13enni italiani tra sesso, droga e alcol. E i gay?

L’Italia si sciocca per i risultati della ricerca condotta dalla Società italiana di pediatria (Sip), secondo i quali i ragazzini e le ragazzine tra i 12 e i 14 anni sarebbero più che disinvolti in materia di sesso, droghe, farmaci e alcol. Insomma, le protagoniste del film “Thirteeen” sono volate da Los Angeles al Belpaese, spargendo le loro spore insidiose tra i nostri giovani innocenti.


Tralasciando i commenti al presunto shock collettivo, creato più che altro dai giornali (e i genitori di questi tredicenni dove stavano finora? Non si sono mai accorti di niente?), mi viene in mente una domanda: e i gay tra i 12 e i 14 anni? Sono altrettanto cambiati rispetto a un decennio fa?


Non conosco nessuno di quell’età, né ho nipoti e parenti che possano aiutarmi a rispondere. Non credo nemmeno che ci siano lettori di Queer appartenenti a quella fascia. Ma magari qualcuno di voi conosce più da vicino quel mondo. Come si comportano e come sono visti i gay alle scuole medie?


21/11/07 - queerblog.it

Radar fissi: 17'000 pirla?

Questa sera alle 21,00 nella prima parte di Matrioska si parlerà di radar, ma anche di traffico e di alcol al volante. Titolo: “17'000 pirla?”. Tante sono infatti gli automobilisti incappati nella rete dei radar fissi.

In studio Luigi Pedrazzini, direttore del Dipartimento istituzioni, Giorgio Carlo Bernasconi, presidente del TCS, Marco Guscio, responsabile della Polizia stradale, Attilio Bignasca, capogruppo della Lega, Giovanni Pettinari, della Divisione costruzioni ed Edo Bobbià, deputato e membro del gruppo “Vie di comunicazione e mobilità privata”.

Nella seconda parte invece confronto tutto chiassese tra il sindaco Claudio Moro e il commerciante Mario Saldarini. Tema, ovviamente, il voto del prossimo fine settimana sull’aggregazione tra Chiasso, Vacallo e Morbio Inferiore.

I migliori commenti verranno discussi in diretta e sottoposti agli ospiti.



La scheda


di Andrea Leoni


17'000 flash dei radar fissi in quattro mesi fa 17'000 pirla? No, evidentemente: e per molte ragioni. Anche se fosse, innanzitutto, la percentuale sulla popolazione cantonale sarebbe infima. Non c’è da buttarsi giù. Il calcolo inoltre non sta da un profilo matematico: qualcuno potrebbe esserci caduto più volte. Mica tutti son ticinesi poi. Diciamo pure che chi supera i limiti è comunque nel torto. Che ci sono i distratti, i ritardatari, gli ignoranti. Non necessariamente dei pirla, dunque. Dal milanese “trottola”, in origine. Mentre nel gergo moderno s’intende coglione. Fonte Wikipedia.

E sono proprio loro – il popolo dei distratti, dei ritardatari e degli ignoranti - che il Dipartimento delle istituzioni dovrebbe in qualche modo tutelare. Non già i pirati che mangiano le autostrade a 200 all’ora. Questi sì, dei gran pirla. Ma tutti quei satelliti che non sanno, o si dimenticano, di rallentare. Basterebbe un bel cartello, “Attenzione radar”, per evitare di scattare flash a vanvera e scontri pericolosi. Perchè se gli autovelox fissi, come li chiamano oltre confine, servono soprattutto a scopo preventivo, così ci hanno sempre spiegato le autorità. Beh se lo scopo nobile è davvero questo, e non quello di far cassa, allora davvero non si capisce per quale ragione Luigi Pedrazzini si ostini a negare questo semplice correttivo. “Abbiamo fatto un ampia informazione, tutti sanno dove sono i radar”, argomenta il numero uno delle istituzioni. Ministro: non è vero. Lei che è uomo di popolo, faccia un test. Entri i una bettola a caso del Cantone, o fermi venti persone per strada. E chieda: dove sono collocati i dieci radar fissi? Se la metà le risponde correttamente, raddoppio il caffè che già le devo. Perché se l’informazione fosse davvero passata, non avremmo assistito a una mattanza da tonnare di tali proporzioni. 17'000 son tanti, non neghiamolo. A meno che, davvero, non fossimo in un cantone di pirla. Ci ripensi dunque, ministro Pedrazzini, e faccia piazzare i cartelli informativi. Come del resto si usa fare in molti Cantoni.

Anche perchè al volante saremo anche un popolo di distratti, ritardatari e ignoranti. Il che è peggio, siamo d’accordo, di santi, poeti e navigatori. Ma oggi, diciamoci la verità, tra cantieri, nuove norme e traffico, guidare è diventato maledettamente più difficile. Il livello di concentrazione è elevato alla massima potenza. E se ogni tanto, oltre ai divieti, arrivasse anche un colpo di mano, non non sarebbe un delitto. No?


