Palermo: tenta di rapire bambino, nomade arrestata

PALERMO - Una nomade romena e' stata arrestata ieri pomeriggio con l'accusa di avere tentato di portare con se' un bimbo di tre anni, in una spiaggia di Isola delle Femmine, sul litorale palermitano. La 45enne finita in manette avrebbe abbracciato il piccolo e, dopo averlo avvolto nella sua gonna, secondo alcuni testimoni, avrebbe tentato di allontanarsi dallo stabilimento balneare. Le accuse a carico della donna sono tentativo di sequestro e sottrazione di minore. (Agr)

29.07.07 - corriere.it

Brescia: donna sequestrata e stuprata, un arresto

BRESCIA - Ha sequestrato per giorni una donna di 38 anni, l'ha violentata e poi ha cercato di strangolarla per strada: questa e' l'accusa con cui un quarantacinquenne di Pisogne, nel bresciano, e' stato arrestato dalla polizia locale di Darfo Boario Terme, nella notte fra venerdi' e sabato. L'uomo deve rispondere di sequestro di persona finalizzato alla violenza sessuale, tentato omicidio e furto. (Agr)

29.07.07 - corriere.it

La sanità dei ragionieri

Il silenzio è stato rispettato. Fino a quando non ci sarà certezza che il governo amico è pronto a rispettare “il patto della vergogna” firmato a Roma in pompa magna dal governatore della Campania, bisogna tacere su tutto ciò che è malasanità.

Padoa Schioppa e Turco, a loro volta, per volere di patria si sono stretti la mano, forse tappato il naso, ed hanno inviato in Campania la prima trance di una somma di danaro tolto agli italiani e ai cittadini europei per sanare gli sprechi accumulati dalla sanità regionale.

Furto, rapina. Invece l’ “operazione elemosina” viene fatta intendere un successo personale del governatore e di coloro che lo hanno assecondato sia le nomine di incapaci chiamati a dirigere ospedali e Asl che per aver approvato norme e decreti unicamente in favore di clientele.

E’ una brutta storia, questa della Sanità. Per molti motivi, uno in testa a tutti: la mano mozza di cronisti amici, che all’interno delle istituzioni sanitarie percepiscono lo stipendio non per quello che dovrebbero fare ma per essere più vicino all’assessorato con la mente ed il clic sul computer.

Tra le misure di copertura del debito accumulato: 370 milioni di euro da Irpef e Irap, 800 milioni maggiore introito ricavato dal fondo nazionale 2006 (qui l’operazione è solo di facciata, ma i ministri ci hanno creduto…), 575 milioni per minori spese secondo il rientro triennale (altro bluff…) e risparmio sulla spesa farmaceutica con il nuovo ticket (questa è la voce più vera, i cittadini vanno alle casse dei farmacisti e pagano).

Il “tesorone” della Campania è diverso dal “tesoretto” che il governo di Roma si è trovato nelle casse, perché il primo è frutto di uno sperpero, il secondo è stato poi distribuito (o no?...) comunque ai cittadini. In ugual misura?

“Il piano di rientro”, dato per un successo personalissimo del governatore e dell’assessore alla Sanità regionale, riguarda i debiti pregressi cioè i soldi sprecati per la malasanità, per i morti delle barelle ed altro.

Il disavanzo contestato dal governo per il 2006 è di 1 miliardo, 502.181 milioni di euro. Si dovrebbe raggiungere il pareggio entro 2009, s’intende con altri interventi governativi. Quindi al di fuori delle trance già previste e delle quali è in arrivo già una prima parte.

Ma che cosa accadrà dopo? Dicono a Roma: eserciteremo severi controlli per chiudere i nostri rubinetti in caso di continuato malgoverno amministrativo.

Non ci crediamo, non ci crede nessuno. Perché già dai primi mesi di quest’anno la spesa sanitaria è aumentata, non c’è un solo direttore generale di ospedale o di Asl che può dire di essere a posto con i conti di spesa.

Dal successo alla realtà… il salto nel baratro, nella fogna, nella topaia. Il silenzio chiesto su cose di malasanità fa rumore, assordante, negli ospedali di Napoli e provincia, con ambigue e diverse realtà finanche nelle diverse province.

