Bambini Rom ridotti in schiavitù
Costringevano i figli, cinque bambini rom, a chiedere l'elemosina fra i tavoli dei ristoranti del lungomare, un'attività che produceva fino a 200 euro al giorno (per ogni bimbo). E se i piccoli tornavano indietro a mani vuote, venivano maltrattati e rispediti sul posto, a intenerire i turisti. Una barbarie interrotta ieri con l'arresto di 4 rom, tre donne e un uomo, bloccati da agenti della squadra mobile con l'accusa di sfruttamento e riduzione di minori alla schiavitù. I criminali vivevano nei campi nomadi di Casalnuovo e Afragola. I bambini sono stati affidati a un Istituto di prima accoglienza. City/Ansa
02/08/07 - city.corriere.it
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L'allattamento al seno riduce la mortalità neonatale
Il dato reso noto dall'Unicef a New York all'apertura della Settimana mondiale per l’allattamento al seno.
Allattare i bambini immediatamente dopo il parto può prevenire un numero significativo di morti neonatali, ha sottolineato oggi l’UNICEF all’apertura della Settimana mondiale per l’allattamento al seno.
Uno studio effettuato in Ghana, pubblicato sulla rivista Pediatrics, indica che il 16% delle morti neonatali può essere prevenuto allattando i neonati dal primo giorno di vita, percentuale che sale al 22% se l’allattamento ha inizio nella prima ora dalla nascita. L’allattamento al seno immediato è il tema della Settimana mondiale per l’allattamento al seno di quest’anno.
“Oltre 1/3 dei decessi infantili avviene durante il primo e più delicato mese di vita”, ha dichiarato il Direttore generale dell’UNICEF Ann M. Veneman: “L’allattamento al seno immediato garantisce nutrienti essenziali, protegge i neonati da malattie letali e favorisce la crescita e lo sviluppo del bambino”.
La questione è di particolare rilievo nell’Africa sub-sahariana, che ha il più alto tasso al mondo di mortalità infantile: circa il 10% dei bambini muoiono entro il primo anno di vita e la maggior parte delle morti neonatali avviene a casa. Benché nella regione sub-sahariana il tasso di allattamento esclusivo al seno fino al sesto mese di vita sia più che duplicato dagli anni ’90 - risultando ora pari al 30% - tale livello lascia tuttora centinaia di migliaia di bambini vulnerabili ai rischi di malattie e morte.
L’UNICEF stima che l’allattamento esclusivo al seno fino al sesto mese di vita potrebbe prevenire ogni anno la morte di 1,3 milioni di bambini sotto 5 anni.
“E’ indispensabile raggiungere le donne nelle loro case e comunità locali”, ha sottolineato il Direttore generale dell’UNICEF Ann M. Veneman. Il sostegno dell’UNICEF per un’assistenza sanitaria integrata a livello comunitario include la promozione dell’allattamento al seno e, a tal fine, l’UNICEF collabora con le organizzazioni partner, i governi e le comunità locali per lo sviluppo di una legislazione nazionale sull’allattamento al seno, per il miglioramento dell’assistenza prenatale e neonatale e per la destinazione, a livello comunitario, di maggiori risorse alle donne diventate madri.
02/08/07 - centumcellae.it
Allattare i bambini immediatamente dopo il parto può prevenire un numero significativo di morti neonatali, ha sottolineato oggi l’UNICEF all’apertura della Settimana mondiale per l’allattamento al seno.
Uno studio effettuato in Ghana, pubblicato sulla rivista Pediatrics, indica che il 16% delle morti neonatali può essere prevenuto allattando i neonati dal primo giorno di vita, percentuale che sale al 22% se l’allattamento ha inizio nella prima ora dalla nascita. L’allattamento al seno immediato è il tema della Settimana mondiale per l’allattamento al seno di quest’anno.
“Oltre 1/3 dei decessi infantili avviene durante il primo e più delicato mese di vita”, ha dichiarato il Direttore generale dell’UNICEF Ann M. Veneman: “L’allattamento al seno immediato garantisce nutrienti essenziali, protegge i neonati da malattie letali e favorisce la crescita e lo sviluppo del bambino”.
La questione è di particolare rilievo nell’Africa sub-sahariana, che ha il più alto tasso al mondo di mortalità infantile: circa il 10% dei bambini muoiono entro il primo anno di vita e la maggior parte delle morti neonatali avviene a casa. Benché nella regione sub-sahariana il tasso di allattamento esclusivo al seno fino al sesto mese di vita sia più che duplicato dagli anni ’90 - risultando ora pari al 30% - tale livello lascia tuttora centinaia di migliaia di bambini vulnerabili ai rischi di malattie e morte.
L’UNICEF stima che l’allattamento esclusivo al seno fino al sesto mese di vita potrebbe prevenire ogni anno la morte di 1,3 milioni di bambini sotto 5 anni.
“E’ indispensabile raggiungere le donne nelle loro case e comunità locali”, ha sottolineato il Direttore generale dell’UNICEF Ann M. Veneman. Il sostegno dell’UNICEF per un’assistenza sanitaria integrata a livello comunitario include la promozione dell’allattamento al seno e, a tal fine, l’UNICEF collabora con le organizzazioni partner, i governi e le comunità locali per lo sviluppo di una legislazione nazionale sull’allattamento al seno, per il miglioramento dell’assistenza prenatale e neonatale e per la destinazione, a livello comunitario, di maggiori risorse alle donne diventate madri.
02/08/07 - centumcellae.it
Trapianto ovarico tra sorelle
FERTILITA’: TRAPIANTO OVARICO TRA SORELLE, SPERANZA DAL BELGIO
(AGI/REUTERS) - Bruxelles, 1 ago. (embargo fino alle 23 GMT dell’1 agosto) - Potrebbe rappresentare una nuova speranza di fertilita’ per tutte le donne che non possono avere figli. La soluzione per le aspiranti mamme che hanno avuto un cancro o non hanno reagito positivamente alla ‘Fertilizzazione in vitro’ e’ un trapianto di tessuto ovarico. Un intervento di questo tipo e’ stato eseguito tra due sorelle di. Teresa Alvaro, 37 anni, reduce da una chemioterapia che le aveva danneggiato l’apparato riproduttore, si e’ sottoposta ad un impianto di cellule ovariche donatele dalla sorella Sandra. Dopo l’operazione le funzioni delle ovaie sono state ripristinate.
