Salute: il fumo provoca il cancro, non il Parkinson
Fumare è una cattiva abitudine che induce numerose conseguenze negative per la salute tranne una: non favorisce la comparsa del Morbo di Parkinson. Una recente analisi pubblicata su Archives of Neurology, che ha messo insieme di dati di molte ricerche sul tema, evidenzia che in molti casi i malati di Parkinson non hanno mai acceso e fumato una sigaretta. La notizia curiosa, riportata dall’ultima newsletter di Assobiotec, si avvale anche di studi che evidenziano quanto, tra i fumatori più incalliti, l’incidenza del Morbo sia particolarmente bassa.
Roma, 19/07/2007 - intrage.it
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Incidenti stradali: 1.540 morti nel 2007
Incidenti stradali: 1.540 morti nel 2007, 9 al giorno
(ANSA)-ROMA,18 LUG- Nel 2007, ogni giorno, sulle strade italiane muoiono 8,5 persone: una strage continua in cui hanno perso la vita 1.540 uomini, donne e ragazzi. E' il bilancio di polizia e carabinieri, aggiornato al 30 giugno e reso noto oggi nel corso della presentazione di 'Guido con Prudenza', la campagna di Polizia e Ania contro le stragi del sabato sera. La maggior parte delle vittime si registra nei fine settimana: su 1.540 sono 892 i morti tra venerdi' e domenica.
18.07.2007 - toscana.it
(ANSA)-ROMA,18 LUG- Nel 2007, ogni giorno, sulle strade italiane muoiono 8,5 persone: una strage continua in cui hanno perso la vita 1.540 uomini, donne e ragazzi. E' il bilancio di polizia e carabinieri, aggiornato al 30 giugno e reso noto oggi nel corso della presentazione di 'Guido con Prudenza', la campagna di Polizia e Ania contro le stragi del sabato sera. La maggior parte delle vittime si registra nei fine settimana: su 1.540 sono 892 i morti tra venerdi' e domenica.
18.07.2007 - toscana.it
Ebbro al volante, uccide motociclista
Ebbro al volante, travolge e uccide motociclista 37enne
L’alcol continua ad uccidere sulle strade. Poco giorni dopo le sciagure di Salerno, dove hanno perso la vita due bambini, e di Pinerolo dove è morta una 17enne investita da un’automobilista ebbro, questa volta il dramma si è consumato in Romagna, nella periferia di Cesenatico. A perder la vita è stato un centauro di 37 anni, Giuseppe Soresi, travolto da un uomo al volante di una vettura. L’autista è risultato positivo al test alcolemico (foto tratta dal web).
L’incidente si è verificato nella nottata tra mercoledì e giovedì in una zona di campagna di Cesenatico. Soresi, originario di Palermo ma residente a Gambettola, si trovava in sella di una moto quando, per cause ancora al vaglio dei Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Cesenatico, è stato travolto da una Fiat 500 impegnata ad un’inversione di marcia. Inutili i tentativi dei soccorsi. Le gravi lesioni hanno ucciso il 37enne mentre i medici tentavano il disperato trasporto all’ospedale.
L’automobilista, sottoposto all’alcol test, è risultato positivo con un valore di 0,90 grammi per litro quando il limite fissato dalla legge è di 0,50 gr/lt. L'automobilista è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza.
19.07.2007 - romagnaoggi.it
L’alcol continua ad uccidere sulle strade. Poco giorni dopo le sciagure di Salerno, dove hanno perso la vita due bambini, e di Pinerolo dove è morta una 17enne investita da un’automobilista ebbro, questa volta il dramma si è consumato in Romagna, nella periferia di Cesenatico. A perder la vita è stato un centauro di 37 anni, Giuseppe Soresi, travolto da un uomo al volante di una vettura. L’autista è risultato positivo al test alcolemico (foto tratta dal web).
