40% degli incidenti per sonno e distrazione

Il sonno e la distrazione causano il 40% degli incidenti più gravi


La consumazione di alcol o l'assunzione di farmaci sono i primi fattori scatenanti disattenzione e sonnolenza al volante, e il pericolo viene sottovalutato maggiormente da chi si crede immune al problema.


Sonno e distrazione minacciano la sicurezza degli automobilisti in questo week-end da "bollino nero" sulle strade delle vacanze.


Il 40% degli incidenti più gravi, infatti, è imputabile al sonno e all'affaticamento dei conducenti. La consumazione di alcol o l'assunzione di farmaci sono i primi fattori scatenanti disattenzione e sonnolenza al volante, e il pericolo viene sottovalutato maggiormente da chi si crede immune al problema.


Le famiglie e i giovani, infatti, sono gli autori sempre più frequenti di incidenti stradali riconducibili al colpo di sonno. Le prime perché sovente intraprendono un viaggio dopo un pasto abbondante, i secondi perché hanno uno stile di vita sregolato soprattutto in questo periodo estivo.


"L'elemento fondante una cultura della sicurezza - dichiara l'ACI - è la consapevolezza di ogni conducente del proprio ruolo nel contesto globale della strada. Educazione e prevenzione devono, quindi, essere prioritarie rispetto alla mera repressione dei comportamenti sbagliati".


I luoghi comuni sul colpo di sonno denunciano l'ignoranza del problema e il bisogno di una maggiore attività di formazione degli utenti della strada. In troppi, infatti, sono convinti che il sonno sorprenda i conducenti solo durante le ore notturne (quando avvengono appena il 18% degli incidenti) e che caffè, musica ad alto volume, sigarette e acqua fredda siano i rimedi più pratici contro la stanchezza. Questi palliativi, invece, sono assolutamente inutili se non addirittura dannosi.


07/08/07 - ilquotidiano.it

Serve legge che proibisce vendita ai ragazzi

Turco: serve legge che proibisce vendita ai ragazzi


(DIRE) Roma, 7 ago. - E' necessaria "una legge che proibisce la vendita di alcolici ai ragazzi, nei supermercati e nei negozi". Lo afferma il ministro della Sanità Livia Turco a SkyTg24 Pomeriggio. "Io avevo proposto in Finanziaria una norma del genere - aggiunge il ministro - ma è stata accantonata con garbo dai miei colleghi dicendo che era incompatibile con la manovra. La riproporrò".

(Sab/Dire) - 07/08/07 - diregiovani.it

Usa. Alcolici al malto portano al consumo di marijuana

Secondo una ricerca dell'universita' di Buffalo, gli adulti che bevono alcolici derivati dal malto hanno piu' probabilita' di diventare alcolizzati e di avvicinarsi al consumo della marijuana. Questi alcolici sono meno costosi, hanno una gradazione alcolica maggiore (dal 6 all'11%) e spesso sono pubblicizzati per arrivare ad un pubblico giovane."Nella nostra ricerca gli intervistati hanno dichiarato di bere regolarmente alcolici derivati dal malto, ed e' risultato che questi alcolici portino piu' spesso di altri all'alcolismo e al consumo della marijuana", ha dichiarato R. Lorraine Collins, professore del dipartimento di psicologia e ricercatore del dipartimento sullo studio delle dipendenze dell'universita' americana.
Nella ricerca sono stati intervistati 639 giovani (eta' media: 23 anni), che bevono settimanalmente 40 once (poco piu' di un litro) di liquore.
La marijuana e' risultata la droga preferita dal 46% di essi. Coloro che bevono e allo stesso tempo fumano hanno dichiarato di fumare circa 19 sigarette a settimana, mentre i non bevitori di alcolici al malto, se fumatori di marijuana, hanno dichiarato di fumarne due. Il primo gruppo ha dichiarato di avere iniziato a bere verso i 13-14 anni, e di consumarne in misura maggiore rispetto al secondo.
La ricerca e' pubblicata sul numero di giugno del giornale "Psycology of Addictive Behaviors".


07/08/07 - droghe.aduc.it

"L'amica" di Mele: "Tanta cocaina"

Cronaca - In un'intervista al settimanale "Oggi" il racconto della serata a base di droga e sesso all'hotel "Flora" di via Veneto che ha messo nei guai il deputato dell'Udc Cosimo Mele. "Lasciata lì, nuda, sulla moquette. Potevo morire"


Roma, 7 agosto 2007 - ''La cocaina era li' e basta, era tanta, era troppa''. Parla apertamente, senza nascondere niente di sé e di quello che è successo in quella notte di sesso e di droga Francesca Zenobi, la giovane ventinovenne protagonista del festino a base di sesso e droga che ha messo nei guai il deputato Udc Cosimo Mele.

