Alcol alla guida: Iss, limiti più bassi

Per combattere efficacemente le stragi sulle strade occorre diminuire il tasso alcolemico consentito per chi guida. È una delle ricette suggerite da Emanuele Scafato dell'Istituto Superiore di Sanità, direttore del centro Oms per la promozione della salute, durante il convegno su “Giovani alcool e morti sulle strade” che si è tenuto il 26 luglio scorso a Roma. ''Non esistono limiti di basso consumo da considerarsi sicuri - ha spiegato Scafato - la ricerca mondiale ha dimostrato una forte riduzione negli incidenti stradali quando i livelli di alcolemia consentiti sono stati abbassati''. Fra gli altri provvedimenti suggeriti dal centro sulla base delle esperienze internazionali ci sono anche il divieto di vendita esteso fino a 18 anni, più controlli sulle strade e il coinvolgimento dei medici di famiglia nell'individuazione dei problemi legati all'alcool. Le cifre fornite dall'Istituto Superiore di Sanità sugli incidenti stradali parlano di 6mila morti all'anno, con 15mila invalidi gravi, 120mila ricoverati e un milione e mezzo di visite al pronto soccorso. In totale la spesa sanitaria per le cure è stata stimata intorno a 33 miliardi di euro.


30/07/07 - raiutile.rai.it

Tutti schiavi del doping

La fine del Tour segna l’inizio di un ciclismo nuovo, credibile, trasparente, oppure ha segnato l’inizio della fine per lo sport più praticato al mondo? E anche la fine della corsa più affascinante? In Francia peggio di così non poteva andare, diciamolo. Quel mostro chiamato doping si è mangiato una Maglia Gialla (Rasmussen), ha ingoiato l’eroe della corsa (Vinokourov) e altri bocconi assortiti (ad esempio Moreni).

Il giovane vincitore Alberto Contador pare a sua volta toccato dall’inchiesta madrilena «Operacion Puerto» (quella che ha incastrato Basso), mai chiarita fino in fondo. E il fatto che nei primi 25 della classifica finale figurino 13 spagnoli non è una pezza d’appoggio da esibire per la corsa francese: tutti sanno che il metro di misurazione del doping in terra iberica è sempre stato un po’ più corto che altrove.

Gli ottimisti sostengono che proprio i casi di positività venuti alla luce sono la dimostrazione della via nuova: serietà, severità, pulizia cominciano a pagare. I pessimisti dicono che non ci sarà speranza finchè non sarà ripulito a fondo l’ambiente. Non basterà fermare per due anni le corse, hanno risposto giorni fa gli addetti ai lavori alla nostra proposta provocatoria, se quei due anni non verranno usati per tagliare tutti i tentacoli della piovra. E i tentacoli più lunghi non appartengono ai corridori, ma ai troppi personaggi che stanno loro intorno, lucrano sulle ambizioni degli attori e tirano i fili come si fa con le marionette.

Missione impossibile dunque? All’interrogativo non può sfuggire il fatto che il doping riguarda tutti gli sport: la spirale fu innescata dall’avvento della televisione (risalgono al 1954 le prime grandi riprese sportive in diretta, i Mondiali di calcio in Svizzera). Prima la tivù diede allo sport grande visibilità, poi portò sponsor sempre più padroni, quindi denaro a cascata, forti interessi, e dunque innescò astuzie assortite per conquistare il piatto.

Indietro non si torna, dove la posta è alta i bari ci saranno sempre. Il doping riguarda tutti, la guerra non sarà mai vinta completamente ma la battaglia va fatta in ogni caso per porre degli argini. E va fatta di più nel ciclismo, dove c’è chi inventa attentati orrendi contro la salute. Lo sport delle due ruote è il più praticato al mondo, abbiamo detto. Non per numero di iscritti alle federazioni nazionali ma per plebiscito. In fatto di ecologia, praticità e risparmio la bicicletta oggi (e sempre di più domani) sarà il mezzo maggiormente usato. Dunque il ciclismo in quanto tale non morirà mai. Ma si sta ammalando l’interesse del pubblico, delle tivù, degli sponsor, perché perde colpi la credibilità del risultato, il motore intorno al quale tutto si muove. Questo Tour ha avuto il merito di far cadere gli ultimi veli. Ora il ciclismo è nudo, serve urgentemente un vestito dignitoso.


