Alcol e guida Il «giro di vite» non fa paura

di Franco Mondini

«Non possiamo pretendere miracoli... Con le nuove norme appena entrate in vigore, sarebbe un successo se nessuno guidasse ubriaco». È questo il commento di un agente della Polizia stradale che ieri mattina commentava i risultati della «due giorni di controlli» che hanno portato all’identificazione di 243 automobilisti e al ritiro di 30 patenti per guida in stato di ebbrezza, più altre due per velocità eccessiva e sorpasso in curva.
Le nuove norme, insomma, non sembrano fare paura. Nel fine settimana precedente le stesse pattuglie - 10 - avevano controllato 501 automobilisti ritirando 36 patenti per guida in staato di ebbrezza e altre 2 per gravi violazioni al codice della strada. Confrontando i dati emerge che il numero dei «positivi» all’alcol-test è addirittura aumentato percentualmente, nonostante le campagne di stampa, le norme più severe e il tam tam mediatico scattato in settimana dopo i gravi incidenti registrati in tutta Italia.

IN TROPPI CASI chi guida ha ecceduto con il bere. Poche volte chi è al volante si è sacrificato per la compagnia, evitando di toccare alcol. È questa la figura del «Bob», molto diffusa in Germania e in Inghilterra. In Italia, anche per l’impegno di chi gestisce discoteche e pub, qualcosa sta cambiando, ma ancora molto va fatto.

LA CAMPAGNA di sensibilizzazione «Guido con prudenza» che punisce con severità chi sgarra e premia con biglietti omaggio per la discoteca gli astemi (40 i ticket distribuiti nel week end) sta dando risultati, ma non quelli auspicati.
Nelle notti tra venerdì e sabato e tra sabato e domenica la polizia ha intensificato i controlli in Franciacorta e nel Basso Garda. Solo nell’ultima notte la Polstrada sul lago ha ritirato 13 patenti per eccesso di alcol. Tra i multati un giovane che si è rifiutato di sottoporsi alla prova dell’alcol-test che stabilisce il tasso di alcol nel sangue. Per lui patente sospesa, denuncia penale e ammenda che potrà raggiungere, per effetto delle nuove norme, i 12 mila euro.

GLI AGENTI hanno anche rilevato 12 infrazioni per limite di velocità e in 48 ore hanno decurtato 357 punti dalla patente e ritirato 10 carte di circolazione per mancata revisione del veicolo.
Si andrà avanti tutta estate con controlli a raffica e verrà applicata la «linea dura» per chi sgarra. Solo in autunno sarà possibile tirare le somme e dire se l’inasprimento delle norme sia servito. Intanto in discoteca e nei pub si continua a bere, e chi vuole risparmiare si porta da casa birra e superalcolici e li tiene nel minifrigo in auto.


06/08/07 - lautoaffare.it

In macchina con l'amico ubriaco, muore a 21 anni

CIVITAVECCHIA - Una autentica tragedia sulla strada, come troppe ne continuano ad accadere, quella che nel primo pomeriggio di ieri ha spezzato la vita di Giulia

Bollo, una ragazza civitavecchiese di 21 anni schiantatasi contro un albero sull'auto condotta da un amico. Teatro della tragedia una strada periferica di Guidonia Montecelio, dove il ragazzo 25enne che guidava l'auto, secondo le testimonianze raccolte, è arrivato a folle velocità. Ad avere la peggio è stata proprio Giulia, travolta dalla forza d'urto dell'impatto. Il guidatore, vicino al quale sedeva, ha riportato varie contusioni ma non è in pericolo di vita, come una seconda ragazza che sedeva invece nella parte posteriore della vettura. Inutili i soccorsi per la civitavecchiese, che è spirata prima ancora di arrivare all'ospedale. Le cause del folle impatto sono state svelate dai primi rilevamenti ematici effettuati dai Carabinieri sul conducente: nel sangue del ragazzo è stato riscontrato infatti un tasso alcoolico superiore alla legge e, da quanto si appreso, anche tracce di stupefacenti. Un cocktail di sostanze che deve aver tolto la ragione al ragazzo, il quale ha insensatamente messo a repentaglio la sua vita e si è reso responsabile della morte di Giulia. Tanto che ora dovrà rispondere di omicidio colposo.


