NARCOSALA: MARTINI (VENETO), NOI RISPONDIAMO CON FATTI
(AGI) - Verona, 10 ott. - "Alle narcosale rispondo con i fatti." Cosi' commenta l'Assessore alle Politiche Sanitarie, Francesca Martini, il provvedimento approvato in Giunta in merito al programma sulle dipendenze da sostanze d'abuso.
Spiega Martini: "Sono stati stanziati per il prossimo triennio 300.000 euro l'anno che serviranno a definire i nuovi modelli interpretativi d'intervento e soprattutto a razionalizzare ed integrare la rete di servizi per la diagnosi, l'assistenza, l'inserimento sociale." Il coordinamento e' affidato all'Ulss 20 di Verona. Prosegue l'Assessore: "Con questo atto ho voluto individuare un percorso concreto e serio di cura e di riabilitazione tenendo in forte considerazione gli scenari profondamente mutati per quanto concerne l'uso di droghe e di alcol." Conclude Martini: "Mi sto attivando perche' gli spazi oggi destinati ai Sert trovino collocazione al di fuori dei distretti. Ritengo, infatti, intollerabile la situazione di difficile convivenza con le altre aree di intervento sanitario sul territorio. Considero che i cittadini debbano essere protetti dai gravi problemi di sicurezza che in questo momento si stanno creando attorno ai Sert del Veneto."(AGI)
10/10/07 - agi.it
Ci trovate anche qui
Abusava di una ragazza incapace
Abusava di una ragazza incapace, di 23 anni, arrestato
(ANSA) -BOLOGNA,10 OTT- I carabinieri hanno arrestato a Vergato e posto ai domiciliari un sessantenne per abusi sessuali su una ventitreenne parzialmente incapace. L'uomo e' accusato di violenza sessuale continuata. Secondo gli inquirenti l'uomo, in piu' occasioni ha approfittato della giovane, all'interno della propria abitazione. I militari, durante alcune perquisizioni, hanno anche trovato e sequestrato materiale video e fotografico nel quale l'uomo e' ripreso con la vittima, e altre donne, durante atti sessuali.
10/10/07 - ansa.it
(ANSA) -BOLOGNA,10 OTT- I carabinieri hanno arrestato a Vergato e posto ai domiciliari un sessantenne per abusi sessuali su una ventitreenne parzialmente incapace. L'uomo e' accusato di violenza sessuale continuata. Secondo gli inquirenti l'uomo, in piu' occasioni ha approfittato della giovane, all'interno della propria abitazione. I militari, durante alcune perquisizioni, hanno anche trovato e sequestrato materiale video e fotografico nel quale l'uomo e' ripreso con la vittima, e altre donne, durante atti sessuali.
10/10/07 - ansa.it
Fumo e alcol ragazzo in coma
Mix di fumo e alcol ragazzo finisce in coma
In coma per un micidiale mix di alcol, tabacco e fumo. Un ragazzino svizzero di 15 anni ha rischiato di lasciarci la pelle, l’altra notte, durante un improvvisato rave party in spiaggia, a Levanto. Si è sentito male mentre era in compagnia di alcuni amici. E’ svenuto, cadendo a terra dopo aver sniffato del tabacco da fiuto. Gli altri teen-ager hanno pensato che stesse scherzando, ma quando hanno visto che non si rialzava più, lo hanno preso di peso e buttato sotto un getto d’acqua. Niente, non reagiva.
Allora lo hanno accompagnato verso il pronto soccorso del San Nicolò. I medici hanno capito subito la gravità della situazione. Era un’overdose anomala, provocata sicuramente dall’alcol e da qualche altra sostanza al momento sconosciuta. Per questo hanno chiamato i carabinieri. I militari sono arrivati in ospedale ed hanno ascoltato le testimonianze degli altri ragazzi. Hanno raccontato agli uomini dell’Arma il malore capitato all’amico, i loro vani sforzi per farlo rinvenire, la decisione di accompagnarlo al pronto soccorso perchè avevano capito che da solo non si sarebbe mai ripreso.
Hanno ribadito che si trattava di una festicciola innocente e che, soprattutto, non avevano usato droga. Secondo loro l’amico si era sentito male davvero dopo aver sniffato del tabacco da fiuto. Dove l’avevano preso quel tabacco? Se lo erano portato dalla Svizzera. E la scatola, l’involucro che fine aveva fatto? L’avevano buttata via, per paura, dopo quanto era accaduto. I militari non hanno preso per oro colato il racconto dei teen-ager e si sono fatti accompagnare in spiaggia, sul luogo dove avevano improvvisato il rave. Si sono fatti indicare il cassonetto dove dicevano di aver buttato via la scatoletta e l’hanno controllato da cima a fondo. Come gli agenti della scientifica nei telefilm di Csi, si sono calati nella spazzatura ed hanno setacciato gli scarti. La scatola è stata trovata.