Jacques Donnez, professore di ginecologia all’universita’ Cattolica di Louvain a Bruxelles, ha detto che e’ troppo presto per avere delle prove certe ma che questo genere di trapianto puo’ dare una speranza a tutte le donne che non hanno potuto congelare i propri ovuli o che hanno subito danni per un cancro. L’operazione puo’ anche essere fatta tra donne non imparentate, purche’ abbiano tessuti e midollo osseo compatibili.
Teresa Alvaro si e’ detta fiduciosa su una sua prossima gravidanza. La donna ha deciso di sperimentare quest’intervento dopo aver letto che nel 2005 una ventiquattrenne americana, a cui la gemella diede tessuto ovarico, aveva dato alla luce un bambino sano. Da allora altre donne hanno seguito lo stesso iter medico ma sempre con sorelle gemelle.
Quello della Alvaro e’ il primo impianto da una non gemella. La differenza tra le mappe genetiche ha aggiunto un livello di complessita’ all’intervento chirurgico. Tuttavia, i test hanno dimostrato che cellule geneticamente diverse possono coesistere con successo. La sorella della Alvaro le aveva precedentemente donato midollo osseo per evitare problemi di rigetto. Una soluzione piu’ semplice sarebbe stata quella di donare direttamente un ovulo ma l’eventualita’ ha incontrato il rifiuto di entrambe le donne. “Volevo qualcosa che fosse solo mio e sentivo che se avessi ricevuto un ovulo”, ha detto la Alvaro, “sarebbe stato come se qualcun altro avesse fatto qualcosa al posto mio”. (AGI)
Red - 02/08/07 - donne-oggi.it
(AGI/REUTERS) - Bruxelles, 1 ago. (embargo fino alle 23 GMT dell’1 agosto) - Potrebbe rappresentare una nuova speranza di fertilita’ per tutte le donne che non possono avere figli. La soluzione per le aspiranti mamme che hanno avuto un cancro o non hanno reagito positivamente alla ‘Fertilizzazione in vitro’ e’ un trapianto di tessuto ovarico. Un intervento di questo tipo e’ stato eseguito tra due sorelle di. Teresa Alvaro, 37 anni, reduce da una chemioterapia che le aveva danneggiato l’apparato riproduttore, si e’ sottoposta ad un impianto di cellule ovariche donatele dalla sorella Sandra. Dopo l’operazione le funzioni delle ovaie sono state ripristinate.
Jacques Donnez, professore di ginecologia all’universita’ Cattolica di Louvain a Bruxelles, ha detto che e’ troppo presto per avere delle prove certe ma che questo genere di trapianto puo’ dare una speranza a tutte le donne che non hanno potuto congelare i propri ovuli o che hanno subito danni per un cancro. L’operazione puo’ anche essere fatta tra donne non imparentate, purche’ abbiano tessuti e midollo osseo compatibili.
Teresa Alvaro si e’ detta fiduciosa su una sua prossima gravidanza. La donna ha deciso di sperimentare quest’intervento dopo aver letto che nel 2005 una ventiquattrenne americana, a cui la gemella diede tessuto ovarico, aveva dato alla luce un bambino sano. Da allora altre donne hanno seguito lo stesso iter medico ma sempre con sorelle gemelle.
Quello della Alvaro e’ il primo impianto da una non gemella. La differenza tra le mappe genetiche ha aggiunto un livello di complessita’ all’intervento chirurgico. Tuttavia, i test hanno dimostrato che cellule geneticamente diverse possono coesistere con successo. La sorella della Alvaro le aveva precedentemente donato midollo osseo per evitare problemi di rigetto. Una soluzione piu’ semplice sarebbe stata quella di donare direttamente un ovulo ma l’eventualita’ ha incontrato il rifiuto di entrambe le donne. “Volevo qualcosa che fosse solo mio e sentivo che se avessi ricevuto un ovulo”, ha detto la Alvaro, “sarebbe stato come se qualcun altro avesse fatto qualcosa al posto mio”. (AGI)
Red - 02/08/07 - donne-oggi.it
Sunniti via dal governo: tre autobomba, 73 morti
A luglio sono di meno i caduti tra i militari, ma sale drasticamente il numero di vittime civili
Nel mese di luglio il numero delle vittime tra i soldati Usa in Iraq è significativamente calato, ma allo stesso tempo è aumentato drammaticamente il numero dei civili uccisi, mentre il primo giorno di agosto ha subito fatto registrare un bilancio di 73 morti nella sola Baghdad (142 in tutto il Paese) e un nuovo, duro colpo al governo di Nuri al Maliki, che continua a perdere i pezzi: i sei ministri del blocco sunnita si sono ieri dimessi in massa.
L'attentato più grave è stato compiuto da un kamikaze che alla guida di un'autocisterna carica di carburante e esplosivo si è lanciato contro un distributore di benzina nel quartiere al Mansour: in un inferno di fuoco, hanno perso la vita almeno cinquanta persone, e una sessantina di altre sono rimaste ferite. Un altro kamikaze è entrato in azione più o meno alla stessa ora nel quartiere commerciale Karrada, dove ha fatto esplodere la sua autobomba vicino a una popolare gelateria. Anche in questo caso il bilancio è pesante: almeno 20 morti e 40 feriti. Un terzo attentato nel quartiere Dora ha provocato la morte di almeno tre persone e il ferimento di numerose altre.Il mese di agosto inizia con un'altra strage, mentre, secondo i dati trapelati ufficiosamente dai ministeri degli Interni e della Difesa, a luglio sono stati almeno 1.652 i civili uccisi in attentati di vario genere in tutto il Paese, con un significativo aumento, del 33%, rispetto a giugno, quando erano stati 1.241.
