Dini stacca la spina al governo: "Voto no anche con la fiducia"

Sulle prime, Lamberto Dini usa l’arma
dell’ironia. «Abolire lo scalone previdenziale e sostituire le minori spese con
i risparmi della pubblica amministrazione? Con cosa, con il taglio dei
telefonini e delle auto blu?». Ma dura poco. «Queste cose, però, le dicono i
collaboratori del presidente del Consiglio. Voglio sentire Prodi in persona dire
le stesse cose. Così come l’ho sentito l’altra sera in tv dire che vuole abolire
lo scalone. Per farlo, però, deve andare prima in Consiglio dei ministri. E poi
venire in Parlamento».

Ora circola l’ipotesi di introdurre la modifica previdenziale nella
legge finanziaria...


«Non credo che il sindacato sia d’accordo. Comunque, l’abolizione dello scalone
costa. E questi mancati risparmi devono avere coperture sicure; che non possono
essere certo i proventi della lotta all’evasione o la riduzione dei cellulari
della pubblica amministrazione. Ma questo è compito delle Commissione Bilancio e
della Presidente della Repubblica. E se l’accordo per l’abolizione dello scalone
non sarà soddisfacente, lo emenderemo per ripristinare l’aumento dell’età
pensionabile. Una cosa è certa...».

Cosa?

«Che se il governo ricorre al voto di fiducia sulle pensioni, su un
provvedimento non condivisibile, non la voteremo e non parteciperemo al voto.
Sarebbe un insulto a tutti quei senatori della maggioranza che dissentono
dall’eliminazione di questa riforma strutturale».

Scusi, presidente, ma perché parla al plurale? Si riferisce ai suoi
colleghi che hanno firmato con lei una lettera contro l’abolizione dello
scalone?


«No, in Senato il numero dei parlamentari della maggioranza contrari
all’eliminazione dello scalone è più ampio, saremo una decina con idee
liberaldemocratiche. E non possiamo lasciarci insultare con la richiesta di un
voto di fiducia sulla finanziaria. Non possono tapparci la bocca. Su questo sono
inamovibile, e con me altri».

Ma a Palazzo Madama si può formare un gruppo parlamentare con dieci
iscritti... State pensando di fare un gruppo a parte? Ad uscire dall’Ulivo
?

«Sono in tanti che mi stanno chiedendo di avviare un’iniziativa di questo tipo.
Non mi interessa, io faccio parte della maggioranza. Eppoi, noi saremmo sempre
pronti a votare la fiducia a Prodi ogni volta che la chiederà; ma non su
qualsiasi provvedimento che elimini lo scalone, senza sostituirlo con altri
risparmi da ricercare all’interno del comparto “previdenza“. Vede, il ministro
Pecoraro Scanio dice: Dini sta consegnando il Paese in mano a Berlusconi. Gli
rispondo: non voglio, e farò qualunque cosa per impedirlo, che Prodi consegni
l’Italia in mano alla sinistra antagonista...».

Voleva dire, ai Centri sociali?

«Non sono la stessa cosa».

Un banco di prova lo avrete fra poco, quando a Palazzo Madama arriva il
decreto sull’utilizzo del tesoretto...


«Un grave errore prevedere l’aumento della spesa. Per carità, giustissimo
aumentare le pensioni minime: anche perché il costo è sostenibilissimo. Ma
questo governo non fa che far crescere la spesa poi rincorsa da maggiori
entrate. Credo che farebbe male il ministro dell’Economia a sottovalutare i
richiami che arrivano dalla Bce, dal Fondo monetario e Commissione europea al
Dpef: viene rallentata la riduzione del deficit e non c’è alcun riferimento alle
riforme strutturali».

Come quelle sulle pensioni, magari...