''Ovunque vai, trovi piste di cocaina, se capita la prendo. Serate come quelle dell' Hotel Flora possono capitare, ma quel venerdi' notte e' stata un incubo'', dice in un'intervista al settimanale "Oggi" la giovane, che ha raccontato anche il suo passato di depressione e di anoressia.

La ragazza ricorda di essersi sentita male dopo aver assunto droga, e di essere stata "lasciata lì, nuda, sulla moquette, potevo morire". Senza entrare nei risvolti giudiziari della vicenda, che vede l'onorevole indagato per omissione di soccorso e cessione di sostanzestupefacenti, la ragazza conferma che la cocaina "era li' e basta, era tanta, era troppa''

Per il resto, il racconto della serata, la conoscenza con l'onorevole, l'invito, le chiacchiere, i drink, la richiesta di far arrivare anche un'amica. Poi il malore, l'imbarazzo, la fuga da casa.


07/08/07 - redazione.romaone.it

Violenza sessuale senza penetrazione: no sconto di pena

La sentenza della Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ragazzo che aveva palpeggiato il seno, i glutei e il pube di una giovane senza arrivare alla penetrazione


Roma, 7 agosto 2007 - Duro affondo della Cassazione sulla violenza sessuale. Niente sconti di pena per chi commette il reato, palpeggiando le zone erogene della vittima, senza arrivare alla penetrazione. Infatti, l'attenuante della minore gravità del fatto non scatta automaticamente se non c'è stata congiunzione carnale.


E' quanto affermato dalla Suprema Corte che, con la sentenza numero 32228 depositata oggi, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un ragazzo che aveva toccato ripetutamente con violenza il seno, i glutei e il pube di una giovane, sotto la minaccia di non restituirle il cellulare se questa non avesse ceduto alle sue avances. Per questo il Tribunale di Nuoro, a gennaio 2005, lo aveva condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione con rito abbreviato, concedendogli soltanto le attenuanti generiche ma non quella specifica. Stessa sorte l'anno successivo di fronte alla Corte d'appello di Cagliari.


Contro questa decisione il ragazzo ha fatto ricorso in Cassazione puntando il dito, fra l'altro, contro la mancata concessione dell'attenuante della minore gravità del fatto. Ma i giudici della III sezione penale lo hanno respinto precisando che "l'assenza di penetrazione non basta di per sé a rendere meno grave il comportamento lesivo, giacché possono verificarsi casi di atti sessuali diversi dalla penetrazione che, per la loro reiterazione o per il contesto ambientale in cui si verificano o per altre circostanze, possono cagionare un danno maggiore di quello provocato dalla penetrazione. Ammettere un'equiparazione - continua il collegio di legittimità - tra la nuova violenza sessuale attenuata e i vecchi atti di libidine avrebbe comportato punizioni lievi per i comportamenti obiettivamente gravi in contrasto con l'inasprimento voluto dal legislatore. Per tale ragione si è imposta l'interpretazione giurisprudenziale e dottrinale che prescinde dalla penetrazione".


07/08/07 - qn.quotidiano.net

Identificati gli autori dello stupro di gruppo

La diciassettenne aveva incontrato virtualmente uno dei tre arrestati. Poi la serata con gli amici, finita con la violenza al parco Lambro


Sono stati tutti i identificati gli autori dello stupro di gruppo contro una 17enne cinese, domenica sera al parco Lambro. Sono tutti suoi connazionali: tre sono in stato di fermo, la Squadra mobile sta cercando gli altri. Uno di loro, il primo ad essere stato fermato grazie alle descrizioni della vittima, aveva conosciuto la 17enne in una chat, l'aveva frequentata due volte (una da solo, la seconda con alcuni amici). Ne ha ottenuto la confidenza e domenica sera è andata a prenderla a casa. Il gruppo ha trascorso la serata in un internet cafè, poi in un locale dove tutti hanno cenato. Alla fine la giovane ha chiesto di essere accompagnata a casa, ma è stata portata al parco Lambro dove è stata immobilizzata e stuprata per oltre un'ora da sei dei componenti il branco. Poi è stata portata a casa. Qui le hanno raccomandato di non denunciare l' episodio («se parli chi ci perde sei tu» le avrebbero detto). Un'ora dopo, accompagnata dai genitori, lei è andata in Questura e sporgere denuncia e poi in ospedale dove i medici hanno confermato la plurima violenza sessuale.