Dati che contrastano con le affermazioni dei responsabili Usa, secondo cui luglio ha fatto segnare una calo della violenza. I militari americani uccisi durante gli ultimi trenta giorni sono stati in tutto 76: il dato migliore del 2007, che sembra dimostrare, secondo fonti del Pentagono, che l'arrivo di 30 mila soldati disposto dal presidente George W. Bush sta dando i frutti sperati.
Al punto che il vicepresidente Dick Cheney ha anticipato che l'atteso rapporto Petraeus, il comandante delle forze Usa in Iraq, mostrerà «significativi progressi».
Ma quella in Iraq sarà una guerra da oltre un trilione di dollari. A dirlo è un altro rapporto, del Congresso americano stavolta, che ipotizza che il costo totale dell'impegno Usa in Iraq sarà pari a più del doppio dei 500 miliardi di dollari già stanziati da Washington.
La spesa complessiva comprende non solo i costi militari correnti, ma anche quelli di lungo termine legati alla necessità di rimpiazzare equipaggiamento danneggiato, assistere i veterani di guerra e aiutare il governo di Baghdad.
02/08/07 - corriere.com
Nel mese di luglio il numero delle vittime tra i soldati Usa in Iraq è significativamente calato, ma allo stesso tempo è aumentato drammaticamente il numero dei civili uccisi, mentre il primo giorno di agosto ha subito fatto registrare un bilancio di 73 morti nella sola Baghdad (142 in tutto il Paese) e un nuovo, duro colpo al governo di Nuri al Maliki, che continua a perdere i pezzi: i sei ministri del blocco sunnita si sono ieri dimessi in massa.
L'attentato più grave è stato compiuto da un kamikaze che alla guida di un'autocisterna carica di carburante e esplosivo si è lanciato contro un distributore di benzina nel quartiere al Mansour: in un inferno di fuoco, hanno perso la vita almeno cinquanta persone, e una sessantina di altre sono rimaste ferite. Un altro kamikaze è entrato in azione più o meno alla stessa ora nel quartiere commerciale Karrada, dove ha fatto esplodere la sua autobomba vicino a una popolare gelateria. Anche in questo caso il bilancio è pesante: almeno 20 morti e 40 feriti. Un terzo attentato nel quartiere Dora ha provocato la morte di almeno tre persone e il ferimento di numerose altre.Il mese di agosto inizia con un'altra strage, mentre, secondo i dati trapelati ufficiosamente dai ministeri degli Interni e della Difesa, a luglio sono stati almeno 1.652 i civili uccisi in attentati di vario genere in tutto il Paese, con un significativo aumento, del 33%, rispetto a giugno, quando erano stati 1.241.
Dati che contrastano con le affermazioni dei responsabili Usa, secondo cui luglio ha fatto segnare una calo della violenza. I militari americani uccisi durante gli ultimi trenta giorni sono stati in tutto 76: il dato migliore del 2007, che sembra dimostrare, secondo fonti del Pentagono, che l'arrivo di 30 mila soldati disposto dal presidente George W. Bush sta dando i frutti sperati.
Al punto che il vicepresidente Dick Cheney ha anticipato che l'atteso rapporto Petraeus, il comandante delle forze Usa in Iraq, mostrerà «significativi progressi».
Ma quella in Iraq sarà una guerra da oltre un trilione di dollari. A dirlo è un altro rapporto, del Congresso americano stavolta, che ipotizza che il costo totale dell'impegno Usa in Iraq sarà pari a più del doppio dei 500 miliardi di dollari già stanziati da Washington.
La spesa complessiva comprende non solo i costi militari correnti, ma anche quelli di lungo termine legati alla necessità di rimpiazzare equipaggiamento danneggiato, assistere i veterani di guerra e aiutare il governo di Baghdad.
02/08/07 - corriere.com
Internet? Chiudiamolo. Rovina utenti e musica
Anacronistiche, sgangherate, sconvenienti. Le parole di Elton John, al quale non manca evidentemente un certo coraggio nelle proprie idee, hanno attirato l'attenzione e hanno sollevato molti commenti a metà tra l'incredulità e l'opposizione totale. Elton John taglia corto: Internet va abbandonato, combattuto, osteggiato. Internet è un pericolo. Punto.
Le parole del cantante (rilasciate a The Sun) sono così tradotte da La Repubblica: «io dico alla gente: uscite, comunicate. Spero che il prossimo movimento musicale demolisca definitivamente Internet. [...] Dobbiamo scendere in strada e protestare, anzichè stare a casa sui blog». Secondo Elton John la rivoluzione deve partire dall'ambito musicale, per cui internet rappresenterebbe un grave pericolo piuttosto che una grande opportunità: «penso che sarebbe un grande esperimento spegnere Internet per cinque anni e vedere che sorta di arte viene prodotta in quel lasso di tempo. Il punto è che c'è troppa tecnologia disponibile: scommetto che se si riuscisse a fare questa prova, verrebbe fuori musica molto più interessante di quella che si ascolta al giorno d'oggi».
Internet è la causa di ogni male. Elton John sostiene di essere totalmente tecnofobo e di stare alla larga da iPod e telefonini, ma le sue indicazioni tornano ancora una volta nell'ambito musicale: «all'inizio degli anni settanta, venivano lanciati almeno dieci nuovi album alla settimana, ed erano fantastici. Ora sei fortunato se trovi dieci album all'anno di quella qualità. Eppure, escono molti più dischi nuovi adesso».
Tra le righe, però, è facile leggere nelle parole di Elton John il ruggito di un vecchio leone della musica tradizionale. Forse, dietro le invettive del cantante, c'è il rancore per un mondo musicale che non stende più tappetini rossi e che meno lodi riserva alle grandi star. Le icone oggi durano poco e la rapidità dei bit sta spazzando via dai palcoscenici quello che è il vecchio mondo del pop su vinile, o quantomeno quello che non vuole o non riesce ad adeguarsi al nuovo che avanza. La vendita di brani singoli e la caduta degli album miete le prime vittime e quello di Elton John sembra essere un motto d'orgoglio fuori tempo, fuori luogo e fuori probabilmente anche dalle logiche stesse del mercato che la popstar inglese ha cavalcato per lungo tempo.
