Le cose che non cambiano

In perfetta concomitanza con l'apertura di un congresso che, per il momento, scorre sui soliti rigidi binari della politica ufficiale cinese, arriva la notizia del veto cinese all'incontro del Dalai Lama con Bush.


Le ragioni sono le solite: la visita sarebbe un'indebita interferenza negli affari interni della Repubblica Popolare. Il veto, invece, non è un'indebita interferenza negli affari "esteri" statunitensi... (!).


La questione tibetana è, se possibile, ancora più inaccettabile di quella birmana, perchè la Cina ha semplicemente invaso il Tibet, accampando inesistenti giustificazioni di integrità territoriale, e lo occupa militarmente con il pugno di ferro da più di 50 anni.


A Dharamsala ho raccolto le testimonianze dolorose di alcuni esuli tibetani: le notizie frammentarie che arrivano dal paese compongono un quadro spaventoso di eradicazione linguistica e culturale. I bambini a scuola studiano cinese. Lhasa è un bordello a cielo aperto, i cinesi arrivano a migliaia e occupano tutti i posti di lavoro, i giovani tibetani vegetano e si danno all'alcolismo, i monaci sono perseguitati e controllati, ogni voce di dissenso messa a tacere con la repressione.


Ed è un altro motivo per boicottare ufficialmente, e uniti, le Olimpiadi, approfittando di una leva così potente.


Intanto vi segnalo il sito di una ONG che sul Tibet sta facendo un lavoro molto serio: www.sostibet.org


16.10.07 - cindia.blogosfere.it

Cocaina in cambio di referti falsi

Droga in corsia a Roma. Ovvero, cocaina in cambio di referti falsi. Non solo. All’ospedale Giovan Battista Grassi di Ostia, sul litorale romano, due centralinisti e un’operatrice sociosanitaria in combutta con uno stimato medico del reparto ortopedia avevano messo in piedi una vera e propria centrale operativa per lo spaccio di droga, tanto da attirare l’attenzione dei pazienti nonché dei carabinieri.

Dieci mesi d’inchiesta, intercettazioni da brivido e confessioni imbarazzanti poi, all’alba di ieri, le manette per sei persone, quattro dipendenti della struttura sanitaria pubblica oltre a una segretaria in uno studio privato e a un noto pusher della zona. A emettere i provvedimenti di custodia cautelare, tre in carcere, il gip Emanuele Cersosimo della Procura di Roma.

L’operazione «Sfera» viene avviata all’indomani del fermo di un impiegato presso il servizio fax del nosocomio lidense. L’uomo si sarebbe assentato più volte dal luogo di lavoro, con la complicità di un collega, per vendere droga all’interno della struttura. Timbravano i rispettivi cartellini per essere, poi, liberi di girare fra malati e visitatori, come se niente fosse, con le dosi pronte all’uso. A inchiodarli le foto scattate dagli uomini del nucleo operativo dell’Arma davanti la camera mortuaria, vicino la mensa, di fronte il bar interno, persino accanto la cappella dell’ospedale.

E così Vittorio S., 51 anni, e Giancarlo T., 47 anni, sono i primi a finire dietro le sbarre. Le accuse? Concorso in detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti nonché falsità ideologica per allontanamento dalla loro postazione. La storia non è finita e i carabinieri sono decisi a non mollare. Non ci vuole molto per capire che a coprire i due è un medico, Filippo P., 47 anni, l’ortopedico che firma per uno di loro un certificato di malattia per ottenere sniffate di coca gratis. A spacciare la «polvere bianca» acquistata da un pregiudicato, Alessio M. di 37 anni, li aiuta un’altra dipendente della Asl RmD, Paola P., 43 anni, operatrice socio-sanitaria, in servizio nei reparti come «portantina».


«Dagli accertamenti - spiegano i carabinieri del Comando provinciale - emerge che il centralinista, l’infermiera e il medico dimostrano di avere un totale disprezzo per i propri doveri deontologici e professionali, nonché una tranquillità e sfrontatezza che evidenzia l’abitualità della loro condotta criminale. Il secondo centralinista fornisce piena collaborazione mettendo a disposizione la propria abitazione per occultare lo stupefacente e, all’occorrenza, sostituire il collega nella cessione della roba».

