Pedofilia: arrestato ex prete a Los Angeles

LOS ANGELES - E' stato arrestato dalla polizia di Los Angeles un ex sacerdote accusato di aver molestato per anni un bambino. George Miller, 69 anni, avrebbe abusato del bimbo tra il 1988, quando il piccolo aveva 5 anni, e il 1991. Solo pochi giorni fa la diocesi di Los Angeles aveva annunciato un accordo con 508 vittime di abusi con il pagamento della cifra record di 660 milioni di dollari. (Agr)


25.07.07 - corriere.it

Ancora tanta povertà in Italia

Ancora tanta povertà nelle regioni italiane


L’Istat presenta per la prima volta informazioni sulla povertà e l’esclusione sociale nelle regioni italiane

Nel 2002, la spesa media mensile pro-capite nel Paese è risultata pari a 823,45 euro; tale valore costituisce la linea di povertà relativa (o linea di povertà standard) per una famiglia di due componenti.

In altri termini, una famiglia composta da due persone è considerata povera in senso relativo se spende mensilmente per consumi un importo inferiore o uguale a tale cifra. Per famiglie di diversa ampiezza il valore della linea si ottiene applicando un’opportuna “scala di equivalenza” che tiene conto delle economie di scala che è possibile realizzare all’aumentare del numero di componenti.

La linea di povertà relativa è calcolata sulla base dei dati rilevati su un campione di circa 27 mila famiglie, scelte casualmente in modo da rappresentare il totale delle famiglie italiane. Per tener conto dell’errore (errore campionario) che si commette osservando solo una parte delle popolazione, si costruisce un intervallo (intervallo di confidenza) intorno al valore stimato sul campione che comprende, con una probabilità del 95%, il valore che si otterrebbe osservando l’intera popolazione.

Nel 2002, nel complesso del Paese, l’incidenza di povertà – cioè la percentuale di famiglie che hanno una spesa mensile per consumi al di sotto della soglia di povertà – è pari all’11%, per un ammontare complessivo di circa 2 milioni 456 mila famiglie e un totale di 7 milioni 140 mila individui (pari al 12,4% dell’intera popolazione).

La media nazionale è la risultante di situazioni differenziate nelle tre ripartizioni territoriali: nel Mezzogiorno due famiglie su 10 vivono in condizione di povertà relativa, mentre nel Nord questa proporzione scende a una famiglia su 20. Il Centro si colloca in una posizione prossima a quella del Nord con un’incidenza di povertà relativa pari al 6,7%.

Prima di affrontare l’analisi della povertà a livello regionale, è bene ricordare che la ridotta numerosità del campione di famiglie povere, osservato nelle singole regioni, rende la stima dell’incidenza di povertà meno precisa rispetto a quella nazionale e ripartizionale. Infatti, a livello regionale, l’errore campionario è maggiore e gli intervalli di confidenza sono più ampi. Ad esempio, se l’incidenza di povertà nazionale, pari all’11%, è compresa nell’intervallo tra il 10,5% e l’11,5%, il valore del 26,9% stimato per la Basilicata è compreso in un intervallo ben più ampio che ha come estremi il 20,8% e il 33%. Tenere conto degli intervalli di confidenza è dunque importante per i confronti territoriali; limitate differenze nelle incidenze di povertà, infatti, non sono necessariamente significative poiché possono essere determinate dall’errore campionario.

Nel Nord, la ripartizione con minore incidenza di famiglie povere, le situazioni regionali appaiono alquanto diverse. I valori più bassi si osservano in Lombardia (3,7%) e in Veneto (3,9%), che presentano incidenze di povertà significativamente più contenute (considerando gli intervalli di confidenza) rispetto a quelle del Trentino-Alto Adige (9,9%), del Friuli-Venezia Giulia (9,8%) e del Piemonte (7%). Prossime alla media ripartizionale i valori della Liguria (4,8%) e dell’Emilia-Romagna (4,5%), che non si differenziano comunque, in termini statistici, dalla situazione del Veneto e della Lombardia.
Nel Centro l’unica differenza significativa è quella osservata tra il Lazio (7,8%) e le Marche (4,9%); l’incidenza di quest’ultima è prossima a quella delle regioni settentrionali con i valori più bassi.