DROGA - Alcol e ketamina, un anestetico per cavalli usato come droga tra alcuni esponenti della chinatown milanese. Sarebbe questo il micidiale cocktail sotto il cui effetto hanno agito i responsabili dello stupro. Ancora da stabilire il numero di persone che hanno assistito alla scena: secondo gli inquirenti potrebbero essere 9 o 10. Almeno 5 o 6 quelli che hanno violentato la ragazza. I tre arrestati sono Hu Yimang, ambulante di 33 anni, Zhou Shou Wei, disoccupato di 31 anni e il ventenne Ji Zijie, anche lui disoccupato.





07 agosto 2007 - corriere.it

Schiave del sesso a quindici anni

Giovani, sempre più giovani; non mancano le quindici-sedicenni tra le decine di prostitute rumene (una quarantina almeno) che la sera occupano via Sampierdarena, lungomare Canepa e la Fiumara, dove le auto dei clienti - anche loro sempre più giovani, diciottenni e ventenni attirati da ragazze giovani e carine - trovano riparo nei pressi del parcheggio o anche negli angoli più discreti del silos. «Dall´inizio dell´anno le rumene sono cresciute in maniera esponenziale, e sappiamo che nei prossimi mesi il trend continuerà» concordano forze dell´ordine, operatori di strada e amministratori impegnati in progetti contro la tratta e la schiavitù. La mappa della prostituzione a Genova, fatti salvi i bassi dei vicoli, occupati quasi esclusivamente da sudamericane, si sposta a ponente, da via di Francia, nei pressi del Matitone, a Fiumara, diventato uno dei luoghi più animati sino a tarda sera. Si conferma che sono le nigeriane le più numerose, ma anche quelle sottoposte a veri e propri episodi di schiavitù, mentre l´entrata in Europa della Romania ha aperto la strada appunto ad un afflusso massiccio di donne e ragazze. Che finiscono direttamente in strada.
Moldave e ucraine - così come venezuelane e brasiliane - scelgono infatti sempre più spesso la strada degli appartamenti, come hanno fatto buona parte delle albanesi, specialmente quelle "gestite" dai racket. Mentre sulle strade genovesi si affacciano anche donne bulgare e pakistane, secondo i dati del progetto Sunrise, avviato dal Comune di Genova e arrivato al sesto anno, con risultati importanti nel sostegno a ragazze extracomunitarie che vogliono smetterla con la strada, liberarsi da protettori-padroni e costruirsi un futuro, che vuol dire casa, lavoro, istruzione. Ma la Romania, così come la Bulgaria, fa ora parte della Ue; e le ragazze romene rischiano di essere escluse dai progetti di reinserimento, che nel 2006 hanno riguardato 140 donne, di cui 38 hanno completato il programma e hanno casa e lavoro autonomi. L´allarme lo lancia Massimiliano Morettini, assessore al Centro Storico: «Il bando ministeriale di finanziamento riguarda solo soggetti extraeuropei. Affronteremo questa problematica al tavolo previsto dai Patti per la sicurezza e cercheremo di estendere l´assistenza».
«Le rumene sono destinate ad aumentare perché non possiamo farci nulla: la prostituzione non è un reato, e quindi noi dobbiamo solo capire se sono sfruttate, se dietro di loro c´è un racket o violenze» dice Maria Teresa Canessa, vicequestore responsabile della criminalità extracomunitaria e prostituzione. L´aumento del numero di ragazze, però, fa crollare i prezzi. «In media si fanno pagare cinquanta euro, ma se la serata è stata "bassa", e questo vale a dire una quindicina di clienti, scendono a 25-30 euro. Alcune nigeriane anche meno - dice - Noi possiamo intervenire solo quando ci sono problemi evidenti, oltre che quando le ragazze prendono confidenza e si aprono chiedendo aiuto. La situazione peggiore resta quella delle nigeriane, prigioniere di una tratta che, complice la superstizione legata ai riti magici con cui le maman le assoggettano, hanno paura anche a cercare la fuga, temendo per sé stesse e le loro famiglie. ma non esitiamo a intervenire quando vediamo le ragazze incinte; minorenni o maggiorenni che siano: le costringono a farlo anche a sette mesi di gravidanza... «.
«Minorenni per strada ce ne sono molte, e non da adesso» conferma Emanuela Costa, operatrice della Comunità di San Benedetto impegnata nel progetto "Oltre la Strada" avviato insieme alla Provincia. Accertare l´età è possibile con controlli medici, ad esempio la misurazione del polso, ma non sempre si fa: «Il modo di vestirsi e di atteggiarsi, e anche alcune caratteristiche fisiche possono trarre in inganno».


