Il New York Times dice basta alla guerra in Iraq

E' giunto il momento per gli Stati Uniti di lasciare l'Iraq".

L'influente quotidiano New York Times ha detto oggi basta alla guerra con un lungo
editoriale intitolato 'The Road Home', la Via del Ritorno.

"Come tanti americani abbiamo rinviato questa conclusione in attesa di un
segnale che il presidente Bush stesse cercando di sottrarre gli Stati Uniti al
disastro da lui creato invadendo l'Iraq senza ragioni sufficienti, sfidando
l'opposizione generale, senza un piano successivo per stabilizzare il paese",
scrive oggi il New York Times.

"All'inizio abbiamo pensato che dopo avere distrutto il governo, l'esercito, la
polizia e le strutture economiche dell'Iraq, gli Stati Uniti si sentissero
obbligati a raggiungere alcuni di quei traguardi che Bush proclamava di
inseguire - scrive il quotidiano - in particolare la costruzione di un Iraq
stabile e unificato".

Le scadenze fissate dallo stesso Bush per raggiungere questi traguardi sono
"andate e venute senza alcun progresso verso un Iraq stabile e democratico e
senza un inizio del ritiro delle truppe Usa - scrive il giornale - E' adesso
spaventosamente chiaro che il piano di Bush e' mantenere la rotta attuale

finche' sara' presidente per poi scaricare questo macello sul suo successore.
Qualsiasi fosse la sua causa, e' una causa persa".

"Continuare a sacrificare le vite e la incolumita' dei soldati americani sarebbe
sbagliato", afferma il New York Times. Il problema e' adesso quello di avviare
il ritiro degli Usa dall'Iraq nel modo piu' rapido e indolore possibile. "Gli

americani devono ammettere con onesta' il fatto che mantenere le nostre truppe
in Iraq servirebbe solo a peggiorare la situazione", afferma il giornale notando
che le guerra ha avuto come conseguenza di togliere le risorse del Pentagono
dall'Afghanistan per creare in Iraq "una nuova roccaforte" dei terroristi.

La tesi di Bush e del suo vice Dick Cheney che un ritiro delle truppe americane
"produrrebbe un bagno di sangue, caos e incoraggerebbe i terroristi" e' pura
demagogia - afferma il giornale - "Infatti tutto questo e' gia' successo in
Iraq, come risultato di questa invasione non necessaria e della gestione
incompetente di questa guerra".

08.07.07 - rainews24.it

L'altro Gattuso mondiale "Ragazzi, non fatevi fregare"

E' tornato a Schiavonea in Calabria con la Coppa del mondo: "Penso alla
finale e mi emoziono"

"L'affetto della gente è enorme verso noi di Berlino, però servono stadi
moderni"

SCHIAVONEA - Che la Coppa del mondo, alla vigilia del 9 luglio,
sia finita in bacheca nel castello normanno di Corigliano non è affatto
un caso. Perché il simbolo del trionfo di Germania è più di tutti un
figlio di Calabria: Gattuso, nato e cresciuto sulla marina ionica di
Corigliano, a Schiavonea. Dove papà Franco, maestro d'ascia che
costruiva le barche per i pescatori del paese, ha forgiato il mediano
per definizione, facendolo allenare di corsa su e giù per le scale di
casa. Dove Rino giocava sulla spiaggia coi fusti della nafta come porte.
Dove gli amici d'infanzia Salvatore e Valentino hanno appena fondato il
fan club, già 1200 iscritti da tutto il mondo.



E dove lui, ieri, tra un allenamento nel campetto di casa, una visita
allo stabilimento di depurazione dei molluschi inaugurato un anno fa e i
nuovi progetti per la Fondazione Forza Ragazzi (sostegno economico e
sociale per i ragazzi calabresi in difficoltà), ha parlato della sua
vita da campione del mondo.



Chi è Gattuso, un anno dopo Berlino?

"Uno che si emoziona per mille ricordi di quel mese straordinario, con
più voglia e carica di prima, e che non dimentica mai di essere partito
da questa terra bella e difficile. Mi pare un sogno".



Non è la retorica del Nord privilegiato e del Sud figliastro?

"Per un ragazzo del Sud è meno dura di un tempo. Però io ho avuto la
fortuna di una famiglia che mi ha permesso di andare a Perugia a 13
anni, anche se mia mamma non mi voleva lasciare partire per Perugia e io
prendevo a calci la casa. Se il Sud avesse più strutture, non sarebbe
necessario partire".



