L’alcol è una sostanza psicoattiva che determina, nella maggior parte degli individui – quelli in stato di buona salute, che non presentano dipendenza da alcol e non assumono farmaci – immediati effetti piacevoli e aumento della socializzazione. Per tali ragioni, l’alcol viene spesso ritenuto soltanto una sostanza ad azione stimolante, mentre agisce anche deprimendo il sistema nervoso centrale (snc) in maniera dose-dipendente.
Dopo l’assunzione, l’alcol viene assorbito rapidamente, raggiunge il torrente circolatorio e si distribuisce in tutti gli organi e apparati. I livelli più alti di alcolemia vengono raggiunti dopo circa 30 minuti dall’assunzione, se avvenuta a stomaco vuoto, mentre l’assorbimento è più lento durante i pasti. L’alcol viene metabolizzato principalmente a livello epatico, a una velocità di circa 8 grammi all’ora. Per prevedere gli effetti indotti dal consumo bisogna quindi stimare la dose di alcol assunta e l’alcolemia raggiunta. Il calcolo è molto semplice: grammi di alcol assunti = gradazione alcolica della bevanda x volume consumato x densità dell’alcol (0.79) / 100.
Una reazione di eliminazione dell’alcol avviene anche a livello gastrico, ad opera di un enzima che agisce in misura minore nelle donne rispetto agli uomini. Questa è una delle ragioni per cui le donne, a parità di alcol assunto, raggiungono alcolemie più elevate rispetto agli uomini. In genere, il consumo di 12 grammi di alcol (pari alla quantità di alcol comunemente contenuta in un bicchiere di vino) – che determina un’alcolemia di 20-30 mg% - è già sufficiente per indurre evidenti alterazioni comportamentali e psicomotorie, che comportano un aumento del rischio di incidenti stradali. All’iniziale senso di benessere (che porta a sopravvalutare le proprie capacità di guida), seguono infatti un aumento dei tempi di reazione e una riduzione dell’attenzione, della concentrazione e della visione (sia laterale che notturna).
Negli Stati Uniti è stata adottata una linea di condotta estremamente severa nei confronti degli automobilisti fermati in stato di ebbrezza e gli intensi programmi di prevenzione hanno ridotto la frequenza degli incidenti stradali. In Italia il limite legale di alcolemia oltre cui scatta la guida in stato di ebbrezza è pari a 0,5 g/l (o 50 mg%); questo limite viene facilmente superato dall’assunzione di tre bicchieri di vino nell’uomo e due nella donna. Se l’alcolemia è superiore a 150 mg% si ha la guida in stato di ubriachezza. Allo scopo di contrastare il numero elevato di incidenti stradali causati dal consumo di alcol, anche l’Italia ha recentemente inasprito le sanzioni previste.
Giancarlo Colombo - 08/08/07 - almanacco.rm.cnr.it
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Sicurezza stradale: gli interventi del Governo
Roma, 8 Agosto 2007 - Il decreto-legge sulla sicurezza stradale, approvato dal Consiglio dei ministri del 3 agosto e in vigore da sabato 4 agosto, è il provvedimento più recente adottato dal governo per ridurre gli incidenti sulle strade che, in questo periodo come è noto, si intensificano.
La scelta del Governo di inasprire le sanzioni per le violazioni al codice della strada e le nuove limitazioni alla guida, disposte dal decreto, hanno come obiettivo di limitare i comportamenti considerati più a rischio, come l'uso dei telefonini e la guida in stato di ebbrezza.
Presentazione
Il comportamento umano, è ormai accertato, rappresenta la più frequente minaccia alla sicurezza sulla strada. Ogni anno in Italia sono oltre 5mila le vittime di incidenti stradali, 20mila i disabili gravi, 300mila i feriti. Il fenomeno coinvolge soprattutto i giovani: gli incidenti stradali sono la prima causa di morte per i ragazzi tra i 15 ed i 29 anni.
Il Governo intende contrastare e ridurre, anche con il contributo degli Enti territoriali e locali, il numero degli incidenti sulle strade, agendo su due fronti:
- la prevenzione degli incidenti attraverso la conoscenza dei rischi, la promozione di buone pratiche e le informazioni per una guida più sicura;
- l’inasprimento delle sanzioni per le violazioni accertate al codice della strada.
Rientrano, in questo contesto, le iniziative e le misure approvate in questi mesi.
Le iniziative e le misure adottate
Il primo intervento è stato il varo, nel Consiglio dei ministri del 16 marzo scorso, del disegno di legge che inasprisce le sanzioni per alcune violazioni considerate fattori di rischio per la sicurezza stradale.
Il piano varato dal Governo contro gli incidenti stradali prevede anche l'intensificazione delle verifiche sulle strade da parte di polizia, carabinieri e guardia di finanza e un Codice etico di autoregolamentazione, concordato con la Conferenza Stato-Regioni, i ministri dell'Interno e per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive e le associazioni dei locali pubblici e delle aziende produttrici e distributrici di bevande alcoliche. Il codice prevede, tra l'altro, l'individuazione, all'ingresso delle discoteche, del guidatore al quale saranno somministrate solo bevande analcoliche. Le discoteche, inoltre, non favoriranno il consumo di bevande alcoliche con la promozione in offerte sottocosto o ad un prezzo inferiore a quello delle bevande analcoliche.