Era davvero tabacco da fiuto, anche se di una qualità che non è reperibile in Italia. Sarà analizzata nei prossimi giorni ma non sembra possa contenere sostanze stupefacenti. Intanto in ospedale il quindicenne veniva curato dai medici. Piano piano ha ripreso conoscenza. E’ rimasto imbambolato a lungo e per questo il personale del San Nicolò ha preferito trattenerlo in osservazione. La comitiva di giovanissimi turisti era arrivata a Levanto da qualche giorno.
I ragazzi hanno piantato la tenda in un campeggio della zona e al giorno si dividono fra la spiaggia e il paese. L’altra sera la decisione di divertirsi con una festa in spiaggia. Hanno comprato della birra, molti superalcolici . E poi pacchetti di sigarette in quantità industriale. Ad un certo punto è spuntata fuori quella scatoletta di tabacco da naso che ha rischiato di mandare a l’altro mondo uno di loro. Il mix con l’alcol ha provocato quella che i medici chiamano esotossicosi, un vero e proprio stato di coma che riduce tutte le capacità sensoriali della persona.
10/10/07 - ilsecoloxix.it
In coma per un micidiale mix di alcol, tabacco e fumo. Un ragazzino svizzero di 15 anni ha rischiato di lasciarci la pelle, l’altra notte, durante un improvvisato rave party in spiaggia, a Levanto. Si è sentito male mentre era in compagnia di alcuni amici. E’ svenuto, cadendo a terra dopo aver sniffato del tabacco da fiuto. Gli altri teen-ager hanno pensato che stesse scherzando, ma quando hanno visto che non si rialzava più, lo hanno preso di peso e buttato sotto un getto d’acqua. Niente, non reagiva.
Allora lo hanno accompagnato verso il pronto soccorso del San Nicolò. I medici hanno capito subito la gravità della situazione. Era un’overdose anomala, provocata sicuramente dall’alcol e da qualche altra sostanza al momento sconosciuta. Per questo hanno chiamato i carabinieri. I militari sono arrivati in ospedale ed hanno ascoltato le testimonianze degli altri ragazzi. Hanno raccontato agli uomini dell’Arma il malore capitato all’amico, i loro vani sforzi per farlo rinvenire, la decisione di accompagnarlo al pronto soccorso perchè avevano capito che da solo non si sarebbe mai ripreso.
Hanno ribadito che si trattava di una festicciola innocente e che, soprattutto, non avevano usato droga. Secondo loro l’amico si era sentito male davvero dopo aver sniffato del tabacco da fiuto. Dove l’avevano preso quel tabacco? Se lo erano portato dalla Svizzera. E la scatola, l’involucro che fine aveva fatto? L’avevano buttata via, per paura, dopo quanto era accaduto. I militari non hanno preso per oro colato il racconto dei teen-ager e si sono fatti accompagnare in spiaggia, sul luogo dove avevano improvvisato il rave. Si sono fatti indicare il cassonetto dove dicevano di aver buttato via la scatoletta e l’hanno controllato da cima a fondo. Come gli agenti della scientifica nei telefilm di Csi, si sono calati nella spazzatura ed hanno setacciato gli scarti. La scatola è stata trovata.
Era davvero tabacco da fiuto, anche se di una qualità che non è reperibile in Italia. Sarà analizzata nei prossimi giorni ma non sembra possa contenere sostanze stupefacenti. Intanto in ospedale il quindicenne veniva curato dai medici. Piano piano ha ripreso conoscenza. E’ rimasto imbambolato a lungo e per questo il personale del San Nicolò ha preferito trattenerlo in osservazione. La comitiva di giovanissimi turisti era arrivata a Levanto da qualche giorno.
I ragazzi hanno piantato la tenda in un campeggio della zona e al giorno si dividono fra la spiaggia e il paese. L’altra sera la decisione di divertirsi con una festa in spiaggia. Hanno comprato della birra, molti superalcolici . E poi pacchetti di sigarette in quantità industriale. Ad un certo punto è spuntata fuori quella scatoletta di tabacco da naso che ha rischiato di mandare a l’altro mondo uno di loro. Il mix con l’alcol ha provocato quella che i medici chiamano esotossicosi, un vero e proprio stato di coma che riduce tutte le capacità sensoriali della persona.