I quattro allargano il raggio d’azione contando sull’appoggio esterno della segretaria di uno studio medico di Fiumicino, M.M. di 37 anni. La donna prende telefonicamente gli ordini per i vari clienti e li smista ai due criminali che poi provvedono a consegnare la merce. Il medico è accusato, inoltre, di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. Un giro d’affari di 8mila euro al mese. «I due operatori fax - precisa la direzione sanitaria del Grassi - sono stati sospesi dal servizio, uno già licenziato. Per il medico e l’operatrice stiamo provvedendo alla sospensione cautelativa». Un caso isolato? Nient’affatto. A febbraio l’arresto di A.V.S., infermiere incensurato sempre del Grassi, che nascondeva la droga da distribuire in un armadietto dell’Unità Coronarica.


19/10/07 - di Stefano Vladovich - ilgiornale.it

Vaccinazione antinfluenzale dal 5 novembre

La campagna di vaccinazione antinfluenzale 2007/2008, nel rispetto delle disposizioni regionali, avrà inizio su tutto il territorio della Asl2 Savonese il 5 novembre per proseguire sino al 20 dicembre

Medici del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, Medici di medicina generale e Pediatri di libera scelta provvederanno, come ogni anno, all’esecuzione delle vaccinazioni. Dalla data indicata inizierà pertanto la distribuzione delle dosi di vaccino ai medici di famiglia ed ai pediatri convenzionati che ne faranno richiesta; sempre dallo stesso giorno sarà inoltre possibile effettuare le prenotazioni presso gli ambulatori territoriali di Igiene e Sanità Pubblica dell’Asl 2.

Per la campagna vaccinale la Asl 2 ha messo in preventivo l’acquisto di 71.000 dosi di vaccino antinfluenzale, più un ulteriore 20% in caso di forte richiesta, a fronte delle oltre 63.000 dosi somministrate nella stagione 2006/2007 durante la quale, causa l’anomalo andamento meteorologico, si è registrato un lieve calo percentuale rispetto alla campagna vaccinale precedente.

Avendo raggiunto e consolidato coperture vaccinali considerate buone, anche se ancora non ottimali, nella fascia di età dei soggetti ultra sessantaquattrenni, in questa stagione gli sforzi degli operatori sanitari dovranno essere concentrati sul miglioramento dell’offerta vaccinale nei confronti dei soggetti in età infantile ed adulta considerati a rischio; tale miglioramento rappresenta un obiettivo prioritario su scala nazionale.

Si rammenta che la vaccinazione ad oggi rappresenta il principale strumento di controllo dell’influenza, essendo in grado di ridurne l’incidenza e le sue complicazioni. Il vaccino è infatti indicato e offerto gratuitamente alle seguenti categorie:

anziani al di sopra dei 64 anni

- soggetti in età infantile e adulta affetti da:

- malattie croniche a carico dell’apparato circolatorio, urinario e respiratorio (inclusa la malattia asmatica)
- malattie del sangue
- diabete e altre malattie metaboliche
- sindromi da malassorbimento intestinale
- fibrosi cistica
- malattie congenite o acquisite che comportino un bassa produzione di anticorpi (inclusa l’infezione da HIV)
- patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
- soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo
- personale sanitario di assistenza
- familiari a contatto con soggetti ad alto rischio
- personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzale.

Al fine di evitare eccessivi affollamenti nei primi giorni di vaccinazione l’Asl ricorda che:

- la campagna di vaccinazione si protrarrà sino al 20 dicembre, con possibilità di superare anche tale data in base alla richiesta,
- il vaccino produce protezione entro una settimana dalla somministrazione e che tale copertura perdura per 6-8 mesi,
- l’epidemia influenzale si manifesta solitamente nel periodo attorno alla metà gennaio ed ha il suo culmine nelle prime due settimane di febbraio,
- i primi isolamenti del virus influenzale avvengono usualmente nel periodo compreso tra l’ultima decade di dicembre (casi sporadici) e la prima di gennaio.