Mentre «The Captain & The Kid» rimane invenduto, Elton John dice che l'unica scrittura che conosce è quella sul pentagramma. Nel contempo, però, la sua intera discografia sta per arrivare online smentendo ogni avversione per quel mondo del web che anche Elton John va ad abbracciare (dopo aver peraltro già trasmesso il concerto per il suo 60esimo compleanno in streaming proprio sul web). Da un altro punto di vista la sua uscita pubblica può essere interpretata come una spudorata provocazione avente il semplice scopo di far parlare di sè e dei suoi progetti: un'azione oltremodo ragionata, insomma, tuttaltro che sprovveduta. Il mondo del web, però, non sembra essere propenso ad interpretazioni di comodo ed è così che il popolo dei blogger non è sceso in piazza, ma la sua voce la sta facendo sentire lo stesso.
02/08/07 - webnews.html.it
Le parole del cantante (rilasciate a The Sun) sono così tradotte da La Repubblica: «io dico alla gente: uscite, comunicate. Spero che il prossimo movimento musicale demolisca definitivamente Internet. [...] Dobbiamo scendere in strada e protestare, anzichè stare a casa sui blog». Secondo Elton John la rivoluzione deve partire dall'ambito musicale, per cui internet rappresenterebbe un grave pericolo piuttosto che una grande opportunità: «penso che sarebbe un grande esperimento spegnere Internet per cinque anni e vedere che sorta di arte viene prodotta in quel lasso di tempo. Il punto è che c'è troppa tecnologia disponibile: scommetto che se si riuscisse a fare questa prova, verrebbe fuori musica molto più interessante di quella che si ascolta al giorno d'oggi».
Internet è la causa di ogni male. Elton John sostiene di essere totalmente tecnofobo e di stare alla larga da iPod e telefonini, ma le sue indicazioni tornano ancora una volta nell'ambito musicale: «all'inizio degli anni settanta, venivano lanciati almeno dieci nuovi album alla settimana, ed erano fantastici. Ora sei fortunato se trovi dieci album all'anno di quella qualità. Eppure, escono molti più dischi nuovi adesso».
Tra le righe, però, è facile leggere nelle parole di Elton John il ruggito di un vecchio leone della musica tradizionale. Forse, dietro le invettive del cantante, c'è il rancore per un mondo musicale che non stende più tappetini rossi e che meno lodi riserva alle grandi star. Le icone oggi durano poco e la rapidità dei bit sta spazzando via dai palcoscenici quello che è il vecchio mondo del pop su vinile, o quantomeno quello che non vuole o non riesce ad adeguarsi al nuovo che avanza. La vendita di brani singoli e la caduta degli album miete le prime vittime e quello di Elton John sembra essere un motto d'orgoglio fuori tempo, fuori luogo e fuori probabilmente anche dalle logiche stesse del mercato che la popstar inglese ha cavalcato per lungo tempo.
Mentre «The Captain & The Kid» rimane invenduto, Elton John dice che l'unica scrittura che conosce è quella sul pentagramma. Nel contempo, però, la sua intera discografia sta per arrivare online smentendo ogni avversione per quel mondo del web che anche Elton John va ad abbracciare (dopo aver peraltro già trasmesso il concerto per il suo 60esimo compleanno in streaming proprio sul web). Da un altro punto di vista la sua uscita pubblica può essere interpretata come una spudorata provocazione avente il semplice scopo di far parlare di sè e dei suoi progetti: un'azione oltremodo ragionata, insomma, tuttaltro che sprovveduta. Il mondo del web, però, non sembra essere propenso ad interpretazioni di comodo ed è così che il popolo dei blogger non è sceso in piazza, ma la sua voce la sta facendo sentire lo stesso.
02/08/07 - webnews.html.it
Parlamento stupefacente
Mele, pere, capelli o crini di cavallo: è davvero un Parlamento stupefacente
Centoventisei onorevoli con tanto di bigliettino in mano. Davanti a Montecitorio, come fossero al supermercato. In fila dalla mattina per il test antidroga voluto e organizzato dall’Udc, anche per ribadire la battaglia morale del partito cattolico, dopo il fattaccio dell’onorevole Cosimo Mele, un ex da pochi giorni: da quando è scoppiato il polverone sulla sua notte hard all’hotel Flora.
È lui comunque il convitato di pietra: “E basta co ’sto Mele”, sbotta infine il segretario Lorenzo Cesa. “È un fatto doloroso, che ci ha molto amareggiato, ma è un fatto privato che non può in alcun modo inficiare il partito” mette in chiaro Pier Ferdinando Casini. E il presidente Rocco Buttiglione rincara: “Non si può sputtanare un partito per l’errore di un singolo uomo che tra l’altro non è neppure un massimo dirigente. Attaccare l’Udc è da infami. Qual è il partito che non ha un drogato, un corrotto, un mafioso o un camorrista?”. La priorità, per tutta la classe politica, dice “deve essere la selezione morale”. Accanto ai deputati centristi, molti azzurri, tanti leghisti, pochi di An. Nessuno o quasi del Centrosinistra.
Il test è triplice: della saliva, dell’urina o del sangue. Ci vogliono 5 minuti per farlo, molto di più occorre invece attendere il turno. E aspettando, si alzano i toni.
Comincia Adolfo Urso, di An: “È importante fare il test, ma è abbastanza inutile”. Perché? “L’unico test serio sarebbe stato quello tricologico, un capello può dire se hai assunto sostanze stupefacenti anche un mese fa. Saliva, sangue, urine cancellano tutto in poco più di 48 ore”. Continua Ignazio La Russa, capogruppo di An alla Camera: “Casini dice che non è venuto nessuno di An a fare il test? Eccoci qui, siamo venuti per rispondere alla sconcia chiamata alle armi di Casini. Bisogna imparare a non essere demagogici”.