06/08/07 - centumcellae.it

Ritirate patenti e sequestrata droga tra i giovani

Carabinieri: ritirate patenti e sequestrata droga tra i giovani

Ubriachi al volante, tre giorni di controlli dei carabinieri a Varese e nelle zone turistiche circostanti. Sono stati controllati i conducenti di veicoli nelle adiacenze di locali notturni in genere, soprattutto in concomitanza della loro chiusura: contestate 20 contravvenzioni al codice della strada e ritirate 4 patenti per guida in stato di ebbrezza.


Controlli stringenti anche sul consumo di droga nei locali pubblici e dintorni: sono state sequestrate numerose dosi delle “cosiddette” droghe leggere e segnalati tre giovani quali assuntori alla prefettura di Varese.


Durante queste operazioni e’ stato anche localizzato ed arrestato un soggetto nei cui confronti gravava un provvedimento di espulsione per violazione legge sugli stranieri, nonche’ denunciato altro extracomunitario per possesso ingiustificato di coltello di genere proibito.


in considerazione del particolare periodo, in cui molte abitazioni vengono lasciate vuote per le ferie estive, e’ stata intensificata la loro vigilanza per evitare, al rientro dei proprietari, cattive sorprese.


Per chi invece e’ rimasto a casa, continua l’attenta azione dell’arma al fine di proteggere le categorie piu’ deboli e chi vivono da sole, tutelando la loro incolumita’ da spiacevoli episodi criminosi quali le ormai note “truffe ai danni degli anziani”.



06/08/07 - varesenews.it

Guida pericolosa, muore 20enne

Nera- Incidente a Guidonia. Il conducente, 25 anni, ha nel sangue un mix di alcol, cocaina e cannabis. Nell'auto c'è Silvia, 22 anni, ora in ospedale che chiede dei suoi amici. Non sa che Giulia se nè andata. Controlli sul litorale: in 16 rischiano l'arresto


Roma, 6 agosto 2007 - Se ieri non fosse salita su quell'auto Giulia Bollo oggi compirebbe 21 anni. La Renault Megane a bordo della quale viaggiava accanto al guidatore, si è schiantata a tutta velocità contro un platano a Guidonia Montecelio, nei pressi del cinema Planet. In macchina c'era anche una amica della vittima, Silvia P., 22 anni, e il 25enne A.C. Era lui che guidava l'auto impazzita con un tasso di alcol nel sangue superiore a quello previsto dalla legge e tracce di cocaina e cannabis. Adesso è indagato per omicidio colposo.

LA LEGGE - Neanche 48 ore prima della tragedia erano scattate le norme più prevede per chi guida in stato di ebbrezza e supera i limiti di velocità. Multe salate, ritiro patente e servizio obbligatorio in un Centro per traumatizzati, sono solo alcune novità introdotte dal decreto legge sulla sicurezza stradale licenziato dal Consiglio dei ministri. Il cuore del pacchetto è costituito dall'inasprimento delle sanzioni contro gli automobilisti che hanno bevuto. È l'articolo 5 del decreto a introdurre le nuove norme in materia: chiunque guida in stato di ebbrezza è punito con un'ammenda da 500 a 2.000 euro e l'arresto fino a un mese, con sospensione della patente da tre a sei mesi, se è stato accertato un tasso alcolico tra 0,5 e 0,8 grammi per litro; l'ammenda sale tra 800 e 3.200 euro, con arresto fino a tre mesi e la pena accessoria dello svolgimento di un'attività sociale gratuita e continuativa fino a sei mesi e sospensione della patente tra sei mesi e un anno, se il tasso è compreso tra 0,8 e 1,5 g/l; infine l'ammenda sale tra 1.500 e 6.000 euro, arresto fino a sei mesi e attività sociale fino a un anno, se il tasso supera 1,5 g/l. La patente è sempre revocata se il reato è commesso dal conducente di un autobus. Inoltre, se il guidatore ubriaco provoca un incidente stradale, le pene sono raddoppiate ed è disposto il fermo amministrativo del veicolo per 90 giorni. Sanzioni analoghe per chi guida sotto l'effetto di droghe.

I CONTROLLI - Questo week end è partita la prima raffica di controlli sul litorale romano. I controlli effettuati con un telelaser e con due etilometri hanno portato al ritiro di 9 patenti per superamento dei limiti di velocità e 8 per altre infrazioni tra cui la guida pericolosa. I 16 rischiano gli arresti perché nel loro sangue è stato riscontrato un tasso alcoloico superiore alla norma e in 9 sono stati sanzionati per aver superato i limiti di velocità.


