Ubriaco alla guida di un'auto e' rimasto coinvolto in un incidente e poi e' fuggito dopo aver aggredito il conducente dell'altra auto e, al loro arrivo, i vigili urbani.
L'uomo, 46 anni, dopo essere stato rintracciato dalla polizia municipale, e' stato arrestato. E' successo ieri, in viale Talenti a Firenze. Sottoposto al test sull'assunzione di alcol, l'uomo ha fatto registrare il livello 1,99, contro il limite di legge dello 0,5. Quando gli agenti della polizia municipale lo hanno rintracciato davanti alla sua abitazione, ha anche cercato di fuggire e, una volta bloccato, ha tentato di divincolarsi con calci e pugni.
25/09/2007 - toscanatv.com
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Kiefer Sutherland arrestato per guida in stato di ebrezza
Un'altra star di Hollywood in manette per guida in stato d'ebbrezza. E' Kiefer Sutherland, 40 anni, protagonista della popolarissima serie "24" in cui l'attore veste i panni dell'agente antiterrosismo Jack Bauer.
Sutherland è stato fermato dalla polizia stradale all'1:35 di martedì dopo una pericolosa inversione a "U" nel cuore di Hollywood, all'angolo fra "La Cienega" e "Beverly".
Viste le condizioni dell'attore, gli agenti della Polizia di Los Angeles (Lapd) lo hanno sottoposto a un test sul respiro che ha confermato i loro sospetti: il livello di alcol rilevato nell'alito di Sutherland ha infatti superato di oltre il doppio la soglia consentita dalla legge.
L'attore, che aveva trascorso la serata nel locale notturno "Area", è stato quindi arrestato e portato al distretto di polizia di Hollywood. Alle 5:42 del mattino è stato rilasciato dietro una cauzione di 25 mila dollari. Gli agenti hanno descritto Kiefer Sutherland come "calmo e cooperativo" durante la sua disavventura.
E' la seconda volta che Sutherland viene arrestato per guida in stato di ubriachezza. Nel settembre del 2004 venne condannnato a 60 mesi con la condizionale e a 50 ore di servizio sociale. Adesso, per la sua recidività, dovrà trascorrere almeno cinque giorni in prigione. Deciderà un giudice. Il processo è fissato per il 16 ottobre.
25/09/2007 - kataweb.it
Sutherland è stato fermato dalla polizia stradale all'1:35 di martedì dopo una pericolosa inversione a "U" nel cuore di Hollywood, all'angolo fra "La Cienega" e "Beverly".
Viste le condizioni dell'attore, gli agenti della Polizia di Los Angeles (Lapd) lo hanno sottoposto a un test sul respiro che ha confermato i loro sospetti: il livello di alcol rilevato nell'alito di Sutherland ha infatti superato di oltre il doppio la soglia consentita dalla legge.
L'attore, che aveva trascorso la serata nel locale notturno "Area", è stato quindi arrestato e portato al distretto di polizia di Hollywood. Alle 5:42 del mattino è stato rilasciato dietro una cauzione di 25 mila dollari. Gli agenti hanno descritto Kiefer Sutherland come "calmo e cooperativo" durante la sua disavventura.
E' la seconda volta che Sutherland viene arrestato per guida in stato di ubriachezza. Nel settembre del 2004 venne condannnato a 60 mesi con la condizionale e a 50 ore di servizio sociale. Adesso, per la sua recidività, dovrà trascorrere almeno cinque giorni in prigione. Deciderà un giudice. Il processo è fissato per il 16 ottobre.
25/09/2007 - kataweb.it
Abuso alcol causa primaria omicidi
(ANSA) - HELSINKI, 25 SET - E' l'abuso di alcol la causa primaria degli omicidi in Finlandia, insieme all'emarginazione sociale. E' quanto risulta da statistiche pubblicate a Helsinki dall'Istituto nazionale di ricerca sulle politiche criminali. Secondo lo studio, nell'80 per cento dei casi gli omicidi sono opera di persone emarginate in preda agli effetti dell'alcol. Solo il 15 per cento dei delitti nel 2006 sono stati commessi utilizzando armi da fuoco.
25/09/2007 - borsaitaliana.it
25/09/2007 - borsaitaliana.it
Sicuri che la moda con l'anoressia non c'entri nulla?