Siamo ancora ai tempi di Mennea?

"Quando avevo 9 anni, vidi in tv un film dedicato a Panetta, il
fondista. Si chiamava "Il ragazzo di Calabria", era il mio chiodo fisso.
Mi identifico molto nella storia. Il nostro messaggio ai giovani è lo
stesso. Inseguire i propri sogni. Credere in qualcosa. Sapere che con
l'impegno si possono raggiungere gli obiettivi, in ogni campo. Mettere
passione in tutto quello che si fa".



Sente molta responsabilità verso i ragazzi?

"Moltissima. So che mi vogliono emulare. Quindi, prima di tutto dico che
nella vita il successo, la ricchezza, il Rolex, l'auto di lusso non sono
valori. E poi cerco di stare attento ai particolari: avevo detto che per
la Champions mi sarei fatto biondo con l'orecchino. Beh, era una
sciocchezza e se potessi, mi toglierei il tatuaggio sul braccio".



Lei è orgoglioso di essere chiamato terrone e non ama Bossi e i
leghisti.


"Spesso gli diamo modo di parlare male di noi. Faccio un esempio: la
spiaggia di Schiavonea è sporca, eppure avremmo dieci mesi per
prepararci all'estate. Siamo i primi a non rispettare la nostra terra".




Il problema più serio?

"La droga. Anche se non mi stupisce, visto che il modello proposto dai
media è Kate Moss e farsi di cocaina sembra quasi un titolo di merito".




Non è che il calcio italiano abbia un'immagine migliore.

"Però Germania, Spagna e Inghilterra non si sono crogiolate nei loro
scandali. Meno male che Platini vuole dare più voce ai calciatori. Così,
forse, si sfaterà il mito del campione tutto moda e veline. Guardate
Totti: fa un sacco di cose importanti per Roma, ma passa per uno
superficiale".



La vittoria mondiale è stata inutile?


"No, l'affetto della gente è enorme. Ma sono vitali stadi nuovi, questi
sono sempre più vuoti. Tra parcheggi e ristorazione, il Bayern si
finanzia la campagna acquisti".



Con Toni e Grosso fanno quattro campioni del mondo all'estero.


"I club italiani diventano meno ricchi e competitivi. Serve più
attenzione ai giovani. E' così assurdo pagare mille euro al mese a un
potenziale campione di 16 anni? Io non mi vergogno di ammettere che
andai in Scozia per soldi".



Quindi prima o poi Kakà finirà al Real Madrid?

"Certe offerte di ingaggio metterebbero in confusione chiunque. Ma Kakà
è del Milan e lo resterà".



Basta per ripetere Atene?

"Siamo una squadra in età, ma so che cosa possiamo dare ancora. Il primo
obiettivo è il Mondiale per club in Giappone: storicamente è difficile
per il Milan. Poi a questo gruppo non farebbe male un altro scudetto".




Shevchenko o Pato o Bianchi: tutto qui?

"E' giusto che il Milan non si faccia prendere per il collo da nessuno".




Però, da 35 mila abbonati, con Ronaldinho si passerebbe a 70 mila:
sponsor annessi, più di metà dell'operazione sarebbe già pagata.


"Sono abbastanza d'accordo. Il mercato, comunque, lo fanno Galliani,
Ancelotti e ovviamente Berlusconi. Piuttosto bene, stando ai risultati".




I casi Nesta e Totti in Nazionale?

"Devono decidere con Donadoni. Certo, due così ci farebbero comodo. La
Francia è un brutto avversario, tanto più per il mancato anticipo del
campionato, anche se lamentarsi non serve più".



E lei, quando darà l'addio alla maglia azzurra?


"Finché non mi cacciano, non ci penso nemmeno. Ho in testa l'Europeo:
impensabile che l'Italia non ci vada".



A fine carriera tornerà a Schiavonea?

"Se finisco nel Milan, la mia casa è quella. In quale ruolo non so,
magari coi giovani".



E' il manifesto di un futuro mister?


"L'idea di allenare non mi dispiace. Appena rifanno
il corso per il patentino di terza categoria a Varese, mi iscrivo. Non
si sa mai, mi porto avanti col lavoro".