06/08/07 - redazione.romaone.it

La vita non è un optional!

La vita non è un optional! Se bevi, non guidare: un sms per la sicurezza stradale


Il concorso La vita non è un Optional è promosso dal Pogas insieme al Ministero dell’Interno e alla Fondazione ANIA per la sicurezza stadale.


Chi partecipa


Da agosto a novembre il concorso è aperto a tutti i ragazzi tra i 18 e i 35 anni che avranno ricevuto sul telefono cellulare e conservato questo messaggio: “La vita non è un optional! Se bevi, non guidare. Conserva questo sms, vai su www.pogas.it e scopri che puoi anche vincere“.


Cosa si deve fare per ricevere l’sms


L’sms viene inviato dai principali gestori di telefonia mobile ogni fine settimana a tutti gli utenti di età compresa tra i 18 e i 35 anni che hanno dato il consenso a ricevere messaggi promozionali.


Chi non ha ricevuto il messaggio ed ha un’età compresa tra i 18 e i 35 anni può farsi inoltrare l’sms da un amico oppure chiedere di riceverlo iscrivendosi direttamente su questo sito. Il Pogas userà le informazioni personali inserite nella scheda di iscrizione solo ai fini di questo concorso.


Ed ecco i premi: I Gran Premi di F1 e di motociclismo, le partite della nazionale di calcio ed i corsi di guida sicura


Saranno sorteggiati biglietti d’ingresso per le prossime partite interne della nazionale di calcio, per il Gran Premio di Formula1 di Monza, per le principali corse motociclistiche previste in Italia nei prossimi mesi. Saranno messi in palio, per la durata del concorso, corsi di guida sicura offerti da Aci-Vallelunga e dal Centro Internazionale di guida sicura di Andrea De Adamich. La lista dei premi sarà aggiornata per tutta la durata del concorso.


Chi viene sorteggiato?


Partecipano al sorteggio i ragazzi che registreranno tasso alcolico zero alla prova dell’etilometro durante i controlli delle forze di polizia nel fine settimana. Mostrando l’sms “La vita non è un optional“, chi risulta alcol zero potrà chiedere di partecipare all’estrazione del premio per quel fine settimana. La polizia comunicherà al Pogas i nomi dei concorrenti.


E per sapere chi ha vinto…


…basterà visitare questo sito: ogni settimana saranno annunciati i nomi dei vincitori.


Consulta il link: Informazioni sul concorso


06/08/07 - ilmascalzone.it

In casa con 1000 pasticche di ecstasy

Sorpresi in casa con mille pasticche di ecstasy


Blitz dei carabinieri in un appartamento ad Alba Adriatica: in manette sette persone, tra cui una minorenne. Altri tre arresti per droga nel Teramano


ALBA ADRIATICA - Confezionavano in casa ecstasy da "piazzare" poi sul mercato per ottenere lauti guadagni. La scoperta è avvenuta in un appartamento di Alba Adriatica ad opera dei Carabinieri, che hanno sequestrato mille pasticche e tratto in arresto sette persone. L'operazione è stata portata a termine dai militari, che hanno fatto irruzione all'interno di un'abitazione al secondo piano di un condominio dove sette persone, tra cui una minorenne e altre quattro donne, stavano confezionando da 20 a 30 pasticche di ecstasy.


L'operazione, compiuta sabato sera, fa seguito al sequestro di circa 150 pasticche di ecstasy, avvenuta una settimana fa sempre ad Alba Adriatica.


La lotta al traffico di droga ha visto le forze dell'ordine impegnate anche nei giorni scorsi. Nel corso di un normale controllo lungo l'A14 della Guardia di Finanza di Giulianova, è stato fermato nei pressi del casello Val Vibrata un marocchino di 29 anni domiciliato a Martinsicuro. Il fiuto dei cani antidroga ha portato alla scoperta di 98 grammi di hashish che l'uomo aveva nascosto nei pantaloni. Nell'abitazione del 29enne sono stati rinvenuti altri 100 grammi della sostanza. Il giovane è stato associato al carcere di Castrogno (TE).


Durante un'altra operazione compiuta dai carabinieri di Alba Adriatica sono state individuate a Sant'Egidio alla Vibrata due persone trovate in possesso di cocaina. Si tratta di un 27enne del posto e di un albanese di 39 anni, sorpresi con venti grammi dello stupefacente occultati rispettivamente in un barattolo e negli slip.