L’incidente si è verificato nella nottata tra mercoledì e giovedì in una zona di campagna di Cesenatico. Soresi, originario di Palermo ma residente a Gambettola, si trovava in sella di una moto quando, per cause ancora al vaglio dei Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Cesenatico, è stato travolto da una Fiat 500 impegnata ad un’inversione di marcia. Inutili i tentativi dei soccorsi. Le gravi lesioni hanno ucciso il 37enne mentre i medici tentavano il disperato trasporto all’ospedale.
L’automobilista, sottoposto all’alcol test, è risultato positivo con un valore di 0,90 grammi per litro quando il limite fissato dalla legge è di 0,50 gr/lt. L'automobilista è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza.
19.07.2007 - romagnaoggi.it
Ubriaco provoca incidente, morto l'amico
Firenze: ubriaco provoca incidente, morto l'amico che viaggiava con lui
FIRENZE - Ha esagerato con i drink - nel suo sangue c'era un tasso alcolico sei volte sopra il limite - e provocato un incidente nel quale e' morto l'amico che era con lui. E' successo sulla variante tra Torre del Lago e Viareggio, in Versilia. Protagonista un brasiliano 30enne che, per colpa dell'alcol e della forte velocita', ha tamponato il veicolo che lo precedeva. Nell'incidente l'uomo e' rimasto ferito, mentre un suo amico, che viaggiava con lui e la cui identita' non e' stata resa nota, e' morto. Illeso il conducente dell'altra vettura. (Agr)
19.07.07 - corriere.it
FIRENZE - Ha esagerato con i drink - nel suo sangue c'era un tasso alcolico sei volte sopra il limite - e provocato un incidente nel quale e' morto l'amico che era con lui. E' successo sulla variante tra Torre del Lago e Viareggio, in Versilia. Protagonista un brasiliano 30enne che, per colpa dell'alcol e della forte velocita', ha tamponato il veicolo che lo precedeva. Nell'incidente l'uomo e' rimasto ferito, mentre un suo amico, che viaggiava con lui e la cui identita' non e' stata resa nota, e' morto. Illeso il conducente dell'altra vettura. (Agr)
19.07.07 - corriere.it
Alcol ancora fatale: due morti in poche ore
Incidenti stradali, alcool ancora fatale: due morti in poche ore
Due incidenti stradali in poche ore, entrambi causati dall'abuso di alcool. Il primo è avvenuto nella notte, quando il conducente di un'auto che stava facendo inversione di marcia si è scontrato con un motociclista di passaggio. Alla guida dell'auto, i carabinieri hanno poi rilevato che l'uomo al volante aveva il tasso alcolico superiore al consentito. La vittima, Giuseppe Soresi, 37 anni, originario di Palermo, ma residente a Gambettola (Cesena) con la famiglia, è morto mentre veniva trasportato in ambulanza.
Anche J.R.P., 30 anni, il guidatore che stamani ha tamponato un furgone provocando la morte del passeggero che era con lui, è risultato in stato di ebbrezza, con un tasso alcolico sei volte superiore al consentito. L'incidente è avvenuto sulla variante tra Torre del Lago e Viareggio; il passeggero morto, di origini brasiliane, non è stato ancora identificato. Il conducente, rimasto ferito, dopo l'iniziale ricovero all'ospedale della Versilia è stato trasferito all'ospedale Santa Chiara di Pisa per le gravi condizioni.
Sempre in giornata, a Sassari, un ubriaco alla guida di un'Alfa Romeo 155 ha urtato tre auto in sosta. Bloccato dalla polizia, ha aggredito due agenti dopo essersi rifiutato di fornire generalità e documenti. Antonio Donghi, 36 anni, è stato immobilizzato e arrestato per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale, mentre gli agenti sono finiti al pronto soccorso con una prognosi di una settimana.
Roma, 19 luglio 2007 - rai.it
Due incidenti stradali in poche ore, entrambi causati dall'abuso di alcool. Il primo è avvenuto nella notte, quando il conducente di un'auto che stava facendo inversione di marcia si è scontrato con un motociclista di passaggio. Alla guida dell'auto, i carabinieri hanno poi rilevato che l'uomo al volante aveva il tasso alcolico superiore al consentito. La vittima, Giuseppe Soresi, 37 anni, originario di Palermo, ma residente a Gambettola (Cesena) con la famiglia, è morto mentre veniva trasportato in ambulanza.