10/10/07 - ilsecoloxix.it
Stati Uniti, nuovi strumenti di reclutamento religioso
Halo: dagli Stati Uniti, nuovi strumenti di reclutamento religioso
«Lasciate che i pargoli vengano a me – reciterebbe il Vangelo declinato ai giorni nostri - Dei bambini è il regno di Halo». Potrebbe sembrare una rilettura profana della parola di Cristo, e verosimilmente lo è, eppure è esattamente ciò che sta succedendo negli Stati Uniti in questi mesi, dove un numero sempre maggiore di chiese e comunità avrebbero iniziato a utilizzare i videogiochi (o più precisamente, una serie di videogiochi, quella di Halo) per attirare l'interesse di bambini e giovani adulti, nella speranza di riavvicinarli alle "attività di fede".
È il Washington Post a riportare la notizia, e a raccontare di un fenomeno finora poco conosciuto oltre le mura delle comunità religiose, eppure, a quanto pare, già piuttosto diffuso in tutti gli Stati Uniti. «Giochiamo Halo, facciamo una pausa, mangiamo qualcosa e poi facciamo lezione - spiega Austin Brown, frequentatore della Chiesa Battista di Lawrenceville, Georgia. Solo uno dei numerosi ragazzi richiamati dalla voce di un Xbox e, magari, da uno dei tornei organizzati nelle chiese protestanti, con tanto di televisori affittati per l'occasione e più console collegate in rete locale. Poco importa che Brown abbia 16 anni, e che tutti gli episodi della serie di Halo abbiano in copertina un bel bollino "Mature". Ovvero, siano sconsigliati ai minori di 17 anni. Perché Dio perdona, ma Master Chief no. E gli sparatutto con protagonista il supersoldato in armatura, prima che un catalizzatore per le comunità giovanili, sono un buon esempio di violenza digitale a colpi di arma da fuoco.
Una situazione che, nemmeno a dirlo, ha suscitato parecchie perplessità nei genitori. Come nel caso di Doug Graham, padre di un dodicenne habituè della Colorado Community Church, prima ignaro della classificazione "Mature" di Halo, ma infine persuaso dal forte richiamo del gioco Bungie. «Ogni famiglia dovrebbe discutere questo tema», commenta al Post, probabilmente convinto che il fine, in fondo, giustifichi i mezzi. Ma non tutti si schierano sulla stessa linea. «Se vuoi entrare in contatto con i teenager e attirarli in chiesa – spiega James Tonkowich, presidente dell'Institute on Religion and Democracy – alcol libero e film pornografici sono adatti allo scopo. La mia opinione è che si possa fare meglio di così».
I sacerdoti, da parte loro, difendono la propria scelta videoludica. Se in passato era il campetto dell'oratorio a richiamare i ragazzi del quartiere, oggi infatti sembra non bastare più, e per avvicinare i fedeli ci vuole un'invasione aliena e un arsenale di armi futuristiche. «Dobbiamo trovare qualcosa che questi ragazzi siano interessati a fare che non includa droghe, alcol o sesso prematrimoniale» spiega David Drexler, direttore della Country Bible Church di Ashby, Minnesota. La violenza riprodotta nel gioco, d'altra parte, è per i responsabili delle comunità talmente "cartoonesca" da non rappresentare una minaccia, nemmeno per i più piccoli. È solo un pretesto, prosegue Drexler, che giudica l'uso di Halo «la cosa più efficace che abbiamo fatto». E in fondo, giocare su Xbox, come spiega Kedrick Kenerly, fondatore del sito Christian Gamers Online, «non è diverso da una gita in campeggio. È solo un modo per fare amicizia». Al limite, alla prossima confessione, basterà esordire con un più moderno «mi perdoni padre, perché ho fraggato».
IVAN FULCO - 10/10/07 - lastampa.it
«Lasciate che i pargoli vengano a me – reciterebbe il Vangelo declinato ai giorni nostri - Dei bambini è il regno di Halo». Potrebbe sembrare una rilettura profana della parola di Cristo, e verosimilmente lo è, eppure è esattamente ciò che sta succedendo negli Stati Uniti in questi mesi, dove un numero sempre maggiore di chiese e comunità avrebbero iniziato a utilizzare i videogiochi (o più precisamente, una serie di videogiochi, quella di Halo) per attirare l'interesse di bambini e giovani adulti, nella speranza di riavvicinarli alle "attività di fede".