Sono una ragazza di 22 anni! Leggendo il Messaggero di oggi sono rimasta colpita dall’immagine di Isabella. Un’immagine cruenta è vero ma molto significativa… che può trasmettere molto! Come ha affermato Giorgio Armani queste sono immagini dure e crude! Ma proprio in riferimento a quello che hanno dichiarato loro sulla moda, io mi sento di rispondere a tutti gli stilisti come lui o come Dolce & Gabbana: “Avete mai provato ad entrare in un negozio per ragazze e chiedere un paio di jeans di taglia 44-46?”.
Beh io sì! Forse perché sono una ragazza dalle forme “ginoidi” (così si dice no?) ma io in quei negozi non trovo proprio nulla, niente che mi possa stare bene! Eppure porto soltanto una 44! Beh allora mi chiedo… siamo sicuri che la moda con l’anoressia non centri proprio nulla? Una ragazza dalle mie stesse forme, come si dovrebbe sentire uscendo da un negozio e non aver trovato nulla adatto a lei?
Siamo ragazze e ci piace essere belle… Se sulle riviste, in televisione, sui cartelloni pubblicitari si manda un prototipo di bellezza, come dire, “magro” e se questo si riflette poi sulla moda e su tutto il resto, è naturale che una ragazza come me è obbligata a rinunciare al cibo per entrare in quei pantaloni di taglia massimo 42! Ora ripeto la domanda… ”Siamo sicuri che la moda non ha responsabilità? Secondo me tutto parte da lì! Parola di una ragazza di 22 anni! Grazie!
Silvia - 25/09/2007 - ilmessaggero.it
Beh io sì! Forse perché sono una ragazza dalle forme “ginoidi” (così si dice no?) ma io in quei negozi non trovo proprio nulla, niente che mi possa stare bene! Eppure porto soltanto una 44! Beh allora mi chiedo… siamo sicuri che la moda con l’anoressia non centri proprio nulla? Una ragazza dalle mie stesse forme, come si dovrebbe sentire uscendo da un negozio e non aver trovato nulla adatto a lei?
Siamo ragazze e ci piace essere belle… Se sulle riviste, in televisione, sui cartelloni pubblicitari si manda un prototipo di bellezza, come dire, “magro” e se questo si riflette poi sulla moda e su tutto il resto, è naturale che una ragazza come me è obbligata a rinunciare al cibo per entrare in quei pantaloni di taglia massimo 42! Ora ripeto la domanda… ”Siamo sicuri che la moda non ha responsabilità? Secondo me tutto parte da lì! Parola di una ragazza di 22 anni! Grazie!
Silvia - 25/09/2007 - ilmessaggero.it
Cassazione: non esiste diritto all'amplesso
(ANSA) - ROMA, 25 SET - Non si puo' esigere dal partner, sia all'interno del matrimonio o di una convivenza, 'un diritto all'amplesso'. Lo sottolinea la Cassazione. La Suprema corte, confermando il verdetto della Corte d'appello di Reggio Calabria, ha confermato la condanna per violenza sessuale ad un marito che aveva costretto la moglie ad avere un rapporto sessuale. E' stata respinta la tesi in base alla quale nell'ambito di una coppia e' da ritenersi che ci sia sempre 'un consenso putativo' al rapporto sessuale.
25/09/2007 - ansa.it
25/09/2007 - ansa.it
Tempi duri per i clienti delle "lucciole"
Tempi duri per i clienti delle "lucciole" : notifica a casa della violazione amministrativa.
Tempi duri per i clienti delle "lucciole".Il Ministro dell'Interno,Giuliano Amato,ha già pronto un decreto o disegno di legge d'iniziativa governativa,per arginare la diffusione della prostituzione in tutte le Città d'Italia,senza che si possa combattere con strumenti efficaci,i mestiere più antico del mondo.
Il provvedimento di Amato dovrebbe prevedere,nei confronti dei clienti,una sanzione amministrativa,senza alcuna possibilità di conciliazione sul posto,ma attraverso notifica al domicilio dei cittadini che contravvengono all'obbligo di non essere coinvolti per scelta personale a rapporti con prostitute nelle vie della città.
Evidentemente,il Ministro punta a rendere difficile il rapporto tra marito e moglie o figli e genitori,allorchè vengono informati dele "strane"tendenze delle persone care.