30/07/07 - GIANNI ROMEO - lastampa.it

Emergenza incendi

Emergenza incendi: ultime 24 ore, 1800 interventi vigili del fuoco


ROMA - Continua l'impegno dei vigili del fuoco sul fronte incendi: nelle ultime 24 ore ci sono stati ben 1.800 interventi contro le fiamme. Si tratta soprattutto di roghi di sterpaglie, non di bosco, quindi sono piu' contenuti per dimensione e piu' facilmente controllabili. Le situazioni piu' critiche sono nella provincia di Bologna, a Vado e San Benedetto Val di Sangro, nell'ascolano, a Fabriano, a Rocca D'Arce, in provincia di Frosinone; focolai anche in diverse zone della Calabria. (Agr).


30/07/07 - corriere.it

Condannati a vestirsi da pollo

E’ questa l’insolita sentenza decisa da un giudice americano per tre uomini colpevoli di aver chiesto prestazioni sessuali a una poliziotta in incognito


PAINESVILLE, OHIO

Il giudice Michael Cicconetti aggiunge un’altra insolita sentenza a quelle per cui è divenuto famoso negli Stati Uniti.

Tre uomini sono stati giudicati colpevoli di aver chiesto, in un ristorante della città, prestazioni sessuali a una poliziotta in incognito. Il giudice Cicconetti in prima istanza li aveva condannati a 30 giorni di prigione, ma poi ha commutato la pena in qualcosa di più fantasioso: i tre uomini, a turno, dovranno indossare un costume giallo da pollo e a rimanere per 3 ore al giorno di fronte al palazzo di giustizia locale con un cartello con la scritta «Nessun Chicken Ranch a Painesville».

Il messaggio fa riferimento a "World Famous Chicken Ranch” (“Il più famoso pollaio del mondo”), un casinò-bordello nel Nevada dove la prostituzione è legale.
Il costume è stato preso in affitto da una persona del luogo che normalmente lo utilizza per far divertire i bambini nell’ospedale locale.

Come detto il giudice Cicconetti non è nuovo a sentenze fantasiose. In passato aveva condannato una persona che aveva dato del maiale a un poliziotto a sostare in strada, per alcune ore al giorno, con accanto un maiale e un cartello con su scritto: «questo non è un poliziotto».

In precedenza, una coppia di persone che aveva rubato la statua Gesù in fasce dal presepe venne condannata a indossare gli abiti di Giuseppe e Maria e a camminare al fianco di un asinello.


30/07/07 - lastampa.it

Omofobia in crescita in Italia

INTOLLERANZA, VIOLENZE E OMICIDI COSì L´OMOFOBIA STA CRESCENDO IN ITALIA

Casi di bullismo, atti vandalici, episodi di discriminazione: un dossier Arcigay alla commissione Giustizia della Camera


Un clima che si respira già sui banchi di scuola, cavalcato da alcuni movimenti di estrema destra e che sfocia ogni anno in decine di delitti


ROMA - In Italia, l´omofobia è bipartisan. «Per i gay ci vuole la garrota», ha proposto recentemente l´assessore regionale lombardo Pier Gianni Prosperini (An). «L´omosessualità è una devianza della personalità», ha ribadito più cautamente la senatrice della Margherita, Paola Binetti. Come stupirsi allora se oltre il 53% degli studenti italiani dichiara di ascoltare spesso a scuola l´offesa "finocchio", rivolta a un compagno?

L´allarme omofobia rischia così di investire il nostro Paese. «In casa nostra si stanno moltiplicando episodi di violenza, atti vandalici e discriminazioni a carattere omofobo - ha avvertito il ministro per le Pari opportunità, il 30 maggio scorso, durante un´informativa urgente alla Camera - sono segnali di un clima che vede riemergere pregiudizi e soprusi, che avremmo voluto superati da tempo». Barbara Pollastrini ha anche ricordato che «in questa inaccettabile e odiosa omofobia si è segnalato, fra gli altri, il movimento politico denominato Forza Nuova» e che nel «2006 sono state 30 le persone transgender uccise».