Ora altri nuvoloni all’orizzonte: in calo gli impegni per la farmaceutica e l’ospedaliera convenzionata mentre è fuori misura la percentuale di spesa per il personale. La sanità campana è fatta di numeri, di cifre che devono pesare sulla coscienza di coloro (attori e spettatori di sprechi) che le hanno determinate.

Facile la battuta: l’assistenza sanità campana è dei ragionieri.


29/7/2007 - di Mario Caruso - napoli.com

Nelle discoteche gli appelli dei dj contro la coca

BRESCIA (29 luglio) - Il fantasma della coca-killer aleggia nel sabato notte in discoteca. Nel fine settimana segnato dalla paura, dopo i casi di intossicazione per la cocaina tagliata con atropina, che forse ha provocato anche un decesso, si fa il possibile per lanciare un segnale anche dalla consolle. Appelli dei dj, più spesso dei "vocalist" che parlano per ore e ore al microfono, a fianco di chi si occupa solo di musica, e sollecitano i giovani a «non cascarci», a «divertirsi senza droga».

Succede in molti locali. Dopo l'allarme per la cocaina tagliata male, tutti si sono presi l'impegno di parlarne con la loro eterogenea clientela, nella quale ci sono anche dei consumatori di droga. E succede anche, ovviamente, nella zona del basso Garda bresciano, dove le discoteche sono tante e dove la droga ha ucciso una commessa ventenne, morta nella notte tra giovedì e venerdì a Desenzano. Arresto cardio- circolatorio in persona priva di patologie, dice il referto, ma la ragazza ha passato le sue ultime ore in una casa in cui si è sniffato.

Nessuno resta indifferente di fronte all'allarme. Non ci rimangono, ad esempio, al "Fura", discoteca di Lonato, a pochi chilometri dal casello autostradale di Desenzano. Il locale inizia a riempirsi dopo mezzanotte. Dopo l'1.30 Davide "Brio" Briosi, 21 anni, studente di economia e commercio, vocalist nel fine settimana, tra saluti personalizzati, auguri di compleanno e una serie di «cento per cento Fura», si rivolge ai clienti, in maggioranza tra i 20 e i 30 anni, lanciando appelli contro la droga. «Non è una novità per noi - spiega - Lo facciamo tutti i fine settimana. Ma stavolta ho voluto far presente che la situazione è ancora più grave. Per questo ho detto, oltre a "niente droga", "non cascateci" e anche "pensate a quello che è successo"». "Brio" diventa la voce della coscienza del popolo del Fura, lui si considera «la prova che ci si può divertire senza droga e senza alcol: basta guardare noi alla consolle, che ci muoviamo, parliamo, balliamo per quattro ore ininterrottamente». Nella notte della paura, in cui altre dosi di coca tagliata male potrebbero colpire, "Brio" è ottimista: «Una volta, quando lanciavi l'appello contro l'uso di droga e l'abuso di alcol, ti facevano brutti gesti, ora non più. Qualcosa sta cambiando, le discoteche possono fare molto».

Indice puntato contro la droga anche dai "NùArt", quattro ballerini scatenati a cui è affidata l'animazione. «Nel nostro gruppo - dicono - si pensa a ballare, allo show ma la prima regola è che si lavora senza alcol e senza droga. Quello che è successo è molto grave».

La vicenda della pericolosa cocaina "cristallina" è ben nota al popolo del Fura e fa discutere i giovani. Tutti sanno, ma è difficile, praticamente impossibile, trovare qualcuno che ammetta di consumare droga. E, comunque, più che la paura pare prevalere la rabbia verso chi trascina i giovani alla prima sniffata. «La cocaina - commentano tre ragazzi di Seriate, nel bergamasco, dove la droga tagliata male ha provocato alcuni ricoveri - è diventata uno status symbol. La sniffano i ricchi e anche chi ha pochi soldi non vuole essere da meno. Chi non ha la testa per capire che fa sempre male non smetterà nemmeno in questo fine settimana».

