A lanciarla, l'osservatorio regionale sulle dipendenze
Alcol solo ai maggiori di 21 anni. La proposta arriva dal Nordest, dall'Osservatorio Regionale sulle Dipendenze del Veneto.
L'allarme e' serio, stando almeno ai dati diffusi dall'Osservatorio, dove emerge che ragazzini di 14 anni riescono a consumare anche 20 cocktail superalcolici in una sera; giovanotti minorenni che (quasi uno su due, dicono i dati dell'Osservatorio) dichiarano di essersi ubriacati pesantemente nell'ultimo mese. Tutto mentre i genitori iniziano ad accorgersi della dipendenza da alcol dei figli troppo tardi: dopo, minimo, quattro anni dall'inizio del problema.
E poi vi sono una serie di ricerche che dimostrano la pericolosita' di vino e superalcolici al di sotto di una certa eta': "intendiamo - spiega Giovanni Serpelloni, responsabile dell'Osservatorio - chiedere l'innalzamento del divieto di vendita di alcolici a 21 anni perche' e' stato dimostrato che prima di quell'eta' e' meno facile smaltire l'alcol per questioni biologiche".
A suffragare ulteriormente queste teorie, delle ricerche in corso all'Ernest Gallo Clinic Research di San Francisco, dove si stanno studiando quali effetti genetici ha l'alcol sul corpo umano. Cosi ecco l'appello dell'osservatorio: "serve un giro di vite sulla vendita delle sostanze alcoliche" puntualizza Serpelloni.
20/11/07 - vita.it
Ci trovate anche qui
Giovani, sondaggio shock: dilagano fumo e alcol
Cosa vuoi fare da grande? Al primo posto fare il “personaggio famoso”. E’ quanto emerge da un’ indagine svolta dalla Società italiana di pediatria che ha intervistato 1.251 bambini tra i 12 ed i 14 anni. Non solo. Il dato più sconvolgente è rappresentato dal 37,4% del campione che ha risposto di aver visto un amico ubriaco, mentre la percentuale sale sino al 44,3% alla domanda se si conosce qualcuno tra gli amici che fuma canne. Tra le ‘sfide’ anche il sesso non protetto.
L’allarme era stato lanciato alcuni giorni fa dal ministro degli Interni, Giuliano Amato, (“Ho saputo che ci sono dei bambini che si giocano a dadi centinaia di euro e poi organizzano la baby-prostituzione per pagarsi i debiti”), ora è una certezza. La gioventù del terzo millennio è radicalmente cambiata, ispirata a quanto offre il tubo catodico e dalla voglia di fare le “cose da grandi”, come bere, fumare e fare sesso.
Una volta le bambine giocavano con le bambole, mentre i bambini rincorrevano il pallone. Ora, invece, i ragazzini arrivano già adulti. Le femmine hanno abbandonato le bambole per truccarsi e farsi belle, mentre tra i maschi prevale il desiderio di sballarsi con alcol e fumo e avere rapporti sessuali promiscui.
20/11/07 - romagnaoggi.it
L’allarme era stato lanciato alcuni giorni fa dal ministro degli Interni, Giuliano Amato, (“Ho saputo che ci sono dei bambini che si giocano a dadi centinaia di euro e poi organizzano la baby-prostituzione per pagarsi i debiti”), ora è una certezza. La gioventù del terzo millennio è radicalmente cambiata, ispirata a quanto offre il tubo catodico e dalla voglia di fare le “cose da grandi”, come bere, fumare e fare sesso.
Una volta le bambine giocavano con le bambole, mentre i bambini rincorrevano il pallone. Ora, invece, i ragazzini arrivano già adulti. Le femmine hanno abbandonato le bambole per truccarsi e farsi belle, mentre tra i maschi prevale il desiderio di sballarsi con alcol e fumo e avere rapporti sessuali promiscui.
20/11/07 - romagnaoggi.it
Sicurezza stradale, cifre di guerra
Milano 20/11/2007 - "Sensibilizzare e sollecitare gli enti preposti ad avviare finalmente quel circuito virtuoso di provvedimenti che consentano di ridurre drasticamente il numero degli incidenti stradali, in Italia a livelli intollerabili: 8.000 morti e 25.000 invalidi gravi ogni anno, un bollettino di guerra che pone il nostro Paese quale fanalino di coda in Europa per la sicurezza stradale", ci spiega Domenico Musicco, legale dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada. Una Giornata mondiale dedicata alla sicurezza stradale quella di domenica scorsa, che l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha voluto dedicare al problema e che l'onlus italiana che raggruppa le vittime e i familiari della strada ha voluto ricordare con eventi dal forte impatto emotivo, come la "manifestazione delle croci" a Travagliato, in provincia di Brescia.