26/09/07 - cataniaomnia.it
Tempi duri per i clienti delle "lucciole".Il Ministro dell'Interno,Giuliano Amato,ha già pronto un decreto o disegno di legge d'iniziativa governativa,per arginare la diffusione della prostituzione in tutte le Città d'Italia,senza che si possa combattere con strumenti efficaci,i mestiere più antico del mondo.
Il provvedimento di Amato dovrebbe prevedere,nei confronti dei clienti,una sanzione amministrativa,senza alcuna possibilità di conciliazione sul posto,ma attraverso notifica al domicilio dei cittadini che contravvengono all'obbligo di non essere coinvolti per scelta personale a rapporti con prostitute nelle vie della città.
Evidentemente,il Ministro punta a rendere difficile il rapporto tra marito e moglie o figli e genitori,allorchè vengono informati dele "strane"tendenze delle persone care.
26/09/07 - cataniaomnia.it
Pensionato ruba per fame in negozio Cagliari
(ANSA) - CAGLIARI, 25 SET - Un pensionato cagliaritano ultrasettantacinquenne ha rubato un pacco di pasta e un pezzo di formaggio per poter vivere. Li ha nascosti fra i pantaloni e la maglia ma giunto alla cassa gli son caduti e la titolare del piccolo negozio di generi alimentari invece di denunciarlo lo ha perdonato. Anzi ha dato vita ad una colletta fra gli abitanti del quartiere cagliaritano di Is Mirrionis.
25/09/2007 - ansa.it
25/09/2007 - ansa.it
Ricerca Caritas: ragazzi del Navile allo sbando
Giovani. Bologna, ricerca Caritas: ragazzi del Navile allo sbando
(DIRE) Bologna, 25 set. - Allarme giovani al quartiere Navile di Bologna. Raggiunge alti livelli il disagio esistenziale contraddistinto da alcol e droga, intere giornate passate al bar, basso livello di scolarizzazione superiore. E' la dura realtà che emerge da una ricerca della Caritas nazionale condotta, insieme all'Università Cattolica di Milano, su 10 quartieri di altrettante grandi città italiane. Il risultato è stato presentato oggi nella sede della Curia bolognese, alla presenza, tra gli altri, del cardinale Carlo Caffarra e del sindaco Sergio Cofferati. E così, mentre a Napoli si studia il tristemente noto Scampia, o a Palermo lo Zen e a Bari il S.Paolo, sotto le Due Torri ci si concentra sul quartiere operaio per eccellenza, dove, si legge nella ricerca, "ancora oggi è evidente uno spiccato senso di appartenenza e radicamento territoriale".
Il rischio, però, è che proprio questa integrazione esploda in una "frammentazione sociale futura". E a preoccupare più del resto è "il mondo giovanile", che arriva spesso a "situazioni di conflitto soprattutto con gli anziani nella definizione degli spazi urbani". Della partita sono anche i numerosi immigrati (cinesi, marocchini e rom), verso i quali, si legge nella ricerca, "è difficile trovare atteggiamenti di esplicita chiusura. Tuttavia sono visti come presenze problematiche che rendono sconosciuto il territorio". Ecco insomma i due ingredienti principali che stanno generando al Navile la "perdita di quell'omogeneità sociale e culturale che è stata per tanti anni il suo punto di forza". La Caritas diocesana di Bologna è chiamata dunque a intervenire. E la Curia ha deciso di affidare il delicato compito all'Associazione giovani per l'oratorio (Agio). "Cinque per cinque" è l'iniziativa che Agio metterà in campo al Navile a partire da ottobre, all'inizio per la durata di un anno. Un progetto, spiega il responsabile dell'associazione, Mauro Bignami, che "parte dalle parrocchie" e che è composto da cinque azioni legate fra loro.