L´allarme è rilanciato da un dossier presentato dall´Arcigay, a fine giugno, alla commissione Giustizia della Camera: una lista impressionante di 7 omicidi (l´ultimo quello di un transessuale a Pescara il 21 aprile scorso); 30 atti di violenza fisica (pestaggi e stupri); 8 atti vandalici nei confronti di sedi e locali omosessuali; 50 episodi di discriminazione nell´ambito lavorativo e sociale a causa del proprio orientamento sessuale. Non solo. Secondo una ricerca, finanziata dall´Unione europea e condotta nei mesi scorsi da Arcigay, uno studente su due (il 53,5%) sente pronunciare spesso a scuola parole offensive come "finocchio" e a oltre il 10% degli studenti capita di vedere spesso un ragazzo deriso, offeso o aggredito perché ritenuto omosessuale. «Il clima d´odio e l´assenza di regole - sostiene il presidente dell´Arcigay, Aurelio Mancuso - sta portando a un arretramento culturale e a un crescente allarme omofobia. La politica - prosegue - sta sottovalutando la crescita di gruppi neofascisti, responsabili di atti vandalici e aggressioni verso la comunità gay. Per questo chiediamo che vangano al più presto messi fuori legge».

Mentre l´allarme monta, in commissione Giustizia della Camera è ancora fermo il pacchetto antiviolenza e antidiscriminazioni varato dall´esecutivo prima di Natale. Mentre la Commissione per i diritti delle lesbiche, gay e transgender, istituita dal ministero per la Pari opportunità, è ancora in attesa delle nomine dei vari componenti.

Ma il problema omofobia non è solo italiano: lo dimostra la risoluzione approvata dal Parlamento europeo il 26 aprile scorso, nella quale si condanna con forza ogni discriminazione fondata sull´orientamento sessuale e si chiede a tutti gli Stati membri di assicurare che le persone vengano protette da discorsi omofobici e da atti di violenza.


30/07/07 - di VLADIMIRO POLCHI - gaynews.it

Incidenti, altra giornata tragica

INCIDENTI STRADALI, ANCHE OGGI GIORNATA TRAGICA


BERGAMO - E' risultato positivo al test dell'alcol il conducente dell'auto protagonista dell'incidente stradale a Treviglio (Bergamo) in cui sono rimasti uccisi tre giovani di 16, 24 e 26 anni. Nel sangue di P.R., 24 anni, di Rivolta d'Adda, è stata trovata una percentuale di alcol quattro volte superiore rispetto ai limiti consentiti dalla legge. Il giovane è rimasto lievemente ferito e guarirà in 15 giorni. La tragedia si è consumata intorno alle 2 lungo la ex statale 11 Treviglio-Caravaggio. Sull'auto, una Renault Clio, viaggiavano cinque ragazzi, che stavano tornando a casa dopo una serata passata in un pub a Caravaggio, dove avevano festeggiato il compleanno di uno di loro.

All'improvviso, lungo un rettilineo, il conducente ha perso il controllo dell'auto che è finita contro un platano. I tre giovani seduti sul sedile posteriore sono stati sbalzati all'esterno dell'abitacolo e sono morti sul colpo. Si tratta di Emanuele F. 26 anni di Rivolta d'Adda, colui del quale si festeggiava il compleanno, A.R. 24 anni originario di Melzo (Milano) e residente a Truccazzano e di Jessica T., 16 anni, anche lei residente a Rivolta d'Adda ma originaria di Crema. Sono gravi invece le condizioni dell'altra ragazza Simona V., 18 anni, di Rivolta d'Adda che viaggiava al fianco del conducente. Per lei i medici si sono riservati la prognosi.