Nel mondo ogni anno si calcola in un milione e mezzo il numero delle persone che muoiono per incidenti stradali e sconfinata è la cifra dei feriti. Numeri che fanno impressione, che superano quelli di qualsiasi guerra, tanto che per il 2007, per la prima volta, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha voluto istituire nella terza domenica di novembre la "Giornata mondiale del ricordo" di queste vittime, invitando i governi e le ONG di tutto il mondo alla commemorazione di queste. Una preghiera inserita anche nell'Angelus letto domenica scorsa da Papa Benedetto XVI. Sempre a Roma in serata sono stati accesi in piazza del Campidoglio potenti fari puntati verso coloro che non ci sono più, un fascio di luce proiettato in cielo e che andrà a unirsi con quelli accesi in Francia, Spagna, Inghilterra, Messico ed altri Paesi aderenti all'iniziativa. Ma sono 98 le città italiane che hanno ricordato la giornata con manifestazioni varie.
Particolarmente significativa la cerimonia che si è svolta dalle ore 10 alle 18 a Travagliato, in piazza Libertà: la ormai tradizionale "Manifestazione delle Croci" ha visto esposte sul piazzale tante croci quante le persone che hanno perso la vita in incidenti stradali nella provincia di Brescia: 164 persone soltanto nel 2006, un ben triste primato. Un sacrificio insopportabile, da sottrarre all'indifferenza con il ricordo vivo di quei cari che non ci sono più. "La manifestazione delle croci a Travagliato è volta da un lato a sensibilizzare gli utenti della strada sulle conseguenze troppe volte tragiche degli incidenti stradali - ci dice Domenico Musicco, legale dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada - dall'altro a sollecitare tutti gli enti preposti (Parlamento, Governo, forze dell'ordine, magistratura) ad avviare finalmente quel circuito virtuoso di iniziative e provvedimenti che consentano di ridurre drasticamente il numero dei sinistri stradali, che si mantiene in Italia a livelli intollerabili: 8.000 morti l'anno e 25.000 invalidi gravi. Questo il bollettino di guerra che pone l'Italia come fanalino di coda in Europa per la sicurezza stradale".
Un percorso lunghissimo quello per rendere più sicura la circolazione stradale. Il legale dell'Aifvs ha espresso apprezzamento per le recenti modifiche al Codice della Strada che hanno inasprito le pene per i reati connessi alla circolazione stradale, pur nel "dissenso critico verso una legislazione che si presenta confusa e non garantisce la certezza della pena: sono state inasprite anche eccessivamente le sanzioni di carattere economico nei confronti di tutti, ma non è stata invece prevista una soglia minima di pena per chi uccide su strada, spesso sotto effetto di alcol e droghe - dice l'Avv. Musicco, che aggiunge - Le pene, in questo caso, rischiano di restare sulla carta. Da tempo propongo di stabilire per questi gravissimi casi di omicidi stradali, commessi da veri e propri pirati della strada, una pena certa e immediatamente applicata di tre mesi di carcere e quattro anni di sospensione della patente. Naturalmente, nelle ipotesi più gravi, le pene andranno aumentate, valutando caso per caso. Annunciare delle pene esemplari, attraverso i mezzi di informazione, sapendo poi che non troveranno alcuna applicazione pratica, non può risolvere la piaga della strage stradale e ci pone lontani anni luce dall'obiettivo europeo del dimezzamento del numero dei morti su strada entro il 2010".
20/11/07 - tgcom.mediaset.it
Nel mondo ogni anno si calcola in un milione e mezzo il numero delle persone che muoiono per incidenti stradali e sconfinata è la cifra dei feriti. Numeri che fanno impressione, che superano quelli di qualsiasi guerra, tanto che per il 2007, per la prima volta, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha voluto istituire nella terza domenica di novembre la "Giornata mondiale del ricordo" di queste vittime, invitando i governi e le ONG di tutto il mondo alla commemorazione di queste. Una preghiera inserita anche nell'Angelus letto domenica scorsa da Papa Benedetto XVI. Sempre a Roma in serata sono stati accesi in piazza del Campidoglio potenti fari puntati verso coloro che non ci sono più, un fascio di luce proiettato in cielo e che andrà a unirsi con quelli accesi in Francia, Spagna, Inghilterra, Messico ed altri Paesi aderenti all'iniziativa. Ma sono 98 le città italiane che hanno ricordato la giornata con manifestazioni varie.
Particolarmente significativa la cerimonia che si è svolta dalle ore 10 alle 18 a Travagliato, in piazza Libertà: la ormai tradizionale "Manifestazione delle Croci" ha visto esposte sul piazzale tante croci quante le persone che hanno perso la vita in incidenti stradali nella provincia di Brescia: 164 persone soltanto nel 2006, un ben triste primato. Un sacrificio insopportabile, da sottrarre all'indifferenza con il ricordo vivo di quei cari che non ci sono più. "La manifestazione delle croci a Travagliato è volta da un lato a sensibilizzare gli utenti della strada sulle conseguenze troppe volte tragiche degli incidenti stradali - ci dice Domenico Musicco, legale dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada - dall'altro a sollecitare tutti gli enti preposti (Parlamento, Governo, forze dell'ordine, magistratura) ad avviare finalmente quel circuito virtuoso di iniziative e provvedimenti che consentano di ridurre drasticamente il numero dei sinistri stradali, che si mantiene in Italia a livelli intollerabili: 8.000 morti l'anno e 25.000 invalidi gravi. Questo il bollettino di guerra che pone l'Italia come fanalino di coda in Europa per la sicurezza stradale".