Il primo è un intervento di tipo culturale, per valorizzare i cinema parrocchiali della zona. Poi verrà messo in campo un sistema di attività di animazione, in modo da creare doposcuola, oratori e servizi per le famiglie. E' previsto anche un "ludobus", con cui incontrare bambini e ragazzi nei punti più difficili del Navile. La terza azione è un percorso formativo a favore dei volontari del quartiere, mentre la quarta vede la creazione di un centro di ascolto interparrocchiale, una vera e propria "rete solidale" perché le "persone non si sentano sole". Infine, viene l'azione sulla genitorialità. Verrà utilizzato "un metodo americano molto diffuso - spiega Bignami - che riconduce la dipendenza dei giovani ai difficili rapporti con i genitori tra i 9 e gli 13 anni". Saranno quindi organizzati cicli di 14 incontri con i genitori e i loro figli in quella fascia d'età, soprattutto come "prevenzione della dipendenza". Il progetto per il Navile incassa l'apprezzamento di Cofferati.
"Guardo con molto interesse a ciò che farà Agio - afferma - per tutto ciò che può essere integrato, confermo che il Comune è a disposizione". Secondo Caffarra, i risultati della ricerca "confermano che l'emergenza educativa è la prima. La qualità del rapporto sociale, che è decisiva per la buona vita umana, è andata deteriorandosi, dalla crisi del matrimonio alla convivenza civile. E la radice ultima - sostiene il cardinale - di questo declino sta nel fatto che si è spezzata la narrazione della vita tra le generazioni". Una delle soluzioni, indicate anche nella ricerca, è infatti la trasmissione del patrimonio di saperi" tra gli anziani e le nuove generazioni.
(San/Dire) - 25/09/07 - diregiovani.it
(DIRE) Bologna, 25 set. - Allarme giovani al quartiere Navile di Bologna. Raggiunge alti livelli il disagio esistenziale contraddistinto da alcol e droga, intere giornate passate al bar, basso livello di scolarizzazione superiore. E' la dura realtà che emerge da una ricerca della Caritas nazionale condotta, insieme all'Università Cattolica di Milano, su 10 quartieri di altrettante grandi città italiane. Il risultato è stato presentato oggi nella sede della Curia bolognese, alla presenza, tra gli altri, del cardinale Carlo Caffarra e del sindaco Sergio Cofferati. E così, mentre a Napoli si studia il tristemente noto Scampia, o a Palermo lo Zen e a Bari il S.Paolo, sotto le Due Torri ci si concentra sul quartiere operaio per eccellenza, dove, si legge nella ricerca, "ancora oggi è evidente uno spiccato senso di appartenenza e radicamento territoriale".
Il rischio, però, è che proprio questa integrazione esploda in una "frammentazione sociale futura". E a preoccupare più del resto è "il mondo giovanile", che arriva spesso a "situazioni di conflitto soprattutto con gli anziani nella definizione degli spazi urbani". Della partita sono anche i numerosi immigrati (cinesi, marocchini e rom), verso i quali, si legge nella ricerca, "è difficile trovare atteggiamenti di esplicita chiusura. Tuttavia sono visti come presenze problematiche che rendono sconosciuto il territorio". Ecco insomma i due ingredienti principali che stanno generando al Navile la "perdita di quell'omogeneità sociale e culturale che è stata per tanti anni il suo punto di forza". La Caritas diocesana di Bologna è chiamata dunque a intervenire. E la Curia ha deciso di affidare il delicato compito all'Associazione giovani per l'oratorio (Agio). "Cinque per cinque" è l'iniziativa che Agio metterà in campo al Navile a partire da ottobre, all'inizio per la durata di un anno. Un progetto, spiega il responsabile dell'associazione, Mauro Bignami, che "parte dalle parrocchie" e che è composto da cinque azioni legate fra loro.
Il primo è un intervento di tipo culturale, per valorizzare i cinema parrocchiali della zona. Poi verrà messo in campo un sistema di attività di animazione, in modo da creare doposcuola, oratori e servizi per le famiglie. E' previsto anche un "ludobus", con cui incontrare bambini e ragazzi nei punti più difficili del Navile. La terza azione è un percorso formativo a favore dei volontari del quartiere, mentre la quarta vede la creazione di un centro di ascolto interparrocchiale, una vera e propria "rete solidale" perché le "persone non si sentano sole". Infine, viene l'azione sulla genitorialità. Verrà utilizzato "un metodo americano molto diffuso - spiega Bignami - che riconduce la dipendenza dei giovani ai difficili rapporti con i genitori tra i 9 e gli 13 anni". Saranno quindi organizzati cicli di 14 incontri con i genitori e i loro figli in quella fascia d'età, soprattutto come "prevenzione della dipendenza". Il progetto per il Navile incassa l'apprezzamento di Cofferati.