30/07/07 - ansa.it

Incidenti stradali, la strage continua

Nove morti e undici feriti in poche ore


Tre giovani hanno perso la vita nel bergamasco

La loro auto si è schiantata contro un platano



ROMA - Ancora morti e feriti sulle strade italiane: nove le vittime nelle ultime ore, mentre l'esodo verso le vacanze procede senza grandi problemi.

Tre giovani di 26 anni, 24 e 16 anni, hanno perso la vita alle 2 di questa notte in un incidente stradale nel bergamasco, sulla statale 11 al chilometro 182 tra Brescia e Milano. Alla guida dell'auto, che si è schiantata contro un platano, il 24enne, ricoverato in ospedale con una prognosi di 15 giorni. Un altro giovane di 18 anni è attualmente in prognosi riservata.

Una donna di 65 anni è morta sul colpo in uno scontro frontale avvenuto poco prima delle 8 ad Anzola Emilia, nel bolognese. Alla guida dell'altro mezzo, che ha invaso improvvisamente la corsia opposta, c'era un trentaseienne che i carabinieri intervenuti sul posto hanno definito "in evidente stato di ebbrezza". Le analisi hanno rilevato un tasso di alcol nel sangue quattro volte superiore al consentito. L'uomo è stato quindi arrestato per omicidio colposo.

Un ragazzo di 21 anni è morto, e altri quattro giovani sono rimasti feriti a Roma la scorsa notte. La loro auto si è ribaltata, forse per la velocità eccessiva, in prossimità della rampa del Gran Raccordo Anulare, in direzione Ciampino.

Tamponamento mortale in provincia di Padova: intorno alle 3.30 di stanotte sulla strada provinciale 3 di Albignasego, un automobilista è morto dopo essersi scontrato con un ciclomotore. Ferito il motociclista, che è stato trasferito in un ospedale di Padova.

Un morto e quattro feriti è il bilancio di un tamponamento che si è verificato intorno alla mezzanotte di ieri all'altezza del chilometro 21 della strada statale 26 di Seregno, in provincia di Milano. L.B, 43 anni, alla guida di una Smart ha tamponato un'Opel Astra sulla quale viaggiava una famiglia composta da R.T, 39 anni, alla guida della macchina, dalla moglie C.F, 44 anni, e dai due figli di 4 e 9 anni. L'impatto è risultato fatale per il conducente della Smart. Lievemente feriti i quattro occupanti della Opel.


Un uomo di 54 anni, è morto questa mattina a causa di un incidente lungo la strada statale 503 che da Scarperia porta al Passo del Giogo. L'uomo era alla guida di una moto quando si è scontrato frontalmente con un trattore che percorreva la carreggiata nell'altro senso di marcia. Praticamente illeso il conducente del trattore.

Un altro incidente mortale si è verificato nel salernitano. Una ragazza di 26 anni è deceduta ieri sera intorno alle 22.50, dopo aver trascorso alcune ore in ospedale, dove i medici hanno inutilmente tentato di salvarle la vita. L'incidente si era verificato attorno alle 16.40 sull'A3 Salerno-Reggio Calabria, all'altezza di Angri, dove la donna ha perso il controllo della sua auto.

Procede intanto regolarmente il traffico verso le vacanze. Come previsto, la mattinata di questa ultima domenica di luglio, si conferma da "bollino verde". Qualche rallentamento sulla sola A14, nell'area bolognese, in direzione nord, per i primi rientri dalle ferie di luglio. Nel pomeriggio è previsto un aumento del traffico in direzione delle grandi città che si intensificherà dalle ore 18 alle ore 21.