Si avvicinano le quattro, orario di chiusura del Fura. E si forma una coda davanti al banchetto in cui i ragazzi si possono sottoporre all'alcol-test. «Ne facciamo tanti - spiega uno dei volontari dell'iniziativa promossa da Polizia Stradale, Comune di Desenzano e alcune associazioni - e colpisce il fatto che vi si sottopongono più quelli tra i 20 e i trent'anni che non quelli con qualche anno di più. Se l'alcol test è positivo invitiamo a non guidare, ad aspettare, a far guidare un amico».


29/07/07 - ilmessaggero.it

Diabete mellito: nuove speranze

Nuovi farmaci e nuove speranze per il diabete mellito


I nuovi farmaci che agiscono agonizzando il GPL-1 come exenatide e
liraglutide o inibendo la sua degradazione ad opera della dipeptidil peptidasi-4
, come sitagliptin e vildagliptin, rappresentano una prospettiva per cambiare la
storia naturale della malattia.



la storia naturale del diabete mellito



Il diabete mellito di tipo 2 è una malattia progressiva, in cui le glicemie e
l’emoglobina glicata tendono ad aumentare (mediamente) nel tempo, nonostante i
trattamenti farmacologici, soprattutto a causa di un progressivo, inesorabile
deterioramento della funzione β-cellulare.



Gli elementi fondamentali nella genesi del diabete mellito tipo II sono
rappresentati da:



L’obesità correlata all’incremento dell’introduzione di nutrienti ed alla
scarsa attività fisica.

La resistenza all’azione insulinica

La minore possibilità delle Beta Cellule a tollerare una prolungata richiesta
di fabbisogno insulinico.




Questi tre fattori sono tra loro intrecciati a creare le condizioni per la
comparsa clinica e la progressione della malattia.



la disfunzione beta cellulare



La beta cellula risponde alla sollecitazione della richiesta con l’aumento della
massa cellulare dell’insula.



Gli stimoli alla crescita della massa cellulare, per la probabile neogenesi di
nuove cellule da quelle duttali, o per proliferazione dalle beta cellule
esistenti, sono rappresentati in primo luogo dai nutrienti, poi anche da fattori
di crescita (IGF) e dagli aumenti dei livelli delle incretine.(vedi sotto)



La progressiva perdita di capacità compensatoria della beta cellula è
determinata da un’altrettanto progressiva riduzione della massa cellulare,
secondaria a morte cellulare per apoptosi.



Il primum movens di tale processo è correlato all’incremento di produzione di
Radicali Liberi dell’Ossigeno (ROS), secondario all’aumentato metabolismo.



In tali condizioni, ed in presenza di bassi livelli di adiponectina, come accade
nelle situazioni d’incrementata adiposità viscerale, anche la possibilità della
lipo-ossidazione si riduce, con conseguente incremento di trigliceridi e acidi
grassi (TG e FFA), di cui alcuni particolarmente nocivi (Ceramide) derivati da
grassi saturi, steatosi e lipoapoptosi.



Altri fattori tossici che compartecipano poi alla progressione del danno della
betacellula, sono rappresentati dallo stress del Reticolo Endotelio plasmatici e
l’accumulo di amiloide insulare.



le incretine



L’infusione endovena di glucosio determina reazioni diverse rispetto
all’ingestione di glucosio sulla secrezione di insulina e di glucagone.



Questo diverso comportamento è principalmente dovuto all’azione delle incretine
(GLP-1 e GIP).



Il Glucagon-Like Peptide-1 (GLP-1) ed il Glucose-dependent Insulinotropic
Peptide (GIP)
che vengono prodotti a livello intestinale nella fase
post-prandiale precoce, stimolano la secrezione insulinica, per azione diretta
sulle cellule β pancreatiche, in condizioni di elevati livelli di glicemia.



L’azione di questi due ormoni contribuisce in maniera rilevante, in condizioni
fisiologiche, alla secrezione insulinica in fase post-prandiale precoce, che è
deficitaria nel diabete di tipo 2, al blocco di quella del glucagone ed al
rallentamento della motilità gastroenterica, meccanismi tramite cui si esplica
un miglior controllo glicemico.



Il GPL-1 aumenta inoltre la contrattilità delle miocellule cardiache per azione
metabolica diretta e per il miglioramento della funzione endoteliale.