Sul fronte della prevenzione è particolarmente attivo il ministro per le politiche giovanili e le attività sportive (Pogas), Giovanna Melandri, che partecipa già da gennaio 2007 al Comitato interministeriale per la sicurezza stradale, in cui ogni ministero competente è chiamato a dare il proprio contributo per la realizzazione del Piano nazionale per la sicurezza stradale.
Il piano prevede cinque linee di intervento: programmazione; regolamentazione; formazione e sperimentazione; controlli; informazione e comunicazione. Il ruolo del Pogas, in questo contesto, si concentra sulla quinta linea di intervento, con un progetto di sensibilizzazione e informazione sulla sicurezza stradale.
La prima fase del progetto, che si realizzerà nei prossimi mesi, è l’avvio della campagna di comunicazione “La vita non è un optional”, presentata il 2 agosto scorso dai ministri dell’Interno Amato e del Pogas Melandri con una apposita conferenza stampa.
La campagna ha lo scopo di sensibilizzare i giovani italiani sulla sicurezza stradale, promuovendo la figura del “guidatore designato”, ovvero di chi si assume nel gruppo di amici la responsabilità della serata, evitando di bere alcool per poter guidare l’auto in sicurezza al rientro.
Nelle settimane precedenti, in prossimità delle vacanze estive, è stata lanciata dal ministero dei Trasporti – in collaborazione con la Struttura di comunicazione del Governo, il Dipartimento informazione ed editoria e con l'eccezionale patrocinio del Presidente della Repubblica – una inedita campagna di comunicazione sulla sicurezza stradale che ha avuto per testimonial le massime autorità dello Stato, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio Romano Prodi, Ministri e Leader politici. Il senso del messaggio è quello del rispetto delle regole, per rispettare se stessi e gli altri, e della volontà del Governo di mettere la sicurezza delle nostre strade tra le massime priorità della sua azione.
Infine, alla vigilia dell’esodo di ferragosto, il Governo ha ritenuto opportuno varare un ulteriore provvedimento, immediatamente operativo, finalizzato a ridurre gli incidenti stradali che in questo periodo, come è noto, si intensificano.
Il decreto-legge, in vigore da sabato 4 agosto, anticipa alcune misure già previste dal disegno di legge governativo, attualmente all'esame del Parlamento. L'auspicio è che l'inasprimento delle sanzioni e le nuove limitazioni alla guida, disposte dal decreto, possano funzionare da deterrente per i comportamenti alla guida considerati non sicuri, come l'uso dei telefonini e lo stato psicofisico alterato causato da alcol o droghe.
www.governo.it - 08/08/07 - newsfood.com
La scelta del Governo di inasprire le sanzioni per le violazioni al codice della strada e le nuove limitazioni alla guida, disposte dal decreto, hanno come obiettivo di limitare i comportamenti considerati più a rischio, come l'uso dei telefonini e la guida in stato di ebbrezza.
Presentazione
Il comportamento umano, è ormai accertato, rappresenta la più frequente minaccia alla sicurezza sulla strada. Ogni anno in Italia sono oltre 5mila le vittime di incidenti stradali, 20mila i disabili gravi, 300mila i feriti. Il fenomeno coinvolge soprattutto i giovani: gli incidenti stradali sono la prima causa di morte per i ragazzi tra i 15 ed i 29 anni.
Il Governo intende contrastare e ridurre, anche con il contributo degli Enti territoriali e locali, il numero degli incidenti sulle strade, agendo su due fronti:
- la prevenzione degli incidenti attraverso la conoscenza dei rischi, la promozione di buone pratiche e le informazioni per una guida più sicura;
- l’inasprimento delle sanzioni per le violazioni accertate al codice della strada.
Rientrano, in questo contesto, le iniziative e le misure approvate in questi mesi.
Le iniziative e le misure adottate
Il primo intervento è stato il varo, nel Consiglio dei ministri del 16 marzo scorso, del disegno di legge che inasprisce le sanzioni per alcune violazioni considerate fattori di rischio per la sicurezza stradale.
Il piano varato dal Governo contro gli incidenti stradali prevede anche l'intensificazione delle verifiche sulle strade da parte di polizia, carabinieri e guardia di finanza e un Codice etico di autoregolamentazione, concordato con la Conferenza Stato-Regioni, i ministri dell'Interno e per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive e le associazioni dei locali pubblici e delle aziende produttrici e distributrici di bevande alcoliche. Il codice prevede, tra l'altro, l'individuazione, all'ingresso delle discoteche, del guidatore al quale saranno somministrate solo bevande analcoliche. Le discoteche, inoltre, non favoriranno il consumo di bevande alcoliche con la promozione in offerte sottocosto o ad un prezzo inferiore a quello delle bevande analcoliche.
Sul fronte della prevenzione è particolarmente attivo il ministro per le politiche giovanili e le attività sportive (Pogas), Giovanna Melandri, che partecipa già da gennaio 2007 al Comitato interministeriale per la sicurezza stradale, in cui ogni ministero competente è chiamato a dare il proprio contributo per la realizzazione del Piano nazionale per la sicurezza stradale.
Il piano prevede cinque linee di intervento: programmazione; regolamentazione; formazione e sperimentazione; controlli; informazione e comunicazione. Il ruolo del Pogas, in questo contesto, si concentra sulla quinta linea di intervento, con un progetto di sensibilizzazione e informazione sulla sicurezza stradale.
La prima fase del progetto, che si realizzerà nei prossimi mesi, è l’avvio della campagna di comunicazione “La vita non è un optional”, presentata il 2 agosto scorso dai ministri dell’Interno Amato e del Pogas Melandri con una apposita conferenza stampa.