Un percorso lunghissimo quello per rendere più sicura la circolazione stradale. Il legale dell'Aifvs ha espresso apprezzamento per le recenti modifiche al Codice della Strada che hanno inasprito le pene per i reati connessi alla circolazione stradale, pur nel "dissenso critico verso una legislazione che si presenta confusa e non garantisce la certezza della pena: sono state inasprite anche eccessivamente le sanzioni di carattere economico nei confronti di tutti, ma non è stata invece prevista una soglia minima di pena per chi uccide su strada, spesso sotto effetto di alcol e droghe - dice l'Avv. Musicco, che aggiunge - Le pene, in questo caso, rischiano di restare sulla carta. Da tempo propongo di stabilire per questi gravissimi casi di omicidi stradali, commessi da veri e propri pirati della strada, una pena certa e immediatamente applicata di tre mesi di carcere e quattro anni di sospensione della patente. Naturalmente, nelle ipotesi più gravi, le pene andranno aumentate, valutando caso per caso. Annunciare delle pene esemplari, attraverso i mezzi di informazione, sapendo poi che non troveranno alcuna applicazione pratica, non può risolvere la piaga della strage stradale e ci pone lontani anni luce dall'obiettivo europeo del dimezzamento del numero dei morti su strada entro il 2010".
20/11/07 - tgcom.mediaset.it
Alcol, dopo le 2 è vietato ma in disco scorre a fiumi
Succede anche a Torino: alcolici e birre nascoste nelle auto, chioschetti e ambulanti pronti a vendere ogni tipo di bevanda. Sono le conseguenze della discussa legge che vieta alle discoteche di vendere gli alcolici dopo le 2 notte.
Dopo la "pausa sigaretta" diventa così di moda la "pausa bevuta", che costringe i ragazzi che vogliono rifornirsi di alcol ad uscire dalle discoteche per andare al bar o chiosco più vicino, o più semplicemente, a brindare nei parcheggi prima di tornare sotto la pioggia di luci e musica. Per questo, da un mese e mezzo (la legge è entrata in vigore il 3 ottobre) i bar del Lungo Po fanno affari d'oro, a scapito delle discoteche dei Murazzi. E, ancora, gli ambulanti che prima vendevano i mazzi di rose ora girano ai Muri e all'Imbarchino con casse di birra.
Regole solo per qualcuno
La Drogheria, il Lab, il Caffè 21 sono tra i locali che più hanno beneficiato della legge, perché molti scelgono i "locali da aperitivo" e i pub per rifornirsi o imbottirsi di alcol in vista della discoteca. Per non parlare delle vinerie del Quadrilatero, che prima vendevano bicchieri di vino da consumare all'interno del locale, mentre adesso vendono bottiglie "che i ragazzi si portano fuori". Fatta la legge, insomma, ecco spuntare vari modi per "aggirarla". La norma vieta infatti la somministrazione di bevande alcoliche solo nei locali "dove si svolgono spettacoli e altre forme di intrattenimento". In parole povere: le discoteche. Non i bar nè i ristoranti, ma nemmeno gli autogrill (alla faccia della prevenzione alla guida in stato di ebbrezza), o le enoteche.
Tutti vogliono bere
Le discoteche lamentano un netto calo nella vendita di bevande, ma prima delle 2 anche lì si fanno affari d'oro. Ciò che prima si vendeva in 3/4 ore, adesso va dall'1 alle 2. "Ragazzi, affrettatevi! Mancano solo 20 minuti" viene urlato dai microfoni del "Centralino" (ma non solo), e la "corsa" con ressa ai banconi coinvolge tutti. C'è anche chi acquista bottiglie di spumante e le nasconde sotto i cuscini dei divanetti e chi, ancora, porta con sé delle "fiaschette" di superalcolici da tenere in tasca.Il nomadismo
Una delle conseguenze più evidenti della legge è il proliferare del "nomadismo notturno": tutti in giro, in auto, a cercare chi vende alcol di sottobanco o un pub aperto anche a notte inoltrata. Quanto al problema della guida in stato di ebbrezza, pochi problemi: l'unico incentivo a non bere è dato dai controlli della polizia. Quanto all'etilometro messo a disposizione dalle discoteche, nessuno, in 60 giorni, ne ha fatto richiesta.
Daniele Angi - 20/11/07 - city.corriere.it
Dopo la "pausa sigaretta" diventa così di moda la "pausa bevuta", che costringe i ragazzi che vogliono rifornirsi di alcol ad uscire dalle discoteche per andare al bar o chiosco più vicino, o più semplicemente, a brindare nei parcheggi prima di tornare sotto la pioggia di luci e musica. Per questo, da un mese e mezzo (la legge è entrata in vigore il 3 ottobre) i bar del Lungo Po fanno affari d'oro, a scapito delle discoteche dei Murazzi. E, ancora, gli ambulanti che prima vendevano i mazzi di rose ora girano ai Muri e all'Imbarchino con casse di birra.