L’effetto favorevole sulla frazione d’eiezione si evidenzia particolarmente sul
miocardio ischemico.



Inoltre, sia il GLP-1 sia il GIP hanno importanti azioni trofiche a livello
insulare: favoriscono la proliferazione e la differenziazione in senso β
-cellulare di precursori indifferenziati nei dotti pancreatici ed esercitano
azioni anti-apoptotiche sulle β -cellule.



Ma il GPL-1 sembra agire anche a livello del sistema nervoso centrale giacché,
essendo secreto da nuclei sottotentoriali, induce senso di sazietà ed anoressia
selettiva verso alcuni cibi, contribuendo così al miglior controllo metabolico
tramite la riduzione della fame ed il controllo del peso.



la dipeptidil peptidasi-4



Tali azioni mediate dal GLP-1 avvengono nonostante l’emivita del peptide sia
molto breve poiché viene rapidamente catabolizzato dalla dipeptidil
peptidasi-4 (DPP-4)
, un enzima ampiamente espresso nel nostro organismo,
presente nel plasma ed alla superficie delle cellule endoteliali.



Questo enzima catalizza l’inattivazione di vari ormoni e neurotrasmettitori
peptidici.



E’ difficile ipotizzare che, con una così breve emivita, il GLP-1 esplichi i
suoi effetti solo tramite uno stimolo recettoriale: è possibile esista un
meccanismo intermedio tramite cui l’ormone agisce a distanza, ad esempio sulle
beta cellule pancreatiche.



E’ stato dimostrato che i livelli post-prandiali di GLP-1 sono ridotti nel
diabete di tipo 2 per un deficit secretivo e tale fenomeno è presente sin dalle
fasi più precoci della storia naturale della malattia.



Nei pazienti con scompenso glicometabolico, l’esposizione all’iperglicemia
cronica induce un aumento dell’espressione e dell’attività della DPP-4; con
aumento della degradazione del GLP-1 che può contribuire alla riduzione delle
concentrazioni circolanti dell’ormone attivo.



nuovi farmaci e nuove speranze



Nessuno dei farmaci esistenti si è dimostrato capace di arrestare l’evoluzione
naturale del diabete di tipo 2 ed alcuni (come le sulfaniluree) potrebbero
addirittura accelerarla.



Mancano farmaci che modifichino la storia naturale della malattia, preservando
od addirittura recuperando la funzione β –cellulare. Sulla base di queste
conoscenze scientifiche sono stati sviluppati due tipi di farmaci:



gli analoghi del GPL-1, ovvero molecole che attivano il suo recettore



gli inibitori della DPP IV che prolungano l’emivita della molecola
endogena.



Per quanto riguarda il GIP, nei pazienti diabetici di tipo 2, le concentrazioni
dell’ormone sono normali, ma gli effetti biologici sono ridotti per una sorta di
parziale resistenza al GIP, per cui occorrono concentrazioni più elevate
dell’ormone per ottenere gli stessi effetti.



gli analoghi del GLP-1



Il GLP-1, come tale, non è utilizzabile in terapia, perché viene rapidamente
degradato dalla DPP-4; la sua emivita è di pochi minuti. Sono stati sviluppati,
pertanto, degli analoghi del GLP-1 con durata d’azione di 6-8 ore, come l’exenatide
e liraglutide, che possono essere impiegati nel trattamento del diabete di tipo
2.



Il principale svantaggio di queste molecole, che hanno struttura polipeptidica,
è che devono essere somministrate per via iniettiva (sottocutanea), una o due
volte al giorno a dosi sovrafisiologiche di svariati ordini di grandezza
rispetto ai livelli fisiologici di GPL-1.



Poiché il GLP-1 rallenta lo svuotamento gastrico, i suoi analoghi , che
raggiungono concentrazioni molto al di sopra di quelle fisiologiche, provocano
nausea e vomito in una proporzione rilevante di pazienti e possono indurre una
diminuzione del peso corporeo.



Sono allo studio formulazioni ritardo che potrebbero consentire la
somministrazione di una singola dose sottocute di farmaco ogni 2 settimane.



