posti in Lombardia (davanti soltanto a Mantova, Brescia e Bergamo).
Dal quadro del Sole-24 Ore sull'imprudenza al volante, quindi, Como emerge con risultati sostanzialmente positivi. A prescindere da questo tipo di statistica, le cronache locali in questo periodo sono state troppo spesso occupate da incidenti mortali. Tre nell'ultima settimana. Diciannove da inizio anno.
L'ultimo sabato sera, a Merone, dove Giuseppe Vecchietti, 36 anni, operaio di Erba, ha perso la vita in moto. Nel 1989, il fratello Gianluca, era morto travolto da un'auto pirata davanti a Lariofiere. E mentre il Piemonte piange una ragazza investita da un automobilista ubriaco, il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, proporrà nel Ddl in discussione al Senato il sequestro della macchina a chi guida in stato di ebbrezza.
«Non sono d'accordo - commenta Vincenzo Graziani, comandante della polizia locale di Como - in questo modo, infatti, si colpirebbe il veicolo e non la persona. Se una persona ha i soldi per comprare un'altra macchina, il sequestro è inutile. Piuttosto, se l'incidente è causato dallo stato psicofisico (alterato, ndr), il conducente per qualche anno non dovrebbe più vedere la patente. Poi, se si tratta di un recidivo, si potrebbe arrivare al ritiro a vita. Continuo a sostenere che dei tre fattori - strada, mezzo e uomo - il terzo è ancora quello con la maggior responsabilità negli incidenti. Bisogna aumentare la vigilanza e tornare ai posti di controllo regolari, poiché oggi una persona può fare chilometri e chilometri senza incontrare una pattuglia. Spesso poi, l'eccesso di sicurezza fa dimenticare le misure di prudenza. Un'ultima riflessione - conclude Graziani - i mezzi vanno revisionati ogni 4 anni. Farei lo stesso anche per le patenti, sottoponendo i cittadini a controlli periodici».
Ivana Canavesio è perplessa tanto quanto Graziani sul sequestro dell'auto, ma punta sull'educazione dei ragazzi. Sul «cambiare le teste», nel senso di insegnare ai conducenti di domani rischi e cautele della strada. Responsabile comasca dell'associazione Per una strada che non c'è, Ivana nel 1999 ha perso una figlia di 25 anni, investita sul marciapiede da un 45enne senza patente. Tra pochi giorni saranno trascorsi 8 anni dalla tragedia. L'investitore di sua figlia è morto in carcere e lei, oltre ad aver accettato un dolore così grande, oggi si impegna per far sì che queste tragedie siano sempre meno frequenti. «La migliore sensibilizzazione si fa con i ragazzi alla 'vigilia' del motorino. Domani guideranno uno scooter, dopodomani un'auto. Al di là di questa attività - prosegue Ivana - bisogna chiedersi perché nel resto d'Europa i morti sulla strada sono diminuiti, e da noi sono aumentati. A parere mio manca una sorta di certezza della pena: il reato che può essere imputato a un investitore è omicidio colposo, se è incensurato non va nemmeno in carcere. Ma senza arrivare a questi casi limite, basterebbe una pena certa per gli episodi più gravi: se prendi l'auto senza patente, o ubriaco, anche se non combini nulla e vieni scoperto, fai 48 ore di carcere. Solo due giorni, ma veri».
Andrea Bambace - 17.07.07 - corrieredicomo.it
Omicidio volontario per l'ubriaco di Pinerolo
E' accusato di omicidio volontario l'ubriaco che ha ucciso la sedicenne a Pinerolo
PINEROLO (17 luglio) - Si aggrava la posizione di Corrado Avaro, l'uomo che ha travolto e ucciso a Pinerolo la 16enne Claudia Muro: su di lui, infatti, ora pende l'accusa di omicidio volontario. L'uomo resterà in carcere: il gip Marco Battiglia ha convalidato l'arresto, respingendo la richiesta di scarceraziome avanzata dai suoi legali. E, soprattutto, è cambiato il capo d'accusa: il pm, infatti, ha ottenuto dal gip di Pinerolo la modifica da omicidio colposo a volontario. Avaro aveva travolto e ucciso con la sua auto la sedicenne Claudia Muro all'uscita di una discoteca di San Secondo di Pinerolo (Torino). Al momento dell'incidente l'uomo guidava in stato d'ebrezza e dai controlli successivi è risultato avere un tasso di alcol nel sangue superiore di tre volte ai limiti consentiti dalla legge.