È il Washington Post a riportare la notizia, e a raccontare di un fenomeno finora poco conosciuto oltre le mura delle comunità religiose, eppure, a quanto pare, già piuttosto diffuso in tutti gli Stati Uniti. «Giochiamo Halo, facciamo una pausa, mangiamo qualcosa e poi facciamo lezione - spiega Austin Brown, frequentatore della Chiesa Battista di Lawrenceville, Georgia. Solo uno dei numerosi ragazzi richiamati dalla voce di un Xbox e, magari, da uno dei tornei organizzati nelle chiese protestanti, con tanto di televisori affittati per l'occasione e più console collegate in rete locale. Poco importa che Brown abbia 16 anni, e che tutti gli episodi della serie di Halo abbiano in copertina un bel bollino "Mature". Ovvero, siano sconsigliati ai minori di 17 anni. Perché Dio perdona, ma Master Chief no. E gli sparatutto con protagonista il supersoldato in armatura, prima che un catalizzatore per le comunità giovanili, sono un buon esempio di violenza digitale a colpi di arma da fuoco.
Una situazione che, nemmeno a dirlo, ha suscitato parecchie perplessità nei genitori. Come nel caso di Doug Graham, padre di un dodicenne habituè della Colorado Community Church, prima ignaro della classificazione "Mature" di Halo, ma infine persuaso dal forte richiamo del gioco Bungie. «Ogni famiglia dovrebbe discutere questo tema», commenta al Post, probabilmente convinto che il fine, in fondo, giustifichi i mezzi. Ma non tutti si schierano sulla stessa linea. «Se vuoi entrare in contatto con i teenager e attirarli in chiesa – spiega James Tonkowich, presidente dell'Institute on Religion and Democracy – alcol libero e film pornografici sono adatti allo scopo. La mia opinione è che si possa fare meglio di così».
I sacerdoti, da parte loro, difendono la propria scelta videoludica. Se in passato era il campetto dell'oratorio a richiamare i ragazzi del quartiere, oggi infatti sembra non bastare più, e per avvicinare i fedeli ci vuole un'invasione aliena e un arsenale di armi futuristiche. «Dobbiamo trovare qualcosa che questi ragazzi siano interessati a fare che non includa droghe, alcol o sesso prematrimoniale» spiega David Drexler, direttore della Country Bible Church di Ashby, Minnesota. La violenza riprodotta nel gioco, d'altra parte, è per i responsabili delle comunità talmente "cartoonesca" da non rappresentare una minaccia, nemmeno per i più piccoli. È solo un pretesto, prosegue Drexler, che giudica l'uso di Halo «la cosa più efficace che abbiamo fatto». E in fondo, giocare su Xbox, come spiega Kedrick Kenerly, fondatore del sito Christian Gamers Online, «non è diverso da una gita in campeggio. È solo un modo per fare amicizia». Al limite, alla prossima confessione, basterà esordire con un più moderno «mi perdoni padre, perché ho fraggato».
IVAN FULCO - 10/10/07 - lastampa.it
Sicurezza stradale, inefficace norma su alcol
Igino Cacciatori: “Sicurezza stradale, inefficace norma su alcol”
La Confcommercio "boccia" il divieto di vendita e somministrazione di alcol dalle 2 di notte. "L'Italia è l'unico paese al mondo a poter vantare una norma così proibizionistica e penalizzante" - aggiunge il direttore Giorgio Fiori
"Il pacchetto sicurezza recentemente approvato, seppur condivisibile per quanto riguarda gli obiettivi, non va nella giusta direzione per cercare di limitare le cause più frequenti degli incidenti stradali e non risolve il problema dell'abuso di alcol". Il provvedimento fortemente contestato dalla Confcommercio è quello che prevede il divieto di vendita e somministrazione di alcolici dalle due di notte.
"E' una legge profondamente ingiusta - dichiara Igino Cacciatori Presidente provinciale Confcommercio - perché danneggia pesantemente la categoria dei pubblici esercizi ed in particolare dei gestori dei locali da ballo, e potrà avere effetti devastanti anche sul turismo della nostra Riviera delle Palme. Ma è una norma anche sbagliata perché affronta un vero problema ponendo divieti e proibendone la somministrazione degli alcolici ad una determinata ora, senza invece accompagnare i consumatori verso un consumo più consapevole ed inasprendo controlli sulle strade. Una persona deve capire da sola che l'abuso è sbagliato, non perché è vietato ma perché danneggia la salute e può causare danni indiretti come gli incidenti".
"I divieti - afferma ancora Cacciatori - alimentano comportamenti trasgressivi, soprattutto tra i giovani, e non portano alla formazione di un senso civico e serietà di comportamento che si costruiscono con l'educazione, la promozione e la severa repressione delle devianze". Il decreto convertito in legge contiene, ad esempio, articoli sulla guida senza patente, sui limiti di velocità, sull'uso dei telefonini, ma non incrementa il numero dei controlli sulle strade". Secondo il presidente Confcommercio per impedire la guida agli ubriachi si colpiscono gli altri consumatori, limitando la loro libertà individuale e attribuendo loro responsabilità che non hanno.