«Vede, se viene eliminato lo scalone aumentano i costi del sistema
previdenziale, che già assorbono il 15,5% del pil. Conservare lo scalone e
aggiornare i coefficienti è l’unica soluzione possibile per frenare la spesa.
Possono esistere anche soluzioni alternative; per esempio, come quella di
aumentare l’età pensionistica delle donne. Comunque, nella maggioranza, ed anche
nel governo, si sta allargando l’idea che sarebbe un errore l’eliminazione dello
scalone. Lo dicono Rutelli, lo dice Franceschini, ed anche il presidente del
Senato, Marini...».

Insomma, tutta la Margherita...

«Non è vero. Su queste posizioni di ragionevolezza per il futuro dei più
giovani, sulla sostenibilità della spesa previdenziale, c’è anche Piero Fassino
e Massimo D’alema. Anche lui è contrario all’eliminazione dello scalone. E lo ha
detto pubblicamente».


07-07-2007 - di Fabrizio Ravoni - ilgiornale.it

 Nisosia, 4 arresti per violenza sessuale di gruppo, di una ucraina di 24 anni

Nicosia 07/07/07 – Questa mattina personale del Commissariato centrale PS di Catania, in collaborazione con la squadra mobile della Questura di Enna e con il commissariato di Nicosia, ha eseguito 4 ordinanza di custodia cautelare nei confronti di altrettanti giovani – tutti incensurati – per i reati di violenza sessuale di gruppo, ai danni di una giovane ucraina di 24 anni.

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Catania a conclusione di complesse indagini, coordinate da quella procura della repubblica ed eseguite dal personale del commissariato centrale della questura etnea, in collaborazione con la squadra mobile di Eenna ed il commissariato di Nicosia.

Questi i fatti.

Nel mese di luglio dello scorso anno, la ragazza si recava da Catania a Nicosia per lavorare come “ragazza immagine” nella serata per giovani, organizzata in alcuni locali di quel centro, denominata “festa della birra”.
Al termine della serata gli odierni arrestati, due dei quali erano suoi conoscenti, si offrivano di riaccompagnare a Catania la giovane. I quattro, dopo averla condotta in una villa di campagna in territorio di Nicosia, ne abusavano sessualmente ripetutamente in gruppo e, in conclusione, si facevano consegnare con minaccia, il denaro dalla stessa posseduto e guadagnato nel corso della serata. Ulteriori violenze sessuali venivano realizzate all’interno della autovettura lungo il tragitto da Nicosia a Catania.Giunta a Catania la ucraina, dopo aver trascorso un giorno in stato di shock, sporgeva denuncia presso il commissariato centrale di quel centro, che avviava immediatamente le indagini volte alla identificazione dei violentatori, avvalendosi della collaborazione della squadra mobile di Enna e del commissariato di Nicosia.

Le indagini, svolte mediante ripetute ispezioni sui luoghi dei fatti, al fine di individuare la villa all’interno della quale era stata condotta la ragazza, nonché mediante intercettazioni ambientali e l’acquisizione di tabulati telefonici hanno consentito di accertare i fatti e di arrestare i 4 giovani, dei quali due, rispettivamente di 22 e di 23 anni, residenti a Nicosia e gli altri 2, di 31 e 28 anni, residenti a Cerami, tutti per il reato di violenza sessuale di gruppo ed inoltre a due di essi è stato contestato il reato di estorsione in concorso.
Determinanti per le indagini sono state anche le dichiarazioni rese, a fronte delle acquisizioni investigative, da uno degli arrestati, il quale è stato sottoposto alla misura meno affittiva degli arresti domiciliari, mentre gli altri 3 soggetti sono stati condotti presso la casa circondariale di Nicosia.
L’A.G. etnea, nell’ambito dello stesso provvedimento, dichiarava la propria incompetenza territoriale, trasmettendo gli atti alla procura della repubblica di Nicosia, per gli ulteriori adempimenti di legge.

07/07/2007 - vivienna.it

 Nuova ondata di violenza in Iraq:: uccisi 50 civili, 6 soldati Usa

BAGHDAD (Reuters) - Cinquanta persone hanno perso la vita nelle ultime ore in Iraq in una sequenza di attacchi con autobombe e colpi di mortaio, hanno riferito oggi polizia e funzionari locali, mentre sono sei i soldati statunitensi uccisi negli ultimi due giorni.

