Tragedia vicino a Forlì

Tragedia alla periferia di Forlì dove un gruppo di cicloamatori è stato investito da un'auto. Un uomo di 67 anni è morto e due sono ricoverati in gravi condizioni all'ospedale di Cesena. Un terzo ferito grave e altri sei ciclisti con lesioni di media gravità sono stati trasportati negli ospedali di Forlì e Faenza.

L'automobilista, un 53enne di Forlì, ha riferito di essere stato colpito da una crisi diabetica: forse svenuto e con il piede schiacciato sull'acceleratore, dopo aver falciato i ciclisti è finito in un fossato a 500 metri dal luogo dell'incidente. E' stato ricoverato per accertamenti, il test dell'etilometro non ha segnalato la presenza di alcol.


23/08/07 - sportal.it

[l'articolo in oggetto di quello di prima più corretto]

Precisazione importante

Sull'articolo


"Forli', automobilista travolge 10 ciclisti: un morto"


I controlli all'ospedale su alcol e droghe sono risultati negativi per cui si propende ad un malore del conducente, anche se purtroppo tragico. [m.d.r.]

Sicurezza stradale

Sicurezza stradale/ L'Asaps: in troppi la fanno ancora franca


Ancora una volta quando si parla di sicurezza stradale e di inasprimento delle norme in caso di guida in stato di ubriachezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, a farla franca saranno i conducenti scaltri e cosiddetti "esperti grazie al fatto che potranno opporre un rifiuto all'accertamento della propria condizione psicofisica da parte delle forze dell'ordine. Lo dice l'Asaps, l'associazione sostenitori amici della polizia stradale, in un comunicato a firma del presidente Giordano Biserni. Un rifiuto che si traduce - dice l'Asaps - nella possibilità pressoché automatica di vedere trasformata la propria condotta da reato penale ad illecito amministrativo.


"Speravamo - scrive l'associazione - che le recenti modifiche apportate al codice della strada, con il Decreto Legge n. 117 del 3 agosto 2007, potessero rivelarsi determinanti: invece, analizzato bene il testo, emerge l'esatto contrario. L'esigenza di punire le trasgressioni stradali più letali - guida sotto l'effetto di alcol e stupefacenti ed eccesso di velocità - con l'aggravamento del sistema sanzionatorio, era dettata dalla necessita' di creare innanzitutto una maggior deterrenza, possibile peraltro solo con il rinforzo degli organi di polizia stradale e con un maggior coordinamento. Tuttavia, la contemporanea istituzione di tre fasce progressive di violazione e la depenalizzazione del rifiuto da parte del conducente di sottoporsi ad accertamento della propria condizione psicofisica, hanno creato una situazione paradossale: basterà dire di no all'accertamento e quella condotta non potrà che diventare illecito amministrativo.


"Non riusciamo a capire perché il legislatore abbia intrapreso questa strada - dice Biserni - che eminenti esperti consultati concordano con noi nel definire assurda ed irragionevole e sospettabile di incostituzionalità. E' evidente, infatti, la disparità di trattamento tra conducenti che si trovano nelle medesime condizioni di fatto e di diritto". Poniamo il caso che persone in evidente stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti - spiega Biserni - vengano sorprese alla guida di veicoli: alcune soffieranno nell'etilometro o accetteranno di sottoporsi al narcotest, altre invece si rifiuteranno. "Le prime rischieranno sanzioni penali, mentre le seconde resteranno immuni da questa eventualità, configurandosi a loro carico semplici illeciti amministrativi, seppur pesanti". Si è così di fatto instaurata - dice l'Asaps - "un'ingiusta disparità di trattamento, che premia il più furbo o, paradossalmente, il più ubriaco".