Regole solo per qualcuno
La Drogheria, il Lab, il Caffè 21 sono tra i locali che più hanno beneficiato della legge, perché molti scelgono i "locali da aperitivo" e i pub per rifornirsi o imbottirsi di alcol in vista della discoteca. Per non parlare delle vinerie del Quadrilatero, che prima vendevano bicchieri di vino da consumare all'interno del locale, mentre adesso vendono bottiglie "che i ragazzi si portano fuori". Fatta la legge, insomma, ecco spuntare vari modi per "aggirarla". La norma vieta infatti la somministrazione di bevande alcoliche solo nei locali "dove si svolgono spettacoli e altre forme di intrattenimento". In parole povere: le discoteche. Non i bar nè i ristoranti, ma nemmeno gli autogrill (alla faccia della prevenzione alla guida in stato di ebbrezza), o le enoteche.
Tutti vogliono bere
Le discoteche lamentano un netto calo nella vendita di bevande, ma prima delle 2 anche lì si fanno affari d'oro. Ciò che prima si vendeva in 3/4 ore, adesso va dall'1 alle 2. "Ragazzi, affrettatevi! Mancano solo 20 minuti" viene urlato dai microfoni del "Centralino" (ma non solo), e la "corsa" con ressa ai banconi coinvolge tutti. C'è anche chi acquista bottiglie di spumante e le nasconde sotto i cuscini dei divanetti e chi, ancora, porta con sé delle "fiaschette" di superalcolici da tenere in tasca.Il nomadismo
Una delle conseguenze più evidenti della legge è il proliferare del "nomadismo notturno": tutti in giro, in auto, a cercare chi vende alcol di sottobanco o un pub aperto anche a notte inoltrata. Quanto al problema della guida in stato di ebbrezza, pochi problemi: l'unico incentivo a non bere è dato dai controlli della polizia. Quanto all'etilometro messo a disposizione dalle discoteche, nessuno, in 60 giorni, ne ha fatto richiesta.
Daniele Angi - 20/11/07 - city.corriere.it
Alcol e droghe: a Termoli ne fa uso uno studente su tre
di Stefano Di Leonardo
Termoli. «Oltre il 30 per cento dei giovani intervistati ha dichiarato di far uso di droghe». E’ il dato più preoccupante – e clamoroso - messo in evidenza dal professor Antonello Miccoli che nella mattinata di lunedì, 19 novembre, ha presentato al cinema Sant’Antonio i risultati di un suo studio sul disagio giovanile e l’uso di alcool e droghe in diverse realtà delle scuole del Sud Italia. In particolare la ricerca ha avuto modo di mettere a confronto le esperienze di oltre 600 ragazzi del biennio di tre istituti di scuola media superiore di Termoli: il liceo Scientifico “Alfano”, l’Istituto tecnico Commerciale “Boccardi” e l’Istituto Alberghiero.
Il progetto, voluto dal Comune di Termoli e realizzato insieme col Faced, ha scoperchiato dati preoccupanti che rivelano come alcool e droghe siano ormai da considerare “realtà non trascurabili” della vita degli adolescenti di oggi. Fra i ragazzi presi in esame dallo studio, tutti di età compresa fra i 14 e i 16 anni, emergono delle verità scomode e troppo spesso ignorate. Uno studente su tre fra quelli a cui é stato sottoposto il questionario, ha dichiarato di far uso di droghe. Tanti e vari i tipi di sostanze stupefacenti di cui i ragazzi fanno uso. Si va dalla marijuana, di sicuro la droga più diffusa, fino alle anfetamine e all’Lsd. Molti dichiarano di farlo per evadere dalla realtà, per cercare piacere o per “essere come gli altri”.
Ancor più diffuso é il ricorso all’alcool, dalla birra ai superalcoolici, quali liquori e cocktail. L’alcool viene consumato con più frequenza dagli adolescenti grazie alla maggiore facilità nel procurarselo, ma anche perché sono in tanti a credere che faccia meno male. «Con l’età aumenta il consumo delle sigarette e delle droghe leggere, che molto spesso circolano fra gli amici» ha detto il professor Miccoli.
La ricerca sugli studenti degli istituti termolesi ha mostrato altri dati interessanti. «Fra i giovani si segnala un sempre maggiore distacco dal mondo politico e più in generale c’é un sentimento di sfiducia nelle istituzioni, anche verso le forze dell’ordine e i magistrati » ha dichiarato il professore spiegando come i ragazzi facciano più affidamento al mondo della famiglia e degli amici.
Tuttavia, è proprio il ricorso frequente ad alcool e droga a focalizzare l’attenzione degli studiosi: «C’é bisogno di prevenzione permanente in tutti gli ambiti, dalla scuola alla famiglia, dall’ambito lavorativo a quello ricreativo». Il traguardo finale illustrato dal professore «é quello di una società migliore».