La campagna ha lo scopo di sensibilizzare i giovani italiani sulla sicurezza stradale, promuovendo la figura del “guidatore designato”, ovvero di chi si assume nel gruppo di amici la responsabilità della serata, evitando di bere alcool per poter guidare l’auto in sicurezza al rientro.
Nelle settimane precedenti, in prossimità delle vacanze estive, è stata lanciata dal ministero dei Trasporti – in collaborazione con la Struttura di comunicazione del Governo, il Dipartimento informazione ed editoria e con l'eccezionale patrocinio del Presidente della Repubblica – una inedita campagna di comunicazione sulla sicurezza stradale che ha avuto per testimonial le massime autorità dello Stato, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il presidente del Consiglio Romano Prodi, Ministri e Leader politici. Il senso del messaggio è quello del rispetto delle regole, per rispettare se stessi e gli altri, e della volontà del Governo di mettere la sicurezza delle nostre strade tra le massime priorità della sua azione.
Infine, alla vigilia dell’esodo di ferragosto, il Governo ha ritenuto opportuno varare un ulteriore provvedimento, immediatamente operativo, finalizzato a ridurre gli incidenti stradali che in questo periodo, come è noto, si intensificano.
Il decreto-legge, in vigore da sabato 4 agosto, anticipa alcune misure già previste dal disegno di legge governativo, attualmente all'esame del Parlamento. L'auspicio è che l'inasprimento delle sanzioni e le nuove limitazioni alla guida, disposte dal decreto, possano funzionare da deterrente per i comportamenti alla guida considerati non sicuri, come l'uso dei telefonini e lo stato psicofisico alterato causato da alcol o droghe.
www.governo.it - 08/08/07 - newsfood.com
Controlli sulla Regina, ritirate ventidue patenti
Sono numeri importanti quelli relativi ai controlli sulla Statale Regina nel mese di luglio. Ben 22 le patenti ritirate dalle forze dell'ordine e in particolare dagli agenti della polstrada, che fino al prossimo 30 agosto opereranno anche nel distaccamento estivo di Menaggio. I controlli sono scattati per 148 mezzi pesanti, 2008 automobili e 388 moto. Numerose le multe elevate, ben 378, che hanno portato come detto al ritiro di 22 documenti di guida e di 26 carte di circolazione. Soddisfazione per l'operato dei tutori della legge è stata espressa ieri dal prefetto di Como, Sante Frantellizzi. Il rappresentante del governo sul Lario alla luce del nuovo decreto del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, che inasprisce alcune norme del Codice della Strada, ha predisposto nuovi e mirati controlli sulla rete viaria provinciale. Sotto la lente in particolare il rispetto dei limiti di velocità e le condizioni di chi guida sotto l'effetto di alcol o di droga.
08/08/07 - corrieredicomo.it
08/08/07 - corrieredicomo.it
L’anima venduta al diavolo
Non si può continuare a fare finta di nulla, a nascondersi dietro un dito. Le comunità di recupero hanno, da tempo, venduto l'anima al diavolo. Ovvero alla politica. Ed allora ecco che se Don Mazzi con Exodus sta a sinistra, Don Gelmini e San Patrignano stanno dalla parte opposta. Questo in cambio di un po' di aiuto, sia a livello economico che pubblicitario, e soprattutto di una buona dose di immunità. Perché di quello che succede dentro le comunità, dei metodi di recupero, ben poco è dato sapere: si parla di violenza, catene, botte da orbi. Non saremo noi a fare i moralisti, però, perché di fronte ai tanti successi di queste associazioni, vale più che mai il machiavellico “il fine giustifica i mezzi”. Quello che ci interessa è lo stretto rapporto tra politica e comunità. E questo connubio non è certo una forzatura giornalistica, perché le comunità possono essere equiparate, in termini elettorali, alle associazioni. Così come quelle sportive sono contese dal centrodestra e dal centrosinistra (soprattutto a livello locale, ancora di più nei piccoli centri), anche le comunità di recupero sono molto ambite: basta invitare ad una festa un Veltroni al posto di un Fini, tanto per fare un esempio, e la propaganda è servita.
Che queste onlus (o presunte tali) siano diventate dei veri e propri centri politici lo dimostra sia lo status televisivo assunto da Don Mazzi, sia gli attacchi che ricevette Muccioli senior (alcuni, da parte di giornali di sinistra, assolutamente indegni) che adesso il caso Don Gelmini. Sulla sua colpevolezza o innocenza si pronuncerà la magistratura, quello che interessa a noi è un'altra cosa: fino a che punto le comunità si trasformano in centri di potere. Sull'identità politica di Don Gelmini ci sono ben pochi dubbi: ai tempi di Bettino Craxi fece parte del Comitato nazionale del Psi, poi è sempre stato fedelmente al fianco della Casa delle Libertà. Ed avere alleato Don Gelmini non deve essere per niente male, visto che la comunità “Incontro” vanta oltre 250 centri in Italia e nel mondo, con una media di 12 mila ospiti l'anno. Proprio per il discorso fatto in precedenza, stiamo parlando di un grandissimo centro di potere, una vera e propria lobby.