Finendo con lo spuntare l'arma in più che il decreto legge pareva aver assicurato alle forze dell'ordine in fatto di contrasto alla guida spericolata. Un conducente che, per esempio, non riesca a soffiare nell'etilometro perché eccessivamente ebbro - e viene citato il caso di un ciclomotorista della provincia di Torino - potrà beneficiare dell'impossibilità della qualificazione del reato da lui commesso, perché il giudice non saprà in relazione a quale grado di ebbrezza giudicarlo (visto che sono previste tre fasce progressive di violazione, a seconda della quantità di alcol nel sangue, e questo rende praticamente impossibile un accertamento sintomatologico da parte della polizia giudiziaria, ndr) né potrà dirsi "non collaborativo" all'esecuzione del test. Infatti - rileva l'Asaps - "non ha rifiutato ma, semplicemente, non poteva". Si è dunque davanti - aggiunge Biserni - "ad una riconosciuta facoltà da parte di persone in evidente stato di ebbrezza di sottrarsi al controllo degli organi di polizia stradale, essendo ormai noto che, per evitare la giustizia in materia di sicurezza stradale, basta dire di no al poliziotto, al carabiniere o al vigile. Ci auguriamo che il legislatore intervenga per evitare che venga sancita per legge l'assoluta impunità.. Oggi, di fatto, la condizione è questa".


23/08/07 - canali.libero.it

Guida in stato d'ebbrezza, ritirate 4 patenti

RAVENNA – Gli agenti della PolStrada di Faenza hanno ritirato nella nottata tra mercoledì e giovedì quattro patenti per guida in stato d’ebbrezza.



Nel mirino delle forze dell’ordine sono finiti quattro automobilisti di età compresa tra 21 e 38 anni sorpresi lungo la Statale 16 Adriatica, all’altezza di Marina di Ravenna, alla guida con un tasso di alcol nel sangue superiore ai 0,50 grammi per litro consentiti dalla legge.



Il meno ubriaco è stato fermato con 0,96, mentre il più alticcio è risultato avere 2.20 gr/lt di alcol.


23/08/07 - romagnaoggi.it

Forli', automobilista travolge 10 ciclisti: un morto

FORLI'(23 agosto) - Un automobilista di 53 anni, G. S., ha travolto questa mattina sulla via Bidente, alla periferia di Forlì, 10 ciclisti ammazzandone uno, G.C.B., di 67 anni e rerendone 9. Due sono in gravi condizioni e sono stati ricoverati all'ospedale Bufalini di Cesena. Un terzo ferito in gravi condizioni e cinque ciclisti che hanno riportato lesioni di media gravità sono ricoverati a Forlì. Un altro, infine, è stato trasportato all'ospedale di Faenza. Le indagini sono coordinate dal Pm Alessandro Mancini.

Ancora poco chiara la dinamica dell'incidente, su cui indaga la polizia municipale. Il conducente dell'auto, un uomo di Forlì, e i ciclisti viaggiavano nella stessa direzione di marcia, da Forlì verso Mendola, quando l'automobilista ha travolto il gruppo di ciclisti, finendo poi in un fossato 500 metri più avanti. L'uomo ha riferito agli agenti di essere stato colpito da una crisi diabetica, e per questo avrebbe perso il controllo del veicolo: probabilmente svenuto, e con il piede schiacciato sull'acceleratore, dopo aver investito da dietro i ciclisti. Il conducente dell'auto è stato ricoverato all'ospedale Pierantoni-Morgagni di Forlì per accertamenti, mentre il test dell'etilometro compiuto immediatamente non avrebbe segnalato la presenza di alcol.


23/08/07 - ilmessaggero.it

Auto centra gruppo di cicloamatori a Forli'

Auto centra gruppo di cicloamatori a Forli', un morto e due feriti


Forlì, 23 agosto 2007

Un gruppo di cicloamatori è stato investito questa mattina, poco prima delle 8, da un'auto in via Bidente a Carpena, alla periferia di Forli'. Pesante il bilancio dell' incidente: uno dei ciclisti, un forlivese di 67 anni, Giancarlo Bianchi, è morto, due sono stati ricoverati in gravi condizioni all'ospedale Bufalini di Cesena, gli altri sette sono stati trasportati al pronto soccorso dell'ospedale di Forlì.