La nuova ondata di violenza segue un periodo di relativa tranquillità in Iraq, dove decine di migliaia di soldati americani e iracheni sono impegnati in una offensiva contro gruppi di insorti, nel tentativo di frenare la deriva del Paese verso una guerra civile interconfessionale.

Un'autobomba ha colpito stamattina oggi un affollato mercato all'aperto, nella città settentrionale di Tuz Khurmato, uccidendo 20 persone e ferendone 40, ha riferito la polizia. Un bilancio che, secondo le autorità, è destinato a salire.

Non è ancora chiaro se sia stato un attacco suicida con autobomba o se a esplodere sia stata una vettura parcheggiata.

Nella notte, un colpo di mortaio ha ucciso una famiglia di sette persone che dormivano sul tetto della loro casa per trovare refigerio dal caldo estivo, che talvolta arriva a superare i 40 gradi, anche di sera. L'attacco è avvenuto nel quartiere sunnita di Fadhil nel centro di Baghdad, ha detto la polizia, aggiungendo che le vittime sono una coppia, i loro quattro figli, di età compresa tra i nove e i 17 anni, e un familiare.

Ieri sera un attentatore suicida ha ucciso 22 persone e ne ha ferite altre 17, lanciandosi con la sua auto contro un gruppo di curdi sciiti vicino al confine dell'Iraq con l'Iran.

Ibrahim al-Bajilam, capo del consiglio locale nel villaggio di Garghoush, ha riferito che le vittime tornavano da un funerale.

Il villaggio è situato nella provincia di Diyala, dove le forze Usa e irachene hanno lanciato un'offensiva contro il gruppo sunnita di al Qaeda il mese scorso.

L'esercito ha fatto sapere a sua volta che quattro soldati sono stati uccisi a Baghdad nell'esplosione di ordigni nascosti lungo la strada, dei quali tre militari ieri e uno giovedì scorso.

Due marines sono stati uccisi in combattimento nella provincia di Anbar giovedì.
Il periodo da aprile a giugno è stato il più sanguinoso per le truppe americane dall'invasione a guida Usa nel marzo 2003.

Dal 1 luglio sono stati uccisi finora 20 militari, metà dei quali a Baghdad. Finora quasi 3.600 soldati statunitensi hanno perso la vita nel conflitto.

© Reuters 2007.- 07.07.2007 - today.reuters.it

 In autostrada aree di servizio per Fido

Autogrill per cani. Non è il giudizio sulla qualità delle aree di servizio, ma
una vera e propria iniziativa della catena di ristoro per automobilisti che si è
attrezzata per favorire i viaggi estivi con i nostri amici a quattro zampre.

Anche nelle aree di servizio Stura Est e Stura Ovest sulla A26 della Provincia
di Alessandria verranno installati i FidoPark, installazioni come per i padroni.
Lì si potrà fare pipì, sgranchirsi un po’ le zampe, stare al fresco, magari
mangiare qualcosa. Come fanno gli stessi proprietari quando si fermano agli
Autogrill.

I Fido Park sono aree collocate all’esterno dei punti di ristoro Autogrill
dotate, oltre che di acqua corrente, di cucce all’ombra di un gazebo. Le cucce -
realizzate da Cucciamica - sono isolate termicamente per garantire una
temperatura ideale anche nei mesi più caldi e sono provviste di un impianto di
spurgo per eliminare tutti i residui organici e di un sistema di igienizzazione
a spruzzo per la disinfezione dell’ambiente.

Inoltre in ogni area Fido Park viene segnalato l’ambulatorio veterinario più
vicino con il rispettivo recapito telefonico e il numero d’emergenza Pronto Fido
per cani smarriti e ritrovati.

Grazie alla collaborazione con i medici nei Fido Park, durante i week-end più
frequentati, ci si potrà avvalere della consulenza di un veterinario.