Anche J.R.P., 30 anni, il guidatore che stamani ha tamponato un furgone provocando la morte del passeggero che era con lui, è risultato in stato di ebbrezza, con un tasso alcolico sei volte superiore al consentito. L'incidente è avvenuto sulla variante tra Torre del Lago e Viareggio; il passeggero morto, di origini brasiliane, non è stato ancora identificato. Il conducente, rimasto ferito, dopo l'iniziale ricovero all'ospedale della Versilia è stato trasferito all'ospedale Santa Chiara di Pisa per le gravi condizioni.
Sempre in giornata, a Sassari, un ubriaco alla guida di un'Alfa Romeo 155 ha urtato tre auto in sosta. Bloccato dalla polizia, ha aggredito due agenti dopo essersi rifiutato di fornire generalità e documenti. Antonio Donghi, 36 anni, è stato immobilizzato e arrestato per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale, mentre gli agenti sono finiti al pronto soccorso con una prognosi di una settimana.
Roma, 19 luglio 2007 - rai.it
Ubriachi al volante, italiani «senza limiti»
E il ministro Bianchi pensa al decreto legge per inasprire le sanzioni. Via all'esodo: 110 milioni di veicoli in movimento
ROMA - Il grande esodo estivo è alle porte: da domani al 3 settembre si calcola che circoleranno sulle autostrade italiane circa 110 milioni di veicoli. E l’allarme per gli ultimi gravi incidenti provocati da ubriachi al volante non si è ancora placato. Perciò il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sta valutando l’ipotesi di presentare già venerdì, al prossimo Consiglio dei ministri, un decreto legge - stralciando alcune norme dal Ddl che è all'esame del Senato - per inasprire le sanzioni e garantire alle forze dell’ordine gli strumenti necessari a fronteggiare l’emergenza (tra l’altro sono stati stanziati 5 milioni di euro, anche per una maxi fornitura di etilometri). «Penso, in particolare - ha precisato Bianchi - alla guida in stato di ubriachezza e ai limiti di velocità». Insomma sanzioni più severe (fino al ritiro a vita della patente per i recidivi) per chi guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, ma anche limiti di velocità più rigidi.
NUOVE SANZIONI – Nel decreto, per chi guida sotto effetto di alcool, in particolare, è prevista una sanzione da 500 a 2mila euro e se si provoca un incidente stradale la pena è l'arresto fino a due mesi, un'ammenda da mille a 4mila euro e sospensione della patente da tre mesi a un anno. Se il tasso alcolemico è superiore a 1,5 grammi per litro, è previsto anche l'arresto fino a tre o a sei mesi e la sospensione della patente da sei mesi a due anni. Per chi si sottrae all'accertamento del palloncino, la sanzione è da 2.500 a 10mila euro.
L’INDAGINE – Intanto però gli italiani restano in gran parte degli straordinari ignoranti in materia di alcool e guida. A rivelarlo è una ricerca commissionata a Nextplora da Direct Line, la compagnia di assicurazione auto del colosso britannico Royal Bank of Scotland, dalla quale risulta che gli italiani non conoscono il limite preciso di assunzione di alcool previsto per legge: solo il 36% degli intervistati sa infatti di poter assumere sostanze alcoliche fino a 0,5 grammi per litro. L’indagine è stata effettuata su un campione di 1.137 automobilisti italiani. E rileva picchi di ignoranza davvero preoccupanti: a Torino, per esempio, il livello di conoscenza si abbassa ulteriormente (29%), seguito da Palermo, dove solo il 31% degli automobilisti ha risposto correttamente alla domanda.