L'automobilista - G.S., 53 anni, residente a Forlì - dopo l'investimento ha proseguito la marcia a bordo della sua Opel Corsa, ma dopo circa mezzo chilometro, all'altezza di una rotonda, la vettura è finita in un fosso.

Secondo i primi accertamenti degli agenti della Polizia municipale, intervenuti assieme al 118 e al Pm di turno, il conducente non era sotto l'effetto di alcol o stupefacenti, ma più probabilmente in preda ad una crisi dovuta alle sue condizioni di salute.


23/08/07 - rai.it

Confiscata moto prestata ad un amico

ALBENGA

La proprietaria rischia di non vedere più la motocicletta e di dover pagare le spese per la custodia in un deposito a Leca d'Albenga


Presta la moto ad un amico per andare il discoteca, lui esagera con l'alcol e gli agenti della Polstrada lo denunciano per guida in stato di ebbrezza, sequestrando il mezzo. Quando l'avvocato chiede la riconsegna della Yamaha T-Max, la Prefettura respinge la richiesta in base a un decreto legge del 1992, secondo il quale "è sempre disposta la confisca del veicolo in tutti i casi in cui un ciclomotore o un motoveicolo sia stato adoperato per commettere un reato". La proprietaria rischia dunque di non vedere più la motocicletta e di dover pagare le spese per la custodia in un deposito a Leca d'Albenga, a causa del "favore".
Il sequestro è avvenuto a fine giugno e ieri mattina il legalealbenganese Mauro Vannucci (avvocato del possessore) ha depositato in tribunale un ricorso al giudice di pace. "La mia cliente è assolutamente estranea al reato di guida in stato di ebbrezza", scrive Vannucci nel reclamo. "Ad oggi, la proprietaria subisce un considerevole danno patrimoniale. Il sequestro preventivo per fini di difesa sociale non può sacrificare in modo indiscriminato i diritti patrimoniali dei cittadini, sottraendo loro la disponibilità di mezzi, che è lecita e non costituisce reato", sottolinea il legale.Vannucci ricorda anche la restituzione delle autovetture ai guidatori ubriachi, ordinata dal pubblico ministero savonese Alberto Landolfi.
"È inaccettabile questa disparità di trattamento tra chi guida unautomobile e chi viaggia a bordo di un motociclo o di un ciclomotore", aggiunge Vannucci, che osserva: "I diritti devono essere gli stessi per tutti e non possono cambiare in base al mezzo di trasporto. Se si applica alla lettera la normativa che ha colpito la mia assistita, si confiscano i veicoli a centinaia di motociclisti, nello stesso periodo in cui un magistrato decide di riconsegnare le automobili ai legittimi proprietari, responsabili dello stesso identico reato".


23/08/07 - ponentenotizie.it

Strade più sicure?

Il decreto del Ministro Bianchi garantisce strade più sicure?


Il decreto del Ministro Bianchi non fa sconti. Ora, sembrerebbe che sulle strade ci sia più sicurezza, il viaggiatore scorretto è avvisato. Eppure ho i miei dubbi. Questo perchè, senza fare eccessivo sociologismo, la composizione della società prevede sempre una parte di irriducibili, disaffezionati alla vita della comunità degli uomini, dediti a droghe ed alcol ( e qui il problema diventa sociale e delicato). Allora questi come si convincono ad essere autisti modelli? Non lo so se con la prevezione funzioni, forse il controllo dovrebbe essere a monte, a partire da coloro che costruiscono le auto, ma questo è un altro discorso.


Una cosa, però mi fa sorridere. Se i neopatentati non possono guidare automobili con velocità superiore a 50 km orari, io mi chiedo in quale mercato esistono questi tipo di auto? Non è forse certo che l'85% delle auto prodotte superi i 200 Km orari? Forse una bici elettrica, visto che quella a pedale può fare 35 km orari. Mah! sarà che la legge spesso è scritta non tenendo conto della realtà. Così come quella norma che prevede il controllo della quantità di alcol presente nell'organismo. Pare che i posti di blocco ne siano privi. Allora?