L’ente rammenta infine che nei soggetti ad alto rischio e negli anziani è fortemente consigliabile effettuare la vaccinazione per pneumococco, le cui indicazioni sono sostanzialmente identiche a quelle dell’antinfluenzale. La vaccinazione è offerta gratuitamente con le stesse modalità in essere per la campagna antinfluenzale. La Regione Liguria prosegue in tal modo il cammino intrapreso nei confronti delle malattie invasive sostenute dallo pneumococco, iniziato dapprima nei confronti dei soggetti ultra sessantaquattrenni o in quelli considerati a rischio e proseguito poi con l’offerta attiva e gratuita per tutti i bambini sino ai 36 mesi di vita.


[...] La notizia valga come guida per tutti anche se è riferita alla provincia di Savona.


19/10/07 - savonanotizie.it

Non riesce a pagare il mutuo, operaio si uccide

Era riuscito a comprare finalmente una casa. Aveva sottoscritto un mutuo quando la moglie aveva trovato un posto di lavoro. Ma poi la donna lo ha perso. E lui non riusciva a pagare le rate. Per questo un operaio si è ucciso a Macerata.


Macerata. Pensava di non riuscire a pagare la prossima rata del mutuo. E si è ucciso. Una storia comune a molti, ma finita tragicamente. E' accaduto a Tolentino (Macerata). La vittima è un operaio di 43 anni: si è impiccato in uno stanzino dell'azienda per la quale lavorava. L'uomo - racconta l'Ansa - aveva moglie e un figlio di sei anni, e aveva acquistato un appartamento in una palazzina in cui abitano anche i suoceri. Con il suo lavoro stabile e con quanto guadagnava la moglie, assunta con un contratto precario, finora era riuscito a far fronte a tutti gli impegni economici. A settembre però la donna ha perso il lavoro. I sindacati Fiom e Cgil delle Marche denunciano le "difficili condizioni di vita di tante famiglie, che, sempre più spesso, anche a causa dell'aumento dei tassi di interesse sui mutui, fanno fatica ad arrivare a fine mese e vivono questa condizione con grande preoccupazione".

I DUBBI. In serata tuttavia il cognato della vittima, tornato da Perugia subito dopo la tragedia, e alle prese con il compito straziante di spiegare "piano piano" al nipotino cosa è successo, non conferma ai giornalisti il nesso mutuo-suicidio. "È meglio lasciar perdere. G. non ha lasciato detto niente, nè biglietti nè altro, e nessuno di noi poteva immaginare che sarebbe accaduta una cosa così".


18.10.07 - unionesarda.it

Milano: nomade fermata 75 volte

Milano: nomade fermata 75 volte, ma sempre scarcerata

Negli ultimi 4 anni è stata fermata 75 volte e sempre per furto e borseggi. Ma ogni volta è stata scarcerata perché le sue condizioni fisiche sono incompatibili con la detenzione. Quali? Ha avuto finora dieci gravidanze e quattro aborti. Ecco la storia di una nomade di 28 anni.

Una nomade bosniaca di 28 anni è stata fermata in una stazione della metropolitana milanese poco dopo aver rubato il portafogli a una turista tedesca. È stata bloccata dalla stessa derubata e dal marito. Richiamato dalle urla è intervenuto un carabiniere in borghese che ha portato la donna in caserma. Dalle comparizione delle impronte, F.O. è risultata L'ultima volta è stata scarcerata il 15 settembre scorso perchè era al quarto mese di gravidanza e aveva avuto il sospetto distacco della placenta. Trattandosi di tentato furto, è stata questa volta denunciata a piede libero.


18.10.07 - unionesarda.it

Vico il pedofilo preso in Thailandia

Bangkok - Il pedofilo canadese di 32 anni, soprannominato Vico, è stato arrestato oggi nel nord-est della Thailandia, ha annunciato la polizia. L’uomo era ricercato dall’Interpol dopo aver messo su Internet fotografie che lo riprendevano mentre abusava di bambini. Christopher Paul Neil, 32 anni, originario di Maple Ridge, nei sobborghi di Vancouver, nell’ovest del Canada, e accusato dall’Interpol di aver sessualmente aggredito 12 bambini, è stato arrestati dopo che anche la magistratura thailandese aveva emesso ieri un mandato d’arresto nei suoi confronti.