Così la sfida tra centristi e aennini è lanciata. Ma non è più sul grado di “durezza” nell’opposizione, sulla presenza o meno in Aula nei momenti decisivi, bensì sul test antidroga. In contrapposizione all’iniziativa Udc, An si rivolge infatti a un laboratorio poco distante dalla Camera, per il test tricologico (quello basato sull’esame dei capelli, ndr): “Abbiamo fatto una convenzione con un laboratorio del Pantheon per un test antidroga tricologico, che non è una presa in giro come questa. E in più lo paghiamo noi, senza rimborsi”, ammicca La Russa.
A sparigliare il campo ci pensano però i Verdi e alcuni deputati della Rosa nel Pugno, capitanati da Paolo Cento: con un blitz arrivano presso l’ambulanza con pere, mele e preservativi: “Le pere è meglio mangiarle che farsele”, tuona Cento che sfida l’Udc a “fare i test a sorpresa e non programmati”. I profilattici servono, spiega il sottosegretario all’Economia, a propagandare l’uso del condom in Parlamento. Mentre le mele sono per ironizzare sull’onorevole (su cui la procura di Roma ha aperto un’inchiesta).
È allora che si sfiora la rissa: un militante dell’Udc, se la prende: “Invece di pensare a questi episodi dovrebbero occuparsi dei rifiuti in Campania”. Piccato, risponde Cento: “Di monnezza è pieno il Parlamento, quello bisognerebbe ripulire”. Il militante ribatte: “Certo, tu di monnezza te ne intendi”. Ma Cento lo fulmina: “Io a mignotte però non ci vado”.
E pensare che è il diario di una onorevole giornata in piazza Montecitorio…
02/08/07 - blog.panorama.it
Centoventisei onorevoli con tanto di bigliettino in mano. Davanti a Montecitorio, come fossero al supermercato. In fila dalla mattina per il test antidroga voluto e organizzato dall’Udc, anche per ribadire la battaglia morale del partito cattolico, dopo il fattaccio dell’onorevole Cosimo Mele, un ex da pochi giorni: da quando è scoppiato il polverone sulla sua notte hard all’hotel Flora.
È lui comunque il convitato di pietra: “E basta co ’sto Mele”, sbotta infine il segretario Lorenzo Cesa. “È un fatto doloroso, che ci ha molto amareggiato, ma è un fatto privato che non può in alcun modo inficiare il partito” mette in chiaro Pier Ferdinando Casini. E il presidente Rocco Buttiglione rincara: “Non si può sputtanare un partito per l’errore di un singolo uomo che tra l’altro non è neppure un massimo dirigente. Attaccare l’Udc è da infami. Qual è il partito che non ha un drogato, un corrotto, un mafioso o un camorrista?”. La priorità, per tutta la classe politica, dice “deve essere la selezione morale”. Accanto ai deputati centristi, molti azzurri, tanti leghisti, pochi di An. Nessuno o quasi del Centrosinistra.
Il test è triplice: della saliva, dell’urina o del sangue. Ci vogliono 5 minuti per farlo, molto di più occorre invece attendere il turno. E aspettando, si alzano i toni.
Comincia Adolfo Urso, di An: “È importante fare il test, ma è abbastanza inutile”. Perché? “L’unico test serio sarebbe stato quello tricologico, un capello può dire se hai assunto sostanze stupefacenti anche un mese fa. Saliva, sangue, urine cancellano tutto in poco più di 48 ore”. Continua Ignazio La Russa, capogruppo di An alla Camera: “Casini dice che non è venuto nessuno di An a fare il test? Eccoci qui, siamo venuti per rispondere alla sconcia chiamata alle armi di Casini. Bisogna imparare a non essere demagogici”.
Così la sfida tra centristi e aennini è lanciata. Ma non è più sul grado di “durezza” nell’opposizione, sulla presenza o meno in Aula nei momenti decisivi, bensì sul test antidroga. In contrapposizione all’iniziativa Udc, An si rivolge infatti a un laboratorio poco distante dalla Camera, per il test tricologico (quello basato sull’esame dei capelli, ndr): “Abbiamo fatto una convenzione con un laboratorio del Pantheon per un test antidroga tricologico, che non è una presa in giro come questa. E in più lo paghiamo noi, senza rimborsi”, ammicca La Russa.
A sparigliare il campo ci pensano però i Verdi e alcuni deputati della Rosa nel Pugno, capitanati da Paolo Cento: con un blitz arrivano presso l’ambulanza con pere, mele e preservativi: “Le pere è meglio mangiarle che farsele”, tuona Cento che sfida l’Udc a “fare i test a sorpresa e non programmati”. I profilattici servono, spiega il sottosegretario all’Economia, a propagandare l’uso del condom in Parlamento. Mentre le mele sono per ironizzare sull’onorevole (su cui la procura di Roma ha aperto un’inchiesta).
È allora che si sfiora la rissa: un militante dell’Udc, se la prende: “Invece di pensare a questi episodi dovrebbero occuparsi dei rifiuti in Campania”. Piccato, risponde Cento: “Di monnezza è pieno il Parlamento, quello bisognerebbe ripulire”. Il militante ribatte: “Certo, tu di monnezza te ne intendi”. Ma Cento lo fulmina: “Io a mignotte però non ci vado”.