Presidio Veterinario: dal 16 giugno al 27 agosto dalle 12.30 alle 14.30 tutti i
venerdi e domenica sui locali Fido Park di partenza e tutti i sabato e domenica
sui locali Fido Park di rientro.

07-07-07 - giornal.it

 Rifiuti: Pansa, "Basta applicare la legge"

NAPOLI - Nessuna correzione, basta applicare la legge. Questa la ricetta proposta dal neo commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, per non far precipitare di nuovo la regione nel caos immondizia. "Il percorso da fare e' segnato" ha spiegato Pansa, aggiungendo di essere "fiducioso" pur avendo coscienza di aver assunto un "incarico gravoso". (Agr)

07.07.2007 - corriere.it

 Violentata dal branco, dopo 11 mesi arrestati quattro ragazzi

I ragazzi sono accusati accusati di violenza sessuale di gruppo aggravata,
minacce ed estorsione


ENNA

La polizia di Catania ed Enna ha eseguito nella notte quattro arresti a
Nicosia e Cerami, nella provincia ennese, nei confronti di altrettanti
giovani, tutti incensurati, accusati di violenza sessuale di gruppo aggravata,
minacce ed estorsione. Si tratta di D. M., 23 anni, di Nicosia, al quale sono
stati concessi gli arresti domiciliari, M. M., 22 anni di Nicosia, M. P., 28
anni di Cerami e C. G. G., 30 anni di Cerami, tutti rinchiusi nel carcere di
Nicosia.

Ai quattro giovani, definiti di buona famiglia e descritti come
«bravi ragazzi», la polizia è risalita dopo undici mesi di indagini su un
episodio denunciato a Catania da una cittadina ucraina di 24 anni. La giovane,
che è laureata, risiede a Catania e si trova in Italia con regolare permesso
di soggiorno, nel luglio del 2006 aveva fatto da «ragazza immagine» per un
noto marchio alla festa della birra, organizzata nella cittadina ennese. Al
termine della festa i quattro si erano offerti di riaccompagnarla a Catania,
ma a pochi chilometri da Nicosia avevano imboccato un vialetto e avevano
portato la ragazza nella villa di proprietà di uno di loro.



Qui l’avevano violentata a turno per diverse ore. La ragazza era stata quindi
fatta risalire in macchina e costretta a consegnare 50 euro dei quali era in
possesso, dietro la minaccia di essere abbandonata nelle campagne. Giunti nei
pressi di Catania i quattro l’avevano nuovamente violentata e l’avevano
lasciata alle porte della città.


La giovane sotto choc aveva denunciato tutto alla polizia di Catania. Le
difficoltà a risalire al branco sono derivate dal fatto che sono incensurati.
La giovane li avrebbe comunque riconosciuti e avrebbe anche riconosciuto la
villa in cui è stato consumato lo stupro di gruppo.


07.07.07 - lastampa.it

 UNA notte di paura a Pescara.

Prima un boato. Poi pezzi di lamiera sparsi ovunque: vetri da una parte, parabrezza dall'altra. È quello che resta di una Renault Megane Scenic, intestata ad un pregiudicato del posto, con precedenti per droga, residente nel villino accanto. C'è mancato davvero tanto poco a che il rogo divorasse tutta la famiglia. Al momento dell'esplosione in casa vi erano il proprietario dell'autovettura, la moglie e i due figli gemelli di appena sei mesi. Fortunatamente sono riusciti a mettersi tutti in salvo. Sull’inquietante episodio indaga la Polizia.