"Guardo con molto interesse a ciò che farà Agio - afferma - per tutto ciò che può essere integrato, confermo che il Comune è a disposizione". Secondo Caffarra, i risultati della ricerca "confermano che l'emergenza educativa è la prima. La qualità del rapporto sociale, che è decisiva per la buona vita umana, è andata deteriorandosi, dalla crisi del matrimonio alla convivenza civile. E la radice ultima - sostiene il cardinale - di questo declino sta nel fatto che si è spezzata la narrazione della vita tra le generazioni". Una delle soluzioni, indicate anche nella ricerca, è infatti la trasmissione del patrimonio di saperi" tra gli anziani e le nuove generazioni.
(San/Dire) - 25/09/07 - diregiovani.it
Niente alcol agli under 16: "ricordate la legge"
Ferrara. Niente alcol agli under 16: "ricordate la legge"
(DIRE) Ferrara, 25 set. - Il logo ha la forma di un tappo di bottiglia e il disegno di un divieto, con un messaggio rivolto ai più giovani: "Se hai meno di 16 anni non chiedere bevande alcoliche". È il cartello di "Zeroalcol Menosedici", la campagna di comunicazione diffusa su tutta la provincia di Ferrara per limitare l'uso degli alcolici tra i più giovani. Lo scopo è di far rispettare la disposizione di legge che vieta la somministrazione di alcol ai minori di 16 anni, troppo spesso trascurata, ma anche quello di far passare un messaggio corale perché partecipato da enti pubblici e privati di tutto il territorio.
L'uso di alcol tra gli adolescenti "è un problema sociale", afferma il direttore di Promeco Alberto Tinarelli, illustrando l'iniziativa presa insieme a tutti i Comuni della provincia, Usl, operatori di strada, forze dell'ordine, Sert, Provincia, Ascom, Confesercenti, Silb, Confartigianato e Cna. Spetterà ai sindaci inviare una lettera a tutti i gestori di locali pubblici, chiedendo loro di rispettare le disposizioni di legge e di affiggere il cartello di "Zeroalcol Menosedici", mentre le lettere raggiungeranno anche le famiglie con figli tra gli 11 e i 16 anni e l'attività nelle scuole riguarderà i ragazzi tra i 13 e i 15 anni. "Troppo spesso - dice il dirigente per la Sicurezza del Comune di Ferrara Ivano Guidetti - ci si dimentica che i divieti hanno un senso, e ci sono abitudini che soppiantano le normative repressive incluse nel codice".
Si tratta allora non tanto di reprimere, ma di "ragionare su come sostenere la posizione dei gestori di fronte a una questione che sta prendendo corpo - dice Tinarelli -: A Ferrara si beve troppo". Lo dimostra, ad esempio, la ricerca "Fiftheen" svolta da Promeco negli istituti superiori: tra i ragazzi intervistati, il 74% ha bevuto birra, il 60,6% superalcolici. E il 32,8% si è ubriacato almeno una volta.
(Efe/Dire) - 25/09/07 - diregiovani.it
(DIRE) Ferrara, 25 set. - Il logo ha la forma di un tappo di bottiglia e il disegno di un divieto, con un messaggio rivolto ai più giovani: "Se hai meno di 16 anni non chiedere bevande alcoliche". È il cartello di "Zeroalcol Menosedici", la campagna di comunicazione diffusa su tutta la provincia di Ferrara per limitare l'uso degli alcolici tra i più giovani. Lo scopo è di far rispettare la disposizione di legge che vieta la somministrazione di alcol ai minori di 16 anni, troppo spesso trascurata, ma anche quello di far passare un messaggio corale perché partecipato da enti pubblici e privati di tutto il territorio.