"L'Italia è l'unico paese al mondo a poter vantare una norma così proibizionistica e penalizzante - aggiunge il direttore Giorgio Fiori - non considerando che si muore sulle strade e non nelle discoteche. Inoltre non è stato minimamente considerato l'impatto sul turismo e sulle aziende che rischiano di perdere consumi e conseguentemente posti di lavoro anche nel nostro territorio provinciale".
10/10/07 - ilquotidiano.it
La Confcommercio "boccia" il divieto di vendita e somministrazione di alcol dalle 2 di notte. "L'Italia è l'unico paese al mondo a poter vantare una norma così proibizionistica e penalizzante" - aggiunge il direttore Giorgio Fiori
"Il pacchetto sicurezza recentemente approvato, seppur condivisibile per quanto riguarda gli obiettivi, non va nella giusta direzione per cercare di limitare le cause più frequenti degli incidenti stradali e non risolve il problema dell'abuso di alcol". Il provvedimento fortemente contestato dalla Confcommercio è quello che prevede il divieto di vendita e somministrazione di alcolici dalle due di notte.
"E' una legge profondamente ingiusta - dichiara Igino Cacciatori Presidente provinciale Confcommercio - perché danneggia pesantemente la categoria dei pubblici esercizi ed in particolare dei gestori dei locali da ballo, e potrà avere effetti devastanti anche sul turismo della nostra Riviera delle Palme. Ma è una norma anche sbagliata perché affronta un vero problema ponendo divieti e proibendone la somministrazione degli alcolici ad una determinata ora, senza invece accompagnare i consumatori verso un consumo più consapevole ed inasprendo controlli sulle strade. Una persona deve capire da sola che l'abuso è sbagliato, non perché è vietato ma perché danneggia la salute e può causare danni indiretti come gli incidenti".
"I divieti - afferma ancora Cacciatori - alimentano comportamenti trasgressivi, soprattutto tra i giovani, e non portano alla formazione di un senso civico e serietà di comportamento che si costruiscono con l'educazione, la promozione e la severa repressione delle devianze". Il decreto convertito in legge contiene, ad esempio, articoli sulla guida senza patente, sui limiti di velocità, sull'uso dei telefonini, ma non incrementa il numero dei controlli sulle strade". Secondo il presidente Confcommercio per impedire la guida agli ubriachi si colpiscono gli altri consumatori, limitando la loro libertà individuale e attribuendo loro responsabilità che non hanno.
"L'Italia è l'unico paese al mondo a poter vantare una norma così proibizionistica e penalizzante - aggiunge il direttore Giorgio Fiori - non considerando che si muore sulle strade e non nelle discoteche. Inoltre non è stato minimamente considerato l'impatto sul turismo e sulle aziende che rischiano di perdere consumi e conseguentemente posti di lavoro anche nel nostro territorio provinciale".
10/10/07 - ilquotidiano.it
Sutherland era ubriaco
USA/ KIEFER SUTHERLAND AMMETTE: COLPEVOLE, GUIDAVA UBRIACO
Los Angeles, 10 ott. (Ap) - L'attore Kiefer Sutherland si è riconosciuto colpevole di guida in stato di ebbrezza e dovrà ora scontare una pena di 48 giorni di carcere. La pena sarà però scontata durante la pausa invernale della produzione del serial "24 ore chrono".
L'attore ha firmato un patteggiamento con l'accusa, in base al quale sconterà una pena di trenta giorni per la guida in stato d'ebbrezza e diciotto giorni per aver violato la "messa alla prova" compresa nella precedente condanna per lo stesso reato, commesso nel 2004. Sutherland, 40 anni, non era presente all'udienza di ieri.
L'attore dovrà anche partecipare a un programma di istruzione di 18 mesi sui misfatti dell'alcol e recarsi tutte le settimane per sei mesi a una sessione di terapia. Comincerà a scontare la pena il 21 dicembre, il giorno in cui sarà ufficialmente pronunciata, che è anche la data d'inizio della pausa invernale della produzione di "24 ore chrono".
Trascorrerà diciotto giorni in carcere e potrà suddividere i restanti trenta giorni fino al 1. luglio 2008. Inoltre, rischia una multa e il ritiro della patente.
10/10/07 - notizie.alice.it
Los Angeles, 10 ott. (Ap) - L'attore Kiefer Sutherland si è riconosciuto colpevole di guida in stato di ebbrezza e dovrà ora scontare una pena di 48 giorni di carcere. La pena sarà però scontata durante la pausa invernale della produzione del serial "24 ore chrono".