sabato 7 luglio 2007 - iltempo.it

Estate sicura: una task force di 5000 Carabinieri

"Estate sicura", operazione del Comando regionale dei carabinieri. Oltre 5mila
uomini e 1500 automezzi in Puglia per garantire la sicurezza stradale, ma
anche notti tranquille. La provincia di Lecce ha fortemente bisogno di
tranquillità sull'asfalto. Unità radiomobili e motociclisti, coordinati da
moderni sistemi di radiolocalizzazione e l'ausilio del Nucleo elicotteri
controlleranno le strade e gli snodi viari più pericolosi. Previsti posti di
blocco e perlustrazioni, predisposti gli etilometri. Il sistema di rilevazione
"Falco", che è montato sulle auto dei carabinieri, consentirà di individuare
all'istante le auto rubate. Il dispositivo infatti svela se una targa
corrisponda un'auto trafugata e documenta anche in movimetno la velocità
elevata e le condotte di guida pericolose. Il sistema di videoripresa "Provida",
installato a bordo delle autoradio, permetterà di filmare e trasmettere le
immagini delle condotte automobilistiche trasgressive alla centrale operativa.

Per garantire notti tranquille i carabinieri si avvarranno della
collaborazione delle polizie municipali delle marine. Il prefetto ha già
convocato i sindaci delle città di maggior richiamo in estate. Controlli
previsti davanti alle discoteche. Il tenente colonnello Maurizio Spada,
presentando l'operazione stamattina, ha sottolineato la collaborazione dei
gestori delle discoteche con le forze dell'ordine. Controlli dunque a
carattere preventivo, gli stessi titolari dei luoghi da ballo sono stati
sensibilizzati dalla prefettura. Azione mirata al contrasto della diffusione
di stupefacenti, dell'abuso di alcol, della prostituzione in strada, del
disturbo della quiete pubblica Ma task force anche delle zone residenziali
lasciate dagli abitanti partiti per le vacanze, controlli per scoraggiare i
furti in casa e per tutelare gli anziani rimasti isolati. Il Nucelo cinofili
sarà impegnato nei porti, negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarrie, sulle
autolinee, oltre che nei locali del divertimento notturno, alla ricerca di
droga, armi e refurtiva.

Nel mirino le speculazioni degli operatori turistici. Previsti controlli del
Nas (Nucleo antisofisticazioni e Sanità), del Nucelo operativo ecologico, del
Nucleo ispettorato del lavoro. Saranno controllati esercizi pubblici,
alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari sia sotto il profilo igienico-
sanitario che riguardo alla normativa ambientale. Ma anche a tutela di
lavoratori e di consumatori. Nella provincia di Lecce, su cui insistono sei
Compagnie dei carabinieri, una tenenza e 61 Stazioni, agiranno 100 militari e
71 di rinforzo, sarà attivata la Stazione di Santa Cesarea Terme, che è
stagionale. Tre le stazioni mobili previste: a Casalabate, a Santa Maria di
Leuca e a Santa Cesarea Terme. Due dovrebbero essere attivate a Ugento e a
Santa Maria al Bagno. Quattro motovedette perlustreranno le acque del Leccese,
il servizio navale sarà coadiuvato dal Nucleo subacquei. Alta la guardia su
litorali, traffico marittimo, sugli scooter marini, sull'inquinamento
ambientale e sulla salute pubblica.

07.07.2007 - lecceprima.it

Italia. Iss identifica interruttori per produrre staminali del sangue

Dimostrata per la prima volta, nei laboratori dell'Istituto Superiore di
Sanità, la possibilità di "pilotare" la produzione in vitro di cellule del
sangue e di cellule primitive, le cosìdette staminali. Lo studio, pubblicato lo
scorso 24 giugno su Nature Cell Biology, apre la strada alla produzione
in laboratorio di cellule del sangue e cellule staminali ad uso terapeutico.



Si tratta, spiega lo studio pubblicato su Nature, di "un trattamento molecolare,
basato su alcuni micro-RNA (miR-17-5p, miR-20a, miR-106a), ovvero sui relativi
inibitori (anti-microRNA), ha permesso di produrre in vitro cellule
indifferenziate staminali del sangue (nello specifico globuli bianchi monocitari)".
La scoperta è opera di un team di ricercatori italiani dell'ISS, guidati da
Cesare Peschle, Direttore del Dipartimento di Ematologia e Oncologia, in
collaborazione con i colleghi dell'Università di Perugia,



L'importanza di queste ricerche è testimoniata anche dal fatto che la rivista le
ha presentate in un articolo-leader di estensione eccezionale. Questo articolo,
tra l'altro, rivaluta l'importanza di uno studio precedente dello stesso
laboratorio dell'ISS, apparso nel dicembre 2005 su Proceedings of the National
Academy of Science, in cui veniva dimostrata la possibilità di pilotare in vitro
la produzione di globuli rossi o di cellule primitive staminali, rispettivamente
attraverso il trattamento con i miR-221/222 o gli anti-miR corrispondenti.