Se tra le regioni del Centro e quelle del Nord le differenze sono molto contenute, in tutte le regioni del Mezzogiorno l’incidenza è significativamente più elevata rispetto al resto d’Italia. La situazione migliore è quella rilevata in Sardegna che, con un valore di incidenza del 17,1%, mostra una diffusione della povertà decisamente minore rispetto alla Campania (23,5%), al Molise (26,2%), alla Basilicata (26,9%) e alla Calabria (29,8%). Quest’ultime regioni, peraltro, sono quelle che presentano le situazioni di povertà più gravi. Intermedia, rispetto alla ripartizione, la situazione di Abruzzo (18%), Puglia (21,4%) e Sicilia (21,3%) che presentano comunque valori di incidenza statisticamente non diversi da quelli osservati in Sardegna.

Posto pari a 100 il totale delle famiglie povere, 66 risiedono nel Mezzogiorno che invece ospita solo il 32,6% delle famiglie italiane. È da segnalare in particolare la situazione della Campania, dove risiede ben il 18,4% delle famiglie povere, pari ad oltre 450 mila famiglie, per un totale di circa 1 milione e 400 mila individui.

Complessivamente in Italia gli individui poveri sono circa 7 milioni 140 mila, il 12,4% delle persone residenti. La maggiore incidenza di povertà tra gli individui, rispetto a quella tra le famiglie, conferma l’accentuata fragilità economica delle famiglie numerose. Il fenomeno si riscontra in gran parte delle regioni, con particolare evidenza nel Lazio e nel Trentino-Alto Adige. Al contrario in Abruzzo, Molise e Basilicata, con valori dell’incidenza di povertà tra gli individui inferiori a quelli dell’incidenza tra le famiglie, la povertà relativa sembra colpire con maggior frequenza le famiglie meno numerose (costituite spesso da anziani soli o in coppia).

L’intensità della povertà è un indicatore che misura di quanto, in media, la spesa delle famiglie povere si discosta in termini percentuali dalla linea di povertà. Il dato nazionale, pari a 21,4%, è la sintesi di situazioni territoriali nettamente differenziate. Nella maggior parte delle regioni del Nord e del Centro l’intensità è inferiore al 20%. I valori minimi si riscontrano in Umbria (15,5%), nelle Marche e in Liguria (16,4%).

Da segnalare la situazione dell’Emilia-Romagna, dove l’intensità del 20,5% si associa ad una ridotta incidenza di povertà (4,5%), e quella del Trentino-Alto Adige e del Lazio, in cui invece l’intensità del 22% si combina con una incidenza di povertà relativamente alta (11%).

Nel Mezzogiorno la diffusa presenza del disagio economico si associa a peggiori condizioni delle famiglie povere. L’intensità della povertà supera sempre il 22%, ad eccezione della Puglia (20,2%), e raggiunge il 24,5% nella Basilicata e il 25,1% nel Molise.

La classificazione della popolazione tra poveri e non poveri, operata dalla linea standard di povertà, può essere maggiormente articolata utilizzando due soglie aggiuntive, pari all’80% (658,76 euro mensili) e al 120% (988,14 euro mensili) della soglia standard. Ciò consente di individuare quattro categorie di famiglie: quelle che possono essere definite “sicuramente povere” (con consumi inferiori all’80% della linea di povertà standard), quelle “appena povere” (tra l’80% della linea e la linea stessa), quelle “quasi povere” (con consumi superiori alla linea di non oltre il 20%) e quelle “sicuramente non povere” con consumi più elevati.

Nel 2002 il 5,1% delle famiglie residenti, circa 1 milione 137 mila famiglie, risulta sicuramente povero e il 5,9%, circa 1 milione 318 mila famiglie, appena povero, per un totale di 2 milioni 456 mila famiglie povere. In Emilia-Romagna, Lazio, Calabria, Sicilia e Sardegna le famiglie “sicuramente povere” rappresentano circa il 50% del totale delle famiglie povere; in Molise e Basilicata tale valore raggiunge rispettivamente il 54% e 58%.

In tutte le altre regioni è predominante la quota di famiglie “appena povere”: in particolare in Liguria, Umbria e Marche, due famiglie povere su tre risultano “appena povere”.