8 luglio 2007 - di ENRICO CURRÒ - repubblica.it

Dalla Svezia un esempio di tutela per malati e disabili

Tornata da Stoccolma, dove sono stata per la prima volta e per soli pochi giorni, non riesco a non pensare con frustrazione all'episodio della corriera. Sedevo sulla corriera superfuturistica in partenza dall'aeroporto Skavsta per il centro della città, quando due signori sulla cinquantina, muniti di biglietto, si sono avvicinati all'autista, che si è scusato perchè per non so quali norme di sicurezza la signora, in sedia a rotelle, non poteva viaggiare su quel mezzo. L'autista ha telefonato dal suo cellulare alla compagnia di taxi, il taxi è arrivato all'istante, i due signori sono stati invitati a viaggiare in taxi con il biglietto della corriera, mentre l'agenzia della corriera si è accollata il costo differenziale. Quanto abbiamo da imparare e che rabbia! Pensavo che al posto dei due signori potevano esserci i miei genitori, mia madre cammina lentissima per via della sclerosi multipla (come diciamo noi per sdrammatizzare, più che camminare, "fluttua"), e si preclude tante cose perchè "non sa se ce la fa", o meglio "non sa se si può", "forse non fa", e di certo non si aspetta tanta civiltà. Personalmente credo che per un'ottima qualità della vita - cosa di cui ci vantiamo tanto - debba intendersi non solo l'aria pulita-il cibo-i monumenti, ma in modo più significativo la disponibilità di supporto per i più deboli, la possibilità che sempre più persone siano indipendenti (come tra l'altro recita il sito della città di Stoccolma), mentre noi non facciamo altro che riversare sulle povere famiglie tutte le debolezze delle istituzioni. So che è già una "hot issue", ma forse è il caso di parlarne (di più).

Valentina Cuzzocrea

Fonte: Corriere.it - 08 luglio 2007 - Fonte news: http://www.nonsoloabili.org - ecomatrix.it

 CAMERA, NEL 2006 E' COSTATA 980,3 MLN

ROMA - Nel 2006 la Camera dei deputati è costata 980,3 milioni di euro. A Montecitorio sono stati spesi il 95,2% degli stanziamenti inizialmente previsti: erano 1.023,1 milioni, ne sono stati risparmiati 42,8 .

E' quanto emerge dal Conto consuntivo per il 2006 che sarà discusso e votato nell'Aula della Camera il 16 ed il 17 luglio. Anche nell'ultimo anno, dunque, le spese della Camera sono diminuite, in linea con un trend che dura ormai da alcuni anni e sui cui si sta ancora lavorando in modo da ottenere sempre maggiori risparmi. Per il 2007, il tasso di crescita della spesa previsto è pari al 2,94%: inferiore al 2,99 del 2005. Un trend che, si legge nella relazione dei deputati questori, è frutto non solo della riduzione dell'indennità parlamentare decisa nelle Finanziarie 2005 e 2006 ma anche della "costante razionalizzazione della spesa proseguita con determinazione sin dall'inizio della XV legislatura". A questo proposito, vengono segnalati prossimi interventi di riduzione dei costi nel settore immobiliare, in quello della ristorazione ed in quello delle manutenzioni edili ed impiantistiche.

Dunque, per il 2007 a Montecitorio si prevede di spendere 1.053,5 milioni di euro, nell'ambito della "prosecuzione di una politica rigorosa di gestione finanziaria" in base alla quale la Camera con una scelta autonoma ha deciso di contenere la dotazione richiesta al di sotto dell'andamento del Pil nominale come indicato nel Dpef, tagliandola di 23,9 milioni rispetto a quella originaria. Un bilancio "virtuoso", si sottolinea a Montecitorio, che mirerà al contenimento dei costi "attraverso tutti gli strumenti disponibili, a partire dall'affidamento all'esterno dei servizi", come quello deciso per il servizio di ristorazione. Rispetto alle previsioni definitive per il 2006, nel 2007 crescono le spese per i deputati in carica (169.180.000, +1,54%), per quelli in pensione (132.450.000, +2,72%), per il personale in servizio (266.915.000, +3,68%, determinata dalle nuove assunzioni in vista), per quello in pensione (167.495.000, +3,85%). 181.000.000 serviranno per l'acquisto di beni e servizi (+3,1%), 36.035.000 sono destinati ai trasferimenti. Qui c'é la crescita più alta, +4,04%, determinata anche dall'aumento del numero dei gruppi parlamentari). 1.775.000 euro andranno per incrementare il patrimonio artistico e bibliotecario (+2,31) e 17.880.000 e 11.975.000 rispettivamente per l'acquisto di beni immobiliari e beni durevoli.