"L'identificazione e l'utilizzo di questi microRna, e dei rispettivi "anti-microRna"
-ha dichiarato Enrico Garaci, presidente dell'ISS- apre la strada alla
realizzazione di quella che potremmo chiamare la "fabbrica del sangue e delle
cellule staminali". Il trattamento studiato, infatti, rappresenta una sorta di
"interruttore molecolare" in grado di pilotare la proliferazione e
differenziazione delle cellule primitive: sia impedendo loro di differenziarsi
al fine di ottenere l'espansione delle cellule staminali, sia invece inducendo
la loro differenziazione terminale al fine di ottenere una produzione massiva di
cellule del sangue circolante. Si tratta di un risultato rivoluzionario, che
testimonia ancora una volta la validità del Programma scientifico Italia-USA
promosso dall'ISS, e si aggiunge ad altri importanti risultati ottenuti dallo
stesso laboratorio sulle cellule staminali tumorali e sui microRNA, pubblicati
in due altri articoli su Nature negli ultimi sei mesi.



"È ben nota la attuale carenza di sangue per le trasfusioni -spiega Cesare
Peschle
-, come d'altra parte è nota la necessità di espandere in laboratorio
le cellule staminali del sangue da utilizzare successivamente a fini di
trapianto (ad esempio, nel caso delle cellule staminali di cordone ombelicale da
trapiantare in pazienti adulti). Finora, non era possibile produrre in
laboratorio cellule del sangue ad uso trasfusionale e cellule staminali per il
trapianto. Infatti, non era possibile guidare le cellule primitive verso
un'attività proliferativa senza differenziamento (per la espansione delle
cellule staminali), o viceversa verso un'attività proliferativa assai marcata ed
associata a differenziazione terminale (per la produzione massiva di cellule del
sangue). Il trattamento con i microRNA e gli anti-microRNA su menzionati
rappresenta un "interruttore molecolare" in grado di pilotare le cellule
primitive a produrre cellule staminali o cellule del sangue. Nello specifico,
l'espansione delle cellule staminali viene favorita dal trattamento con
miR-17-5p/20a/106a e anti-miR-221/222; mentre la differenziazione massiva per la
produzione di monociti o globuli rossi viene indotta rispettivamente dal
trattamento con anti-miR-175p/20a/106a o con miR-221/222".



"Per quanto concerne il meccanismo di azione di questi microRNA -conclude
Peschle- la loro funzione di interruttori molecolari è dovuta al fatto che essi
regolano l'espressione di recettori preposti al controllo della proliferazione e
differenziazione cellulare. Specificamente, i miR-17-5p/20a/106a regolano
l'espressione del recettore del fattore di crescita monocitario (M-CSF),
preposto al controllo della differenziazione delle cellule primitive in monociti.
Viceversa, i miR-221/222 regolano l'espressione del c-kit, recettore del fattore
di crescita staminale (SCF), preposto alla proliferazione ed autoreplicazione
delle cellule staminali stesse".


06-07-2007 - aduc.it

 L´Operaio Italiano: una monografia di grande valore

Presentiamo la monografia, patrocinata dalla Regione Lombardia, dedicata al periodico sindacale in lingua italiana dei Liberi Sindacati Tedeschi L’Operaio Italiano (Amburgo, 1898-1914).
Il giornale era destinato agli immigrati italiani operanti nell’area di lingua e cultura tedesca.