07/08/07 - Donatella Alfonso - espresso.repubblica.it

Rapina prostituta con un grosso pugnale

TORINO


Ha avvicinato una giovane prostituta fingendosi un cliente ma appena la ragazza, una romena di 21 anni, che per andare a lavorare la sera racconta alla madre di fare la baby sitter, è salita in auto l’ha minacciata con un grosso pugnale rapinandole tutti i soldi che aveva con se, oltre 200 euro. Poi l’ha gettata in strada ed è fuggito ma immediatamente la giovane ha dato l’allarme al 113 e un paio di ore più tardi i poliziotti, che hanno setacciato le zone di Torino in cui storicamente si pratica la prostituzione, hanno arrestato il rapinatore, un italiano di 34 anni con alcuni precedenti.

L’episodio è accaduto questa notte intorno alle mezza in via Pietro Cossa dove la ragazza è stata avvicinata da un uomo su una Bravo grigia che l’ha caricato in auto dopo aver contrattato una prestazione. Mentre i due si dirigevano verso un parcheggio, però, il finto cliente ha bloccato la vettura e ha estratto un grosso coltello puntandolo alla gola della giovane che è stata costretta a consegnargli tutti i suoi soldi. Il rapinatore, che per evitare che la giovane fuggisse aveva chiuso le sicure dell’auto, ha poi aperto la portiere buttando fuori la vittima che ha subito chiamato la polizia.

Sul posto sono intervenuti gli agenti delle volanti che, pensando che l’uomo potesse tentare altre rapine analoghe, hanno esteso le ricerche nelle zone frequentate solitamente da prostitute. E proprio in una di queste, in corso Massimo D’Azeglio, hanno notato l’auto descritta dalla ragazza e l’hanno bloccata. In un primo momento l’uomo ha negato ma di fianco la cambio i poliziotti hanno trovato il pugnale e nelle tasche del rapinatore anche i soldi. Portato in Questura l’uomo ha ammesso dicendo di aver fatto una stupidaggine perchè gli servivano dei soldi per partire con gli amici.


07/08/07 - lastampa.it

Madre suicida in Valtellina

Madre suicida in Valtellina, trovati resti figlio 7 mesi


Si sono spente poco fa le residue speranze di trovare in vita il figlioletto di appena sette mesi della giovane donna valtellinese trovata morta dopo aver inviato al padre un sms annunciandogli, ieri sera, l’intenzione di farla finita.


Gli uomini del Soccorso Alpino hanno trovato su un costone roccioso nei pressi della ‘Forra della Forcola’ alcuni resti che, con tutta probabilità, potrebbero appartenere al piccino. Il rinvenimento è avvenuto a monte della confluenza tra il torrente Braulio, in Alta Valtellina, e l’Adda. Già sono stati portati all’obitorio di Sondalo per essere sottoposti agli accertamenti del caso da parte dell’anatomopatologo incaricato dalla Procura di Sondrio. Il corpo di Deborah C., invece, era stato trovato nella notte grazie alle indicazioni fornite dai famigliari. In quella zona la ragazza si recava spesso con il convivente Andrea V., deceduto a seguito di un incidente stradale.


Pare che ad indurla a togliersi la vita trascinando con sé nel suo disperato gesto anche il figlioletto sia stata proprio la morte del compagno 34enne. Questa mattina sono proseguite le ricerche con impegnati oltre 2 tecnici alpini e speleologi del Soccorso Alpino che hanno battuto l’intera zona della Forra fino a trovare i resti del piccino. Andrea V. era morto il 25 luglio scorso: con la sua moto Yamaha, dopo un sorpasso azzardato, si era schiantato contro una Audi senza avere scampo. Sposato con un’altra donna con la quale aveva avuto altri tre figli, si era poi separato per mettersi con Deborah che, dal giorno della tragedia stradale, era caduta in profondo stato di prostrazione e depressione.


07/08/07 - news.kataweb.it

Muore a cena per un choc anafilattico

E' morto nei giorni scorsi al pronto soccorso dell'ospedale di Copertino Roberto Ianne, 21 anni, figlio di un ristoratore del Nord Leccese. Le prime ipotesi fanno pensare ad uno choc anafilattico. Il giovane studiava lettere e filosofia all'università di Padova ed era tornato a Carmiano per passare le vacanze assieme ad alcuni compagni di studi. I giovani si trovavano a Gallipoli quando decidono di andare in pizzeria.


07/08/07 - dottorsport.info

Basta guerre nel mondo!