L'uso di alcol tra gli adolescenti "è un problema sociale", afferma il direttore di Promeco Alberto Tinarelli, illustrando l'iniziativa presa insieme a tutti i Comuni della provincia, Usl, operatori di strada, forze dell'ordine, Sert, Provincia, Ascom, Confesercenti, Silb, Confartigianato e Cna. Spetterà ai sindaci inviare una lettera a tutti i gestori di locali pubblici, chiedendo loro di rispettare le disposizioni di legge e di affiggere il cartello di "Zeroalcol Menosedici", mentre le lettere raggiungeranno anche le famiglie con figli tra gli 11 e i 16 anni e l'attività nelle scuole riguarderà i ragazzi tra i 13 e i 15 anni. "Troppo spesso - dice il dirigente per la Sicurezza del Comune di Ferrara Ivano Guidetti - ci si dimentica che i divieti hanno un senso, e ci sono abitudini che soppiantano le normative repressive incluse nel codice".
Si tratta allora non tanto di reprimere, ma di "ragionare su come sostenere la posizione dei gestori di fronte a una questione che sta prendendo corpo - dice Tinarelli -: A Ferrara si beve troppo". Lo dimostra, ad esempio, la ricerca "Fiftheen" svolta da Promeco negli istituti superiori: tra i ragazzi intervistati, il 74% ha bevuto birra, il 60,6% superalcolici. E il 32,8% si è ubriacato almeno una volta.
(Efe/Dire) - 25/09/07 - diregiovani.it
Choc da Toscani sull'anoressia
Ancora choc da Oliviero Toscani sull'anoressia
ROMA - Lui stesso la definisce "una sorta di urlo di Munch" contro l'anoressia, lanciato nel giorno in cui a Milano si apre la Settimana della moda. Con la ragazza nuda e scheletrica, il volto scavato come una sopravvissuta ai lager e lo sguardo perso, che campeggia su cartelloni tre metri per sei nelle grandi città, ancora una volta Oliviero Toscani non ha cercato un facile consenso, ma ha puntato allo shock. Approva in pieno il ministro della Salute Livia Turco, plaudono stilisti come Giorgio Armani e Dolce & Gabbana. Ma c'é anche chi lancia un altolà sull'uso degli ammalati a scopo di lucro o esprime perplessità sull'efficacia dell'immagine.
Lei, la protagonista della nuova campagna 'No anorexia' Nolita per il fashion brand Flash&Partner di Tombolo (Padova), si chiama Isabelle Caro, è francese, ha 27 anni appena compiuti, è alta 165 cm e il suo peso oscilla da anni tra i 25 e i 40 chili. "Soffro di anoressia da quando avevo 13 anni, conseguenza di un'infanzia difficile", dice sul suo blog Isabelle. "Voglio guarire perché amo la vita e la ricchezza dell'universo: spero che la mia foto shock faccia capire ai giovani i pericoli di questa malattia". Toscani - che denuncia il no del Corriere della Sera alla foto - racconta di aver scelto Isabelle con un normalissimo casting fotografico e di aver "costruito" l'immagine per far riflettere su un problema che, con la bulimia, riguarda oltre 2 milioni di persone, "in parte giovanissime, messe alle strette da una serie di condizionamenti che le fanno diventare vittime". Non sarà una campagna a puntate, come quella del 2005-2006 con la coppia gay che si sbaciucchiava, si toccava e arrivava a concepire un figlio: "E' una puntata sola ed è drammatica. Per ora basta quella a far riflettere".
Se Luisa Bertoncello, ad di Flash&Partner, ammette di essere "rimasta scioccata per la crudezza della verità" della foto, il ministro Livia Turco apprezza contenuti e modalità di realizzazione della pubblicità, "in grado di aprire efficacemente un canale comunicativo originale e privilegiato idoneo a favorire un'assunzione di responsabilità verso il dramma dell'anoressia". Plaude anche Armani, che vorrebbe conoscere la modella "per capire i motivi che l'hanno portata all'anoressia". "Finalmente qualcuno dice la verità sull'anoressia, cioé che non è un problema della moda ma un problema psichiatrico", commentano Dolce & Gabbana. Anche Roberto Cavalli pensa che sia "troppo facile" prendersela con la moda e che la malattia sia piuttosto espressione del "disagio dei giovani di oggi". Di campagna senza senso parla invece Fabiola De Clercq, presidente dell'Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia e autrice di molti testi sull'argomento, convinta che "sia esagerato mostrare in modo così crudo quel corpo". Anche l'esperta in comunicazione Annamaria Testa si chiede "quanto la campagna possa aiutare le ragazze con problemi di anoressia e le loro famiglie". Più dura Tiziana Maiolo, che bolla l'immagine come "pornografia". Totalmente contrario Riccardo Dalle Grave, presidente dell'Associazione italiana disturbi dell'alimentazione e del peso: "Di questa malattia si muore. Se si vuole fare prevenzione sarebbe meglio aiutare le ragazze ad accettare varie taglie, anche quelle più comode". E stasera, per la finale di Miss Italia, si tornerà in via eccezionale a prendere le misure alle ragazze: obiettivo, spiega Patrizia Mirigliani, lanciare la 42 come modello europeo di taglia ideale.