Sul tasto della prevenzione avevano battuto in qualche modo anche il vescovo De Luca che ha fatto riferimento «all’importanza degli incontri nella vita», e il vice sindaco Filippo Monaco che ha sottolineato come sia «fondamentale il dialogo all’interno della famiglia».
Dopo l’intervento della professoressa Flora Cocco secondo cui lo studio ha «focalizzato l’attenzione sulla voglia di “riuscire nella vita” che invoglia a giovani a superare i problemi personali», é stato il turno di una rappresentazione messa in scena dai ragazzi dell’associazione “Il Noce” di Termoli. I ragazzi hanno inscenato “La piramide delle dipendenze” lanciando un messaggio ben chiaro. «Aiutandoci l’un l’altro e parlando fra noi» ha detto uno di loro «allontaneremo le dipendenze e raggiungeremo la libertà».
Gli stessi ragazzi de “Il Noce” hanno poi letto ai ragazzi presenti delle testimonianze scritte da alunni di quegli stessi istituti interessati dallo studio. L’ilarità e l’indifferenza di molti di loro strideva terribilmente con frasi di grande sincerità che in molti casi parevano vere e proprie grida d’aiuto e che sono state lette in un clima da tranquilla gita scolastica: «Avevo pensato di ammazzare tutti i miei amici, ma poi ho pensato che era più giusto ammazzare me stesso. Voglio provare l’ebbrezza del suicidi».
19.11.07 - primonumero.it
Termoli. «Oltre il 30 per cento dei giovani intervistati ha dichiarato di far uso di droghe». E’ il dato più preoccupante – e clamoroso - messo in evidenza dal professor Antonello Miccoli che nella mattinata di lunedì, 19 novembre, ha presentato al cinema Sant’Antonio i risultati di un suo studio sul disagio giovanile e l’uso di alcool e droghe in diverse realtà delle scuole del Sud Italia. In particolare la ricerca ha avuto modo di mettere a confronto le esperienze di oltre 600 ragazzi del biennio di tre istituti di scuola media superiore di Termoli: il liceo Scientifico “Alfano”, l’Istituto tecnico Commerciale “Boccardi” e l’Istituto Alberghiero.
Il progetto, voluto dal Comune di Termoli e realizzato insieme col Faced, ha scoperchiato dati preoccupanti che rivelano come alcool e droghe siano ormai da considerare “realtà non trascurabili” della vita degli adolescenti di oggi. Fra i ragazzi presi in esame dallo studio, tutti di età compresa fra i 14 e i 16 anni, emergono delle verità scomode e troppo spesso ignorate. Uno studente su tre fra quelli a cui é stato sottoposto il questionario, ha dichiarato di far uso di droghe. Tanti e vari i tipi di sostanze stupefacenti di cui i ragazzi fanno uso. Si va dalla marijuana, di sicuro la droga più diffusa, fino alle anfetamine e all’Lsd. Molti dichiarano di farlo per evadere dalla realtà, per cercare piacere o per “essere come gli altri”.
Ancor più diffuso é il ricorso all’alcool, dalla birra ai superalcoolici, quali liquori e cocktail. L’alcool viene consumato con più frequenza dagli adolescenti grazie alla maggiore facilità nel procurarselo, ma anche perché sono in tanti a credere che faccia meno male. «Con l’età aumenta il consumo delle sigarette e delle droghe leggere, che molto spesso circolano fra gli amici» ha detto il professor Miccoli.
La ricerca sugli studenti degli istituti termolesi ha mostrato altri dati interessanti. «Fra i giovani si segnala un sempre maggiore distacco dal mondo politico e più in generale c’é un sentimento di sfiducia nelle istituzioni, anche verso le forze dell’ordine e i magistrati » ha dichiarato il professore spiegando come i ragazzi facciano più affidamento al mondo della famiglia e degli amici.
Tuttavia, è proprio il ricorso frequente ad alcool e droga a focalizzare l’attenzione degli studiosi: «C’é bisogno di prevenzione permanente in tutti gli ambiti, dalla scuola alla famiglia, dall’ambito lavorativo a quello ricreativo». Il traguardo finale illustrato dal professore «é quello di una società migliore».
Sul tasto della prevenzione avevano battuto in qualche modo anche il vescovo De Luca che ha fatto riferimento «all’importanza degli incontri nella vita», e il vice sindaco Filippo Monaco che ha sottolineato come sia «fondamentale il dialogo all’interno della famiglia».
Dopo l’intervento della professoressa Flora Cocco secondo cui lo studio ha «focalizzato l’attenzione sulla voglia di “riuscire nella vita” che invoglia a giovani a superare i problemi personali», é stato il turno di una rappresentazione messa in scena dai ragazzi dell’associazione “Il Noce” di Termoli. I ragazzi hanno inscenato “La piramide delle dipendenze” lanciando un messaggio ben chiaro. «Aiutandoci l’un l’altro e parlando fra noi» ha detto uno di loro «allontaneremo le dipendenze e raggiungeremo la libertà».