Con le celebrazioni del Cinquantenario dell’Anwerbevertrag (1955-2005) si è
constatato in più sedi e occasioni l’importanza e la necessità di rimarcare la
storia dell’antica presenza italica e italiana nell’area di lingua e cultura
tedesca. I luoghi deputati a tale attività formativa / informativa risultano
le scuole (primarie e secondarie), le università e le associazioni culturali
sia italiane che autoctone. Come iniziative e progetti legati alle
programmazioni degli assessorati alla cultura locali e alle istituzioni
italiane operanti in Germania. Diversi progetti hanno sottolineato la
necessità di “riscoprire” la nostra storia: mostre, CD-rom, iniziative che
hanno coinvolto studenti e scolari di origine italiana e non. La monografia de
L’Operaio Italiano, periodico in lingua italiana dei Liberi Sindacati tedeschi
(1898-1914), è tra i maggiori ricuperi storico-culturali degli ultimi decenni.
L’opera è stata curata dallo storico Luigi Rossi, rodigino residente a Bochum,
autore di rilevanti ricerche sulla presenza italica e italiana nell’area di
lingua e cultura tedesca.

L’Operaio Italiano ci aiuta a far luce sugli sforzi diretti all‘organizzazione
delle masse e delle tensioni degli emigranti italiani. Il periodico dei Liberi
Sindacati tedeschi sarà, per più di quindici anni (1898 – 1914), un punto di
riferimento per gran parte degli immigrati italiani nell‘area di lingua e
cultura tedesca. Esso offrirà una continua e incessante azione didascalica,
impegnandosi su temi e realtà che, tra il proletariato di fine Ottocento-primo
Novecento, mietevano migliaia di vittime. Mentre le polemiche avviate, sia
verso i rappresentanti di quelle forze politiche ed economiche che dall‘emigrazione
traevano i maggiori profitti, che verso forze sociali tendenti a controllare e
contenere le tensioni che l‘emigrazione porta con sé, non saranno mai fini a
sé stesse o sterili. Lo studio è basato sui numeri disponibili de L‘Operaio
Italiano, considerato «pubblicazione molto pericolosa».

La ricchezza de L‘Operaio Italiano è nella sua lunga testimonianza e impegno a
favore degli immigrati italiani, per la costituzione d‘una forte unità operaia
e un‘integrazione da compiersi sul posto di lavoro. Una chiave che ci permette
di conoscere l‘emigrazione non solamente come fenomeno di natura
socio-economica, ma fenomeno socioeconomico che cambia modi di vita, anche
secolari. Che trasferisce e rimodella culture, anche millenarie. Che ci
riporta a contatto con popolazioni sradicate e, grazie alle relazioni
invernali dai luoghi di propaganda, mettiamo piede nei siti di partenza.
Conosciamo paesi e borghi, cittadine e città. Piazze, circoli, Case del
Popolo. Persino chi, nei luoghi d‘origine, cerca d‘arginare e contrastare
informazione e propaganda. L‘Operaio Italiano testimonia che, grazie all‘emigrazione
italiana, non solo quella diretta nell‘area tedesca, il Paese entrò in
«contatto con la moderna civiltà industriale, con una società nuova e pervasa
da fermenti libertari, con una più moderna e consapevole visione dell‘uomo
come individuo capace di prendere atto dei propri diritti sia di singolo
cittadino, sia di parte concreta e cogitante di una più ampia collettività».
Salta agli occhi, immediato, il rimando al sindacalismo e all’impegno civile
negli Stati Uniti e nel Sud America e alla denuncia di sfruttamento di
minatori, braccianti, operai e operaie. A personaggi come Joe Ettor, Arturo
Giovannitti, Efrem Bartoletti (solo per fare qualche nome). Alle riviste e
pubblicazioni che fioriscono in quegli anni Oltreoceano