L’8% delle famiglie (pari a 1 milione 772 mila famiglie) è quasi povero, presenta cioè livelli di spesa per consumi molto prossimi a quelli delle famiglie povere. Nel Nord e nel Centro le famiglie “quasi povere” non superano il 7,2% (ad eccezione del Friuli 9,2% e dell’Umbria 8,2%); esse tuttavia rappresentano una quota di famiglie pari (a volte superiore) a quella del totale delle famiglie povere.
Ciò significa che in tali regioni la diffusione della povertà è bassa, ma si riscontra una fascia di famiglie economicamente fragile di pari entità.

Fra le tipologie familiari che più delle altre, spesso o qualche volta, non hanno avuto i soldi per comprare cibo necessario, pagare bollette o sostenere spese per cure mediche, sono le coppie con almeno 3 figli (19%), seguite dai monogenitore (15,4%), dalle persone sole anziane (13,9%) e dalle persone sole con meno di 65 anni (11,6%). Nel gruppo delle famiglie povere che dichiarano difficoltà si evidenziano quelle composte da coppie con tre o più figli e da persone sole giovani-adulte (33,9%), i monogenitore (33,3%) e le coppie senza figli in cui la persona di riferimento ha meno di 65 anni (22,2%).

Gli aiuti in natura e/o in denaro che possono essere forniti dalla rete di aiuto informale (parenti e/o amici) rappresentano un’importante opportunità nei momenti di difficoltà economica e possono essere determinanti per favorire l’uscita delle famiglie da situazioni di difficoltà.

Il 4,9% delle famiglie residenti nel nostro Paese ha dichiarato di aver ricevuto una qualche forma di aiuto, ma sono i single con meno di 65 anni ad essere più aiutati dalla rete informale (7,7%). Per quanto concerne invece l’ammontare medio degli aiuti economici, la cifra più elevata si osserva per le coppie senza figli con persona di riferimento con meno di 65 anni (3.160 euro contro una media di 2.493), anche se l’aiuto riguarda soltanto l’1,7% di tale tipologia familiare.

Superiore alla media è anche la percentuale di persone sole anziane (6,8%), di monogenitore (6,5%) e di coppie con 3 e più figli (6%) che hanno ricevuto almeno un aiuto informale. Tra le famiglie povere la percentuale di quelle che hanno ricevuto aiuto è quasi doppia (7,9%) rispetto alle non povere (4,5%). Tra le prime, in particolare, sono le famiglie monogenitore quelle che più frequentemente dichiarano di aver ricevuto aiuti (13,4%).

Nel Nord, tra i poveri, la percezione di povertà è particolarmente elevata in Lombardia (27,1%). Tra i non poveri il disagio viene avvertito più frequentemente in contesti territoriali come il Piemonte (9,6%), la Liguria e ancora una volta la Lombardia (entrambi al 7% circa), dove probabilmente il confronto con gruppi caratterizzati da un elevato grado di sviluppo socio-economico diffonde una percezione negativa della propria condizione anche tra alcune delle famiglie non povere. Nel Mezzogiorno la quota di famiglie povere che si sentono povere o molto povere è più elevata rispetto al resto d’Italia e supera il 25% nelle Isole e in Campania.

In generale, sia tra i poveri sia tra i non poveri, la quota di famiglie che avvertono una condizione di disagio aumenta all’aumentare dell’ampiezza del comune.

Inoltre, la percezione della propria situazione è molto legata alla tipologia familiare: le persone sole, siano esse anziane o giovani, e le famiglie monogenitore sono quelle con una percezione più pessimistica della propria condizione. Tra le famiglie povere, quasi la metà delle persone sole con meno di 65 anni e più di un terzo delle famiglie monogenitore si sentono povere o molto povere. Anche tra le famiglie non povere, sulla base dell’indicatore oggettivo, più del 10% delle famiglie composte da persone sole si percepiscono povere.