Respinta, così, la richiesta di scarcerazione, e in subordine quella degli arresti domiciliari, avanzata dal legale di Avaro, l'avvocato Giancarlo Perassi, che ha sostenuto la tesi dell'omicidio colposo. Di diverso parere il sostituto procuratore di Pinerolo, Francesco La Rosa, che ha ipotizzato l'accusa del dolo eventuale.
Sempre questa mattina, intanto, si sono svolti i funerali della ragazza. Centinaia di persone si sono ritrovate nella chiesa di Pasta, la piccola frazione di Rivalta (Torino) dove la ragazza viveva con la famiglia. «Voglio amarti come non ho mai saputo, come se fossi la cosa più bella, come se fossi ancora viva», è stato il saluto del fidanzatino della ragazza, mentre il parroco ha ricordato la sua «straordinaria voglia di vivere». «Claudia non c'è più - ha detto il sacerdote rivolgendosi ai numerosi amici della ragazza - ma sono sicuro che partirà con voi per le vacanze...».
17.07.07 - ilmessaggero.it
PINEROLO (17 luglio) - Si aggrava la posizione di Corrado Avaro, l'uomo che ha travolto e ucciso a Pinerolo la 16enne Claudia Muro: su di lui, infatti, ora pende l'accusa di omicidio volontario. L'uomo resterà in carcere: il gip Marco Battiglia ha convalidato l'arresto, respingendo la richiesta di scarceraziome avanzata dai suoi legali. E, soprattutto, è cambiato il capo d'accusa: il pm, infatti, ha ottenuto dal gip di Pinerolo la modifica da omicidio colposo a volontario. Avaro aveva travolto e ucciso con la sua auto la sedicenne Claudia Muro all'uscita di una discoteca di San Secondo di Pinerolo (Torino). Al momento dell'incidente l'uomo guidava in stato d'ebrezza e dai controlli successivi è risultato avere un tasso di alcol nel sangue superiore di tre volte ai limiti consentiti dalla legge.
Respinta, così, la richiesta di scarcerazione, e in subordine quella degli arresti domiciliari, avanzata dal legale di Avaro, l'avvocato Giancarlo Perassi, che ha sostenuto la tesi dell'omicidio colposo. Di diverso parere il sostituto procuratore di Pinerolo, Francesco La Rosa, che ha ipotizzato l'accusa del dolo eventuale.
Sempre questa mattina, intanto, si sono svolti i funerali della ragazza. Centinaia di persone si sono ritrovate nella chiesa di Pasta, la piccola frazione di Rivalta (Torino) dove la ragazza viveva con la famiglia. «Voglio amarti come non ho mai saputo, come se fossi la cosa più bella, come se fossi ancora viva», è stato il saluto del fidanzatino della ragazza, mentre il parroco ha ricordato la sua «straordinaria voglia di vivere». «Claudia non c'è più - ha detto il sacerdote rivolgendosi ai numerosi amici della ragazza - ma sono sicuro che partirà con voi per le vacanze...».