Senza offesa per nessuno, perché nessuno vuole mettere in dubbio la buona fede di chi dedica la propria vita al sociale, ne vogliamo alludere ad appropriazioni indebite di denaro. Queste comunità ricevono tanto denaro, ma hanno costi di gestione altissimi. Non possiamo però negare che ai politici facciano tanto, ma proprio tanto, comodo: sia, come detto, per spostare voti, sia per darsi una ripulita d'immagine facendosi vedere impegnati (anche se poi nella maggior parte dei casi si limitano ad una donazione e ad un paio di visite l'anno) nel sociale. E, a proposito di voti, basta considerare che si è calcolato che nei quarant'anni di attività dei centri di Don Gelmini sono state 300mila le persone passate attraverso i suoi gruppi e Berlusconi ha perso le ultime elezioni per appena 26 mila preferenze. La Comunità Incontro è stata spesso sottovaluta, magari al confronto di San Patrignano, che è molto grande ed arriva addirittura a produrre vino di alta qualità, pellicce e ad allevare cavalli: ma lì siamo di fronte ad una sede, nel caso di Don Gelmini ad oltre 250.
Tutte queste considerazioni fanno nascere un sospetto: che dietro le accuse a Don Gelmini ci sia una questione di eredità.
Qualcuno mira all'impero delle comunità “Incontro”, un impero che – come visto – ha un grande valore strategico. Se sia una lotta interna al Vaticano (o al centrodestra stesso) oppure un tentativo di spostare le comunità incontro sull'altro versante politico è difficile da capire: fatto sta che sembra una lotta di potere per succedere a Don Gelmini, altro che presunta pedofilia. Senza contare che, queste comunità, svolgono anche un'attività – quella del recupero dei tossicodipendenti – che dovrebbe essere a carico dello Stato, il quale, però, è vacante. Dunque il giro è questo: fondi alle comunità (alle quali si dà mano libera), in cambio mi faccio pubblicità, raccolgo voti e loro (le comunità) fanno un servizio in cui io (Stato) sono carente. Sarebbe più logico che lo Stato si occupasse in prima persona di fornire questo servizio, verrebbero così meno tutte queste polemiche. Sarebbe più logico, appunto, e dunque assolutamente poco italiano.
08/08/07 - opinione.it
Che queste onlus (o presunte tali) siano diventate dei veri e propri centri politici lo dimostra sia lo status televisivo assunto da Don Mazzi, sia gli attacchi che ricevette Muccioli senior (alcuni, da parte di giornali di sinistra, assolutamente indegni) che adesso il caso Don Gelmini. Sulla sua colpevolezza o innocenza si pronuncerà la magistratura, quello che interessa a noi è un'altra cosa: fino a che punto le comunità si trasformano in centri di potere. Sull'identità politica di Don Gelmini ci sono ben pochi dubbi: ai tempi di Bettino Craxi fece parte del Comitato nazionale del Psi, poi è sempre stato fedelmente al fianco della Casa delle Libertà. Ed avere alleato Don Gelmini non deve essere per niente male, visto che la comunità “Incontro” vanta oltre 250 centri in Italia e nel mondo, con una media di 12 mila ospiti l'anno. Proprio per il discorso fatto in precedenza, stiamo parlando di un grandissimo centro di potere, una vera e propria lobby.
Senza offesa per nessuno, perché nessuno vuole mettere in dubbio la buona fede di chi dedica la propria vita al sociale, ne vogliamo alludere ad appropriazioni indebite di denaro. Queste comunità ricevono tanto denaro, ma hanno costi di gestione altissimi. Non possiamo però negare che ai politici facciano tanto, ma proprio tanto, comodo: sia, come detto, per spostare voti, sia per darsi una ripulita d'immagine facendosi vedere impegnati (anche se poi nella maggior parte dei casi si limitano ad una donazione e ad un paio di visite l'anno) nel sociale. E, a proposito di voti, basta considerare che si è calcolato che nei quarant'anni di attività dei centri di Don Gelmini sono state 300mila le persone passate attraverso i suoi gruppi e Berlusconi ha perso le ultime elezioni per appena 26 mila preferenze. La Comunità Incontro è stata spesso sottovaluta, magari al confronto di San Patrignano, che è molto grande ed arriva addirittura a produrre vino di alta qualità, pellicce e ad allevare cavalli: ma lì siamo di fronte ad una sede, nel caso di Don Gelmini ad oltre 250.
Tutte queste considerazioni fanno nascere un sospetto: che dietro le accuse a Don Gelmini ci sia una questione di eredità.
Qualcuno mira all'impero delle comunità “Incontro”, un impero che – come visto – ha un grande valore strategico. Se sia una lotta interna al Vaticano (o al centrodestra stesso) oppure un tentativo di spostare le comunità incontro sull'altro versante politico è difficile da capire: fatto sta che sembra una lotta di potere per succedere a Don Gelmini, altro che presunta pedofilia. Senza contare che, queste comunità, svolgono anche un'attività – quella del recupero dei tossicodipendenti – che dovrebbe essere a carico dello Stato, il quale, però, è vacante. Dunque il giro è questo: fondi alle comunità (alle quali si dà mano libera), in cambio mi faccio pubblicità, raccolgo voti e loro (le comunità) fanno un servizio in cui io (Stato) sono carente. Sarebbe più logico che lo Stato si occupasse in prima persona di fornire questo servizio, verrebbero così meno tutte queste polemiche. Sarebbe più logico, appunto, e dunque assolutamente poco italiano.