L'attore ha firmato un patteggiamento con l'accusa, in base al quale sconterà una pena di trenta giorni per la guida in stato d'ebbrezza e diciotto giorni per aver violato la "messa alla prova" compresa nella precedente condanna per lo stesso reato, commesso nel 2004. Sutherland, 40 anni, non era presente all'udienza di ieri.
L'attore dovrà anche partecipare a un programma di istruzione di 18 mesi sui misfatti dell'alcol e recarsi tutte le settimane per sei mesi a una sessione di terapia. Comincerà a scontare la pena il 21 dicembre, il giorno in cui sarà ufficialmente pronunciata, che è anche la data d'inizio della pausa invernale della produzione di "24 ore chrono".
Trascorrerà diciotto giorni in carcere e potrà suddividere i restanti trenta giorni fino al 1. luglio 2008. Inoltre, rischia una multa e il ritiro della patente.
10/10/07 - notizie.alice.it
Caccia al pedofilo via web
L'Interpol ha deciso di utilizzare Internet, strumento preferito dai pedofili, come strategia di indagine.
L’organo internazionale di polizia ha lanciato un appello pubblico, diffondendo in tutto il mondo attraverso la Rete, alcune fotografie di un uomo ricercato per episodi di pedofilia.
L’uomo è stato protagonista di circa 200 fotografie pedopornografiche pubblicate su Internet.
Le immagini sono state scattate negli anni 2002-2003 e mostrano abusi sessuali subiti da circa 12 bambini residenti in Vietnam o Cambogia.
L’Interpol ha spiegato che nonostante le indagini, non si è ancora arrivati all’arresto del pedofilo, per questo è necessario un appello pubblico.
Visitando il sito http://www.interpol.int è possibile vedere le fotografie del ricercato, considerato un soggetto pericoloso.
L’organo internazionale di polizia ha chiesto di contattare immediatamente la polizia se si fosse a conoscenza di informazioni riguardanti l’uomo.
A cura di Francesca Guido - 10/10/07 - datamanager.it
L’organo internazionale di polizia ha lanciato un appello pubblico, diffondendo in tutto il mondo attraverso la Rete, alcune fotografie di un uomo ricercato per episodi di pedofilia.
L’uomo è stato protagonista di circa 200 fotografie pedopornografiche pubblicate su Internet.
Le immagini sono state scattate negli anni 2002-2003 e mostrano abusi sessuali subiti da circa 12 bambini residenti in Vietnam o Cambogia.
L’Interpol ha spiegato che nonostante le indagini, non si è ancora arrivati all’arresto del pedofilo, per questo è necessario un appello pubblico.
Visitando il sito http://www.interpol.int è possibile vedere le fotografie del ricercato, considerato un soggetto pericoloso.
L’organo internazionale di polizia ha chiesto di contattare immediatamente la polizia se si fosse a conoscenza di informazioni riguardanti l’uomo.
A cura di Francesca Guido - 10/10/07 - datamanager.it
Tentano di stuprarla
Salvata dal portinaio
La vittima È una clochard della Costa d'Avorio. Ieri alle 4 in via Monte Grappa quattro uomini hanno tentato di violentarla. A dare l'allarme un portinaio.
Barbona aggredita in strada. Il mattinale della Questura chiude così quello che in realtà è stato un tentativo di stupro di gruppo. Vittima, una giovane della Costa d'Avorio, ex modella, e oggi clochard a Milano. La donna è scampata ieri a una violenza sessuale grazie all'intervento di Nando, portinaio in via Monte Grappa che alle 4,20 è uscito in strada per buttare la spazzatura. Proprio nel momento in cui quattro persone, di cui due già con i pantaloni abbassati, stavano per violentarla. Uno aveva anche un bastone. A quel punto Nando si è gettato sui violentatori. Che sono fuggiti, correndo verso la zona di corso Como. A nulla è valsa l'identificazione fatta fare dalla polizia che aveva fermato alcuni giovani extracomunitari. Nando non li ha riconosciuti.
Le indagini
L'ipotesi è che i quattro, di cui due giovanissimi, fossero amici del fidanzato romeno della clochard. La ragazza ha raccontato che la sera prima il romeno le aveva proposto una prestazione sessuale a pagamento con alcuni suoi amici. Probabilmente gli stessi che ieri hanno tentato lo stupro. Uno di loro, ha raccontato la ragazza, che da anni vive nell'atrio di una ditta abbandonata in via Monte Grappa, era anche armato di coltello. Prima di fuggire le ha portato via lo zaino.
Davide Milosa - 10/10/07 - city.corriere.it
La vittima È una clochard della Costa d'Avorio. Ieri alle 4 in via Monte Grappa quattro uomini hanno tentato di violentarla. A dare l'allarme un portinaio.