17.07.07 - ilmessaggero.it
Villa Borghese, drogata e violentata
Villa Borghese, drogata e violentata Rinviati a giudizio tre nordafricani
La diciassettenne fu picchiata e minacciata col coltello
QUATTRO condanne e tre rinvii a giudizi nell'ambito di un procedimento relativo a diversi episodi di violenza sessuale e di cessione di sostanze stupefacenti. In particolare il gup Adele Rando ha disposto il rinvio a giudizio di tre stranieri accusati di violenza sessuale di gruppo e lesioni. Si tratta di Aladine Missaui 22 anni tunisino, Tuomi Meydi 27 anni tunisino e di Mohamad Bamou 36 anni marocchino. Il processo nei loro confronti inizierà il 26 novembre davanti alla nona sezione del tribunale penale. I tre sono accusati di aver abusato di L. T. una 17enne il 13 maggio 2006 a Villa Borghese. Dopo aver schiaffeggiato, puntato un coltello alla gola della ragazza e costretto ad assumere cocaina l'hanno violentata a turno. Ad una settimana dei fatti la giovane tornò nella villa dove riconobbe i tre quindi allertò le forze dell'ordine che li arrestarono. Dalle dichiarazioni della ragazza partirono poi degli accertamenti portati avanti dal pm Roberto Staffa in merito a un giro di cocaina nella Capitale. Da qui furono individuate le altre 4 persone ieri condannate dallo stesso gup. In particolare il giudice ha condannato con rito abbreviato a 4 anni di reclusione ciascuno e al pagamento di una multa di 20 mila euro Enrico Grimaldi e Giovanni Di Stefano, 51enni, romani, accusati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Dalle stesse indagini emerse anche la posizione di Giorgio Estasio 69enne romano. L'uomo è stato condannato a sei anni e 8 mesi e a una multa di 40 mila euro per le accuse di violenza sessuale aggravata, detenzione e spaccio di cocaina. L'uomo secondo l'accusa avrebbe costretto tre ragazze minorenni a subire e compiere atti sessuali abusando dello stato di inferiorità psicofisica in cui si trovavano a causa dell'assunzione contemporanea di alcol in grande quantità e di cocaina, sostanze che era lo stesso Estasio a dare alle giovani. Diversi gli episodi di violenza perpetrati dall'uomo che sarebbero avvenuti tra l'agosto 2001 e il giugno 2005. Vittima degli abusi anche A. T. 23 anni romana che è accusata di cessione di sostanze stupefacenti ha patteggiato la pena a un anno di reclusione. Estasio nell'ambito delle indagini si vide recapitare un provvedimento restrittivo della libertà personale e per questo è tuttora in carcere. Secondo l'accusa l'uomo era perfettamente consapevole che le ragazze erano minorenni e vi sarebbe uno stretto legame tra la cessione apparentemente gratuita della cocaina e le prestazioni sessuali che l'uomo riusciva ad ottenere dalle ragazze anche grazie allo stato confusionale in cui si trovavano. Non rappresenterebbe invece una diminuente alle accuse il fatto che le ragazze siano ritornate nell'appartamento utilizzato dall'uomo, in una zona industriale vicino a Ciampino, perché le giovani in quel periodo, secondo l'accusa avevano una impellente necessità di assume cocaina e per tanto non erano consapevoli al pericolo a cui si esponevano. Secondo il pm sussistono le esigenze cautelari in quanto vi è il pericolo di reiterazione del reato dimostrato dal fatto che in un caso Estasio si sia rifatto vivo con una delle sue vittime dopo alcuni anni e per tanto c'è il rischio che se dovesse tornare in libertà potrebbe di nuovo cercare le sue giovani vittime.