Condanna Neil, ha detto un responsabile della polizia, è stato arrestato a Nakhon Ratchasima, a 270 chilometri a nordest di Bangkok. Il presunto pedofilo è ora in corso di trasferimento nella capitale thailandese. La polizia ha precisato che si è giunti al nascondiglio dell’uomo seguendo le tracce lasciate dal telefonino di un suo amico thailandese che lo ha accompagnato nella fuga. Se condannato in Thailandia, l’uomo rischia fino a 20 anni di carcere. Ancora non si sa se il Canada, che prevede di poter perseguire crimini sessuali compiuti all’estero da suoi cittadini, chiederà la sua estradizione.


Testimonianza A facilitare l’identificazione è stata anche la testimonianza di un ragazzo thailandese, oggi 17enne, che ha riferito di essere stato vittima di Neil, diversi anni fa. Neil aveva fatto l’insegnante di inglese nella Corea del Sud ed in Thailandia e questo gli consentiva di avvicinare le vittime senza destare sospetti. Era stato visto l’ultima volta al suo arrivo all’aeroporto di Bangkok l’11 ottobre scorso, proveniente da Seul. Tra gli altri paesi in cui aveva compiuto abusi, documentati da 200 foto sempre messe su Internet, figurano il Vietnam e la Cambogia.


Appello dell'Interpol Il segretario generale dell’Interpol aveva ieri ringraziato l’opinione pubblica e i media che hanno consentito di giungere all’identificazione e all’individuazione degli spostamenti dell’uomo. "Solo una settimana fa - aveva detto - non sapevamo né il suo nome né la sua nazionalità. Ma grazie all’appello che abbiamo lanciato a livello mondiale e alle risposte ricevute dal mondo intero e dal Canada, abbiamo potuto identificarlo". Circa 350 persone hanno risposto all’appello lanciato dall’Interpol e cinque di loro da tre diversi paesi sono state fondamentali nell’identificazione di Neil.


19/10/07 - ilgiornale.it

Diciottenne stuprato al Parco Lambro

Due cittadini egiziani sono stati arrestati dalla polizia per stupro e rapina: uno dei due avrebbe violentato uno studente diciottenne che aveva tentato di sottrarsi alla rapina del portafogli.

"Hai da accendere?". È iniziato così l'incubo per un ragazzo di 18 anni che la sera del 29 settembre stava camminando in via Crescenzago. Avvicinato da due ragazzi egiziani con la più innocua delle scuse, è stato trascinato nel parco Lambro, qui picchiato, stuprato e rapinato di soldi e cellulare. Responsabili di tanta violenza, secondo la polizia che li ha arrestati, sarebbero Htem Darwish detto "Tito", 19 anni, che ha consumato lo stupro, e Samh Gana Meslhe, di 21, che ha partecipato alla rapina e poi ha controllato che nessuno arrivasse quando il giovane è stato violentato.

Rapinatori seriali
Ai due gli investigatori sono arrivati sulla base delle descrizioni del giovane: uno degli egiziani ha i capelli tinti di biondo, il secondo delle basette particolarmente pronunciate. Gli stessi, nei giorni successivi, hanno compiuto anche altre due rapine ai danni di altrettanti passanti: un 31enne e un 27enne, ai quali vengono sottratti il portafoglio, il palmare, il lettore mp3, lo zaino e i cellulari. E sempre in via Crescenzago. Anche loro avvicinati con la scusa della sigaretta e poi rapinati sotto minaccia di un coltello da cucina.

Le indagini
La svolta nelle indagini è arrivata però la notte del 13 ottobre quando una volante ha bloccato Samh Ganm Melslhe: è il ragazzo arabo con i capelli tinti di biondo che hanno descritto le tre vittime. Condotto in Questura e posto in stato di fermo, l'egiziano fa il nome dell'altro, che il giorno dopo viene trovato, insieme a tre suoi connazionali, in un appartamento di via Padova 70 dove gli agenti della Mobile fanno irruzione. Qui vengono ritrovati anche il coltello da cucina usato per intimidire le vittime, la felpa indossata durante lo stupro e parte del bottino frutto delle rapine.