Fonte Istat - 25/07/2007 - savonanotizie.it

Finge d'essere stata stuprata: denunciata

La 17enne di Nardò (Lecce) dovrà rispondere di simulazione di reato, calunnia e procurato allarme perchè avrebbe finto di essere rimasta vittima di una tentata violenza

LECCE - Una diciassettenne di Nardò è stata denunciata dai carabinieri al Tribunale per i minorenni di Lecce per simulazione di reato, calunnia e procurato allarme. La ragazza, secondo l’accusa, avrebbe finto di essere rimasta vittima di una tentata violenza sessuale. La diciassettenne il 22 luglio non avrebbe fatto ritorno a casa, allertati dalla madre i carabinieri l’hanno cercata per tutta la notte e quindi alle 8 del giorno successivo, a seguito di una richiesta di soccorso, era stata trovata in un’abitazione del centro storico a Nardò con ferite lievi alle braccia medicate dai sanitari del 118. La minorenne aveva quindi raccontato ai carabinieri che un suo conoscente la sera prima l’aveva costretta con la forza a salire sulla sua auto per poi condurla in una zona periferica, nei pressi del canale «Asso», dove avrebbe tentato di violentarla strappandole dapprima la maglietta e poi ferendola con un coltello. I militari, notando alcune contraddizioni nel racconto hanno proseguito l’interrogatorio fino a quando la giovane ha confessato di avere inventato tutto per fare un dispetto al suo presunto violentatore spinta da un profondo astio nei suoi confronti. La minorenne, dopo la denuncia, è stata affidata alla madre.

24/7/2007 - lagazzettadelmezzogiorno.it

«Costretti a salvarci da soli»

I bagnanti rifugiati in mare: «Costretti a salvarci da soli»

È quasi mezzogiorno: «il demonio meridiano», come avrebbe detto il poeta Giuseppe Ungaretti. Già, perché l’afa è fortissima e la colonnina di mercurio supera i 42 gradi. L’incendio sta devastando ormai da alcune ore il Gargano e il forte vento di libeccio non vuole saperne di collaborare, non la smette di soffiare.

L’unità navale CP880 parte a mezzogiorno dalla sala operativa della Guardia costiera di Manfredonia. A bordo il primo maresciallo Michele Rizzi e il tenente Stefano Rotolo. Ancora non sanno che si troveranno a fronteggiare un disastro con 4.000 persone coinvolte. «Abbiamo soccorso centinaia di turisti in preda al panico - racconta Rizzi -. Mi è rimasta impressa una famiglia settentrionale in vacanza. Il capofamiglia di nome Luigi, di circa 60 anni, era preoccupato perché aveva lasciato il camper nel campeggio evacuato e non aveva con sé i medicinali per la sua cardiopatia. E poi c’erano bimbi, adolescenti e una ragazza incinta».

I racconti sono mille. E tutti parlano di terrore. Di solidarietà. E rabbia per i ritardi nei soccorsi. «Abbiamo cominciato a vedere un fumo denso arrivare dalla parte alta della collina», rievoca Nicola, ospite degli appartamenti «Serena» nella baia di San Nicola di Peschici, una baia distrutta dalle fiamme, che «non esiste più», dice la titolare di un bar. Il racconto di Nicola è impressionante: «Sulle prime ci siamo preoccupati, perché l’incendio era vicino, ma ci hanno detto che non era niente di grave, che non sarebbe successo nulla». Ma le rassicurazioni poco dopo vengono soffocate dalle fiamme: «Il fumo aumentava e rendeva irrespirabile l’aria. Io e mia moglie, con un bambino di un anno e mezzo, abbiamo cercato un varco attraverso il quale fuggire, ma non lo abbiamo trovato, non c’era. E nemmeno i soccorsi. Disperati ci siamo nascosti in acqua, tra gli scogli e così ci siamo salvati».

Il rogo arriva a lambire il centro di Peschici, sporca di fuliggine le case bianche che offrono alloggio a centinaia di turisti. Dal centro del paese inizia una fuga disordinata, c’è chi piange mentre lascia la casa che non sa se rivedrà. «Per strada eravamo in molti, spaventati e confusi - racconta Alessia, 20 anni - ci siamo diretti verso il mare senza capire cosa stesse accadendo». E i soccorsi? «Sono arrivati quando eravamo in salvo», racconta un turista trattenendo a stento la rabbia. E un altro, giovane, stringendo a sé la figlioletta che avrà quattro anni: «Quando è arrivato il primo gommone si è fermato a qualche metro dalla riva in mezzo all’acqua, e pretendevano che noi li raggiungessimo, dicevano che avevano paura di bucare».