E pensare che è il diario di una onorevole giornata in piazza Montecitorio…
02/08/07 - blog.panorama.it
Quando l'estate fa male
Ogni stagione ha la sua depressione. Parola di esperti. Sono sempre di più gli italiani a cadere nelle maglie del 'mal d’estate', una patologia che rientra nel settore della psichiatria stagionale e provoca un aumento delle depressioni pari al 12% rispetto agli standard invernali. Insonnia, agorafobia e contemporaneamente senso di panico nei luoghi chiusi. Questi i sintomi del 'mal di vivere' estivo, ai quali si aggiungono tutta una serie di somatizzazioni. A fare il punto è Massimo di Giannantonio, direttore del dipartimento di salute mentale dell’Asl di Chieti e docente di psichiatria all’università D’Annunzio. ''Per compensare la sindrome depressiva - spiega all'ADNKRONOS SALUTE - si è soggetti ad aumenti di peso. I pazienti arrivano a ingrassare una media di 2,5 chilogrammi al mese''. Il mal d’estate è una delle malattie meteoropatiche che colpisce persone già vulnerabili. ''Persone che durante l’anno hanno una vita sociale ridotta - spiega lo psichiatra - e di fronte alla modificazione del microcosmo familiare e delle abitudini precipitano in una condizione davvero patologica''. La scintilla che fa esplodere la depressione, precisa di Giannantonio, è ''la modificazione patologica del ritmo circadiano, l'alterazione del ritmo sonno-veglia, giorno-notte''. A poco serve la maggior luce che caratterizza le giornate estive e che potrebbe essere un’efficace terapia antidepressiva. Chi soffre di 'mal d’estate', chiarisce l’esperto, ''ha paura dell’eccesso di stimolazione e fugge dalla luce per difendersi''. Per molti italiani l'estate ha un'altra faccia. C'è chi riesce a godere dell'interruzione delle attività quotidiane che aiuta a 'staccare' dalle preoccupazioni lavorative. E chi invece resta spiazzato di fronte all'eccesso di tempo libero. Un'altra dinamica che scatta è il cosiddetto 'stress da vacanza': "Un disturbo - chiarisce l'esperto - frutto dell'incapacità di programmare. L'enorme numero di ore senza impegni precisi fa paura e porta all'angoscia e alla destrutturazione del sé". I soggetti più esposti sono quelli affetti da 'field dependence', cioè campo dipendenti. Persone considerate 'passive'. "Si stima che la 'field dependence', sebbene non esistano dati epidemiologici precisi, colpisca il 7% della popolazione", spiega di Giannantonio. "Molte di queste persone, in estate, vanno incontro allo 'stress da vacanza'". Lo psichiatra lancia infine l'allarme su un altro rischio tipico della stagione calda: l'aumento dell'abuso di alcol e droghe. "Anche in questo caso le vittime sono soggetti già vulnerabili - precisa - che aumentano il consumo di bevande alcoliche e sostanze stupefacenti. Un comportamento agevolato dalla mancanza del confronto con il mondo reale che li porta a lasciarsi andare". In compenso, rassicura l'esperto, "le sindromi depressive stagionali non sono tipiche del mondo mediterraneo, quanto piuttosto un patrimonio delle popolazioni del Nord Europa".
02/08/07 - blog.napolimagazine.com
02/08/07 - blog.napolimagazine.com
In auto acqua e buon umore
In viaggio verso le vacanze. O per il week-end. In auto è bene non abbassare mai la guardia, essere sempre prudenti, e questo nonostante l’atmosfera rilassata. A lanciare l’appello è Walter Pasini, direttore del centro Oms per la medicina del turismo che indica un Decalogo per rendere sicuro e sereno il viaggio verso le vacanze.
1) Bere molto, anche due litri e mezzo in un giorno, ma rigorosamente acqua.
2) Sebbene una minima quantità alcol sia consentita mentre si guida, è consigliabile evitare di bere completamente perché provoca abbassamento dell’attenzione e possibile sonnolenza.
3) Spezzare sovente la guida con soste.
4) Se si fuma, meglio usare il momento della sosta per farlo. In questo modo la sigaretta non sarà causa di distrazione mentre si guida, e non ridurrà la quantità di ossigeno nell’abitacolo.
5) I passeggeri possono contribuire in modo importante a mantenere rilassato l’umore evitando nervosismi che sono una causa di rischio. «Bisogna ricordare - afferma Pasini - che i fattori di rischio tra loro non si sommano ma moltiplicano».
6) Meglio le ore diurne per mettersi in viaggio, la visibilità è migliore e la sonnolenza è meno in agguato. L’ottimo sarebbe avere avere un’automobile dotata di aria condizionata.
7) Tutti i passeggeri devono allacciare le cinture di sicurezza.
8) La pausa per il pranzo non deve essere causa di appesantimento, quindi via a frutta e gelati, no a pasta o panini.
9) I bambini vanno distratti e rilassati durante il viaggio.
10) E’ bene dare il cambio al volante dei giovani guidatori per evitare che inesperienza e imprudenza possano trasformarsi in possibili rischi.
02/08/07 - lastampa.it
1) Bere molto, anche due litri e mezzo in un giorno, ma rigorosamente acqua.
2) Sebbene una minima quantità alcol sia consentita mentre si guida, è consigliabile evitare di bere completamente perché provoca abbassamento dell’attenzione e possibile sonnolenza.
3) Spezzare sovente la guida con soste.
4) Se si fuma, meglio usare il momento della sosta per farlo. In questo modo la sigaretta non sarà causa di distrazione mentre si guida, e non ridurrà la quantità di ossigeno nell’abitacolo.
5) I passeggeri possono contribuire in modo importante a mantenere rilassato l’umore evitando nervosismi che sono una causa di rischio. «Bisogna ricordare - afferma Pasini - che i fattori di rischio tra loro non si sommano ma moltiplicano».
6) Meglio le ore diurne per mettersi in viaggio, la visibilità è migliore e la sonnolenza è meno in agguato. L’ottimo sarebbe avere avere un’automobile dotata di aria condizionata.
7) Tutti i passeggeri devono allacciare le cinture di sicurezza.
8) La pausa per il pranzo non deve essere causa di appesantimento, quindi via a frutta e gelati, no a pasta o panini.
9) I bambini vanno distratti e rilassati durante il viaggio.
10) E’ bene dare il cambio al volante dei giovani guidatori per evitare che inesperienza e imprudenza possano trasformarsi in possibili rischi.
02/08/07 - lastampa.it
Lapo l'incontentabile
Mille flirt accreditati, ultimissime – nelle ultime ore - l'ex moglie di Boris Becker e la top Veronica Varekova. O Elkann ha i gusti troppo difficili o semplicementi sono abili depistaggi...