30/07/07 - repubblica.it

Ubriaco investe poliziotto

UBRIACO SOTTRAE FURGONE A PADRE E INVESTE POLIZIOTTO


Prima litiga con il padre, quindi gli sottrae le chiavi del furgone e con quello se ne va in giro per la citta' andando a sbattere a ripetizione contro cassonetti e auto in sosta, e infine - una volta bloccato dagli agenti di polizia di Questura e Polstrada - tenta di investire uno dei poliziotti. E' quanto accaduto la scorsa notte nelle strade di Modena, protagonista un 18enne, E.F., che ora e' in carcere con l'accusa di tentato omicidio nei confronti dell'agente ed inoltre dovra' rispondere di danneggiamento e di guida in stato di ebbrezza, perche' al test cui e' stato subito sottoposto e' risultato con un tasso alcolemico superiore al consentito per la guida. Per l'agente di polizia un trauma cranico, per fortuna non grave, e 15 punti di sutura alla testa e altri 5 ad una arcata sopraccigliare. Stando alla ricostruzione fatta dagli agenti, il giovane ieri sera ha litigato in casa con il padre ed e' quindi uscito di casa, non senza avergli prima sottratto le chiavi del furgone. Al volante di questo si e' messo a girare per la citta' emiliana, andando a sbattere contro cassonetti, auto in sosta e paracarri, con ogni probabilita' perche' gia' in preda ai fumi dell'alcol quando e' uscito di casa. Sono stati i vigili urbani, avvertiti da alcuni cittadini, a richiedere l'intervento della polizia e dalla Questura si sono quindi mosse due pattuglie, e inoltre veniva allertata anche uan pattuglia della Polstrada. Alla fine il furgone e' stato intercettato in una delle strade a ridosso del centro cittadino e quindi circondato. Gli agenti sono scesi dalle pattuglie ed e' stato allora che il giovane ha innestato la retromarcia, nel tentativo di scappare, investendo in pieno uno dei poliziotti. Tentativo di fuga inutile perche' E.F. e' stato bloccato e arrestato sul posto con l'accusa di tentato omicidio, e poi sottoposto al test per accertare se fosse ubriaco o meno. Test risultato, come detto, positivo.


30/07/07 - repubblica.it

Sesso e droga con parlamentare

Sesso e cocaina con un parlamentare in hotel a Roma


Squillo finisce in ospedale per un malore


(ANSA) - ROMA, 29 LUG - Un parlamentare, due squillo, coca e alcol in un hotel di via Veneto. Una delle ragazze sta male, va in ospedale, ma tutto finisce li'. Lo scenario e' stato ricostruito dalla polizia dopo l'arrivo al pronto soccorso della giovane, che diceva di essere stata costretta a prendere qualcosa. Poi, pero', ha cambiato versione. 'Non c'e' reato, nessuna denuncia', dicono gli investigatori. Non risulta che l'altra ragazza sia stata sentita, ne' che sia stato interpellato il parlamentare.


30/07/07 - ansa.it

COCAINA KILLER

Appelli in discoteca
Direttore Asl: "Emergenza finita"


Dopo i malori e forse una morte, per la cocaina tagliata con atropina, nei ritrovi bresciani si fa il possibile per avvertire del pericolo, anche dalla consolle. Appelli dei dj che sollecitano i giovani a ''non cascarci''


Brescia, 29 luglio 2007 - La paura della coca-killer pesa sul sabato notte in discoteca. Dopo i malori, forse una morte, per la cocaina tagliata con atropina, si fa il possibile per ''dare una mano'' anche dalla consolle. Appelli dei dj, piu' spesso dei 'vocalist', coloro che parlano per ore e ore al microfono, a fianco di chi si occupa solo di musica, sollecitano i giovani a ''non cascarci'', a ''divertirsi senza droga''.



Succede in molti locali. Dopo l'allarme per la cocaina tagliata male, tutti si sono presi l'impegno a parlarne con la loro eterogenea clientela, nella quale ci sono pure dei consumatori. E non puo' non succedere nella zona del basso Garda bresciano dove le discoteche sono tante e dove la droga potrebbe essere stata davvero assassina: una commessa ventenne e' morta nella notte tra giovedi' e venerdi' a Desenzano. Arresto cardio- circolatorio in persona priva di patologie il referto ma le sue ultime ore di vita sono state in una casa in cui si e' sniffato.