martedì 17 luglio 2007 - iltempo.it
La diciassettenne fu picchiata e minacciata col coltello
QUATTRO condanne e tre rinvii a giudizi nell'ambito di un procedimento relativo a diversi episodi di violenza sessuale e di cessione di sostanze stupefacenti. In particolare il gup Adele Rando ha disposto il rinvio a giudizio di tre stranieri accusati di violenza sessuale di gruppo e lesioni. Si tratta di Aladine Missaui 22 anni tunisino, Tuomi Meydi 27 anni tunisino e di Mohamad Bamou 36 anni marocchino. Il processo nei loro confronti inizierà il 26 novembre davanti alla nona sezione del tribunale penale. I tre sono accusati di aver abusato di L. T. una 17enne il 13 maggio 2006 a Villa Borghese. Dopo aver schiaffeggiato, puntato un coltello alla gola della ragazza e costretto ad assumere cocaina l'hanno violentata a turno. Ad una settimana dei fatti la giovane tornò nella villa dove riconobbe i tre quindi allertò le forze dell'ordine che li arrestarono. Dalle dichiarazioni della ragazza partirono poi degli accertamenti portati avanti dal pm Roberto Staffa in merito a un giro di cocaina nella Capitale. Da qui furono individuate le altre 4 persone ieri condannate dallo stesso gup. In particolare il giudice ha condannato con rito abbreviato a 4 anni di reclusione ciascuno e al pagamento di una multa di 20 mila euro Enrico Grimaldi e Giovanni Di Stefano, 51enni, romani, accusati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Dalle stesse indagini emerse anche la posizione di Giorgio Estasio 69enne romano. L'uomo è stato condannato a sei anni e 8 mesi e a una multa di 40 mila euro per le accuse di violenza sessuale aggravata, detenzione e spaccio di cocaina. L'uomo secondo l'accusa avrebbe costretto tre ragazze minorenni a subire e compiere atti sessuali abusando dello stato di inferiorità psicofisica in cui si trovavano a causa dell'assunzione contemporanea di alcol in grande quantità e di cocaina, sostanze che era lo stesso Estasio a dare alle giovani. Diversi gli episodi di violenza perpetrati dall'uomo che sarebbero avvenuti tra l'agosto 2001 e il giugno 2005. Vittima degli abusi anche A. T. 23 anni romana che è accusata di cessione di sostanze stupefacenti ha patteggiato la pena a un anno di reclusione. Estasio nell'ambito delle indagini si vide recapitare un provvedimento restrittivo della libertà personale e per questo è tuttora in carcere. Secondo l'accusa l'uomo era perfettamente consapevole che le ragazze erano minorenni e vi sarebbe uno stretto legame tra la cessione apparentemente gratuita della cocaina e le prestazioni sessuali che l'uomo riusciva ad ottenere dalle ragazze anche grazie allo stato confusionale in cui si trovavano. Non rappresenterebbe invece una diminuente alle accuse il fatto che le ragazze siano ritornate nell'appartamento utilizzato dall'uomo, in una zona industriale vicino a Ciampino, perché le giovani in quel periodo, secondo l'accusa avevano una impellente necessità di assume cocaina e per tanto non erano consapevoli al pericolo a cui si esponevano. Secondo il pm sussistono le esigenze cautelari in quanto vi è il pericolo di reiterazione del reato dimostrato dal fatto che in un caso Estasio si sia rifatto vivo con una delle sue vittime dopo alcuni anni e per tanto c'è il rischio che se dovesse tornare in libertà potrebbe di nuovo cercare le sue giovani vittime.
martedì 17 luglio 2007 - iltempo.it
Usa: molti lavoratori fanno uso di droghe
Usa. Ricerca: molti i lavoratori che ammettono di fare uso di droghe
Secondo una recente indagine del governo americano, circa un su 12 lavoratori a tempo pieno negli Stati Uniti riconosce di aver fatto uso di sostanze stupefacenti nel corso dell'ultimo mese.
Il tasso più alto lo registra il settore della ristorazione, con il 17,4% degli intervistati che ammette l'uso di stupefacenti.
Tra operai nel settore dell'edilizia, al secondo posto, il tasso è invece del 15,1 per cento. Il consumo più basso si registra tra gli insegnanti e gli assistenti sociali, con un percentuale che si aggira attorno al 4 per cento. L'utilizzo medio di sostanze vietate è dell'8,2 per cento.
Lo studio è stato condotto dalla Substance Abuse and Mental Health Administration, l'agenzia che si occupa dell'abuso di sostanze stupefacenti e dalla salute mentale negli Stati Uniti.
Joe Groefer, un dirigente dell'agenzia, ha fatto sapere che nella maggior parte dei casi si è trattato di droghe collegate alla marijuana.
Prevalente è l'uso delle droghe tra i lavoratori giovani. Il 19% di quelli di età compresa tra i 18 e i 25 anni ha ammesso di averne fatto uso, contro il 10,3 % di quelli di età tra i 26 e i 34 anni, il 7% di quelli tra i 35 e i 49 anni, e il 2,6% di quelli tra i 50 e i 64 anni.