19/10/07 - city.corriere.it

Violenza sulle figlie, operaio in carcere

VOGHERA. Per lunghi mesi, avrebbe abusato a più riprese delle figlie, di 13 e 16 anni, approfittando delle assenze da casa della convivente. Un incubo spezzato dai carabinieri del Nucleo operativo della compagnia di Voghera, che hanno arrestato N.M., 35enne operaio residente in un paese della valle Staffora, in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip del tribunale di Voghera su richiesta della procura. L'accusa nei confronti dell'uomo è pesantissima: violenza sessuale, con la duplice aggravante della minore età delle vittime e del vincolo di sangue.

L'operaio, di cui sono state fornite solo le generalità ed è stato omesso il comune di residenza per tutelare le figlie, è ora rinchiuso in una cella del carcere di Voghera e nei prossimi giorni verrà interrogato dal giudice. Sarà quella la prima occasione in cui N.M. potrà ribattere alla durissima accusa di aver abusato ripetutamente delle due minorenni. Le indagini su questa squallida vicenda sono state avviate un mese fa dai carabinieri. Lo scenario sullo sfondo è quello di un centro della valle Staffora, dove tutti si conoscono e anche quanto avviene fra le mura domestiche prima o poi trapela all'esterno. Il contesto familiare in cui sarebbero avvenute le violenze, invece, non viene descritto dagli inquirenti come particolarmente degradato e segnato da grave disagio economico, ma caratterizzato da un'apparente normalità. N.M. ha alle spalle un matrimonio finito con il divorzio, l'ex moglie trascorre la sua vita lontano dall'Oltrepo. Con sè, l'uomo ha tenuto le due figlie, si è ricostruito un'esistenza con una nuova compagna che ha accettato le ragazze. L'operaio e la convivente lavorano, i soldi in casa entrano, anche se non si può dire che ci troviamo di fronte ad una situazione di agiatezza. Ma è proprio in questa apparente normalità che sarebbero avvenute le violenze. Più volte, l'operaio - sempre secondo l'accusa - avrebbe approfittato dell'assenza della compagna, fuori casa in seguito agli impegni di lavoro, per violentare le figlie, non fermandosi neppure di fronte alla loro tenera età. Uno stupro anche alla loro innocenza, violata nel modo più tremendo da chi più di tutti avrebbe dovuto vegliare su di essa. Un incubo proseguito per mesi. Fino a che qualcosa è tracimato all'esterno e si è messa in moto la macchina delle indagini. I carabinieri hanno convocato in caserma la convivente di N.M, l'hanno interrogata come persona informata sui fatti. Hanno raccolto altre testimonianze, comprese le confidenze delle due adolescenti. Il rapporto inoltrato alla procura di Voghera è sfociato in un'ordinanza di custodia cautelare, eseguita nelle prime ore del pomeriggio dai militari del Norm di Voghera. L'operaio è stato prelevato dalla sua abitazione e tradotto in carcere.


19/10/07 - Roberto Lodigiani - espresso.repubblica.it

Prof condannato per molestie

Palpeggiò alunna dodicenne: tre anni e quattro mesi di reclusione


Il professore mestrino era già stato ritenuto seminfermo di mente in un altro procedimento penale per cui era stato condannato. Ieri, è stato condannato per un reato più grave: tre anni e quattro mesi per aver molestato sessualmente un'alunna di 12 anni. Eppure ancora insegna.

Poco più che quarantenne, insegnante di sostegno in una scuola media della terraferma, Loris T., era stato denunciato dai genitori della dodicenne che stava nella sua classe. La ragazzina aveva raccontato che il professore le aveva chiaramente palpeggiato il seno, insomma non si era trattato di un toccamento fuggevole o di uno sfioramento più facilmente giustificabile, bensì di una carezza. L'accusa è stata quella di violenza sessuale. Più di qualcuno, nell'istituto, non si era meravigliato della denuncia perchè già altri alunni avevano riferito che lo stesso insegnante spesso aveva affrontato con loro temi di natura sessuale.
Nell'ambito del procedimento Loris T., su richiesta del suo stesso avvocato difensore, è stato sottoposto ad una perizia psichiatrica, al termine della quale gli è stato rilevato un vizio parziale di mente, ma, a sorpresa, è stata anche segnalata la sua pericolosità sociale. Già in precedenza, il professore mestrino aveva chiesto e ottenuto di essere esaminato da uno psichiatra, presumibilmente per ottenere uno sconto di pena. Era finito, infatti, davanti a un giudice di Padova - doveva rispondere di resistenza dopo aver bloccato un autobus piazzandosi in mezzo alla strada - ed anche in quell'occasione era stato sottoposto a perizia e giudicato seminfermo di mente.
Nonostante tutto, però, aveva potuto continuare ad insegnare alle medie (lo fa tuttora). C'era chi, sia tra i genitori dei suoi allievi sia tra i colleghi, lo considerava un tipo originale, con atteggiamenti bizzarri, ma niente di più. Anche quella condanna a Padova, in fondo, non riguardava la scuola, la lite che aveva causato il procedimento era scoppiata tra lui e l'autista dell'autobus su cui viaggiava. E delle conclusioni alle quali era giunto il perito nominato dal magistrato nessuno era a conoscenza.