Nessuno resta indifferente di fronte all'allarme. Non ci rimangono, ad esempio, al 'Fura', discoteca di Lonato, a pochi chilometri dal casello autostradale di Desenzano. Il locale inizia a riempirsi dopo mezzanotte, passata da poco l'1:30 Davide 'Brio' Briosi, 21 anni, studente di economia e commercio, vocalist nel fine settimana, tra saluti personalizzati, auguri di compleanno e una serie di ''cento per cento Fura'', si rivolge ai clienti, in maggioranza tra i 20 e i 30 anni, lanciando appelli contro la droga. ''Non e' una novita' per noi - spiega poi -, lo facciamo tutti i fine settimana. Ma stavolta ho voluto far presente che la situazione e' ancora piu' grave.



Per questo ho detto, oltre a 'niente droga', 'non cascateci' e anche 'pensate a quello che e' successo'''. 'Brio' diventa la voce della coscienza del popolo del Fura, lui si considera ''la prova che ci si puo' divertire senza droga e senza alcol'': ''basta guardare noi alla consolle, che ci muoviamo, parliamo, balliamo per quattro ore ininterrottamente''.



Nella notte della paura, in cui altre dosi di coca tagliata male potrebbero colpire, 'Brio' e' ottimista: ''una volta quando lanciavi l'appello contro l'uso di droga e l'abuso di alcol ti facevano brutti gesti, ora non piu'. Qualcosa sta cambiando, le discoteche possono fare molto''. Poi, cappellino nero in testa, riprende a incalzare chi balla, a dare pacche sulle spalle a chi viene a salutarlo. 'Denis M.DJ' continua a mixare vinili di elettro-house e, appena passate le 2, e' quasi impossibile infilarsi nella pista, tra le pareti e le colonne bianche.



Indice puntato contro la droga anche dai 'Nu'Art', quattro ballerini scatenati a cui e' affidata l'animazione. ''Nel nostro gruppo - dicono - si pensa a ballare, allo show ma la prima regola e' che si lavora senza alcol e senza droga. Quello che e' successo e' molto grave''.



La vicenda della pericolosa cocaina 'cristallina' e' ben nota al popolo del Fura e fa discutere i giovani. Tutti sanno ma e' difficile, praticamente impossibile, trovare qualcuno che ammetta di consumare droga. E, comunque, piu' che la paura pare prevalere la rabbia verso chi trascina i giovani alla prima sniffata.



''La cocaina - commentano tre ragazzi di Seriate, nella bergamasca, dove la droga tagliata male ha provocato alcuni ricoveri - e' diventata uno status symbol. La sniffano i ricchi e anche chi ha pochi soldi non vuole essere da meno. Chi non ha la testa per capire che fa sempre male non smettera' nemmeno in questo fine settimana''. Due amiche bresciane, Martina e Michela, garantiscono che ''nella nostra compagnia nessuno ne fa uso'' ma conoscono le insidie: ''prima te la regalano, poi uscirne e' difficile. Forse quello che e' successo fara' riflettere''.



Emanuele di Sarezzo, tra un 'pota' (il noto intercalare bresciano) e l'altro, ammette di essere ''un po' ubriaco, pero' non ho problemi perche' sono venuto con il pullman che viene poi a riprenderci. E mi sto divertendo moltissimo anche senza droga''. E, allegrotto com'e', si sfoga: ''C'e' tantissima cocaina in giro. E' piu' facile trovare quella che le caramelle. A me fa schifo, ma ne usano tanta, tanta, tanta''. Si avvicinano le quattro, orario di chiusura del Fura.



E si forma una coda davanti al banchetto in cui i ragazzi si possono sottoporre all'alcol-test. ''Ne facciamo tanti - spiega uno dei volontari dell'iniziativa promossa da Polizia Stradale, Comune di Desenzano e alcune associazioni - e colpisce il fatto che vi si sottopongono piu' quelli tra i 20 e i trent'anni che non quelli con qualche anno di piu'. Se l'alcol test e' positivo invitiamo a non guidare, ad aspettare, a far guidare un amico''. Il popolo del sabato notte se ne va. Le auto - dalle Mercedes alle Smart - ripartono verso le tante province da cui sono giunte. Un giovane pesca dalle tasche la chiave della 'Golf' e la consegna ad un amico: ''Guida tu''.


30/07/07 - © qn.quotidiano.net

Basta guerre nel mondo!