07-07-2007 - ansa.it

nota: darne una buona fetta per i pensionati, i poveri e chi è obbligato a fare 2-3 lavori per vivere non è possibile? Trovo a dir poco scandaloso che la sola Camera spenda così tanto.

Politici: VERGOGNATEVI!

Censura Internet del Governo italiano per pretofilia, un gioco online assai discusso.

Luca Volonte’ (UDC) ha sicuramente un robusto interesse ad assicurarsi la
benevolenza vaticana, ma altrettanto sicuramente sconta una colossale ignoranza
delle voci “libertà d’espressione” e “prudenza”. Se così non fosse non si
capirebbe come abbia potuto chiedere l’intervento del governo per censurare una
spettacolo di danza e un videogame. Il parlamentare dell’UDC non è il solo a
condividere questa colossale ignoranza mista ad avventatezza, visto che i suoi
lamenti sono stati raccolti dal governo e dalle forze di polizia, almeno per la
metà. Se infatti gli è andata male con la richiesta di censura per lo spettacolo
di danza presentato alla Biennale d’Arte di Venezia, il Messiah Game, per la
quale ha raccolto un secco no dal direttore della Biennale Croff e dal sindaco
di Vennezia Cacciari e dal governo; la sua richiesta di impedire la diffusione
del gioco “Operazione Pretofilia” prodotto da Molleindustria ha avuto successo.




Anche troppo successo, visto che per nascondere il gioco è stata oscurata al
completo la piattaforma all’indirizzo www.noblogs.org (senza peraltro alcuna
notifica ai titolari della stessa), la quale ospita numerosi blog d'interesse
sociale, che sono stati spenti insieme a quelli che avevano “osato” ospitare il
videogame. Spariti solo per qualche ora, poiché i gestori di Noblogs sono
riusciti a far riapparire tutto nonostante la censura e perché il giorno
successivo il provider americano si è accorto che non c’era nessun contenuto
proibito dalle leggi statunitensi e ha rimesso on-line il tutto.



Evidentemente il parlamentare UDC e quanti si sono prodigati per censurare
“Operazione Pretofilia” non hanno la minima idea di cosa tratti il gioco, che è
stato messo al bando in quanto esibirebbe “immagini pedopornografiche” che
proprio non ci sono, a meno di non voler considerare tali le immagini dei
bambini stilizzati che nel gioco vengono fatti oggetti di molestie da parte di
preti altrettanto stilizzati; molestie che il giocatore è chiamato a coprire
coadiuvando i tentativi delle gerarchie ecclesiastiche di mettere tutto a tacere
per salvare il buon nome della Chiesa.



Assistiamo quindi al paradosso per il quale si cerca di censurare un gioco che
denuncia la pedofilia e chi protegge i pedofili, con il pretesto (falso) che
contenga immagini pedopornografiche. Un paradosso, se non fosse evidente che gli
spiriti della censura non si sono nemmeno degnati di controllare l’oggetto delle
loro ire; esattamente come nel recente caso che ha visto protagonista il
ministro Fioroni, lesto a vietare il videogioco Manhunt II seguendo l’esempio
inglese senza neppure aver avuto il tempo materiale di analizzarlo.



Purtroppo l’ignoranza è una malattia contagiosa, così è successo che qualche
autorità abbia deciso di oscurare una intera piattaforma. Una non meglio
precisata autorità, perché il collettivo Artistici/inventati che gestisce
Noblogs non ha ricevuto alcuna notifica, ha semplicemente visto sparire il sito.
L’espediente dell’infamante accusa di ospitare materiale pedoporno ha funzionato
e le autorità USA, dove risiede il provider, hanno proceduto senza fare troppe
domande.



Pessima mossa. Prima di tutto perché chiudere una piattaforma per oscurare il
contenuto di un paio di pagine in essa contenute è un po’ come chiudere le poste
perché qualcuno ha inviato lettere diffamatorie. Poi perché l’intervento
censorio ha scatenato la reazione delle comunità in rete e, adesso, “Operazione
Pretofilia” è pubblicato in decine di migliaia di siti, tanto che la cosa ha
abbandonato i confini nazionali e se si cerca su Google “Operation
Pedopriest” si trovano al momento oltre centomila risultati. L’ignoranza a volte
spinge a comportamenti autolesionistici.