Barbona aggredita in strada. Il mattinale della Questura chiude così quello che in realtà è stato un tentativo di stupro di gruppo. Vittima, una giovane della Costa d'Avorio, ex modella, e oggi clochard a Milano. La donna è scampata ieri a una violenza sessuale grazie all'intervento di Nando, portinaio in via Monte Grappa che alle 4,20 è uscito in strada per buttare la spazzatura. Proprio nel momento in cui quattro persone, di cui due già con i pantaloni abbassati, stavano per violentarla. Uno aveva anche un bastone. A quel punto Nando si è gettato sui violentatori. Che sono fuggiti, correndo verso la zona di corso Como. A nulla è valsa l'identificazione fatta fare dalla polizia che aveva fermato alcuni giovani extracomunitari. Nando non li ha riconosciuti.
Le indagini
L'ipotesi è che i quattro, di cui due giovanissimi, fossero amici del fidanzato romeno della clochard. La ragazza ha raccontato che la sera prima il romeno le aveva proposto una prestazione sessuale a pagamento con alcuni suoi amici. Probabilmente gli stessi che ieri hanno tentato lo stupro. Uno di loro, ha raccontato la ragazza, che da anni vive nell'atrio di una ditta abbandonata in via Monte Grappa, era anche armato di coltello. Prima di fuggire le ha portato via lo zaino.
Davide Milosa - 10/10/07 - city.corriere.it
Bambino ucciso da centauro
Bambino ucciso da centauro, sequestrata una moto
E' stato ascoltato come persona informata sui fatti il proprietario della moto sequestrata ieri nell'ambito delle indagini sul bimbo di 3 anni, travolto e ucciso a Bormio, in provincia di Sondrio. Si tratta di una moto enduro simile a quella indicata dai testimoni come la moto pirata. Nessuno, tuttavia, finora risulta indagato. Ieri pomeriggio i funerali del piccolo Renzo.
Dario Murri - 10/10/07 - audionews.it
E' stato ascoltato come persona informata sui fatti il proprietario della moto sequestrata ieri nell'ambito delle indagini sul bimbo di 3 anni, travolto e ucciso a Bormio, in provincia di Sondrio. Si tratta di una moto enduro simile a quella indicata dai testimoni come la moto pirata. Nessuno, tuttavia, finora risulta indagato. Ieri pomeriggio i funerali del piccolo Renzo.
Dario Murri - 10/10/07 - audionews.it
Regole sulla sicurezza stradale
Italia e Austria a confronto
All’indomani dell’approvazione della Legge 160/2007 in materia di sicurezza stradale, il ministro in carica della Salute Livia Turco compare in televisione ospite alla scorsa puntata di "Domenica In" e fa un'osservazione che, anche se scontata, fa riflettere.
"Gli incidenti mortali collegati all’alcol – ha detto la Turco – sono la prima causa di morte tra i giovani italiani e l'abuso di sostanze alcoliche veicola l’uso di droghe. Non è giusto porre questo come uno dei problemi fondamentali di sanità pubblica? Bisogna informare sui rischi che sono connessi al consumo e soprattutto all’abuso di alcol perché c’è una crescita e, quando parliamo di abuso, intendiamo anche il consumo di alcol al di fuori dei pasti, tante volte in modo sostitutivo a questi”.
Tuttavia, l'aumento degli incidenti causati dalla guida in stato di ebrezza è un problema che non riguarda soltanto il nostro Paese. Basta guardare poco oltre le Alpi, infatti, per rendersene conto. Di recente il quotidiano austriaco “Der Standard” ha pubblicato un rapporto segnalando la crescita della mortalità sulle strade nel primo semestre dell’anno, pari ad un +17% delle vittime. Anche il numero dei feriti si è alzato dell'11%, così come quello relativo al numero complessivo di incidenti stradali con lesioni (+12%).
Di fronte a questa realtà il governo centrale austriaco è subito corso ai ripari ed ha varato una serie di misure urgenti di contrasto: in primis contro lo stato di ebbrezza. Anche in questo caso, difatti, è l'alcol a causare più incidenti e la sua paercentuale di responsabilità, nel giro di sei mesi, è salita del 16% rispetto allo stesso periodo del 2006.
Chi guida dopo aver bevuto in Austria, se non finisce in carcere perchè coinvolto in sinistri mortali o con feriti, dovrà sottoporsi a severi stage presso centri specializzati. Soltanto dopo aver dimostrato di essere sobri si potrà tornare a casa e riavere indiero la patente.