I militari erano sulle loro tracce da diversi giorni. I due sono finiti in manette e rinchiusi nel carcere di Castrogno.


06/08/07 - sambenedettoggi.it

Tasse alle stelle, al sociale le briciole

Il welfare all’italiana fa male. È la conclusione a cui è giunta la Cgia di Mestre che ha messo in rapporto la pressione tributaria alla spesa sociale, scoprendo che il saldo è in passivo. «Tante tasse e poco welfare» ha infatti sentenziato lo studio dell’Associazione artigiani e piccole imprese secondo la quale l’incidenza fiscale è il 27,7% del Pil, mentre la spesa sociale (al netto di assegni pensionistici e indennità di disoccupazione) vale il 9,6%. Una tendenza senza uguali nei Paesi Ue dove la tassazione è inferiore e la spesa sociale è maggiore. Le cifre parlano chiaro: la media europea della pressione fiscale è il 25,4%, quella della spesa sociale il 13,5%.

A peggiorare la posizione dell’Italia c’è il confronto con Francia e Germania che ci vede soccombere. Oltralpe le tasse sono di poco inferiori (lo 0,2%) mentre al welfare è destinato il 5,5% in più (il 15,1%). Questa cifra comprende spesa sanitaria, misure a favore di disabili, famiglia, minori, casa ed emarginati. Più pesante il confronto con la Germania dove l’imposizione fiscale è più bassa (il 22,1%) e la spesa sociale è maggiore (il 14,6%).

«Non solo spendiamo per il Welfare meno degli altri - commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia - ma lo facciamo anche male. Oltre ai minori investimenti, il 61% della spesa sociale italiana se ne va sotto la voce previdenza che assorbe invece il 45,5 della media europea. Questa sperequazione ci toglie la possibilità di dare maggiori risorse a famiglia, minori, disabili ed esclusione sociale». I punti critici sono molti; il capitolo casa a cui la Ue destina l’1% mentre in Italia si sfiora il nulla: 0,1%. La Francia stanzia invece l’1,4 e la Germania lo 0,8. Analogo andamento per famiglia e minori: all’1,1% del Pil conteggiato dall’Italia si affiancano il 2,3 della Ue, il 2,8 della Francia e il 3,2 della Germania. Note ancor più dolenti vengono dalla spesa sanitaria dove il nostro 6,8% è di gran lunga inferiore all’8,4% tedesco e al 9,4% francese. Saldo negativo anche in fatto di sostegno ai portatori di handicap, ma stavolta il divario rispetto agli altri si assottiglia fino a superare, seppur di poco, gli stanziamenti del governo di Parigi: in Europa la spesa per i disabili rappresenta il 2,2%, l’Italia è all’1,7 ma stavolta il fanalino di coda è francese con l’1,5.


06/08/07 - ilgiornale.it

Bambini soldato e povertà

Bambini soldato e povertà. Il cardinale Martino chiede più impegno alla Comunità internazionale


Un appello contro il dramma dei bambini soldato, ma anche l'invito alla Comunità internazionale a fare di tutto per raggiungere gli "Obiettivi di sviluppo del Millennio". La Santa Sede conferma il suo impegno in difesa degli ultimi.

Un appello contro il dramma dei bambini soldato, ma anche l'invito alla Comunità internazionale a fare di tutto per raggiungere gli "Obiettivi di sviluppo del Millennio". La Santa Sede conferma il suo impegno per gli ultimi, attraverso le parole del cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio consiglio Justitia et Pax, in questi giorni in viaggio in Uganda. Il porporato è stato chiaro e diretto, spiegando che il problema dei bambini soldato "non può considerarsi risolto semplicemente perché sono cessate le ostilità in un Paese in cui fino a ieri questi minori erano impegnati in azioni belliche". "Quando un giovane imbraccia un fucile sta compiendo un atto contro natura, - ha detto Martino - ma è lo stesso una tragedia quando tanta gioventù, dopo aver militato nelle fila della guerriglia, finisce per strada a mendicare, costretta all'accattonaggio se non addirittura alla prostituzione".