08/08/07 - opinione.it
Nuovo scandalo preti pedofili
Nuovo scandalo preti pedofili, indagati tre salesiani
TORINO. Dopo la vicenda di don Pierino Gelmini accusato di abusi sessuali da due ex ospiti della sua comunità di recupero per tossicodipendenti, un giovane torinese Salvatore Costa, di 24 anni, arrestato pochi giorni fa per un tentativo di estorsione a 3 sacerdoti salesiani, accusa quest’ultimi di molestie sessuali.
Le violenze, a detta del giovane, sarebbero avvenute sin da quando era 15enne e si sono protratte fino a poco tempo fa. I protagonisti di questa oscura vicenda sono il monsignor Mario Vaudagnotto, 70enne parroco dell’elegante e seicentesca chiesa torinese di San Lorenzo, don Luciano Alloisio, economo del collegio Valsalice, prestigiosa scuola religiosa torinese, e un altro prete della diocesi. Costa era stato arrestato qualche mese fa per l’estorsione di circa 2mila euro a don Alloisio che, stanco delle incessanti richieste di denaro del giovane, si era rivolto ai carabinieri. Scarcerato poco tempo fa avrebbe ripreso ricattare il sacerdote chiedendogli altri 800 euro, e così sono scattati una nuova denuncia e un nuovo arresto. Ritornato dietro le sbarre, davanti al giudice Costa ha dichiarato: “Sono sposato e padre di due bambini, chiedo soldi nelle chiese per tirare avanti, ma ogni tanto faccio qualche lavoretto come idraulico. Devo pagare l'affitto e le bollette, e mi prostituisco con i preti da quando ero minorenne”. Poi, aggiunge che don Alloisio “frequentava anche altri ragazzi, in particolare romeni che si vendono in via Cavalli”. A seguito di perquisizioni a casa del parroco sono stati rinvenuti dei biglietti che il Costa chiamava “ricevute”, ossia dichiarazioni scritte dietro pagamento del silenzio e che riportavano frasi del tipo “Non ho mai avuto rapporti sessuali con Alloisio” oppure “Mi sono inventato tutto”. In seguito a questa deposizione don Alloisio è stato iscritto nel registro degli indagati per pedofilia e induzione alla prostituzione di minorenne.
di Andrea Barbato del 8/08/2007 - pupia.tv
TORINO. Dopo la vicenda di don Pierino Gelmini accusato di abusi sessuali da due ex ospiti della sua comunità di recupero per tossicodipendenti, un giovane torinese Salvatore Costa, di 24 anni, arrestato pochi giorni fa per un tentativo di estorsione a 3 sacerdoti salesiani, accusa quest’ultimi di molestie sessuali.
Le violenze, a detta del giovane, sarebbero avvenute sin da quando era 15enne e si sono protratte fino a poco tempo fa. I protagonisti di questa oscura vicenda sono il monsignor Mario Vaudagnotto, 70enne parroco dell’elegante e seicentesca chiesa torinese di San Lorenzo, don Luciano Alloisio, economo del collegio Valsalice, prestigiosa scuola religiosa torinese, e un altro prete della diocesi. Costa era stato arrestato qualche mese fa per l’estorsione di circa 2mila euro a don Alloisio che, stanco delle incessanti richieste di denaro del giovane, si era rivolto ai carabinieri. Scarcerato poco tempo fa avrebbe ripreso ricattare il sacerdote chiedendogli altri 800 euro, e così sono scattati una nuova denuncia e un nuovo arresto. Ritornato dietro le sbarre, davanti al giudice Costa ha dichiarato: “Sono sposato e padre di due bambini, chiedo soldi nelle chiese per tirare avanti, ma ogni tanto faccio qualche lavoretto come idraulico. Devo pagare l'affitto e le bollette, e mi prostituisco con i preti da quando ero minorenne”. Poi, aggiunge che don Alloisio “frequentava anche altri ragazzi, in particolare romeni che si vendono in via Cavalli”. A seguito di perquisizioni a casa del parroco sono stati rinvenuti dei biglietti che il Costa chiamava “ricevute”, ossia dichiarazioni scritte dietro pagamento del silenzio e che riportavano frasi del tipo “Non ho mai avuto rapporti sessuali con Alloisio” oppure “Mi sono inventato tutto”. In seguito a questa deposizione don Alloisio è stato iscritto nel registro degli indagati per pedofilia e induzione alla prostituzione di minorenne.
di Andrea Barbato del 8/08/2007 - pupia.tv
Cremona: violenta ex moglie con figlio in casa
CREMONA - Con la scusa di fare visita al figlio di sette anni, un uomo di 37 anni si e' introdotto nella casa dell'ex moglie a Gadesco, in provincia di Cremona. Una volta dentro l'ha violentata, con il bambino in casa. Quando nel pomeriggio l'uomo se ne e' andato, la donna, un'albanese di 35 anni, si e' rivolta ai carabinieri. Gli accertamenti clinici hanno dato esito positivo. L'uomo, originario del napoletano, e' stato intercettato e denunciato per violenza sessuale e minacce. (Agr)
08/08/07 - corriere.it
08/08/07 - corriere.it
L'estate allontana l'osteoporosi
L’estate fa bene alle ossa grazie al sole, così come una dieta ricca di calcio e passeggiate all’aria aperta tengono lontana questa patologia ossea. Le vacanze possono dunque trasformarsi nell’occasione per mettere a punto la ricetta per prevenire l’osteoporosi. È quanto sostengono gli esperti del Centro di riferimento regionale per l’osteoporosi del Veneto. “I raggi solari favoriscono la produzione di vitamina D da parte dell’organismo, indispensabile per l’assorbimento del calcio. Anche camminare almeno mezz’ora all’aria aperta stimola l’intero metabolismo e quindi quello del tessuto osseo", dicono dal Centro. Un altro elemento fondamentale nella prevenzione dell’osteoporosi consiste in una dieta bilanciata: il nostro organismo, infatti, ha bisogno di un adeguato apporto alimentare quotidiano di calcio (normalmente: 800 mg al giorno, con l’allattamento e la menopausa: 1200 - 1600 mg al giorno). Oltre alla quantità di calcio presente negli alimenti - latte e derivati, pesce azzurro, legumi, vari ortaggi e frutta (mele, pere, fragole e ananas) - è importante quanto ne viene effettivamente assorbito e utilizzato dall’organismo. Bisogna bere tanta acqua, scegliendo una minerale che contenga oltre 300 mg di calcio per litro.