© Copyright Comincialitalia.net - 23/08/07 - comincialitalia.net

Donna ubriaca finisce contro un albero

Donna ubriaca finisce contro un albero e aggredisce i carabinieri


Ennesima "vittima" della piaga dell'alcolismo in provincia di Teramo. E' solo per puro caso o, se preferite, per fortuna, che l'acool (forse, sotto certi aspetti, peggio della droga per gli effetti a lunga scadenza sull'organismo) non abbia causato l'ennesimo triste episodio di morte a cui purtroppo capita ultimamente di assistere sempre più di frequente sulle strade della nostra provincia.

Ieri notte 21 agosto 2007 a Silvi Marina, verso le ore 2 antimeridiane, nei pressi del laghetto sito in centro una giovane donna della Lituana, S.N. di 26 anni, forse a causa della forte velocità e dello stato di alterazione psicofisica determinato dall'eccessiva assunzione di sostanze alcoliche, è finita fuori strada. La donna, che scorrazzava a bordo della sua autovettura Mercedes, classe A, avrebbe centrato in pieno un albero. Per fortuna senza conseguenze almeno immediate per la giovane. A poca distanza vi erano numerosi turisti che si trovavano in un locale notturno: quando sono accorsi sul posto per aiutarla, secondo la ricostruzione fornita ai carabinieri, venivano aggrediti.

In pratica son dovuti scappare per chiedere aiuto a loro volta ai militari. Sul posto è giunta una pattuglia del Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Giulianova. I militari hanno notato subito lo stato di alterazione psicofisica della donna e quando la invitavano a sottoporsi al test dell'etilometro, questa li avrebbe colpiti con calci e pugni, procurando loro piccole escoriazioni al volto ed alle braccia. L'alcool ha aumentato l'aggressività e la forza della donna, tant'è che i militari hanno dovuto faticare non poco per farla salire a bordo dell'auto di servizio, mentre i numerosi turisti assistevano increduli alla scena. Così è finita la notte brava di una giovane lituana, adesso detenuta nel carcere di Castrogno a Teramo con l'accusa di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

22/08/2007 - ilquotidiano.it

Aids: nuovi studi sul rischio contagio

ROMA – Un team di ricercatori ugandesi del Makerere University Institute of Public Health ha presentato a Sidney, durante la Conferenza internazionale sull’Aids, una ricerca che attesta quanto nell'uomo lavarsi i genitali immediatamente dopo aver avuto rapporti sessuali accresce il rischio di contrarre il virus dell’Hiv.

Le tesi sostenute sono state pubblicate sul New York Times e affermano che prima ci si lava, più alto è il rischio di infettarsi: entro tre minuti dal rapporto si ha il 2,3 per cento di probabilità di contrarre il virus dell’Aids, contro lo 0.4 per cento di chi aspetta più di dieci minuti prima di correre in bagno. Il risultato, di per sé sorprendente perchè va contro tutte le regole del buon senso per l’igiene intima, è frutto di uno studio condotto su oltre duemila uomini non circoncisi, di età compresa tra i quindici e i quantanove anni. L’obiettivo dei ricercatori è stato capire se lavarsi con cura potesse essere una valida alternativa alla circoncisione, efficace per proteggere dall’Aids.

Secondo Fredrick E. Makumbi, che ha guidato la ricerca, molte sono le spiegazioni possibili. Tra queste, l’esposizione prolungata all’acidità delle secrezioni vaginali che intacca la capacità del virus di sopravvivere sul pene, al contrario, il ph neutro dell’acqua potrebbe allungarne la vita. Intanto, negli Stati Uniti, a Seattle, è in corso un meeting di mille scienziati impegnati nella ricerca di vaccino per debellare la malattia: il Paese dove esistono le varianti più resistenti è l’Africa.
Per questo, più che un vaccino contro il virus stesso, gli scienziati ne stanno cercando uno che serva a prevenirne la trasmissione.


23/08/07 - diregiovani.it

Basta guerre nel mondo!