E' necessario quindi mobilitare le coscienze "affinché tanti bambini ex soldato possano godere di una sana istruzione e di un conseguente accompagnamento per entrare a pieno titolo nel mondo del lavoro". I ragazzi venivano rapiti dai loro villaggi per entrare, testimonia padre Giulio Albanese, direttore di "Popoli e Missioni", la rivista missionaria della Chiesa Italiana, "nelle fila del Lord's Resistant Army, i famigerati ribelli che hanno seminato, per oltre un ventennio, morte e distruzione nelle regioni settentrionali del Paese". Gli ex bambini soldato, afferma il missionario giornalista, "hanno voglia di redenzione, voglia di tornare a scuola. E in Africa gli studenti costituiscono una straordinaria risorsa per la Chiesa, perche' rappresentano il futuro. Loro sono il domani della società nel mondo ormai villaggio globale".

Una linea che il cardinale ha ribadito anche nei giorni scorsi ai lavori del World Council dell'International WCS, il movimento ecclesiale che riunisce gli studenti di scuole superiori e universitari a livello mondiale. Durante la celebrazione di apertura, Martino ha rivolto il suo pensiero a coloro che soffrono, in particolare nel nord Uganda. Specialmente ai ragazzi, ai quali il porporato ha portato "il saluto accorato del Santo Padre". Oggi, una tappa simbolica con la visita pastorale nel distretto settentrionale di Gulu, nei campi dove sono accolti i profughi della sanguinosa guerra civile che dalla fine degli anni Ottanta ha causato morte e distruzione nel Nord Uganda.

Il viaggio nel Paese africano, tuttavia, dà modo di pensare alle difficoltà di tutto il continente, perché, ha spiegato il cardinale, "dobbiamo passare dalle parole ai fatti e guardare agli 'Obiettivi di sviluppo del Millennio' come a qualcosa che, con l'impegno e la buona volonta', puo' essere raggiunto". "E' finito il tempo delle semplici promesse - ha detto - e do il pieno appoggio all'impegno assunto dal nuovo primo ministro britannico, Gordon Brown, di mobilitare governi, imprenditori e organizzazioni non governative nella lotta per ridurre la povertà". Quando la maggior parte delle nazioni sottoscrisse nel 2000 gli 'Obiettivi del Millennio', "si ritenne che quindici anni sarebbero stati un tempo sufficiente per consentire ai governi di mobilitare le risorse necessarie", ha proseguito Martino, "Non vi è dubbio che in alcune aree qualche progresso è stato fatto e questo è encomiabile; tuttavia i governi devono continuare a adoperarsi per fare di più, soprattutto nei settori della sanità, dell'istruzione e per sradicare la fame e la povertà".

E ricordando che i governi hanno promesso più volte di destinare per il sostegno allo sviluppo l'equivalente dello 0,7% del prodotto interno lordo, il presidente di Giustizia e Pace quantifica l'impegno in 192 miliardi di dollari contro gli attuali 78,6. Questo per dire che "tutti devono adoperarsi per incoraggiare un nuovo punto di partenza, fondato su una rinnovata volontà, la mobilitazione delle risorse e la definizione di un'autentica, condivisa e fattibile partnership globale per lo sviluppo".

06/08/07 - di Mattia Bianchi - korazym.org

Donazioni di sangue ancora insufficenti

Nonostante un costante aumento, non si riesce a raggiungere l'autosufficenza nella produzione di emoderivati


È costante la crescita del numero di donazioni di sangue in Italia. Nel 2006 è stato di circa 2.400.000 unità per il sangue intero e di 500.000 per le donazioni in aferesi, in cui si preleva tramite macchinari solo una frazione: plasma, globuli rossi, bianchi o piastrine.
I dati del registro nazionale sangue e plasma dell'Istituto Superiore di Sanità confermano un trend crescente iniziato nel corso degli ultimi anni. Le regioni italiane che hanno donato di più sono quelle del Nord-Ovest, con 414.000 donatori; al secondo posto le regioni del Nord-Est, con 348.000 donatori; al terzo posto le regioni del Centro, con 295.000, poi le regioni del Sud con 280.000 donatori. In coda le Isole con 156.000 donatori per un totale nazionale di 2.347.000 unità di sangue donate.
Questi numeri rendono l'Italia autosufficiente al 60% per la produzione di emoderivati. Nel 2006, circa 600.000 litri di plasma sono stati destinati all'industria farmaceutica per ricavarne albumina, IVIg, fattore VIII, fattore IX, protrombina, antitrombina. Le regioni del Sud sono al di sotto della media nazionale nella donazione di plasma per la produzione di emoderivati. Infine, dice l'Iss, l'indice di donazione (numero di donazioni l'anno) è rimasto invariato rispetto agli anni precedenti e si assesta a 1.6, anche se gli uomini possono donare fino a 4 volte l'anno e le donne fino a 2 volte l'anno.
Accanto alla incrementata raccolta di sangue è stato evidenziato anche un aumento dei consumi (alta specialità, trapianti, cardiochirurgia, allungamento della vita media) in tutte le regioni. Alcune (in particolare Lazio e Sardegna) non sono ancora in grado di soddisfare in modo autonomo il fabbisogno interno.