L’osteoporosi è una patologia provocata da una progressiva riduzione di calcio nelle ossa, che causa un indebolimento e una maggiore fragilità dell’osso, con conseguente rischio di fratture sia spontanee sia provocate da cadute o traumi. In Italia oltre otto donne su cento dichiarano di avere l’osteoporosi. Un dato Istat sicuramente sottostimato non solo perché si riferisce al 2000 (ultimo disponibile) ma anche perché, come ha dimostrato una recente indagine dell’Istituto superiore di sanità, solo una donna su due affetta da osteoporosi sa di esserlo. Dall’indagine "Le italiane e l’osteoporosi", condotta dalla Manners Ardi nel 2006 su 1621 donne in tutte le regioni italiane, emerge che Lazio insieme ad Emilia Romagna, Lombardia e Veneto sono le regioni in cui si effettuano maggiori controlli (circa il 34 per cento). Inoltre recenti studi epidemiologici sulla conoscenza, gli stili di vita e il comportamento degli italiani rispetto all’osteoporosi hanno dimostrato che chi conduce una vita all’aria aperta rischia meno di essere colpito da osteoporosi.
fonte: Il Velino - 08/08/07 - online-news.it
L’osteoporosi è una patologia provocata da una progressiva riduzione di calcio nelle ossa, che causa un indebolimento e una maggiore fragilità dell’osso, con conseguente rischio di fratture sia spontanee sia provocate da cadute o traumi. In Italia oltre otto donne su cento dichiarano di avere l’osteoporosi. Un dato Istat sicuramente sottostimato non solo perché si riferisce al 2000 (ultimo disponibile) ma anche perché, come ha dimostrato una recente indagine dell’Istituto superiore di sanità, solo una donna su due affetta da osteoporosi sa di esserlo. Dall’indagine "Le italiane e l’osteoporosi", condotta dalla Manners Ardi nel 2006 su 1621 donne in tutte le regioni italiane, emerge che Lazio insieme ad Emilia Romagna, Lombardia e Veneto sono le regioni in cui si effettuano maggiori controlli (circa il 34 per cento). Inoltre recenti studi epidemiologici sulla conoscenza, gli stili di vita e il comportamento degli italiani rispetto all’osteoporosi hanno dimostrato che chi conduce una vita all’aria aperta rischia meno di essere colpito da osteoporosi.
fonte: Il Velino - 08/08/07 - online-news.it
Avril Lavigne; ho registrato ubriaca l’ultimo cd
8 agosto 2007 alle 11:59 — Fonte: repubblica.it
La popstar Avril Lavigne ha rivelato di aver registrato buona parte del suo nuovo album in stato di ebbrezza: la canadese si presentava puntualmente in studio ubriaca, costringendo i tecnici a frequenti ripetizioni delle registrazioni.
Lo ha rivelato la stessa artista ad ‘Interview magazine’, che ha fatto un vero e proprio elenco degli alcolici che consumava prima di entrare in studio: ‘Limoncello, vodka e birra’. L’alcol però, ha aggiunto Avril, ‘era bandito quando dovevo registrare le canzoni piu’ lente che richiedevano una interpretazione più emotivà. La Lavigne ha anche assicurato di non essere mai salita sul palco ubriaca durante i suoi show: ‘Non mi piace bere prima di esibirmi dal vivo, perche’ rischio di dimenticare le parole delle mie canzonì.
08/08/07 - news.kataweb.it
La popstar Avril Lavigne ha rivelato di aver registrato buona parte del suo nuovo album in stato di ebbrezza: la canadese si presentava puntualmente in studio ubriaca, costringendo i tecnici a frequenti ripetizioni delle registrazioni.
Lo ha rivelato la stessa artista ad ‘Interview magazine’, che ha fatto un vero e proprio elenco degli alcolici che consumava prima di entrare in studio: ‘Limoncello, vodka e birra’. L’alcol però, ha aggiunto Avril, ‘era bandito quando dovevo registrare le canzoni piu’ lente che richiedevano una interpretazione più emotivà. La Lavigne ha anche assicurato di non essere mai salita sul palco ubriaca durante i suoi show: ‘Non mi piace bere prima di esibirmi dal vivo, perche’ rischio di dimenticare le parole delle mie canzonì.