Sono stati sviluppati farmaci orali che, somministrati una volta al giorno,
inibiscono in maniera stabile l’attività dellaDPP-4, determinando un aumento
delle concentrazioni circolanti di GLP-1 e di GIP attivi a livelli di 2-3 volte
superiori rispetto ai livelli fisiologici.



Il trattamento con inibitori della DPP-4, quali sitagliptin e vildagliptin,
riduce sia la glicemia a digiuno che, in maniera ancora più marcata, quella
post-prandiale. Tuttavia questo effetto avviene solo se è presente ipoglicemia
pertanto il rischio di ipoglicemie è molto basso con questi farmaci.



gli inibitori della DPP-4



Gli studi clinici dimostrano che gli inibitori della DPP-4 riducono l’emoglobina
glicata sia in monoterapia che in combinazione con metformina o tiazolidinedioni
con un’intensità comparabile a quella delle sulfaniluree, anche se l’effetto
ipoglicemizzante è più lento manifestandosi in maniera completa solo dopo
qualche settimana di trattamento.



Il profilo di tollerabilità di questi farmaci appare buono, poiché non inducono
aumento di peso (ma non lo riducono, al contrario degli analoghi del GPL-1), non
provocano ipoglicemia, non determinano ritenzione idrica, e non si accompagnano
ad effetti collaterali gastrointestinali in virtù del relativamente modesto
incremento dei livelli di GLP-1 che essi determinano.



Una preoccupazione teorica potrebbe derivare dal fatto che l’inibizione della
DPP IV non è selettiva e che dunque potrebbero insorgere interferenze sulla
funzione di alcuni step della risposta immunologia legata all’attivazione delle
cellue T in cui è implicata la DPP IV, ma, fino ad ora, nessun elemento clinico
ha avvalorato questa preoccupazione speculativa.



Un aspetto interessante, dimostrato per ora soltanto in modelli animali di
diabete, è che il ristoro della secrezione del GPL-1 preserva la massa β
-cellulare a lungo termine. Questi dati fanno sperare che questi nuovi farmaci
possano ostacolare efficacemente la naturale progressione del diabete di tipo 2,
ma ciò deve essere dimostrato ancora nell’uomo.



In conclusione i farmaci che agiscono sul GLP-1 sono assai interessanti per le
prospettive di arresto della progressione della disfuzione betacellulare e
dunque per un possibile ruolo nel modificare la storia naturale del diabete,
viste anche le perplessità evidenziatesi con i glitazoni.



Sono necessari tuttavia ampi studi di lunga durata e su end points forti per
comprendere l'effettivo ruolo che questi nuovi farmaci potranno avere nella
terapia del diabete mellito nella pratica clinica allargata.



Luca Puccetti - 13.07.07 - pillole.org

Droga: in ospedale anche un bimbo

DROGA: BERGAMO, IN OSPEDALE ANCHE UN BIMBO DI UN ANNO


Bergamo, 28 lug. - Prosegue l'allarme droga a Bergamo e c'e' addirittura anche un bambino di un anno tra le persone finite in ospedale a causa della cocaina tagliata con l'atropina. Sono finora in 17 ad essere finiti al pronto soccorso a causa delle allucinazioni e dei problemi cardiaci provocati dalla sostanza che e' stata usata dai trafficanti per tagliare la partita di cocaina diffusa qualche giorno fa a Bergamo e dintorni. Quasi tutti consumatori occasionali, e si teme che il loro numero, come sempre avviene durante il week end, possa raddoppiare. Tra loro, al pronto soccorso dell'ospedale di Seriate, c'era anche una giovane coppia con i figli piccoli, un bimbo e una bimba. La coppia era in preda alle allucinazioni. I carabinieri, su disposizione della procura per i minorenni di Brescia, hanno sospeso la potesta' genitoriale alla coppia. La sorpresa e' arrivata dai successivi accertamenti, quando e' stato scoperto che uno dei bambini, di poco piu' di un anno, aveva tracce di cocaina nell'organismo.Sono in corso le indagini per stabilire come sia successo.