C’è una rabbia che toglie il fiato. E si capisce, dopo una giornata in cui si è rischiato di morire, si è dovuti correre tra la folla impazzita che cercava i propri cari, si è visto l’auto o il camper bruciare. E nei prossimi giorni ci sarà tempo anche per le polemiche e per stabilire se ci sono responsabilità nei ritardi dei soccorsi. Di certo però c’è stata anche la solidarietà. In tanti come Giuseppe, pescatore della zona, hanno messo a disposizione della Guardia costiera la propria imbarcazione. Il 35enne di Peschici sulla sua barca ha aiutato alcuni turisti a raggiungere via mare Vieste o addirittura Manfredonia. Altre sei imbarcazioni, spiega il comandante della Guardia costiera di Manfredonia, Antonio Raniero, sono state requisite per metterle a disposizione dei soccorsi. A 500 metri dalla riva di Vieste, infatti, è ormeggiato un catamarano con a bordo 400 persone e un'altra imbarcazione, a largo di Peschici, ne contiene 650. E finanche il traghetto che conduce i turisti alle isole Tremiti è stato messo a disposizione. A fine giornata il maresciallo Rizzi e il tenente Rotolo non si sono fermati un attimo, ma non si lamentano. Girano nella tendopoli allestita per gli sfollati, c’è anche un infermiere di 50 anni: «Ho sentito dell’incendio e senza starci a pensare ho chiamato mia moglie: “Non torno a casa, vado al mare, ma niente bagno: c’è bisogno di una mano”».


mercoledì 25 luglio 2007 - ilgiornale.it

Pensioni, forse non vedremo mai fine

Mario Draghi: Pensioni, forse non vedremo mai fine aggiustamenti


ROMA.- Il governatore della Banca d`Italia Mario Draghi ha detto che serve un aggiustamento graduale del sistema previdenziale per rispettare l`equilibrio di bilancio ma che forse le riforme proposte sono così soft da imporre nuove modifiche nei prossimi anni.

"E` necessario un aggiustamento graduale, e siamo in questa fase [...], ma è così graduale che forse non ne vedremo mai la fine", ha risposto Draghi alle domande degli studenti al corso di orientamento universitario promosso dalla Scuola Normale Superiore di Pisa a Camigliatello Silano, in Calabria.

"Oggi la relazione tra i contributi versati e quelli presi è più stretta, perché la condizione non era più sostenibile", ha aggiunto Draghi secondo quanto riferito da una portavoce.

Il governatore ha poi sollecitato l`introduzione di nuovi ammortizzatori sociali.

"L`Italia ha una tutela del posto di lavoro molto efficace, un sistema pensionistico molto ampio, ma non ha ammortizzatori sociali", ha proseguito il governatore secondo il quale in un mercato del lavoro estremamente fluido, "serve una protezione sociale tra un`esperienza lavorativa e l`altra, perché gli ammortizzatori sociali sono una componente importante".

Fonte: Reuters - 24.07.07 - italianosdargentina.com.ar

Lindsay Lohan Ancora Nei Guai

Cinema: Lindsay Lohan Ancora Nei Guai, Arrestata Per Alcol e Cocaina


Washington, 24 lug. - (Adnkronos) - L'attrice americana Lindasay Lohan e' finita nuovamente in manette per guida in stato d'ebbrezza e possesso di droga, a meno di due settimane dalla sua uscita da un centro per la riabilitazione per alcolizzati. Lohan, 21 anni, e' stata arrestata nella notte a Santa Monica, in California, in seguito ad un controllo di routine compiuto da una pattuglia di polizia.


Gli agenti - secondo quanto riferiscono i network americani che citano fonti di polizia - oltre a riscontrarle un tasso alcolico superiore ai limiti consentiti, le hanno trovato delle dosi di cocaina in una tasca dei pantaloni. L'attrice e' stata fermata dagli agenti all'uscita di un parcheggio, mentre se ne stava andando da una festa.


Solo cinque giorni fa la protagonista di "The Last Show si era presentata in un commissariato di polizia, a Beverly Hills, per sottoporsi a foto segnalatiche dopo che nei mesi scorsi era stata arrestata una prima volta per incidente causato vicino Los Angeles in guida in stato d'ebbrezza. Il 24 agosto comparira' in tribunale.

24.07.07 - it.notizie.yahoo.com

Spears, Hilton e Lohan

Britney Spears "fuori di testa", Paris Hilton benefica, Lindsay Lohan ancora ubriaca alla guida


Ecco, in una botta sola arrivano notizie sulle tre ragazze poco raccomandabili che stanno facendo impazzire i genitori americani, visto che in un recente sondaggio Britney Spears, Paris Hilton e Lindsay Lohan sono risultate i peggiori esempi per le teenager americane (e non solo, visto che anche qui in Italia hanno molti seguaci).