08/08/07 - news.kataweb.it
Pedofilia: premio a don Di Noto
PEDOFILIA: PREMIO DIRITTI UMANI A DON DI NOTO
(AGI) - Palermo, 8 ago. - “La Sicilia e i siciliani dicono grazie a don Di Noto e alla sua Meter onlus per la grande opera intrapresa contro la pedofilia, a tutela e difesa dei diritti dell’infanzia”: con questa motivazione verra’ consegnato il “Premio sui diritti umani e civili” a don Fortunato Di Noto, fondatore dell’associazione Meter, nell’ambito di una manifestazione ad Acicatena (Catania) il dodici agosto prossimo. “I diritti umani e civili dei bambini -afferma il sacerdote- non sono totalmente attuati se pensiamo alla condizione della loro vita e come dagli stessi governi, organizzazioni criminali vengono trattati, cioe’ dire come merce e non come persone. Lo sviluppo e il benessere passa attraverso la promozione di una economia per l’uomo e non contro l’uomo. Non posso che ringraziare a nome di tutti i volontari di Meter conclude don Di Noto- la Regione Sicilia, il Comune di Acicatena, per questo prestigioso premio che ci consola e ci da’ maggiore slancio per difendere i piccoli e i deboli”. (AGI)
Rap - 08/08/07 - economia-oggi.it
(AGI) - Palermo, 8 ago. - “La Sicilia e i siciliani dicono grazie a don Di Noto e alla sua Meter onlus per la grande opera intrapresa contro la pedofilia, a tutela e difesa dei diritti dell’infanzia”: con questa motivazione verra’ consegnato il “Premio sui diritti umani e civili” a don Fortunato Di Noto, fondatore dell’associazione Meter, nell’ambito di una manifestazione ad Acicatena (Catania) il dodici agosto prossimo. “I diritti umani e civili dei bambini -afferma il sacerdote- non sono totalmente attuati se pensiamo alla condizione della loro vita e come dagli stessi governi, organizzazioni criminali vengono trattati, cioe’ dire come merce e non come persone. Lo sviluppo e il benessere passa attraverso la promozione di una economia per l’uomo e non contro l’uomo. Non posso che ringraziare a nome di tutti i volontari di Meter conclude don Di Noto- la Regione Sicilia, il Comune di Acicatena, per questo prestigioso premio che ci consola e ci da’ maggiore slancio per difendere i piccoli e i deboli”. (AGI)
Rap - 08/08/07 - economia-oggi.it
Autismo, il giorno dell'orgoglio: siamo normali
Il movimento nato sul Web per ottenere maggiori diritti si incontra in Gran Bretagna: centinaia con le proprie famiglie. Gareth Nelson, 18 anni: "Noi handicappati? No, soltanto una diversa varietà umana. Non malattia ma modo di vita". Dal Corriere della Sera...
LONDRA - Saranno centinaia, con le loro famiglie. Con mogli, mariti e figli. Questa mattina si ritroveranno a Radstock, un tranquillo posto di campagna nel Somerset, scelto perché pieno di spazi aperti e privo di luci fluorescenti o fonti di rumore e disturbo, e staranno insieme per 3 giorni filati: ma perché lo vogliono loro, spiegano, non perché qualcuno li obblighi o abbia consigliato questa riunione come una cura. «Staranno insieme come hanno già fatto l'anno scorso, e nel 2005. Come faranno anche nel 2008, scadenza per la quale già si prepara un nuovo programma di riunioni. E come hanno fatto anche poche settimane fa, il 18 giugno, per l'Autism Pride Day, il giorno dell'orgoglio autistico, con richiamo non casuale al Gay Pride.Loro, quelli dell'Autism Network International, del Fronte di liberazione autistico, o delle molte altre organizzazioni sorte negli ultimi anni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, rivendicano infatti l'orgoglio di una condizione che, nella media dei casi, sostengono non diversa e tantomeno inferiore a quella degli «altri»: non una malattia o un handicap, ma ? spiega uno dei loro portavoce ? «un modo di vita che ha una propria cultura e una propria storia».Di questo è convinto anche Gareth Nelson, diciannovenne autistico intervistato ieri dal Guardian: «Non penso che si debba curare qualcosa che non è puramente negativo. Perché io non vedo l'autismo come un handicap, piuttosto come un'altra varietà umana. Tuttavia, è vero che noi possiamo sembrare diversi dagli altri, o comportarci comunque in modo diverso, e in ciò può esservi qualche rischio di discriminazione.
In un colloquio di lavoro uno di noi può avere ottime referenze ma poi non riuscire a guardare negli occhi la persona che lo intervista. E in questo caso, probabilmente, non avrà il posto per il quale si è candidato».«Oggi ? dice un altro autistico, il fotografo Laurence Arnold ? capita perfino di sentire giustificare certi delitti come "una forma di autismo". L'ho sentito dire per l'assassino che ha compiuto il massacro all'università della Virginia. Ma noi siamo come tutti gli altri, buoni e cattivi, con gli stessi codici morali e lo stesso timore delle punizioni».Nel mondo anglosassone, gli autistici hanno oggi siti Web, scuole e corsi universitari (per esempio una già rinomata «Scuola per la valorizzazione e l'indipendenza degli autistici » nello stato di New York, creata da autistici e per autistici). È soprattutto su Internet che si respira la nuova sensazione di libertà: «Perché là si può dialogare senza un contatto diretto». In rete, il Fronte di liberazione offre perfino magliette con le scritte: «Io sono una persona, non un enigma», o «Non riuscire a parlare non è lo stesso che non avere nulla da dire ».Ventimila sono gli iscritti all'Aff, il Movimento inglese per i diritti degli autistici, che raccoglie anche persone con la sindrome di Asperger (gli aspies) o con forme compulsive o ripetitive nei movimenti e nella comunicazione.Quelli dell'Aff, uomini e donne che secondo le statistiche hanno spesso una propria famiglia e quasi sempre un proprio lavoro, dicono di non volere medicine, programmi di prevenzione, ricerche genetiche sulle cause o sulla predisposizione a certi disturbi.«Soprattutto non vogliamo che si parli di diagnosi prenatali, di selezioni genetiche». Ma solo di «conoscenza e dialogo». Non cercano fondi per tutto il resto. E soprattutto non vogliono che qualcuno li cerchi a nome loro. Altri, di altri gruppi, segnalano invece il «pericolo dell'isolamento » o dell'«ingenuità politica » di certi attivisti, e polemizzano con loro: un altro segnale del fatto che, tutto sommato, questo non sembra davvero un mondo a parte. Oggi a Radstock saranno benvenuti ospiti e osservatori, ma non esperti «di fuori». «È un'iniziativa organizzata da autistici, per gli autistici ». Dibattito senza rete, ma con qualche regola fissa: silenzio garantito a chi vuole il silenzio, nessun obbligo di presentarsi e conoscere gli altri, nessuna «pressione a socializzare». Titolo ufficiale dell'appuntamento: «Autscape».