Adesso, il giudizio del primo psichiatra che lo ha esaminato è stato confermato da un secondo, non solo: è arrivata un'altra condanna e questa volta più pesante e per una grave accusa. Proprio il mese scorso il ministro della Pubblica Istruzione Beppe Fioroni aveva dichiarato di aver pronto una è proposta per facilitare l'allontanamento e addirittura il licenziamento dei docenti che nella scuola non facevano il loro dovere. Il progetto prevede iter amministrativi più snelli e maggior possibilità d'intervento dei dirigenti d'istituto e degli Uffici scolastici regionali. Il caso di Loris T. è davvero preoccupante, non solo perchè l'accusa di cui deve rispondere è di violenza sessuale, seppure nell'ipotesi meno grave e c'è anche da sottolineare che la sentenza non è passata in giudicato (lo sarà dopo gli altri gradi di giudizio), ma soprattutto per quelle perizia che lo indicano seminfermo di mente.

Ieri, il pubblico ministero Giovanni Zorzi, che ha coordinato le indagini, ha chiesto una condanna a tre anni, mentre il difensore sì è battuto per contenere la pena entro i due anni. E anche per questo motivo ha chiesto il rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo rispetto a chi vuole il processo in aula davanti al Tribunale, riduzione che aggiunta a quella per il vizio parziale di mente faceva sperare in una pena meno pesante. Il giudice Licia Marino lo ha, invece, condannato ad una pena superiore a quella richiesta dall'accusa.


19/10/07 - Giorgio Cecchetti - espresso.repubblica.it

Infanzia violata

Bambini abusati, violati dalla guerra, arruolati come soldati nei tanti conflitti che infiammano il mondo e privati di ogni elementare diritto: alla salute, all'istruzione, a vivere un'infanzia normale protetti dalla propria famiglia o dalla comunità d'origine. Il nuovo rapporto dell'Onu 'Children and Conflict in a Changing World', sui bambini e la guerra, fotografa una situazione agghiacciante dove sempre più piccoli innocenti, soprattutto nel terzo mondo ma non solo, ogni anno diventano vittime di arruolamenti forzati, detenzioni illegali e sfruttamento sessuale. Il rapporto, elaborato dal Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell'Onu per i bambini nei conflitti armati, Radhika Coomaraswamy, e dall'Unicef, è stato realizzato a 10 anni dall'illuminante studio di Gracia Machel su 'L'impatto delle guerra sui bambini', che per la prima volta ha richiamato l'attenzione della comunità internazionale su un tema così importante come quello dell'infanzia violata dalla guerra.

Il vivere un conflitto fondamentalmente priva i bambini della loro infanzia, li segna profondamente compromettendo la loro salute e lo sviluppo della loro personalità. Malgrado i numerosi passi avanti che sono stati compiuti nel corso degli ultimi 10 anni per proteggerli dai più efferati crimini di guerra come il reclutamento illegale da parte di gruppi armati e la violenza sessuale, il documento dell'Onu fa ancora una volta la cronaca di una situazione allarmante ed esorta la comunità internazionale ad adottare misure concrete per fermare gli abusi sui più piccoli. 'La comunità internazionale è stata attiva nella definizione di una solida cornice legale per la protezione dell'infanzia' ha dichiarato il Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell'ONU per i bambini in guerra Radhika Coomaraswamy 'molto però deve essere ancora fatto, per assicurarne l'ottemperanza, per combattere l'impunità e affrontare tutte le violazioni contro i bambini'.