Lo studio si è anche occupato dell'abuso di alcolici. Circa 10,1 milioni di lavoratori a tempo pieno, o l'8,8%, ha ammesso di aver fatto forte uso di alcol nell'ultimo mese.
17-07-2007 - droghe.aduc.it
Secondo una recente indagine del governo americano, circa un su 12 lavoratori a tempo pieno negli Stati Uniti riconosce di aver fatto uso di sostanze stupefacenti nel corso dell'ultimo mese.
Il tasso più alto lo registra il settore della ristorazione, con il 17,4% degli intervistati che ammette l'uso di stupefacenti.
Tra operai nel settore dell'edilizia, al secondo posto, il tasso è invece del 15,1 per cento. Il consumo più basso si registra tra gli insegnanti e gli assistenti sociali, con un percentuale che si aggira attorno al 4 per cento. L'utilizzo medio di sostanze vietate è dell'8,2 per cento.
Lo studio è stato condotto dalla Substance Abuse and Mental Health Administration, l'agenzia che si occupa dell'abuso di sostanze stupefacenti e dalla salute mentale negli Stati Uniti.
Joe Groefer, un dirigente dell'agenzia, ha fatto sapere che nella maggior parte dei casi si è trattato di droghe collegate alla marijuana.
Prevalente è l'uso delle droghe tra i lavoratori giovani. Il 19% di quelli di età compresa tra i 18 e i 25 anni ha ammesso di averne fatto uso, contro il 10,3 % di quelli di età tra i 26 e i 34 anni, il 7% di quelli tra i 35 e i 49 anni, e il 2,6% di quelli tra i 50 e i 64 anni.
Lo studio si è anche occupato dell'abuso di alcolici. Circa 10,1 milioni di lavoratori a tempo pieno, o l'8,8%, ha ammesso di aver fatto forte uso di alcol nell'ultimo mese.
17-07-2007 - droghe.aduc.it
Violenza sessuale: GdF denuncia indiano
Bologna. Violenza sessuale: GdF denuncia indiano
Una commessa 21enne di origine polacca è stata molestata da un immigrato indiano di 30 anni
BOLOGNA (17 lug. 2007) - Un'altra aggressione a sfondo sessuale è avvenuta l'altra notte a Bologna. Una commessa ventunenne, di origine polacca, è stata molestata da un immigrato indiano di 30 anni, J.S., subito rintracciato e denunciato da una pattuglia della Guardia di Finanza. E' accaduto verso le 22.30 di domenica all'angolo fra via Rizzoli e via Indipendenza, nel pieno centro della città. La giovane è stata assalita nei pressi di una fermata degli autobus dall'uomo, che le ha messo le mani addosso tentando anche di abbassarle i pantaloni.
La reazione decisa della vittima ha però fatto desistere il maniaco, attirando anche l' attenzione di alcune guardie giurate di un istituto di vigilanza, che hanno prestato i primi soccorsi alla ragazza. Le stesse guardie hanno poi fermato un'auto della Finanza, che si trovava in zona per un giro di controllo, nell'ambito del servizi organizzati in attuazione del 'Patto per la sicurezza' siglato a giugno fra Comune e Governo. Dopo avere raccolto la denuncia della giovane, che ha descritto e indicato ai militari il suo aggressore, ancora nei paraggi, l'uomo è stato rintracciato e portato in caserma, a disposizione del Pm di turno Morena Plazzi.
Per l'indiano, in regola con le norme di soggiorno e incensurato, è scattata una denuncia a piede libero con l'accusa di violenza sessuale. Si tratta della terza aggressione a sfondo sessuale avvenuta a Bologna in meno di una settimana, dopo i casi della diciottenne molestata mercoledì scorso in via Avesella e della ventottenne stuprata venerdì notte in via Valdonica.