Pubblichiamo allora tre notizie su di loro comparse su Dagospia:


Britney Spears: Sarà pure pronta a tornare con un nuovo disco. Ma secondo TMZ.com lo stato mentale di Britney Spears è ancora assai instabile. Pare che la popstar si sia presentata per un’intervista e servizio fotografico al magazine “OK!”, comportandosi in modo a dir poco strano.


Le foto sarebbero talmente orribili che il settimanale sta valutando l’ipotesi di non pubblicarle, perché potrebbero rovinarle definitivamente la carriera. Durante l’intervista sarebbe sembrata “fuori di testa”, con continui sbalzi di umore e la necessità di andare diverse volte in bagno. Da dove tornava sempre stranamente rinfrancata. La via per tornare quella di un tempo sembra essere ancora lontana.


Paris Hilton: ha mantenuto la promessa. L'ereditiera, infatti, dopo essere uscita dal carcere dove era stata rinchiusa per aver guidato in stato di ebbrezza, aveva deciso di aiutare gli altri. Detto, fatto. La ventiseienne ha partecipato ad un gala di beneficenza a favore di un'associazione che si occupa dei bambini nati con lesioni al midollo spinale. "E' un'organizzazione nobile, che sono molto felice di sostenere soprattutto per Jesse, una mia amica ora paralizzata".


Lindsay Lohan: Nuovo arresto per guida in stato di ebbrezza per Lindsay Lohan. La 21enne attrice che ha già un passato di abuso di alcol e droga è stata fermata alle 2.15 del mattino (circa le 11 italiane) a Santa Monica in California, tra Pico Boulevard e Main Street. È il suo secondo arresto in meno di un anno. Lindsay negli ultimi mesi è entrata e uscita di frequente da cliniche per la disintossicazione.


24.07.07 - spettacoli.blogosfere.it

Guida in stato d'ebbrezza, tre denunce

RIMINI – Tre automobilisti sono stati denunciati in stato di libertà dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Rimini per guida in stato d'ebbrezza.


Nei guai sono finiti un cuoco riccionese di 33 anni sorpreso con 0,92 gr/lt di alcol nel sangue, un coltivatore riminese di 47 anni con 1,98 ed un pizzaiolo potentino di 25 anni con 1,83 gr/lt. A tutti e tre gli uomini dell'Arma hanno provveduto al ritiro della patente.


24.07.2007 - romagnaoggi.it

Gascoigne, futuro da star

Gascoigne, futuro da star all'Isola dei Famosi inglese


Secondo il Daily Star, "Gazza" avrebbe risolto i suoi problemi di alcolismo e sarebbe in pole position per partecipare al reality "I’m a Celebrity (Get Me Out of There)". Se dovesse rifiutare, tra i candidati a sostituirlo c'è anche l'ex attaccante Stan Collymore


LONDRA (Inghilterra), 24 luglio 2007 - Paul Gascoigne potrebbe diventare una delle star di "I’m a Celebrity (Get Me Out of There)", una sorta di "Isola dei Famosi" inglese, dove al posto del mare c’è la giungla e un gruppo di persone variamente famose devono viverci in condizioni semi-proibitive. Lo sostiene il tabloid Daily Star. Quello dell’ex calciatore sarebbe, infatti, il primo nome sulla lista delle "possibili celebrità" della settima edizione del reality, in onda in autunno.

NUOVO INIZIO - L’idea è dei due presentatori Ant and Dec (al secolo, Anthony McPartlin e Decan Donnelly), che starebbero spingendo Gazza ad accettare l’offerta (comprensiva di un rimborso spese di 25mila sterline – poco più di 37mila euro) che potrebbe rappresentare davvero un nuovo inizio per lui, dopo le recenti traversie, anche fisiche. Dal canto suo, l’ex stella del calcio inglese si è detta "molto tentata" dalla proposta, che sta prendendo "seriamente in considerazione".