(AGI) - 28/07/07 - agi.it

Guida in stato di ebbrezza

Equadoregno 31enne denunciato per guida in stato di ebbrezza


I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Ventimiglia hanno denunciato

all'Autorità Giudiziaria un cittadino ecuadoregno, M.V di 31 anni, abitante a Ventimiglia, che la notte scorsa si è reso responsabile di uno spettacolare incidente. Secondo la dinamica ricostruita dai Carabinieri, l'uomo, mentre percorreva con la sua Fiat Punto Corso Genova, direzione levante-ponente, ha urtato senza un apparente motivo due auto in sosta, una Fiat Bravo e una Mitsubishi Colt, ribaltandosi subito dopo e finendo la sua corsa nell'opposta corsia di marcia, nella quale, fortunatamente, non transitata alcun veicolo. Lo straniero se l'è cavata con pochi giorni di prognosi ma le analisi richieste dai Carabinieri all'ospedale per accertare l'eventuale stato ebbrezza hanno evidenziato la presenza nel sangue di un'alta percentuale di alcol, circostanza che ha determinato la perdita di controllo dell'auto e l'incidente successivo.

Daria Chieppa - 28/07/07 - sanremonews.it

Cassazione permessi mensili retribuiti a familiari disabili

Riceviamo e Pubblichiamo - La Cassazione obbliga l’Inps ad adeguarsi nell’applicare l’articolo 33 della legge 104/92 con una interpretazione più estensiva a favore dei lavoratori e a beneficio dei disabili.

Infatti, con la sentenza 7701/03 la sezione lavoro della Cassazione ha affermato che la presenza in famiglia di un’altra persona che sia tenuta, o comunque possa provvedere, all’assistenza del parente con disabilità grave, non esclude il diritto ai tre giorni di permesso mensili retribuiti.

La stessa Corte, con successiva sentenza 13481/04, ha confermato il principio secondo cui se in famiglia c’è una persona che non lavora, e può quindi assistere il disabile, non per questo si può negare il diritto del lavoratore ai tre giorni di permesso.
Anche per il consiglio di Stato (sentenza 394/97) il beneficio non è subordinato alla mancanza di altri familiari, e così vale per la Corte costituzionale che, con sentenza 325/96, ha sottolineato come l’assistenza al disabile non debba essere per forza di tipo familiare.

Un quadro chiaro ed inequivocabile che rende palesemente giustizia a quanti, come l’ANIEP, hanno sostenuto vere e proprie ciclopiche battaglie contro la burocrazia in difesa di diritti dei disabili e che praticamente mette in luce che:

a - non ha alcuna rilevanza il fatto che in famiglia ci siano conviventi familiari che non lavorando possono fornire l’aiuto necessario;
b - il disabile può scegliere chi, nella famiglia, debba prestargli assistenza;
c - l’assistenza non deve essere necessariamente quotidiana, purchè sia “sistematica e adeguata”;
d - l’assistenza sistematica e adeguata può essere riconosciuta anche a quei lavoratori che, pur risiedendo o lavorando in luoghi anche distanti da quello in cui risiede di fatto il disabile grave, offrono all’interessato un assistenza del genere;
e - il requisito della “esclusività” dell’assistenza non vuol dire che non si possa ricorrere ad altre forme di assistenza pubblica o privata: il lavoratore, quindi, può avere i permessi anche se il disabile ricorre a strutture pubbliche, a strutture di volontariato, a una badante;
f non si concedono permessi solo nel caso in cui il disabile sia ricoverato a tempo pieno (cioè 24 ore al giorno);
g - si devono concedere i permessi anche in caso di ricovero a tempo pieno quando si tratta:

1) di bambini sotto i tre anni, per i quali risulti documentato dai sanitari dell’ospedale il bisogno di assistenza da parte del genitore o del parente o affine entro il terzo grado;
2) di persone in coma vigile;
3) di persone in situazione terminale.

Infine un’altra gradita conquista: i tre giorni di permesso al mese possono essere fruiti a ore, secondo le indicazioni del lavoratore. Chi lavora, ad esempio, 40 ore a settimana, in un mese ha diritto a 24 ore di permesso, chi lavora 36 ore a settimana a 18 ore nel mese. Si tratta di decisione del ministero del Lavoro, che pone fine definitivamente ad una paradossale diversità di applicazione tra Inps (favorevole a riconoscere sei mezze giornate) e Inpdap (favorevole a mantenere in modo rigido la giornata).