COME SMALTIRE L’ALCOOL – Eppure basterebbe non mettersi alla guida dopo una bevuta, ma rispettare una sorta di «pausa di riflessione», anche piuttosto lunga: per smaltire l’alcol ingerito i tempi variano a seconda del tipo di bevanda e della quantità assunta: come rileva l’indagine molti italiani non sanno che, per esempio, per eliminare dal sangue la presenza di un bicchiere di whisky, a un uomo di corporatura media occorrono circa quattro ore, mentre dopo aver bevuto un bicchiere di vino o una birra piccola non bisognerebbe mettersi al volante per le successive due ore. Se si beve mezza bottiglia di vino durante il pasto bisognerebbe aspettare sei ore prima di riacquistare totalmente la sobrietà.
EFFETTI SULLA GUIDA – Un’altra ricerca ha dimostrato che se si guida dopo aver superato il limite di alcool previsto dalla legge, il rischio di incidente è 25 volte superiore alla media. «La scarsa conoscenza degli effetti dell’alcool sulla guida purtroppo è un problema comune a molti paesi – commenta Jamie Brown, amministratore delegato di Direct Line - In Inghilterra, ad esempio, una recente ricerca ha rivelato che solo un guidatore su dieci conosce i tempi necessari a smaltire l’alcool presente nel sangue». Più informazione, più controlli e soprattutto più severità possono forse contribuire ad arginare la strage sull'asfalto.
19 luglio 2007 - corriere.it
ROMA - Il grande esodo estivo è alle porte: da domani al 3 settembre si calcola che circoleranno sulle autostrade italiane circa 110 milioni di veicoli. E l’allarme per gli ultimi gravi incidenti provocati da ubriachi al volante non si è ancora placato. Perciò il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi sta valutando l’ipotesi di presentare già venerdì, al prossimo Consiglio dei ministri, un decreto legge - stralciando alcune norme dal Ddl che è all'esame del Senato - per inasprire le sanzioni e garantire alle forze dell’ordine gli strumenti necessari a fronteggiare l’emergenza (tra l’altro sono stati stanziati 5 milioni di euro, anche per una maxi fornitura di etilometri). «Penso, in particolare - ha precisato Bianchi - alla guida in stato di ubriachezza e ai limiti di velocità». Insomma sanzioni più severe (fino al ritiro a vita della patente per i recidivi) per chi guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, ma anche limiti di velocità più rigidi.
NUOVE SANZIONI – Nel decreto, per chi guida sotto effetto di alcool, in particolare, è prevista una sanzione da 500 a 2mila euro e se si provoca un incidente stradale la pena è l'arresto fino a due mesi, un'ammenda da mille a 4mila euro e sospensione della patente da tre mesi a un anno. Se il tasso alcolemico è superiore a 1,5 grammi per litro, è previsto anche l'arresto fino a tre o a sei mesi e la sospensione della patente da sei mesi a due anni. Per chi si sottrae all'accertamento del palloncino, la sanzione è da 2.500 a 10mila euro.
L’INDAGINE – Intanto però gli italiani restano in gran parte degli straordinari ignoranti in materia di alcool e guida. A rivelarlo è una ricerca commissionata a Nextplora da Direct Line, la compagnia di assicurazione auto del colosso britannico Royal Bank of Scotland, dalla quale risulta che gli italiani non conoscono il limite preciso di assunzione di alcool previsto per legge: solo il 36% degli intervistati sa infatti di poter assumere sostanze alcoliche fino a 0,5 grammi per litro. L’indagine è stata effettuata su un campione di 1.137 automobilisti italiani. E rileva picchi di ignoranza davvero preoccupanti: a Torino, per esempio, il livello di conoscenza si abbassa ulteriormente (29%), seguito da Palermo, dove solo il 31% degli automobilisti ha risposto correttamente alla domanda.
COME SMALTIRE L’ALCOOL – Eppure basterebbe non mettersi alla guida dopo una bevuta, ma rispettare una sorta di «pausa di riflessione», anche piuttosto lunga: per smaltire l’alcol ingerito i tempi variano a seconda del tipo di bevanda e della quantità assunta: come rileva l’indagine molti italiani non sanno che, per esempio, per eliminare dal sangue la presenza di un bicchiere di whisky, a un uomo di corporatura media occorrono circa quattro ore, mentre dopo aver bevuto un bicchiere di vino o una birra piccola non bisognerebbe mettersi al volante per le successive due ore. Se si beve mezza bottiglia di vino durante il pasto bisognerebbe aspettare sei ore prima di riacquistare totalmente la sobrietà.