Gli stessi ragazzi de “Il Noce” hanno poi letto ai ragazzi presenti delle testimonianze scritte da alunni di quegli stessi istituti interessati dallo studio. L’ilarità e l’indifferenza di molti di loro strideva terribilmente con frasi di grande sincerità che in molti casi parevano vere e proprie grida d’aiuto e che sono state lette in un clima da tranquilla gita scolastica: «Avevo pensato di ammazzare tutti i miei amici, ma poi ho pensato che era più giusto ammazzare me stesso. Voglio provare l’ebbrezza del suicidi».
19.11.07 - primonumero.it
Ebbrezza al volante: controlli
Galliate - Trentacinque veicoli fermati e due patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza.
È il bilancio di un servizio di controlli notturni mirato alla sicurezza stradale e, in particolare, al contrasto del pericoloso fenomeno della guida in stato di ebbrezza, messo in atto nella notte tra venerdì e sabato dal Comando di Polizia municipale di Galliate.
Nell’arco della notte - il servizio si è articolato tra le 22,30 e le 4 circa e ha coinvolto due agenti e due ispettori del Comando galliatese - sono stati fermati e controllati trentacinque veicoli, e tutti i conducenti sono stati sottoposti all’etilotest preventivo.
Dei quattro autisti risultati positivi al test “precursore” e controllati quindi con l’etilometro, due si sono rivelati in stato di ebbrezza: per loro è scattato il ritiro della patente.
Nell’ambito dei controlli, gli agenti hanno provveduto anche al ritiro di una carta di circolazione, per un altro tipo di violazione.
Laura Cavalli - 19.11.07 - corrieredinovara.it
È il bilancio di un servizio di controlli notturni mirato alla sicurezza stradale e, in particolare, al contrasto del pericoloso fenomeno della guida in stato di ebbrezza, messo in atto nella notte tra venerdì e sabato dal Comando di Polizia municipale di Galliate.
Nell’arco della notte - il servizio si è articolato tra le 22,30 e le 4 circa e ha coinvolto due agenti e due ispettori del Comando galliatese - sono stati fermati e controllati trentacinque veicoli, e tutti i conducenti sono stati sottoposti all’etilotest preventivo.
Dei quattro autisti risultati positivi al test “precursore” e controllati quindi con l’etilometro, due si sono rivelati in stato di ebbrezza: per loro è scattato il ritiro della patente.
Nell’ambito dei controlli, gli agenti hanno provveduto anche al ritiro di una carta di circolazione, per un altro tipo di violazione.
Laura Cavalli - 19.11.07 - corrieredinovara.it
Aggredisce 4 ragazzi senza motivo
Indagato per lesioni gravi
RAVENNA – Ha aggredito quattro adolescenti perché con bici e motorini gli ostruivano il passaggio per il parcheggio. Complice, da quanto emerso, una buona dose d’alcol. E’ stato indagato per lesioni personali gravi un 65enne che ieri pomeriggio (domenica), verso le 17.30, se l’è presa con violenza contro quattro giovani che stavano chiacchierando all’entrata del sotterraneo di un condominio lungo via T. Gulli. Secondo quanto emerso, trovando l’ingresso ostacolato da motorini e bici, l’uomo si sarebbe immediatamente scagliato contro due dei ragazzini.
In loro aiuto è intervenuto il padre di una di loro, che è poi rimasto ferito nella colluttazione. Davanti al padre in difficoltà, la figlia è intervenuta, ma è stata tagliata con un un’arma da taglio che si scoprirà poi essere probabilmente un coltello a serramanico fissato all’estremità di un ombrello retrattile, trovato nell’auto dell’indagato.
Sul posto sono giunti 118, carabinieri e Polizia, che sono subito intervenuti per i soccorsi e per chiarire cosa fosse successo. In diversi sono finiti in ospedale. L’aggressore, con tre costole rotte e tre settimane di prognosi, la stessa previsione per la ragazzina che ha riportato la ferita al braccio. Un altro giovane e il padre intervenuto hanno invece riportato ferite più lievi.
19.11.2007 - romagnaoggi.it
RAVENNA – Ha aggredito quattro adolescenti perché con bici e motorini gli ostruivano il passaggio per il parcheggio. Complice, da quanto emerso, una buona dose d’alcol. E’ stato indagato per lesioni personali gravi un 65enne che ieri pomeriggio (domenica), verso le 17.30, se l’è presa con violenza contro quattro giovani che stavano chiacchierando all’entrata del sotterraneo di un condominio lungo via T. Gulli. Secondo quanto emerso, trovando l’ingresso ostacolato da motorini e bici, l’uomo si sarebbe immediatamente scagliato contro due dei ragazzini.
In loro aiuto è intervenuto il padre di una di loro, che è poi rimasto ferito nella colluttazione. Davanti al padre in difficoltà, la figlia è intervenuta, ma è stata tagliata con un un’arma da taglio che si scoprirà poi essere probabilmente un coltello a serramanico fissato all’estremità di un ombrello retrattile, trovato nell’auto dell’indagato.