Il rapporto difatti mostra cifre da capogiro che tendono a crescere. Si stima che nel 2002 l'arruolamento illegale di bambini soldato sia stato segnalato in 18 paesi in guerra mentre nel 2004 tale pratica si sia registrata in 43 paesi. Complessivamente i sequestri finalizzati all'arruolamento, sfruttamento sessuale e lavoro forzato in Uganda, dall'inizio della guerra, sono stati circa 25mila mentre in Nepal i bambini rapiti, tra il 2002 e il 2006, sono stati circa 22mila. I piccoli reclutati nelle guerre di solito, sono vittime di stupro, schiavitù sessuale, induzione alla prostituzione, mutilazione dei genitali e altre brutalità con conseguenze mediche e psicologiche spesso permanenti. Mentre i maschi sono utilizzati per combattere, le femmine in genere sono impiegate per cucinare, pulire, a volte per combattere ma soprattutto come schiave sessuali al servizio dei guerriglieri, in angoli del mondo dove le malattie a trasmissione sessuale e l'Aids sono diffusissime. Le malattie fisiche però, non sono l’unica grave conseguenza dell’arruolamento. Tutti i bambini soldato porteranno nella loro vita ferite psicologiche difficili da rimarginare. L’essere stati testimoni o l’aver compiuto atrocità avrà serie conseguenze sulla loro esistenza ma anche sul tessuto sociale che li circonda che molto difficilmente li riaccetterà una volta liberati e tornati a casa.


Nel 2006 circa 18,1 milioni di bambini sono stati costretti ad abbandonare le proprie comunità, 5,8 milioni ridotti alla condizione di profughi e 8,8 milioni sfollati all'interno dei confini dei loro paesi. Ai veri e propri rapimenti si affianca la detenzione illegale. Dalle stime ufficiali si evince che nel 2007 circa 400 bambini palestinesi sono stati rinchiusi nelle carceri israeliane per reati minori, privati del diritto alle visite familiari e in alcuni casi giudicati da tribunali militari, in violazione delle norme internazionali sulla giustizia minorile. Negli ultimi anni sono aumentati drammaticamente anche gli attacchi a scuole o ospedali. Si conta che nel 2006 in Afghanistan, sono stati oltre 100 gli attacchi con bombe e missili contro edifici scolastici, mentre sono circa 105mila i bambini che non hanno potuto frequentare la scuola a causa delle condizioni d'insicurezza provocate dai conflitti. Si stima che circa un terzo delle vittime dei residuati bellici sono bambini e che in 85 paesi armi leggere e ordigni inesplosi sono all'origine della morte e menomazione permanente di milioni di piccoli, uccisi dagli interessi economici delle aziende occidentali che commercializzano tali armi.

Una vera e propria strage degli innocenti dunque, cui vanno aggiunti anche i minori che perdono la vita in seguito a malattie dovute alle fatiscenti condizioni igieniche o alla mancanza d'acqua, alla malnutrizione, o al negato accesso all'assistenza umanitaria. In Iraq, Darfur e Ciad ad esempio, le difficoltà d'accesso all'acqua e a servizi igienici di base hanno causato epidemie e aggravato lo stato nutrizionale dei bambini. Il rapporto dell'Onu invita inoltre, la comunità internazionale a tenere alta la sua attenzione sul problema del terrorismo che sempre più tende a reclutare giovanissimi per compiere attentati suicidi ed esorta tutti gli Stati membri dell'Onu a mantenere gli impegni assunti verso i bambini, fornendogli accesso a servizi di base come l'istruzione, la sanità, il supporto nutrizionale, l'acqua e i servizi igienici. Un'altro importante appello riguarda l'impegno a porre fine all'impunità per i responsabili di crimini efferati contro i più piccoli, la garanzia che i crimini di guerra vengano perseguiti e il rispetto delle principali norme internazionali in materia, molte delle quali furono adottate dopo la pubblicazione dello Studio della Machel.

- Rapporto 'Children and Conflict in a Changing World'


19/10/07 - guidasicilia.it

Basta guerre nel mondo!