17.07.07 - emilianet.it
Una commessa 21enne di origine polacca è stata molestata da un immigrato indiano di 30 anni
BOLOGNA (17 lug. 2007) - Un'altra aggressione a sfondo sessuale è avvenuta l'altra notte a Bologna. Una commessa ventunenne, di origine polacca, è stata molestata da un immigrato indiano di 30 anni, J.S., subito rintracciato e denunciato da una pattuglia della Guardia di Finanza. E' accaduto verso le 22.30 di domenica all'angolo fra via Rizzoli e via Indipendenza, nel pieno centro della città. La giovane è stata assalita nei pressi di una fermata degli autobus dall'uomo, che le ha messo le mani addosso tentando anche di abbassarle i pantaloni.
La reazione decisa della vittima ha però fatto desistere il maniaco, attirando anche l' attenzione di alcune guardie giurate di un istituto di vigilanza, che hanno prestato i primi soccorsi alla ragazza. Le stesse guardie hanno poi fermato un'auto della Finanza, che si trovava in zona per un giro di controllo, nell'ambito del servizi organizzati in attuazione del 'Patto per la sicurezza' siglato a giugno fra Comune e Governo. Dopo avere raccolto la denuncia della giovane, che ha descritto e indicato ai militari il suo aggressore, ancora nei paraggi, l'uomo è stato rintracciato e portato in caserma, a disposizione del Pm di turno Morena Plazzi.
Per l'indiano, in regola con le norme di soggiorno e incensurato, è scattata una denuncia a piede libero con l'accusa di violenza sessuale. Si tratta della terza aggressione a sfondo sessuale avvenuta a Bologna in meno di una settimana, dopo i casi della diciottenne molestata mercoledì scorso in via Avesella e della ventottenne stuprata venerdì notte in via Valdonica.
17.07.07 - emilianet.it
Stupro, operaio nei guai
SAN FELICE CIRCEO — C'è una denuncia per violenza sessuale su minore. E' scattata per B.C., 26 anni, operaio, di Terracina. Il giovane ha ammesso di aver avuto un rapporto carnale con Laura (nome di comodo), una quattordicenne della provincia romana in vacanza al Circeo con i nonni. La sua versione si scontra con quella della minorenne, la quale, da parte sua, ha dichiarato di essere stata aggredita e violentata nel bagno di casa. Gli inquirenti (procede la Polizia di Stato di Terracina) continuano le indagini, per fare piena luce sull'episodio, che si è registrato giovedì pomeriggio in un comprensorio turistico. Sembra sul punto di chiudersi l'ennesima vicenda di uno stupro (presunto) consumato in piena estate. Siamo ad un passaggio-chiave.
17.07.07 - iltempo.it
17.07.07 - iltempo.it
Cannabis migliora il decorso della sclerosi multipla
Il sistema antidolore naturale dell'organismo basato sui cannabinoidi prodotti nel cervello e in altre parti del corpo va 'in tilt' nei pazienti con sclerosi multipla, in cui si riscontra un aumento di alcuni di questi composti dovuto a certi enzimi che potrebbero, dunque, divenire bersagli per nuovi farmaci intelligenti contro la malattia.E' quanto emerso da una ricerca congiunta della Fondazione Santa Lucia e dell'Universita' di Roma Tor Vergata diretta da Giorgio Bernardi, direttore della Clinica Neurologica dell'ateneo romano e responsabile delle Attivita' di Neuroscienze Sperimentali della Fondazione nel Centro Europeo di Ricerca sul Cervello. I risultati, che saranno pubblicati sulla rivista Brain, aprono la via a nuovi farmaci sostitutivi dei derivati della cannabis oggi ampiamente usati sui pazienti ma non privi di effetti collaterali.Il nostro organismo produce naturalmente sostanze ad azione simile a quella dei principi attivi di marijuana e hashish, i cannabinoidi endogeni o endocannabinoidi. Se l'assunzione di questi principi attivi avviene con l'uso di droghe si verificano effetti stupefacenti pericolosi per l'organismo; nondimeno nelle persone affette da sclerosi multipla queste droghe possono migliorare il decorso della malattia.