25/09/07 - ansa.it
ROMA - Lui stesso la definisce "una sorta di urlo di Munch" contro l'anoressia, lanciato nel giorno in cui a Milano si apre la Settimana della moda. Con la ragazza nuda e scheletrica, il volto scavato come una sopravvissuta ai lager e lo sguardo perso, che campeggia su cartelloni tre metri per sei nelle grandi città, ancora una volta Oliviero Toscani non ha cercato un facile consenso, ma ha puntato allo shock. Approva in pieno il ministro della Salute Livia Turco, plaudono stilisti come Giorgio Armani e Dolce & Gabbana. Ma c'é anche chi lancia un altolà sull'uso degli ammalati a scopo di lucro o esprime perplessità sull'efficacia dell'immagine.
Lei, la protagonista della nuova campagna 'No anorexia' Nolita per il fashion brand Flash&Partner di Tombolo (Padova), si chiama Isabelle Caro, è francese, ha 27 anni appena compiuti, è alta 165 cm e il suo peso oscilla da anni tra i 25 e i 40 chili. "Soffro di anoressia da quando avevo 13 anni, conseguenza di un'infanzia difficile", dice sul suo blog Isabelle. "Voglio guarire perché amo la vita e la ricchezza dell'universo: spero che la mia foto shock faccia capire ai giovani i pericoli di questa malattia". Toscani - che denuncia il no del Corriere della Sera alla foto - racconta di aver scelto Isabelle con un normalissimo casting fotografico e di aver "costruito" l'immagine per far riflettere su un problema che, con la bulimia, riguarda oltre 2 milioni di persone, "in parte giovanissime, messe alle strette da una serie di condizionamenti che le fanno diventare vittime". Non sarà una campagna a puntate, come quella del 2005-2006 con la coppia gay che si sbaciucchiava, si toccava e arrivava a concepire un figlio: "E' una puntata sola ed è drammatica. Per ora basta quella a far riflettere".
Se Luisa Bertoncello, ad di Flash&Partner, ammette di essere "rimasta scioccata per la crudezza della verità" della foto, il ministro Livia Turco apprezza contenuti e modalità di realizzazione della pubblicità, "in grado di aprire efficacemente un canale comunicativo originale e privilegiato idoneo a favorire un'assunzione di responsabilità verso il dramma dell'anoressia". Plaude anche Armani, che vorrebbe conoscere la modella "per capire i motivi che l'hanno portata all'anoressia". "Finalmente qualcuno dice la verità sull'anoressia, cioé che non è un problema della moda ma un problema psichiatrico", commentano Dolce & Gabbana. Anche Roberto Cavalli pensa che sia "troppo facile" prendersela con la moda e che la malattia sia piuttosto espressione del "disagio dei giovani di oggi". Di campagna senza senso parla invece Fabiola De Clercq, presidente dell'Associazione per lo studio e la ricerca sull'anoressia e autrice di molti testi sull'argomento, convinta che "sia esagerato mostrare in modo così crudo quel corpo". Anche l'esperta in comunicazione Annamaria Testa si chiede "quanto la campagna possa aiutare le ragazze con problemi di anoressia e le loro famiglie". Più dura Tiziana Maiolo, che bolla l'immagine come "pornografia". Totalmente contrario Riccardo Dalle Grave, presidente dell'Associazione italiana disturbi dell'alimentazione e del peso: "Di questa malattia si muore. Se si vuole fare prevenzione sarebbe meglio aiutare le ragazze ad accettare varie taglie, anche quelle più comode". E stasera, per la finale di Miss Italia, si tornerà in via eccezionale a prendere le misure alle ragazze: obiettivo, spiega Patrizia Mirigliani, lanciare la 42 come modello europeo di taglia ideale.
25/09/07 - ansa.it
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