Il recente impennarsi dei bigotti ha raggiunto il culmine, i cattocensori devono
essersi montati la testa e vanno a ruota libera; oltre ad uno spettacolo di
danza a Venezia, è finita sotto tiro persino una gita organizzata sui luoghi che
hanno visto alcuni religiosi protagonisti di storie piccanti, con le loro gesta
raccontate in testi di origine medioevale; racconti che sono sopravvissuti dal
medioevo a oggi per cadere vittima degli strali di moderni ignoranti e dei
teointolleranti
, veri e propri cattotalebani. Aspettando la proposta di
censura del Decameron, non resta che rimanere allibiti di fronte all’avanzata
del medioevo benedetta da un governo di centrosinistra. A meno che non si tratti
dell’ennesimo sacrificio in nome del costituendo Partito Democristiano, la notte
della ragione è appena cominciata.

Tratto da http://altrenotizie.org - 08.07.07 - businessonline.it

Salute: sequestro dentifrici, piu' rischi per immunodepressi

ROMA - Bisogna attendere fino alla prossima settimana per sapere se i 'falsi' dentifrici Colgate sequestrati dai Nas siano nocivi alla salute. Le analisi saranno condotte dall'Istituto superiore di sanita'. Gli esperti, comunque, tranquillizzano. I pericoli per le persone sane sono 'modestissimi'. Piu' preoccupazione per i soggetti immunodepressi che avessero fatto uso del prodotto eventualmente nocivo. Il presidente della Societa' italiana di farmacologia, Giovanni Biggio, ha invitato ad una particolare attenzione, controllando i prodotti in uso, soprattutto gli anziani. (Agr)

08.07.2007 - corriere.it

Foggia: picchia compagna e la fa abortire, poi seppellisce il feto, arrestato

Foggia, 8 lug. - (Adnkronos) - Ha picchiato la sua donna fino a farla abortire: e' successo ieri sera nella zona di Rignano Garganico, in provincia di Foggia. I carabinieri hanno arrestato un cittadino ghanese di 35 anni, regolarmente residente nel territorio italiano. I militari sono stati informati dal 118 del soccorso prestato a una donna nigeriana di 30 anni. Il personale medico si e' accorto che qualcosa non andava ed e' riuscito a farsi dire, dopo aver vinto qualche ritrosia, cio' che era avvenuto: la donna era stata picchiata dal suo compagno e aveva abortito.

Adnkronos - 08.07.2007 - adnkronos.com

Spedizioni punitive, un indagato ammette

Arrivano le prime ammissioni. Uno degli 11 indagati, tra carabinieri e vigili urbani, per una serie di aggressioni e pestaggi a extracomunitari ha infatti ammesso le proprie responsabilità davanti al gip Raffaella Mascarino. Si tratta di un vigile urbano di Cortenuova che, dopo due giorni in cella di isolamento ha raccontato di aver partecipato a quattro delle cinque spedizioni punitive che vengono contestate a lui e ai sette carabinieri della stazione di Calcio (Bergamo) e a un altro vigile di Cortenuova.

Secondo l'accusa, i protagonisti delle spedizioni punitive agivano di notte, quasi sempre di venerdì sera, organizzando posti di blocco e perquisizioni abusive. Spesso avvenivano anche pestaggi e rapine di soldi, droga e oggetti preziosi. Il vigile urbano, che ha anche precisato di non aver mai picchiato le vittime delle spedizioni punitive, si è detto estraneo a un solo episodio, commesso nei primi giorni di marzo a Calcio, in cui rimase ferito un extracomunitario marocchino.

07/07/2007 - ecodibergamo.it

Sfreccia ai 160 ubriaca: ha 11 anni

Baby pirata fermata in Alabama dopo un inseguimento con la polizia

ORANGE BEACH (ALABAMA)
Sarà capitato a molti. Accorgersi di essere in ritardo, bere l’ultimo bicchierino in una golata, infilarsi in macchina, correre a 160 all’ora per arrivare in tempo e imbattersi nella paletta della polizia. A tutti sarà venuta la tentazione di scappare. Martedì, in Alabama, negli Usa, è capitato a una bambina di 11 anni a bordo dell’auto imprestata dalla madre.