Sulla base di tale osservazione, come potenziali agenti terapeutici si sperimenta da alcuni anni l'utilizzo controllato di composti in grado di stimolare i recettori per gli endocannabinoidi. Adesso il nuovo studio sembra suggerire il modo di sintetizzare farmaci con la stessa azione dei cannabinoidi ma senza effetti collaterali.
I ricercatori si sono concentrati per la prima volta sugli effetti della sclerosi multipla sul sistema che produce i cannabinoidi endogeni ed hanno visto che la malattia ne modifica quantita' ed attivita'. Gli esperti hanno dimostrato che l'infiammazione cerebrale, causa degli attacchi di sclerosi multipla, aumenta la produzione di endocannabinoidi nel cervello e nel sistema immunitario ed identificato gli enzimi responasbili di questa deregolazione, che potrebbero divenire nuovi bersagli per farmaci, gia' in fase di sviluppo, privi degli effetti collaterali degli agenti cannabinoidi al momento disponibili.
17.07.07 - droghe.aduc.it
Sulla base di tale osservazione, come potenziali agenti terapeutici si sperimenta da alcuni anni l'utilizzo controllato di composti in grado di stimolare i recettori per gli endocannabinoidi. Adesso il nuovo studio sembra suggerire il modo di sintetizzare farmaci con la stessa azione dei cannabinoidi ma senza effetti collaterali.
I ricercatori si sono concentrati per la prima volta sugli effetti della sclerosi multipla sul sistema che produce i cannabinoidi endogeni ed hanno visto che la malattia ne modifica quantita' ed attivita'. Gli esperti hanno dimostrato che l'infiammazione cerebrale, causa degli attacchi di sclerosi multipla, aumenta la produzione di endocannabinoidi nel cervello e nel sistema immunitario ed identificato gli enzimi responasbili di questa deregolazione, che potrebbero divenire nuovi bersagli per farmaci, gia' in fase di sviluppo, privi degli effetti collaterali degli agenti cannabinoidi al momento disponibili.
17.07.07 - droghe.aduc.it
Nel pompelmo nuovi rischi per le donne
ROMA (16 luglio) - Se una mela al giorno bastava a togliere il medico di torno e gli agrumi a proteggere da brutti mali, nell'altalena dei promossi e bocciati dalla scienza, ora a salire sul banco degli imputati tocca al pomplemo. Basterebbe un quarto di pompelmo al giorno per aumentare del 30% i rischi di sviluppare il cancro al seno dopo la menopausa. Questa la conclusione di uno studio su 50 mila donne pubblicato sul "British Journal of Cancer". L'agrume è indiziato per via della sua capacità di aumentare i livelli di estrogeni, l'ormone femminile associato alle maggiori probabilità di contrarre il tumore della mammella.
Gli scienziati dell'università della California del sud e delle Hawaii hanno chiesto al campione di donne di rispondere a un questionario in cui dovevano essere elencate anche le abitudini alimentari. Con particolare attenzione al consumo di pompelmo. Studi precedenti, infatti, avevano già dimostrato come una molecola presente nell'agrume, il citocromo P450 3A4 (CYP3A4), interferisca nel metabolismo degli estrogeni.
«Il pompelmo - spiegano gli scienziati - inibisce il CYP3A4 determinando così un aumento degli ormoni femminili nel sangue». Sul risultato però i ricercatori invitano alla cautela. «Servono ulteriori studi in questo campo». In più precisano che «le conclusioni ottenute legano il consumo del frutto, e non del succo di pompelmo, all'insorgenza del cancro».
17.07.07 - ilmessaggero.it
Gli scienziati dell'università della California del sud e delle Hawaii hanno chiesto al campione di donne di rispondere a un questionario in cui dovevano essere elencate anche le abitudini alimentari. Con particolare attenzione al consumo di pompelmo. Studi precedenti, infatti, avevano già dimostrato come una molecola presente nell'agrume, il citocromo P450 3A4 (CYP3A4), interferisca nel metabolismo degli estrogeni.