A proposito dell'irrequieto e incontentabile – almeno in campo amoroso – rampollo di casa Agnelli, Lapo Elkann, viene in mente quel vecchio detto popolare: "È un po' come la sora Camilla: tutti la vogliono nessuna se la piglia...". Sì perché non è possibile che a oltre due anni di distanza dalla fine dell'amore con Martina Stella ("L’unica con cui ho avuto un vero colpo di fulmine" ripete ai giornali) Lapo Elkann non sia ancora riuscito a trovare l’anima gemella. È giovane, ricco, piacente, a detta dei più simpatico e brillante, eppure nonostante i mille scoop e le paparazzate con donne bellissime, è ancora ufficialmente single.
Ormai davvero non si contano più i flirt accreditati negli ultimi mesi. Addirittura nell’arco di due giorni è passato dalle braccia dell’ex moglie di Boris Becker ("Daily Mail" docet), Barbara Feltus, a quelle della top Veronica Varekova (parola di "Chi").
Ripercorriamo le tappe salienti della suo percorso da “play boy”. Dopo la fine del grande amore con la Stella era finito sulle cronache dei giornali per una notte di sesso e droga a casa di un trans a Torino. Qualche mese fa, a riflettori spenti, ne avevamo parlato col trans Patrizia, all'anagrafe Donato Broco. Ma a lui piacciono le donne: «Al signore? Certo, credo che gli piacciano, gli piace però anche il mondo dei trans femminili come me». Nessun commento da parte del giovane Elkann. Martina? «Di donne, fuori, ce ne sono a milioni» aveva detto lui, in occasione della prima intervista dopo la riabilitazione.
Col passare dei mesi i flirt sono infatti fioccati uno via l'altro - Lindsay, Magda, Eleonora, Benedetta, Elisabetta, Barbara e ora Veronica, detta Varechina - e i toni nei confronti della Stella si sono ammorbiditi. «Con lei ho vissuto due anni bellissimi. Poi è finita come è finita e me ne dispiace. Le ho voluto molto bene e continuerò a volergliene in maniera differente. E le auguro il meglio di questo mondo, in amore e professionalmente» ha dichiarato all'inizio del mese a Vanity Fair. «Martina è anche la donna che fisicamente mi è piaciuta di più in assoluto. Pensi che una volta sono andato a cena con Lindsay Lohan solo perché mi ricordava lei… Adesso sono solo. Mi piacerebbe un rapporto vero e sincero, ma al momento non ne vedo la possibilità».
Un'estate solitaria? Macché, fa sapere la stampa rosa. Lunedì la nuova fiamma era Barbara Feltus, ex di Boris Becker: i due sarebbero stati visti prima a Berlino - dove si trovava per il lancio di Italiaindipendent - e poi in un'elegante via di New York, tra shopping e pranzetti a due. Il britannico Daily Mail nel riportare la notizia, si era pure prodigato di sottolineare la straordinaria somiglianza tra il giovane Agnelli e l'ex tennista. Martedì il dietrofront: la nuova conquista si chiamaVeronica Vareka - soprannome Varechina - ed è una delle statuarie modelle di Sport Illustrated, nonché testimonial per diversi marchi di bellezza. Stavolta lo dice il settimanale Chi, secondo cui la trentenne modella di origine ceca avrebbe fatto breccia nel suo cuore da poco tempo.
Ma lui ed Eleonora Abbagnato, l'etoile dell'Opera di Parigi non erano praticamente inseparabili? Stando a Diva e donna, alla fine della primavera, era così innamorato di lei che non appena poteva prendeva un aereo per Palermo, dove lei risiede. Del resto i conti tornavano: a giugno al Corriere della Sera, Lapo Elkann aveva detto di avere nel cuore un'italiana «che mi piace molto e con cui potrei costruire una famiglia e un futuro. Non voglio dire altro».
Facciamo un passo indietro e arriviamo all'estate scorsa, quando veleggiava a bordo dello Stealth con Benedetta Massola. «Ma no, siamo amici di vecchia data». A settembre già veniva dato per fidanzato con la Canalis. La scintilla con l'ex velina sarebbe scoppiata a New York, dove lei era reduce dall'Actor's Studio e impegnata sul set di Natale a New York. Mentre lui smentiva tutto - anche qui «Ma quale storia? Io e Eli siamo amici da una vita» - i soliti ben informati si premuravano di dichiarare a Diva e donna che tra loro c'erano «vere scosse di intesa fisica». Stessa solfa con Magda Gomes, con cui avrebbe avuto momenti di passione: «Nessuna tenera amicizia. Niente di più, anche perché l'ho visto per un paio di giorni» disse lei.
Ed ecco che siamo ritornati all'inizio, ovvero ai flirt di questi giorni con Barbara e Veronica. Arriverà puntuale la smentita anche questa volta? Della serie: "Macché, sono solo grandi amiche…". A questo punto le possibilità sono tre. Prima: Elkan ha dei gusti praticamente incontentabili; seconda: è ancora innamorato della Stella (si veda episodio Lohan); terza: sono tutti studiati depistaggi, al fine di coprire qualcosa di misterioso... (Libero News) -->
02/08/07 - magazine.libero.it
A proposito dell'irrequieto e incontentabile – almeno in campo amoroso – rampollo di casa Agnelli, Lapo Elkann, viene in mente quel vecchio detto popolare: "È un po' come la sora Camilla: tutti la vogliono nessuna se la piglia...". Sì perché non è possibile che a oltre due anni di distanza dalla fine dell'amore con Martina Stella ("L’unica con cui ho avuto un vero colpo di fulmine" ripete ai giornali) Lapo Elkann non sia ancora riuscito a trovare l’anima gemella. È giovane, ricco, piacente, a detta dei più simpatico e brillante, eppure nonostante i mille scoop e le paparazzate con donne bellissime, è ancora ufficialmente single.
Ormai davvero non si contano più i flirt accreditati negli ultimi mesi. Addirittura nell’arco di due giorni è passato dalle braccia dell’ex moglie di Boris Becker ("Daily Mail" docet), Barbara Feltus, a quelle della top Veronica Varekova (parola di "Chi").