La pilota in provetta classe 1996 era in vacanza a Orange Beach, in Alabama, con la famiglia. Martedì sera, dopo la cena con i genitori, ha avuto il permesso di andare a prendere la sorella maggiore all’uscita di un concerto. O almeno questo ha raccontato agli agenti che, increduli, l’hanno vista spuntare, appena un po’ ammaccata, dalla Chevrolet Monte Carlo - ovviamente rossa fiammante - dopo un’inseguimento degno della Ferrari 308 di Magnum P.I. e un ribaltone da Formula1.

«Abbiamo visto sfrecciare l’auto sull’Alabama 182 - dice Greg Duck vice sceriffo di Orange Beach - e ci siamo subito messi in moto». Quasi balbetta mentre ripensa a quella corsa: «Guidava sicura, come un fulmine». A nulla sono serviti gli ordini di fermarsi. «A un certo punto ha perso il controllo dell’auto ed è finita contro una palma. Poi si è ribaltata e sembrava tutto finito». Invece, un minuto dopo, è uscita dalla macchina con le sue gambe. Beata gioventù. Increduli, gli agenti hanno visto sbucare una bambina alta un metro e quaranta. E, sbalorditi si sono accorti, dal fiato alcolico, più che dal passo sbilenco, che aveva decisamente alzato il gomito. «Il test dell’etilometro - riferisce Duck - ha riscontrato un tasso decisamente superiore ai limiti, ma nell’auto non c’era traccia di bottiglie. Deve aver bevuto prima di mettersi alla guida».

Trasportata al South Baldwin Regional Medical Center, medicata con qualche garza e reidratata per smaltire l’alcol, è tornata a casa con i genitori. Ora, la ragazzina che fa prima media a Perdido Key, in Florida, è stata rinviata a giudizio dal Tribunale dei minori della contea di Baldwin per guida pericolosa e in stato di ebbrezza e per abbandono della scena. Peccato che nessuno si sia chiesto chi le abbia insegnato a guidare «come un fulmine».

GIULIA VOLA - 08.07.07 - lastampa.it

Blitz in via Leoni, campo sgomberato

Sono bastati pochi ghisa e quattro poliziotti per sgomberare il piccolo campo sosta abusivo organizzato da una dozzina di romeni. Anche questa volta infatti, il «blitz» è stato preceduto da una serie di sopralluoghi, sufficienti a convincere gli occupanti che era meglio cambiare aria. Gli «ospiti» infatti dopo aver respinto la proposta di entrare nei dormitori, si sono limitati a traslocare altrove.
L’operazione è iniziata ieri mattina verso le 7.30 in una zona adiacente al Parco delle memorie industriali, tra la via Spadolini e la ferrovia, nei pressi della via Pompeo Leoni.
Sull’area, di proprietà del Comune, erano sorte cinque baracche, ovviamente prive di servizi igienici, dove si erano insediati 12 romeni, tra cui una donna.
Al loro arrivo però i vigili urbani, sezione Problemi del territorio, i tecnici del settore Ambiente del Comune e i tre agenti e il commissario di polizia hanno trovato solo le baracche.
A quel punto è stato sufficiente far intervenire le ruspe per abbattere le costruzioni e quindi procedere alla bonifica del territorio. Dopo l’intervento dell’Amsa il Nucleo intervento rapido provvederà a ripristinare le parti danneggiate della recinzione metallica in modo da sigillare l’area e impedire nuovi insediamenti.
«Come promesso, con i dovuti tempi, ma inesorabilmente, andremo a ripristinare la legalità, mettendo fine a tutte le zone franche, secondo la Mappa del rischio elaborata dalla Polizia Locale e condivisa da Prefettura e Questura, con la firma del Patto per la Sicurezza» ha detto Riccardo De Corato, vice sindaco e assessore alla Sicurezza.
«Tutta l’operazione si è svolta senza problemi - ha poi aggiunto De Corato -. Al momento dello sgombero, i rom romeni se ne erano già andati spontaneamente. Nei giorni precedenti, infatti, erano stati fatti dei sopralluoghi e gli occupanti erano stati informati dell’operazione. Come di prassi - ha concluso Riccardo De Corato - agli uomini è stato offerto il ricovero nei dormitori e alla donna l'ospitalità nelle strutture comunali. Ma da parte loro c'è stato un netto rifiuto». Come del resto era già successo in occasione dello sgombero di Triboniano.

08 luglio 2007 - ilgiornale.it

Basta guerre nel mondo!