«Il pompelmo - spiegano gli scienziati - inibisce il CYP3A4 determinando così un aumento degli ormoni femminili nel sangue». Sul risultato però i ricercatori invitano alla cautela. «Servono ulteriori studi in questo campo». In più precisano che «le conclusioni ottenute legano il consumo del frutto, e non del succo di pompelmo, all'insorgenza del cancro».
17.07.07 - ilmessaggero.it
Pensioni: Epifani, attendiamo proposta prodi
“Siamo in attesa che il presidente del Consiglio avanzi la sua proposta.
Erano in corso degli approfondimenti tecnici per valutare esattamente i costi della proposta di superamento dello scalone”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani a margine di un incontro nella sede di Firenze. Epifani ha poi aggiunto “spero che nelle prossime ore e nei prossimi giorni ci sia la possibilità di arrivare a questa proposta”. Quanto alla quota per Epifani “dà una flessibilità maggiore e quindi in via di impostazione, è preferibile ad una soglia più rigida”. “Se si confronta l’età reale del pensionamento in Italia non è molto dissimile da quello che è in Germania e in Francia: quindi c’e troppo allarme su questo problema”.
Lo ha detto il segretario della Cgil Guglielmo Epifani a margine di un incontro al direttivo provinciale della Cgil di Firenze in risposta al governatore della Banca d’Italia Mario Draghi che aveva chiesto di innalzare l’età del pensionamento. Per Epifani “il problema non è mai stato quello di opporsi ad una tendenza di permanenza al lavoro, è sempre stata una modalità. Se farlo in maniera incentivata, farlo attraverso un obbligo, se considerare i lavori tutti uguali oppure tenere conto della diversa faticosità dei lavori e dare un limite all’innalzamento dell’età, perché quello che conta in questi riscontri è l’età reale”.
Il segretario Cgil ha poi aggiunto che “andrebbe affrontato in maniera del tutto nuova il tema dell’invecchiamento attivo degli anziani. In una società che tende a vivere di più c’è il problema di come si affronta la condizione dell’anziano. Invecchiamento attivo vuol dire lavorare di più ma non solo: potersi formare, poter studiare, essere utile alla collettività, quindi è un tema più generale”. Infine per Epifani “è sbagliato ricondurlo unicamente al tema dell’età pensionabile”.
17 luglio 2007 - repubblica.it - news.kataweb.it
Erano in corso degli approfondimenti tecnici per valutare esattamente i costi della proposta di superamento dello scalone”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani a margine di un incontro nella sede di Firenze. Epifani ha poi aggiunto “spero che nelle prossime ore e nei prossimi giorni ci sia la possibilità di arrivare a questa proposta”. Quanto alla quota per Epifani “dà una flessibilità maggiore e quindi in via di impostazione, è preferibile ad una soglia più rigida”. “Se si confronta l’età reale del pensionamento in Italia non è molto dissimile da quello che è in Germania e in Francia: quindi c’e troppo allarme su questo problema”.
Lo ha detto il segretario della Cgil Guglielmo Epifani a margine di un incontro al direttivo provinciale della Cgil di Firenze in risposta al governatore della Banca d’Italia Mario Draghi che aveva chiesto di innalzare l’età del pensionamento. Per Epifani “il problema non è mai stato quello di opporsi ad una tendenza di permanenza al lavoro, è sempre stata una modalità. Se farlo in maniera incentivata, farlo attraverso un obbligo, se considerare i lavori tutti uguali oppure tenere conto della diversa faticosità dei lavori e dare un limite all’innalzamento dell’età, perché quello che conta in questi riscontri è l’età reale”.
Il segretario Cgil ha poi aggiunto che “andrebbe affrontato in maniera del tutto nuova il tema dell’invecchiamento attivo degli anziani. In una società che tende a vivere di più c’è il problema di come si affronta la condizione dell’anziano. Invecchiamento attivo vuol dire lavorare di più ma non solo: potersi formare, poter studiare, essere utile alla collettività, quindi è un tema più generale”. Infine per Epifani “è sbagliato ricondurlo unicamente al tema dell’età pensionabile”.
17 luglio 2007 - repubblica.it - news.kataweb.it
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