EFFETTI SULLA GUIDA – Un’altra ricerca ha dimostrato che se si guida dopo aver superato il limite di alcool previsto dalla legge, il rischio di incidente è 25 volte superiore alla media. «La scarsa conoscenza degli effetti dell’alcool sulla guida purtroppo è un problema comune a molti paesi – commenta Jamie Brown, amministratore delegato di Direct Line - In Inghilterra, ad esempio, una recente ricerca ha rivelato che solo un guidatore su dieci conosce i tempi necessari a smaltire l’alcool presente nel sangue». Più informazione, più controlli e soprattutto più severità possono forse contribuire ad arginare la strage sull'asfalto.
19 luglio 2007 - corriere.it
Jungfrau: autopsia esclude alcol e droga
[swisstxt] - L'autopsia condotta sui corpi delle sei vittime dall'istituto di medicina legale dell'Università di Berna ha escluso che alcol e droga abbiano avuto un ruolo nella disgrazia avvenuta giovedì sulla Jungfrau. Entro la fine della settimana dovrebbero giungere anche i primi risultati delle indagini dell'Istituto federale per lo studio della neve e delle valanghe di Davos, ha detto oggi il portavoce della giustizia militare Martin Immenhauser. Sulla base di questi dati gli inquirenti stileranno poi un catalogo di domande da sottoporre ad esperti.
18-07-2007 - it.bluewin.ch
18-07-2007 - it.bluewin.ch
Strade: raddoppiati controlli alcol
Sono quasi raddoppiati nel 2007 gli automobilisti controllati con etilometri. È quanto emerge dai dati della Polizia stradale e dei carabinieri. Nel primo semestre dell'anno sono stati 195.579 gli automobilisti controllati con la strumentazione per misurare il tasso di alcol in corpo; erano stati 104.723 nei primi sei mesi del 2006. Parallelamente, sono anche aumentate le contravvenzioni per guida in stato di ebbrezza: 21.658 contro 16.638 (+30,2%).
19 luglio 2007 - raiutile.rai.it
19 luglio 2007 - raiutile.rai.it
Brigitte Nielsen ricoverata per alcolismo
Che la prorompente Brigitte Nielsen negli ultimi anni stesse alzando un po' troppo il gomito era una voce che circolava negli ambienti cinematografici e televisivi hollywoodiani, ma la notizia giunta ieri nelle redazioni di diversi siti internet statunitensi ha colto di sorpresa giornalisti e "addetti ai lavori": la bionda attrice danese è infatti ricoverata dallo scorso 9 luglio in una clinica specializzata per il recupero degli alcolisti.
Ryan Glasglow, il manager della Nielsen, ha confermato la notizia aggiungendo che la sua cliente sta affrontando il ricovero con serietà ed impegno, decisa a tutto pur di uscire dal tunnel in cui è sprofondata.
Pare che all'origine della decisione di entrare in clinica ci siano state le pressioni che il nuovo marito Mattia Dessi (il quinto della sua vita) e tutta la sua famiglia hanno fatto nei confronti dell'attrice danese, in particolare dopo le brutte scene andate in onda negli Stati Uniti in un noto reality-show del 2005 e che ritraevano Brigitte letteralmente "attaccata alla bottiglia" da mattina fino a sera.
di Francesco Sillo - redazione(© Zapster.it) - 19.07.07 - zapster.it
Ryan Glasglow, il manager della Nielsen, ha confermato la notizia aggiungendo che la sua cliente sta affrontando il ricovero con serietà ed impegno, decisa a tutto pur di uscire dal tunnel in cui è sprofondata.