06/08/07 - iltamtam.it

Il codice delle polemiche

Il codice delle polemiche Troppi incidenti e neanche un arresto


Il «tampone» purtroppo non ha fermato la scia di sangue sulle strade italiane. L’annunciato «pugno di ferro» contro alcol e velocità al volante non è riuscito a evitare l’ennesima giornata nera - quella di ieri - in cui l’esodo estivo si è sommato all’ordinaria conta delle vittime del sabato sera.
Undici morti e decine di feriti in poche ore. E la speranza che l’inasprimento delle pene potesse dare risultati (almeno) nel breve periodo è diventata presto un’illusione. «Sono molti, sono troppi - ammette Carmelo Lentino, portavoce di “BastaUnAttimo”, campagna nazionale sulla sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera - si tratta di dati sconfortanti».
«Quanto alle misure - riflette Lentino - sarebbe eccessivo pretendere risultati in 24 ore. Dai dati dei controlli direi che qualcosa si muove, ma anche che il problema non è stato arginato».
«Abbiamo detto subito che si trattava di misure inadeguate e di facciata - si rammarica Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, che presiede l’Associazione italiana familiari e vittime della strada - un impegno mediatico, un monito più che una censura effettiva».
Sotto accusa in particolare la previsione dell’arresto per chi è fermato alla guida con tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro: «È solo propaganda. La pena dell’arresto era già prevista dal codice della strada, il decreto l’ha solo inasprita. Ma posso dire che fra attenuanti sempre concesse e patteggiamento, in Italia non va in carcere neanche chi al volante in stato di ebbrezza uccide altre persone. Non cambia niente. Sono cose che fanno ridere».
La svolta invocata dall’associazione ci sarebbe con l’introduzione di una nuova fattispecie penale, che consideri doloso l’omicidio commesso al volante da chi si è procurato la condizione di ebbrezza assumendo alcol o droghe. Una soluzione di cui si è parlato in commissione Trasporti, e che qualche magistrato sta cercando di introdurre in sede di interpretazione delle norme esistenti: gli incidenti provocati da alcol sono il 40% del totale.


Il primo guidatore sottoposto alle nuove sanzioni è un peruviano di 27 anni «beccato» ubriaco e senza patente a Milano. Fermato dai carabinieri, è stato denunciato e rischia fino a 15 mila euro di ammenda e sei mesi di arresto (oltre alla sospensione della patente fino a 2 anni). Ma la pena può essere sostituita con un anno di attività presso i servizi sociali.
La stradale ha fatto il possibile: dieci i fermati nella notte fra il 3 e il 4 a Rimini. Quattro patenti ritirate in Versilia su 137 controllati. Quindici denunce sul litorale nord di Roma.
Quella dei controlli resta la carenza: «In Italia - sostiene l’associazione familiari e vittime - abbiamo un agente di forze dell’ordine ogni 173 cittadini, in Francia uno ogni 300. Eppure non si percepiscono». «Ho fatto 500 chilometri senza incontrare una sola pattuglia», conferma Lentino.
L’episodio più grave è avvenuto poco dopo la mezzanotte di sabato a Genova: tre persone sono morte nello scontro tra una moto e uno scooter. In un frontale nel Milanese hanno perso la vita due immigrati marocchini, ed è stata coinvolta anche una donna incinta. Un romeno è stato travolto mentre attraversava la A1 vicino a Napoli, mentre nei pressi di Barletta un uomo di 72 anni è morto e altre cinque persone sono rimaste ferite in uno scontro. A Perugia un marocchino è stato arrestato dopo che in stato di evidente ubriachezza ha investito un uomo su uno scooter, senza fermarsi a prestare soccorso. Nel pomeriggio, a Ravenna, un motociclista spagnolo è morto investito da una roulotte che si è sganciata dal traino invadendo la corsia opposta. Tre motociclisti hanno perso la vita: sulla strada di Mendola nel versante altoatesino, sulla Sassari-Porto Torres e sull’Appennino piacentino.


06/08/07 - ilgiornale.it

Basta guerre nel mondo!