PRIMO DELLA LISTA - "Ogni anno, la produzione prepara una lista di celebrità – ha spiegato una fonte del programma al tabloid – valutando quelli che potrebbero essere i concorrenti migliori. E Gascoigne è il primo dell’elenco. Lui sarebbe un concorrente fantastico per lo show di quest’anno e la sua eventuale partecipazione potrebbe dare nuovo slancio anche alla sua carriera e farlo tornare nel cuore della gente. Ant e Dec, che erano suoi fan scatenati ai tempi del Newcastle, impazzirebbero all’idea di vederlo nella giungla, a lottare insieme agli altri. Comunque, visto che Gascoigne arriva da un momento personale molto difficile, dev’essere solo lui a decidere se se la sente di affrontare questa esperienza".

STAN THE MAN - Lo scorso 28 maggio Gazza è stato operato d’urgenza per un’ulcera perforante e da allora sostiene di aver chiuso per sempre con la bottiglia. Stando al tabloid, nel caso in cui Gascoigne dovesse rifiutare, i produttori del reality avrebbero già pensato ad alcune possibili alternative, fra cui l’altro “bad boy” del calcio inglese Stan Collymore, famoso sul finire degli anni Novanta per la sua burrascosa relazione con Ulrika Jonsson, ex amante di Sven Goran Eriksson.


Simona Marchetti - 24.07.07 - gazzetta.it

Raddoppia la dimensione della pedofilia on line

MILANO. Telefono Arcobaleno, l’associazione che da undici anni lotta al fianco delle polizie nazionali e internazionali contro la pedofilia e la pedopornografia in internet, ha presentato oggi il rapporto sulla pedofilia on line relativo ai primi sei mesi del 2007.

“La dimensione della pedofilia online dal 2006 a oggi è praticamente raddoppiata. - afferma Giovanni Arena, Presidente di Telefono Arcobaleno - E’ indiscutibile la radice commerciale della maggior parte delle attività pedofile online, legate al triste mercato del pedobusiness. Germania, USA, Russia, Olanda, Cipro, Giappone, Panama, Canada, Corea e Regno Unito si trovano ai primi dieci posti della classifica dei paesi che ospitano i siti segnalati, dei quali oltre mille sono legati al pedo-business”. Nell'ultimo semestre Telefono Arcobaleno ha segnalato 2.090 siti al mese, con punte di oltre 200 siti pedopornografici in un solo giorno. Particolarmente aggressiva è risultata nel 2007 la promozione di siti pedofili a pagamento. Ogni giorno, 7 nuovi bambini vengono sfruttati nel mondo per la produzione di pedopornografia. Ad oggi sono 30.000. Meno del 2% dei bambini sfruttati è stato identificato. L’accesso a un sito pedofilo a pagamento costa mediamente 80 dollari - Un sito pedofilo a pagamento genera ogni giorno oltre 400 nuovi clienti - un sito pedo pay frutta mediamente oltre 34 mila dollari al giorno. Il giro d’affari giornaliero del pedobusiness si aggira intorno ai 13 milioni di dollari ogni anno, il giro d’affari del pedobusiness si aggira intorno ai 5 miliardi di dollari. “Un altro dato preoccupante e al quale dovrebbe essere riservata la massima attenzione - sottolinea Arena - è il numero dei frequentatori dei siti pedofili, sono cifre con talmente tanti zeri da risultare davvero impressionanti. I frequentatori e i fruitori di questi siti sono prevalentemente americani, tedeschi, inglesi, giapponesi, francesi, italiani: un vero e proprio esercito che quotidianamente si muove in internet a caccia di foto, di video, di contatti”. Il report di Telefono Arcobaleno riguarda esclusivamente i siti con espliciti contenuti e materiali pedofili e pedo-pornografici segnalati a FBI, Interpol, polizie nazionali secondo le rispettive competenze, e, in Italia, all'Autorità giudiziaria e al Nucleo Investigativo Telematico interforze composto da Carabinieri, Polizia postale e Guardia di finanza. Il rapporto di Telefono Arcobaleno contiene inoltre precise denunce su una persistente serie di carenze legislative e di inerzia nel contrasto del fenomeno, che in molti paesi ancora agevolano l'ulteriore diffondersi della pedofilia online. Il rapporto completo relativo alla mappatura del fenomeno pedofilo in rete nei primi 6 mesi del 2007 è disponibile sul sito di Telefono Arcobaleno.


scarica il Rapporto Pedofilia di Telefono Arcobaleno


24.07.07 - pupia.tv

Basta guerre nel mondo!