Pare che all'origine della decisione di entrare in clinica ci siano state le pressioni che il nuovo marito Mattia Dessi (il quinto della sua vita) e tutta la sua famiglia hanno fatto nei confronti dell'attrice danese, in particolare dopo le brutte scene andate in onda negli Stati Uniti in un noto reality-show del 2005 e che ritraevano Brigitte letteralmente "attaccata alla bottiglia" da mattina fino a sera.
di Francesco Sillo - redazione(© Zapster.it) - 19.07.07 - zapster.it
Otto ministri inglesi: «Abbiamo fumato cannabis»
Otto ministri inglesi rivelano: «Abbiamo fumato cannabis»
Finora siamo a quota otto. Ma non è detto che col passare delle ore il numero dei componenti del governo inglese che ha deciso di confessare non salga ancora. Non c’entra la corruzione, niente «cash for honours» (come nello scandalo delle onorificenze offerte ai Lord in cambio di denaro), nemmeno rivelazioni a sfondo sessuale alle quali la politica inglese ha ormai abituato i sudditi della Corona. Questa volta di mezzo c’è la cannabis. Droga, insomma, quella che negli anni in cui i politici in questione studiavano nelle più prestigiose università inglesi era tanto in voga fra gli hippies. E pare non solo fra loro.
A ventiquattr’ore dall’annuncio del governo di voler rivedere la legge che tre anni fa ha sostanzialmente depenalizzato il possesso di cannabis, l’esecutivo finisce in un vortice di dichiarazioni che rischiano di sconfinare nell’autogol politico.
Tutto nasce dalla proposta del premier Gordon Brown. Sull’onda dei più recenti studi e dopo la retromarcia del quotidiano della sinistra radicale The Independent - che qualche mese fa ha chiesto scusa in prima pagina ai suoi lettori, ammettendo di avere sbagliato nella sua campagna a favore della depenalizzazione - il primo ministro ha annunciato mercoledì l’intenzione di rivedere la classificazione della cannabis, da droga di classe «C» (insieme con tranquillanti e steroidi) a droga di classe «B», in compagnia di amfetamine e barbiturici. Il provvedimento inasprirebbe così le pene per detenzione, quasi mai applicate dopo la riforma del 2004 (si passerebbe dalla condanna, rarissima, a due anni di carcere, a quella ben più dura di cinque anni).
È a questo punto che la stampa comincia a interpellare sul tema alcuni esponenti del governo. Prima fra tutti, Jacqui Smith, ministro degli Interni, prima donna a occupare questo ruolo. Proprio lei ieri doveva annunciare la formalizzazione del progetto di legge. Candidamente - ma non senza averne prima discusso col suo premier, dice lei - la Smith ha ammesso: «Ho usato la cannabis quando ero all’università. Credo che sia stato sbagliato. Ma non lo faccio più da 25 anni». «Non me ne vanto», ha aggiunto ancora il ministro, negando di avere usato qualsiasi altra droga.
Dopo la prima ammissione, i giornalisti inglesi hanno cominciato a scatenarsi. E così è arrivata la sfilza di nuove confessioni. Nella lista anche molti cavalli di razza, tra cui Ruth Kelly, cattolico devoto e ministro dei Trasporti, John Hutton, ministro del Lavoro e delle Pensioni ma anche il ministro delle Finanze Alistair Darling. In tutto si è arrivati a quota otto.
Le ammissioni di ieri non fanno altro che sommarsi ad altre precedenti, con gli Interni in pole position: l’ex ministro Charles Clarke ha ammesso di averne fatto uso un paio di volte, John Reid, invece, era finito nel 2006 nella bufera per una piccola quantità di cannabis trovata nella sua casa scozzese. Lui aveva negato qualsiasi coinvolgimento. Il più riservato di tutti sulla vicenda si è mostrato finora il leader dell’opposizione David Cameron, il cui partito è tra l’altro favorevole a un inasprimento delle pene. Il capo dei Tory mesi fa era finito su tutti i giornali: avrebbe fumato cannabis quando aveva 15 anni e studiava a Eton e sarebbe persino stato punito dal college per questa ragione. «Penso che sia un principio importante che ai politici venga concesso il diritto ad avere un passato privato», aveva risposto senza negare il leader dei Tory.