Ripercorriamo le tappe salienti della suo percorso da “play boy”. Dopo la fine del grande amore con la Stella era finito sulle cronache dei giornali per una notte di sesso e droga a casa di un trans a Torino. Qualche mese fa, a riflettori spenti, ne avevamo parlato col trans Patrizia, all'anagrafe Donato Broco. Ma a lui piacciono le donne: «Al signore? Certo, credo che gli piacciano, gli piace però anche il mondo dei trans femminili come me». Nessun commento da parte del giovane Elkann. Martina? «Di donne, fuori, ce ne sono a milioni» aveva detto lui, in occasione della prima intervista dopo la riabilitazione.
Col passare dei mesi i flirt sono infatti fioccati uno via l'altro - Lindsay, Magda, Eleonora, Benedetta, Elisabetta, Barbara e ora Veronica, detta Varechina - e i toni nei confronti della Stella si sono ammorbiditi. «Con lei ho vissuto due anni bellissimi. Poi è finita come è finita e me ne dispiace. Le ho voluto molto bene e continuerò a volergliene in maniera differente. E le auguro il meglio di questo mondo, in amore e professionalmente» ha dichiarato all'inizio del mese a Vanity Fair. «Martina è anche la donna che fisicamente mi è piaciuta di più in assoluto. Pensi che una volta sono andato a cena con Lindsay Lohan solo perché mi ricordava lei… Adesso sono solo. Mi piacerebbe un rapporto vero e sincero, ma al momento non ne vedo la possibilità».
Un'estate solitaria? Macché, fa sapere la stampa rosa. Lunedì la nuova fiamma era Barbara Feltus, ex di Boris Becker: i due sarebbero stati visti prima a Berlino - dove si trovava per il lancio di Italiaindipendent - e poi in un'elegante via di New York, tra shopping e pranzetti a due. Il britannico Daily Mail nel riportare la notizia, si era pure prodigato di sottolineare la straordinaria somiglianza tra il giovane Agnelli e l'ex tennista. Martedì il dietrofront: la nuova conquista si chiamaVeronica Vareka - soprannome Varechina - ed è una delle statuarie modelle di Sport Illustrated, nonché testimonial per diversi marchi di bellezza. Stavolta lo dice il settimanale Chi, secondo cui la trentenne modella di origine ceca avrebbe fatto breccia nel suo cuore da poco tempo.
Ma lui ed Eleonora Abbagnato, l'etoile dell'Opera di Parigi non erano praticamente inseparabili? Stando a Diva e donna, alla fine della primavera, era così innamorato di lei che non appena poteva prendeva un aereo per Palermo, dove lei risiede. Del resto i conti tornavano: a giugno al Corriere della Sera, Lapo Elkann aveva detto di avere nel cuore un'italiana «che mi piace molto e con cui potrei costruire una famiglia e un futuro. Non voglio dire altro».
Facciamo un passo indietro e arriviamo all'estate scorsa, quando veleggiava a bordo dello Stealth con Benedetta Massola. «Ma no, siamo amici di vecchia data». A settembre già veniva dato per fidanzato con la Canalis. La scintilla con l'ex velina sarebbe scoppiata a New York, dove lei era reduce dall'Actor's Studio e impegnata sul set di Natale a New York. Mentre lui smentiva tutto - anche qui «Ma quale storia? Io e Eli siamo amici da una vita» - i soliti ben informati si premuravano di dichiarare a Diva e donna che tra loro c'erano «vere scosse di intesa fisica». Stessa solfa con Magda Gomes, con cui avrebbe avuto momenti di passione: «Nessuna tenera amicizia. Niente di più, anche perché l'ho visto per un paio di giorni» disse lei.
Ed ecco che siamo ritornati all'inizio, ovvero ai flirt di questi giorni con Barbara e Veronica. Arriverà puntuale la smentita anche questa volta? Della serie: "Macché, sono solo grandi amiche…". A questo punto le possibilità sono tre. Prima: Elkan ha dei gusti praticamente incontentabili; seconda: è ancora innamorato della Stella (si veda episodio Lohan); terza: sono tutti studiati depistaggi, al fine di coprire qualcosa di misterioso... (Libero News) -->
02/08/07 - magazine.libero.it
Abusa di dipendente e lei glielo morde
Milano: abusa di dipendente e lei glielo morde
MILANO - Un uomo di 54 anni, titolare di un'impresa di pulizie, e' stato arrestato dai carabinieri di Busto Garolfo (Milano) con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una dipendente di 39 anni. La sera del 24 luglio scorso all'interno del municipio di San Giorgio su Legnano (Milano), di cui la ditta curava la pulizia, l'uomo avrebbe iniziato a ''molestarla con apprezzamenti lascivi e con esplicite proposte sessuali, accompagnate da proposte di migliori condizioni di lavoro'', e poi sarebbe passato ai fatti, pretendendo con la forza un rapporto orale, dopo aver chiuso a chiave l'uscita della stanza. La donna, prima di cedere, e' comunque riuscita a sferrare un morso alle parti intime del suo datore di lavoro, tanto da lasciargli evidenti segni delle arcate dentarie. (Agr)
01.08.08 - corriere.it
MILANO - Un uomo di 54 anni, titolare di un'impresa di pulizie, e' stato arrestato dai carabinieri di Busto Garolfo (Milano) con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una dipendente di 39 anni. La sera del 24 luglio scorso all'interno del municipio di San Giorgio su Legnano (Milano), di cui la ditta curava la pulizia, l'uomo avrebbe iniziato a ''molestarla con apprezzamenti lascivi e con esplicite proposte sessuali, accompagnate da proposte di migliori condizioni di lavoro'', e poi sarebbe passato ai fatti, pretendendo con la forza un rapporto orale, dopo aver chiuso a chiave l'uscita della stanza. La donna, prima di cedere, e' comunque riuscita a sferrare un morso alle parti intime del suo datore di lavoro, tanto da lasciargli evidenti segni delle arcate dentarie. (Agr)
01.08.08 - corriere.it
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