Sul posto sono giunti 118, carabinieri e Polizia, che sono subito intervenuti per i soccorsi e per chiarire cosa fosse successo. In diversi sono finiti in ospedale. L’aggressore, con tre costole rotte e tre settimane di prognosi, la stessa previsione per la ragazzina che ha riportato la ferita al braccio. Un altro giovane e il padre intervenuto hanno invece riportato ferite più lievi.
19.11.2007 - romagnaoggi.it
Guida in stato d'ebbrezza: 6 mesi
Un uomo di 30 anni residente a Pescara, ma originario di Foggia, e' stato arrestato dalla Guardia di Finanza mentre scorazzava per le vie el centro cittadino completamente ubraico. Le fiamme gialle stavano effettuando die controlli di routine all'incrocio tra via Venezia e corso Vittorio Emanuele quando si e' materializzata la audi guidata dal giovane in stato di ebbrezza. Bloccato e identificato l'uomo e' stato sottoposto alla prova dell'etilometro risultando il tasso alcolemico di gran lunga superiore al consentito. L'uomo e' stato ammanettato con le accuse di violenza e resistenza a pubblico ufficiale e staqto di ebbrezza, la sua auto posta sotto sequestro. Con questo intervento la Guardia di Finanza di Pescara ricorda che 'chi guida in stato di ebrezza rischia l’arresto fino a sei mesi e l’ammenda fino a 6 mila euro nonche' la sospensione della patente da uno a due anni, con una detrazione di 10 punti sulla patente'.
autore: caterina ferrari - 19.11.2007 - abruzzoreport.com
autore: caterina ferrari - 19.11.2007 - abruzzoreport.com
Arrestato pirata della strada
Correva in auto ubriaco per le vie del centro
PESCARA. Nelle prime ore del mattino di domenica scorsa, i Baschi Verdi del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pescara hanno arrestato G.V. (di anni 30 nativo della Provincia di Foggia ma domiciliato in Pescara).
I finanzieri stavano sorvegliando, come ogni fine settimana, le strade del centro cittadino, quando all’incrocio di C.so Vittorio Emanuele - via Venezia, una Audi 3 ha accelerato bruscamente attraversando pericolosamente l’incrocio con semaforo rosso e si è diretto ad alta velocità verso la Stazione.
Dopo un difficile inseguimento, lo spericolato autista, dopo aver percorso imboccato diversi incroci e violato numerosi semafori rossi è stato fermato lungo la Riviera Nord.
Durante le operazioni di identificazione del conducente, il test con l’etilometro ha acclarato che il G.V., aveva un tasso alcolemico di gran lunga superiore ai minimi consentiti, e guidava così in stato di ebrezza.
Tuttavia la notizia non è stata accolta con serenità dal G.V. che ha cominciato a dare in escandescenza. L’uomo è stato arrestato per resistenza e minacce a pubblico ufficiale nonché per guida in stato di ebrezza.
Dopo aver smaltito la sbornia in camera di sicurezza, è stato oggi sentito dal Tribunale di Pescara che ha convalidato l’arresto, rinviando il processo ad altra data.Infine l’Audi A3, è stata posta sotto sequestro.
Si rammenta infine che chi guida in stato di ebrezza rischia l’arresto fino a sei mesi e l’ammenda fino a 6 mila euro nonché la sospensione della patente da uno a due anni, con una detrazione di 10 punti sulla patente.
19.11.2007 - primadanoi.it
PESCARA. Nelle prime ore del mattino di domenica scorsa, i Baschi Verdi del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pescara hanno arrestato G.V. (di anni 30 nativo della Provincia di Foggia ma domiciliato in Pescara).
I finanzieri stavano sorvegliando, come ogni fine settimana, le strade del centro cittadino, quando all’incrocio di C.so Vittorio Emanuele - via Venezia, una Audi 3 ha accelerato bruscamente attraversando pericolosamente l’incrocio con semaforo rosso e si è diretto ad alta velocità verso la Stazione.
Dopo un difficile inseguimento, lo spericolato autista, dopo aver percorso imboccato diversi incroci e violato numerosi semafori rossi è stato fermato lungo la Riviera Nord.
Durante le operazioni di identificazione del conducente, il test con l’etilometro ha acclarato che il G.V., aveva un tasso alcolemico di gran lunga superiore ai minimi consentiti, e guidava così in stato di ebrezza.
Tuttavia la notizia non è stata accolta con serenità dal G.V. che ha cominciato a dare in escandescenza. L’uomo è stato arrestato per resistenza e minacce a pubblico ufficiale nonché per guida in stato di ebrezza.
Dopo aver smaltito la sbornia in camera di sicurezza, è stato oggi sentito dal Tribunale di Pescara che ha convalidato l’arresto, rinviando il processo ad altra data.Infine l’Audi A3, è stata posta sotto sequestro.
Si rammenta infine che chi guida in stato di ebrezza rischia l’arresto fino a sei mesi e l’ammenda fino a 6 mila euro nonché la sospensione della patente da uno a due anni, con una detrazione di 10 punti sulla patente.