L’unica eccezione? Tony Blair: «Facevo così tante cose da ragazzo che non avevo bisogno di prendere droghe». Sarà vero?.
di Gaia Cesare - venerdì 20 luglio 2007 - ilgiornale.it
Finora siamo a quota otto. Ma non è detto che col passare delle ore il numero dei componenti del governo inglese che ha deciso di confessare non salga ancora. Non c’entra la corruzione, niente «cash for honours» (come nello scandalo delle onorificenze offerte ai Lord in cambio di denaro), nemmeno rivelazioni a sfondo sessuale alle quali la politica inglese ha ormai abituato i sudditi della Corona. Questa volta di mezzo c’è la cannabis. Droga, insomma, quella che negli anni in cui i politici in questione studiavano nelle più prestigiose università inglesi era tanto in voga fra gli hippies. E pare non solo fra loro.
A ventiquattr’ore dall’annuncio del governo di voler rivedere la legge che tre anni fa ha sostanzialmente depenalizzato il possesso di cannabis, l’esecutivo finisce in un vortice di dichiarazioni che rischiano di sconfinare nell’autogol politico.
Tutto nasce dalla proposta del premier Gordon Brown. Sull’onda dei più recenti studi e dopo la retromarcia del quotidiano della sinistra radicale The Independent - che qualche mese fa ha chiesto scusa in prima pagina ai suoi lettori, ammettendo di avere sbagliato nella sua campagna a favore della depenalizzazione - il primo ministro ha annunciato mercoledì l’intenzione di rivedere la classificazione della cannabis, da droga di classe «C» (insieme con tranquillanti e steroidi) a droga di classe «B», in compagnia di amfetamine e barbiturici. Il provvedimento inasprirebbe così le pene per detenzione, quasi mai applicate dopo la riforma del 2004 (si passerebbe dalla condanna, rarissima, a due anni di carcere, a quella ben più dura di cinque anni).
È a questo punto che la stampa comincia a interpellare sul tema alcuni esponenti del governo. Prima fra tutti, Jacqui Smith, ministro degli Interni, prima donna a occupare questo ruolo. Proprio lei ieri doveva annunciare la formalizzazione del progetto di legge. Candidamente - ma non senza averne prima discusso col suo premier, dice lei - la Smith ha ammesso: «Ho usato la cannabis quando ero all’università. Credo che sia stato sbagliato. Ma non lo faccio più da 25 anni». «Non me ne vanto», ha aggiunto ancora il ministro, negando di avere usato qualsiasi altra droga.
Dopo la prima ammissione, i giornalisti inglesi hanno cominciato a scatenarsi. E così è arrivata la sfilza di nuove confessioni. Nella lista anche molti cavalli di razza, tra cui Ruth Kelly, cattolico devoto e ministro dei Trasporti, John Hutton, ministro del Lavoro e delle Pensioni ma anche il ministro delle Finanze Alistair Darling. In tutto si è arrivati a quota otto.
Le ammissioni di ieri non fanno altro che sommarsi ad altre precedenti, con gli Interni in pole position: l’ex ministro Charles Clarke ha ammesso di averne fatto uso un paio di volte, John Reid, invece, era finito nel 2006 nella bufera per una piccola quantità di cannabis trovata nella sua casa scozzese. Lui aveva negato qualsiasi coinvolgimento. Il più riservato di tutti sulla vicenda si è mostrato finora il leader dell’opposizione David Cameron, il cui partito è tra l’altro favorevole a un inasprimento delle pene. Il capo dei Tory mesi fa era finito su tutti i giornali: avrebbe fumato cannabis quando aveva 15 anni e studiava a Eton e sarebbe persino stato punito dal college per questa ragione. «Penso che sia un principio importante che ai politici venga concesso il diritto ad avere un passato privato», aveva risposto senza negare il leader dei Tory.
L’unica eccezione? Tony Blair: «Facevo così tante cose da ragazzo che non avevo bisogno di prendere droghe». Sarà vero?.
di Gaia Cesare - venerdì 20 luglio 2007 - ilgiornale.it
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Basta guerre nel mondo!
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