Nicola Cirelli - Commissario Provinciale ANIEP Pescara - 28/07/07 - tgroseto.net

“Adotta un nonno”

“Adotta un nonno” contro l’emergenza caldo


In estate, com’è risaputo, gli anziani sopportano molto più faticosamente di altri il caldo e l’afa; questi due fattori sono così gli artefici a volte di vere e proprie situazioni critiche e di emergenze.
Nel tentativo di trovare una soluzione a questo problema, già nell’ormai lontano 2003, l’Ufficio Servizi Sociali ha dato vita ad una iniziativa, denominata “Adotta un nonno”, volta all’assistenza domiciliare alle persone anziane.
Ad Oggi le associazioni e i volontari impegnati nel progetto comprendono i volontari di Rovato Protezione (i primi ad attivarsi, già dal primo anno), l’Associazione San Carlo, l’Associazione Amici Casa di Riposo, Rovato Soccorso e l’Auser.
La nutrita schiera di coloro che prenderanno parte all’iniziativa non giunge impreparata al compito che l’attende. Tutti i volontari infatti hanno dovuto frequentare un corso mirato all’acquisizione di una maggiore competenza e per poter meglio affrontare il rapporto interpersonale con l’anziano.

Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi a:

Ufficio Servizi Sociali tel. 030 7713276 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.30)
Polizia Locale tel. 030 7722029 (solo nei giorni di sabato e domenica dalle 9.00 alle 12.30).


28/07/07 - rovato.org

Rignano, testimonia la prima bimba

Rignano, dal gip la prima bimba considerata capace di testimoniare


ROMA - Un momento importante, nella tormentata inchiesta sui presunti abusi ai piccoli allievi della scuola materna di Rigano Flaminio. Oggi, infatti, il gip del tribunale di Tivoli, Elvira Tamburelli, ascolta la prima delle due bambine ritenute, da una perizia, in grado di riferire sul presunto giro di abusi sessuali. Per i quali sono coinvolte alcune maestre, e i loro presunti complici.

L'audizione della piccola, che si terrà sotto forma di incidente probatorio - l'istituto del codice che consente ad un atto istruttorio di assumere il valore di prova, in un eventuale processo - si svolge con il supporto di una delle neuropsichiatre infantili che hanno condotto l'indagine psicologica sulla capacità delle bimbe di rendere testimonianza. Attraverso un auricolare collegato, ma fisicamente presenti in un'altra stanza, possono porre quesiti anche i difensori dei sette indagati. Accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di atti osceni in luogo pubblico, sottrazione di minore, sequestro di persona e violenza sessuale.

"Se le premesse sono giuste, sia le conclusioni dei periti che il fatto che la bambina ha gia' confermato agli stessi periti le cose che aveva detto un anno fa ai genitori, c'è da pensare che oggi sia il giorno della svolta": queste le parole dell'avvocato Carlo Taormina, legale di parte civile, prima di entrare questa mattina in tribunale. "Ribadisco - ha proseguito - che siccome questa bambina fa riferimento sia agli abusi subiti sia alle persone che li hanno praticati, se oggi la testimonianza diventa tale a tutti gli effetti giuridici, scattano i gravi indizi di colpevolezza per cui da parte nostra ci sarà la richiesta di arresto delle persone coinvolte negli episodi di abuso".


Il gip Tamburelli sentirà lunedì prossimo la seconda bambina ritenuta idonea a rispondere. Per martedì 31 è fissata un'altra udienza, per l'eventuale conclusione dei due atti istruttori.

Le due bambine fanno parte del gruppo di diciannove allievi per i quali il pm Marco Mansi ha chiesto l'audizione in incidente probatorio. Dopo aver concluso l'indagine psicologica sulle prime due bambine, l'equipe di esperti nominati dal gip Tamburelli si pronuncerà il 31 luglio prossimo sull'idoneità di altri due bambini a essere sentiti come testimoni. Il 19 settembre, poi, comincerà l'esame psicologico di altri otto piccoli; ed entro l'8 gennaio del prossimo anno le consulenti dovranno dire se sono in grado di riferire al gip.


28/07/07 - repubblica.it

Basta guerre nel mondo!