19.11.2007 - primadanoi.it
Bologna, morta dopo essere stata dimessa
La donna, una psicoterapeuta di 38 anni, è deceduta sabato notte mentre parlava al telefono con il fidanzato: era stata ricoverata due giorni prima del decesso per le forti cefalee di cui soffriva.
Bologna, 19 nov. - (Adnkronos) - Un medico dell'ospedale di Bazzano, in provincia di Bologna, è indagato per la morte di Claudia Dall'Aglio, la psicoterapeuta di 38 anni deceduta sabato notte mentre parlava al telefono con il fidanzato. Nella struttura ospedaliera emiliana la donna era stata ricoverata per le forti cefalee di cui soffriva e da dove era stata dimessa due giorni prima del decesso.
Si tratta comunque di un atto di garanzia in vista degli accertamenti medico-legali disposti dal pm della Procura felsinea, Massimiliano Serpi, per fare chiarezza sul decesso. Mercoledì infatti è probabile che il dottor Massimo Beduschi, direttore dell'Istituto di Medicina legale di Modena, esegua gli accertamenti e in tal modo il medico potrà partecipare con propri consulenti.
Dal canto suo l'azienda Usl di Bologna ha nominato un legale per seguire le indagini. La stessa Usl l'altro giorno in una nota ha spiegato che ''la signora si era recata in pronto soccorso all'ospedale di Bazzano il 7 novembre per una cervicalgia e cefalea. In quell'occasione era stata eseguita una completa valutazione clinica ed un esame Tac cerebrale senza riscontri patologici. La signora e' stata successivamente ricoverata il 12 novembre presso l'ospedale di Bazzano, a seguito di un nuovo accesso al pronto soccorso motivato dalla persistenza dei sintomi, e dimessa il giorno 15. Nel corso della degenza è stata sottoposta ad ulteriori accertamenti clinici e strumentali ritenuti utili ad approfondire il caso, anche alla luce delle indicazioni emerse da una visita neurologica che la signora aveva effettuato all'ospedale Maggiore nei giorni immediatamente precedenti il ricovero. Nessuna indagine ha evidenziato patologie di rilievo o in ogni caso tali da poter far presumere un epilogo così tragico quale quello avvenuto stamane''.
Già sabato i carabinieri del Nas si sono presentati nella struttura di Bazzano per sequestrare la cartella clinica e la documentazione sanitaria relativa a Claudia Dall'Aglio, originaria di Vignola (Modena), ma da anni residente in via Col di Lana, alla periferia di Bologna. Ma sono stati anche al Maggiore e in un laboratorio della Romagna dove la donna era stata sottoposta a degli accertamenti.
19.11.07 - adnkronos.com
Bologna, 19 nov. - (Adnkronos) - Un medico dell'ospedale di Bazzano, in provincia di Bologna, è indagato per la morte di Claudia Dall'Aglio, la psicoterapeuta di 38 anni deceduta sabato notte mentre parlava al telefono con il fidanzato. Nella struttura ospedaliera emiliana la donna era stata ricoverata per le forti cefalee di cui soffriva e da dove era stata dimessa due giorni prima del decesso.
Si tratta comunque di un atto di garanzia in vista degli accertamenti medico-legali disposti dal pm della Procura felsinea, Massimiliano Serpi, per fare chiarezza sul decesso. Mercoledì infatti è probabile che il dottor Massimo Beduschi, direttore dell'Istituto di Medicina legale di Modena, esegua gli accertamenti e in tal modo il medico potrà partecipare con propri consulenti.
Dal canto suo l'azienda Usl di Bologna ha nominato un legale per seguire le indagini. La stessa Usl l'altro giorno in una nota ha spiegato che ''la signora si era recata in pronto soccorso all'ospedale di Bazzano il 7 novembre per una cervicalgia e cefalea. In quell'occasione era stata eseguita una completa valutazione clinica ed un esame Tac cerebrale senza riscontri patologici. La signora e' stata successivamente ricoverata il 12 novembre presso l'ospedale di Bazzano, a seguito di un nuovo accesso al pronto soccorso motivato dalla persistenza dei sintomi, e dimessa il giorno 15. Nel corso della degenza è stata sottoposta ad ulteriori accertamenti clinici e strumentali ritenuti utili ad approfondire il caso, anche alla luce delle indicazioni emerse da una visita neurologica che la signora aveva effettuato all'ospedale Maggiore nei giorni immediatamente precedenti il ricovero. Nessuna indagine ha evidenziato patologie di rilievo o in ogni caso tali da poter far presumere un epilogo così tragico quale quello avvenuto stamane''.
Già sabato i carabinieri del Nas si sono presentati nella struttura di Bazzano per sequestrare la cartella clinica e la documentazione sanitaria relativa a Claudia Dall'Aglio, originaria di Vignola (Modena), ma da anni residente in via Col di Lana, alla periferia di Bologna. Ma sono stati anche al Maggiore e in un laboratorio della Romagna dove la donna era stata sottoposta a degli accertamenti.
19.11.07 - adnkronos.com
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