La monografia L’Operaio Italiano (1898-1914), la cui introduzione storica,
curata da Marco Pezzoni, approfondisce in modo esemplare personaggi e
movimenti politici e sociali dell’epoca, focalizza la plurisecolare presenza
lombarda nell’area di lingua e cultura tedesca. Tra le città e aree lombarde
toccate a più riprese dagli inviati e propagandisti del periodico, troviamo:
Varese (e provincia, 1912); Como (e provincia, 1912); Brescia (e provincia,
1912); Bergamo (e provincia, 1912); la Valtellina (1912); Lecco (e provincia,
1913); Brescia (e provincia, 1913); Val Camonica (1913); il gallaratese
(1913); il varesotto (1913); una lunga relazione dall‘Ufficio Emigrazione di
Bergamo (1913) e una relazione riassuntiva delle campagne per il 1914. I
centri minori e maggiori delle province visitate sono centinaia. Grazie a
queste relazioni abbiamo, forse per la prima volta, la possibilità di dare uno
sguardo a strutture sociali ed economiche all’origine del fenomeno
dell’emigrazione lombarda di massa nell’area tedesca nel primo Novecento.

Il periodico L’Operaio Italiano è anche una fonte documentaria di grande
interesse per altre aree geografiche italiane (Piemonte, Veneto, Friuli,
Emilia-Romagna, Liguria, Marche...). Rilevante è la denuncia dei padroncini e
fornaciai friulani. La prima parte della monografia tocca i seguenti aspetti:
Il fenomeno de L‘Operaio Italiano; Immigrati italiani nei Liberi Sindacati
tedeschi tra 1898 e 1914; Contenuti, messaggi e rubriche; Il linguaggio de
L‘Operaio Italiano; L‘Operaio Italiano e l‘altra stampa d‘emigrazione;
L‘Operaio Italiano e i suoi lettori; Rapporti tra L‘Operaio Italiano e la
stampa italiana d‘emigrazione nell‘area di lingua e cultura tedesca; Immigrati
italiani nell‘area tedesca (fine 1800 -1914); Il problema degli alloggi;
Italiani, immigrati e criminalità; L‘inferno dei lavoratori; Il buon cuore di
padron Krupp; Campagna contro l‘alcolismo; Interventi per l‘istruzione e
contro l‘analfabetismo; Il pacifismo.

Nella seconda parte vengono riportate le relazioni apparse su L‘Operaio
Italiano relative alle campagne di propaganda e informazione tenute nei mesi
invernali in molti paesi e città lombarde (e non solo).



Grande sorpresa destano informazioni storiche e culturali, offerte da
conferenze, articoli o prodotti come l’ultimo CD-rom bilingue
didattico-informativo a cura dei Comites di Dortmund e Colonia, che rimandano
alla presenza “lombarda” nel periodo medievale e a personaggi che appartengono
alla storia europea, come i bergamaschi Tasso, la dinastia comasca dei
Brentano, quella valtellinese dei Grillo, l’opera dell’artigiano - stuccatore
varesino G. A. Bossi (solo per riportare alcuni nomi). Ciò sollecita la
creazione di “occasioni” che possano mettere in rilievo questa antica
“coabitazione” di carattere sociale, economico e culturale, in modo da
interessare i media e coinvolgere maggiormente la cittadinanza tedesca,
riunendo quei cittadini d’origine lombarda che risiedono nell’area
dell’evento.



La monografia dedicata a L’Operaio Italiano è il primo frutto del progetto
“Lombardia – Germania nel corso dei secoli ” avviato dall’Associazione
Mantovani nel Mondo. Altri ne potrebbero seguire, riservando particolari
sorprese sulla ricca e antica presenza lombarda nell’area di lingua e cultura
tedesca. Un invito alla creazione di “occasioni” che possano mettere in
rilievo una plurisecolare “coabitazione” di carattere sociale, economico e
culturale che ha plasmato dinastie del calibro dei bergamaschi Tasso, dei
comaschi Brentano, dei valtellinesi Grillo e infiniti personaggi attivi nei
settori dell’arte, della politica, commercio e artigianato.


Fonte: lombardi nel mondo - 06.07.2007 - italianosdargentina.com

Basta guerre nel mondo!