08/08/07 - superabile.it
LONDRA - Saranno centinaia, con le loro famiglie. Con mogli, mariti e figli. Questa mattina si ritroveranno a Radstock, un tranquillo posto di campagna nel Somerset, scelto perché pieno di spazi aperti e privo di luci fluorescenti o fonti di rumore e disturbo, e staranno insieme per 3 giorni filati: ma perché lo vogliono loro, spiegano, non perché qualcuno li obblighi o abbia consigliato questa riunione come una cura. «Staranno insieme come hanno già fatto l'anno scorso, e nel 2005. Come faranno anche nel 2008, scadenza per la quale già si prepara un nuovo programma di riunioni. E come hanno fatto anche poche settimane fa, il 18 giugno, per l'Autism Pride Day, il giorno dell'orgoglio autistico, con richiamo non casuale al Gay Pride.Loro, quelli dell'Autism Network International, del Fronte di liberazione autistico, o delle molte altre organizzazioni sorte negli ultimi anni in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, rivendicano infatti l'orgoglio di una condizione che, nella media dei casi, sostengono non diversa e tantomeno inferiore a quella degli «altri»: non una malattia o un handicap, ma ? spiega uno dei loro portavoce ? «un modo di vita che ha una propria cultura e una propria storia».Di questo è convinto anche Gareth Nelson, diciannovenne autistico intervistato ieri dal Guardian: «Non penso che si debba curare qualcosa che non è puramente negativo. Perché io non vedo l'autismo come un handicap, piuttosto come un'altra varietà umana. Tuttavia, è vero che noi possiamo sembrare diversi dagli altri, o comportarci comunque in modo diverso, e in ciò può esservi qualche rischio di discriminazione.
In un colloquio di lavoro uno di noi può avere ottime referenze ma poi non riuscire a guardare negli occhi la persona che lo intervista. E in questo caso, probabilmente, non avrà il posto per il quale si è candidato».«Oggi ? dice un altro autistico, il fotografo Laurence Arnold ? capita perfino di sentire giustificare certi delitti come "una forma di autismo". L'ho sentito dire per l'assassino che ha compiuto il massacro all'università della Virginia. Ma noi siamo come tutti gli altri, buoni e cattivi, con gli stessi codici morali e lo stesso timore delle punizioni».Nel mondo anglosassone, gli autistici hanno oggi siti Web, scuole e corsi universitari (per esempio una già rinomata «Scuola per la valorizzazione e l'indipendenza degli autistici » nello stato di New York, creata da autistici e per autistici). È soprattutto su Internet che si respira la nuova sensazione di libertà: «Perché là si può dialogare senza un contatto diretto». In rete, il Fronte di liberazione offre perfino magliette con le scritte: «Io sono una persona, non un enigma», o «Non riuscire a parlare non è lo stesso che non avere nulla da dire ».Ventimila sono gli iscritti all'Aff, il Movimento inglese per i diritti degli autistici, che raccoglie anche persone con la sindrome di Asperger (gli aspies) o con forme compulsive o ripetitive nei movimenti e nella comunicazione.Quelli dell'Aff, uomini e donne che secondo le statistiche hanno spesso una propria famiglia e quasi sempre un proprio lavoro, dicono di non volere medicine, programmi di prevenzione, ricerche genetiche sulle cause o sulla predisposizione a certi disturbi.«Soprattutto non vogliamo che si parli di diagnosi prenatali, di selezioni genetiche». Ma solo di «conoscenza e dialogo». Non cercano fondi per tutto il resto. E soprattutto non vogliono che qualcuno li cerchi a nome loro. Altri, di altri gruppi, segnalano invece il «pericolo dell'isolamento » o dell'«ingenuità politica » di certi attivisti, e polemizzano con loro: un altro segnale del fatto che, tutto sommato, questo non sembra davvero un mondo a parte. Oggi a Radstock saranno benvenuti ospiti e osservatori, ma non esperti «di fuori». «È un'iniziativa organizzata da autistici, per gli autistici ». Dibattito senza rete, ma con qualche regola fissa: silenzio garantito a chi vuole il silenzio, nessun obbligo di presentarsi e conoscere gli altri, nessuna «pressione a socializzare». Titolo ufficiale dell'appuntamento: «Autscape».
08/08/07 - superabile.it
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