Come in Italia, dunque, anche in Austria si stranno stringendo i lacci delle regole stradali. Anche chi infrange i limiti di velocità risponderà presto a nuove regole. Chi supererà il limite di 30 km/h dovrà vedersela con una sanzione molto più severa di quella vigente, ma il progetto di legge è tuttora in fase di definizione. Se questo disegno di legge verrà approvato, inoltre, chi verrà sorpreso col cellulare in mano dalla polizia austriaca dovrà pagare una multa pari a 50 euro, il doppio rispetto all'attuale normativa, ma pur sempre un terzo di quello che invece devono sborsare gli automobilisti italiani.
E pensare che, ai primi di maggio di quest’anno, Vienna aveva preso atto del fallimento di un esperimento che in molti avevano ardentemente voluto: innalzare i limiti di velocità in autostrada fino a 160 km/h. Per pochi mesi, infatti, in un tratto di 13 chilometri della A10 tra Spittal e Paternion, lungo l’asse che collega l’Austria alla Slovenia, era stata messa in prova questa soglia massima di velocità. Ma l'esperamento è fallito perchè il livello di rischio si è rivelato eccessivo. Il limite è tornato quello che era. Chissà se anche in Italia accadrà lo stesso, dato che sempre più spesso si sente parlare di ipotesi di innalzamento dei limiti di velocità...
Autore: Eleonora Lilli - Data: 9 Ottobre 2007 - omniauto.it
All’indomani dell’approvazione della Legge 160/2007 in materia di sicurezza stradale, il ministro in carica della Salute Livia Turco compare in televisione ospite alla scorsa puntata di "Domenica In" e fa un'osservazione che, anche se scontata, fa riflettere.
"Gli incidenti mortali collegati all’alcol – ha detto la Turco – sono la prima causa di morte tra i giovani italiani e l'abuso di sostanze alcoliche veicola l’uso di droghe. Non è giusto porre questo come uno dei problemi fondamentali di sanità pubblica? Bisogna informare sui rischi che sono connessi al consumo e soprattutto all’abuso di alcol perché c’è una crescita e, quando parliamo di abuso, intendiamo anche il consumo di alcol al di fuori dei pasti, tante volte in modo sostitutivo a questi”.
Tuttavia, l'aumento degli incidenti causati dalla guida in stato di ebrezza è un problema che non riguarda soltanto il nostro Paese. Basta guardare poco oltre le Alpi, infatti, per rendersene conto. Di recente il quotidiano austriaco “Der Standard” ha pubblicato un rapporto segnalando la crescita della mortalità sulle strade nel primo semestre dell’anno, pari ad un +17% delle vittime. Anche il numero dei feriti si è alzato dell'11%, così come quello relativo al numero complessivo di incidenti stradali con lesioni (+12%).
Di fronte a questa realtà il governo centrale austriaco è subito corso ai ripari ed ha varato una serie di misure urgenti di contrasto: in primis contro lo stato di ebbrezza. Anche in questo caso, difatti, è l'alcol a causare più incidenti e la sua paercentuale di responsabilità, nel giro di sei mesi, è salita del 16% rispetto allo stesso periodo del 2006.
Chi guida dopo aver bevuto in Austria, se non finisce in carcere perchè coinvolto in sinistri mortali o con feriti, dovrà sottoporsi a severi stage presso centri specializzati. Soltanto dopo aver dimostrato di essere sobri si potrà tornare a casa e riavere indiero la patente.
Come in Italia, dunque, anche in Austria si stranno stringendo i lacci delle regole stradali. Anche chi infrange i limiti di velocità risponderà presto a nuove regole. Chi supererà il limite di 30 km/h dovrà vedersela con una sanzione molto più severa di quella vigente, ma il progetto di legge è tuttora in fase di definizione. Se questo disegno di legge verrà approvato, inoltre, chi verrà sorpreso col cellulare in mano dalla polizia austriaca dovrà pagare una multa pari a 50 euro, il doppio rispetto all'attuale normativa, ma pur sempre un terzo di quello che invece devono sborsare gli automobilisti italiani.
E pensare che, ai primi di maggio di quest’anno, Vienna aveva preso atto del fallimento di un esperimento che in molti avevano ardentemente voluto: innalzare i limiti di velocità in autostrada fino a 160 km/h. Per pochi mesi, infatti, in un tratto di 13 chilometri della A10 tra Spittal e Paternion, lungo l’asse che collega l’Austria alla Slovenia, era stata messa in prova questa soglia massima di velocità. Ma l'esperamento è fallito perchè il livello di rischio si è rivelato eccessivo. Il limite è tornato quello che era. Chissà se anche in Italia accadrà lo stesso, dato che sempre più spesso si sente parlare di ipotesi di innalzamento dei limiti di velocità...
Autore: Eleonora Lilli - Data: 9 Ottobre 2007 - omniauto.it
Iscriviti a:
Post (Atom)
Basta guerre nel mondo!
.jpg)