21/11/07 - ticinonews.ch

Campagna per la sicurezza stradale

Da venerdì al via agli alcol test nelle discoteche


Al via la seconda fase della campagna di sensibilizzazione per la guida sicura del Comune di Firenze che ha scelto per quest'anno come testimonial il calciatore della Fiorentina Giampaolo Pazzini


Entra nel vivo la seconda fase della campagna sulla sicurezza stradale "La vita è tua, non perderla per strada" che vede come testimonial il giocatore della Fiorentina Giampaolo Pazzini. Dopo i mega manifesti per le strade, le locandine e le cartoline distribuite in città con il volto del giocatore viola e lo slogan "Una partita si può perdere.
La vita no! Se vuoi guidare non bere", da venerdì 23 novembre è la volta degli alcol test nelle discoteche. Agenti della Polizia Municipale, operatori di strada della sicurezza sociale e psicologi saranno infatti presenti all'interno dei locali che hanno dato la loro disponibilità, ovvero Viper, Tenax, Maracanà e Space Electronic.
All'ingresso verrà allestita una postazione dove i frequentatori della discoteca potranno sottoporsi, su base volontaria, all'alcol test per verificare il tasso alcolemico prima di uscire dal locale. Sarà questa l'occasione per sensibilizzare i giovani sull'importanza del rispetto delle regole e della prudenza e di informarli sugli effetti dell'abuso di alcol e di sostanze. In contemporanea saranno potenziati i controlli con gli etilometri effettuati dalla Polizia Municipale sulle principali direttrici di viabilità cittadina. "Dai test effettuati gli anni passati sono emersi dati allarmanti in merito all'uso e abuso dell'alcol - dichiara l'assessore alla sicurezza e vivibilità urbana Graziano Cioni -. Circa la metà dei ragazzi che si sono sottoposti al test sono risultati in stato di ebbrezza e comunque non in grado di mettersi alla guida. Si tratta quindi di un fenomeno importante e preoccupante perché chi guida in stato di ebbrezza rappresenta un pericolo mortale per sé e per gli altri. Per questo l'attenzione dell'Amministrazione su questo tema è costante". I primi appuntamenti sono quindi venerdì 23 novembre al Viper, venerdì 30 novembre al Tenax e venerdì 7 dicembre al Maracanà.


21/11/07 - intoscana.it

Progetto Caterpillar

Marciano: la presentazione dei risultati


Venerdì 23 novembre, alle ore 21, presso il Bar Vivian di Marciano della Chiana, sarà presentato il risultato della ricerca svolta tra il 2006 e il 2007 su un campione di 353 giovani dell’area della Valdichiana in una fascia di età compresa tra 14 e 25 anni.
La ricerca è nata come Progetto Caterpillar, finanziato dal Piano sociale di Zona della Valdichiana Aretina. Un progetto del Sert della zona Valdichiana Asl 8, in collaborazione con i Comuni di Cortona, Castiglion Fiorentino, Foiano della Chiana, Lucignano e Marciano della Chiana. Iniziativa messa in atto dall'Associazione di operatori di strada DOG.
L'obiettivo è quello di monitorare e raggiungere, attraverso il lavoro di strada, le realtà difficilmente coinvolgibili con il tradizionale impegno di Enti e Istituzioni. Caterpillar si pone lo scopo di conoscere la comunità, entrare in contatto, costruire relazioni. Durante la serata, verranno date informazioni sui danni causati da stili di vita scorretti quali il consumo di alcol e di droghe, legali e illegali, con particolare riferimento ai rischi causati dall'alcol sulla guida. Nell’occasione, sarà possibile effettuare l’alcol-test a scopo preventivo ed esemplificativo.


21/11/07 - arezzonotizie.it

Drogati dal gioco, è dramma

Giuseppe Filetto

Alcool e azzardo, sempre più persone in cura al Sert

Le insidie di un tempo oggi sono sotto casa o fra le mura domestiche con gli "skill games A ciascuno il suo. Bingo, lotto e gratta e vinci per i più anziani, soprattutto donne. Tavoli verdi per i più incalliti. Videopoker e slot machines per i giovani. È la nuova "droga", esplosa anche a Genova, che in questo momento vede più di un centinaio di pazienti in cura ai Sert della città. Oltre quattrocento transitati dai servizi della Asl negli ultimi 5 anni. Sono i numeri di quanti (loro o le loro famiglie) hanno trovato il coraggio e la forza di chiedere aiuto, ma il sommerso è molto di più: «Tanti non se ne rendono ancora conto», afferma Giorgio Schiappacasse, responsabile dell´Unità Operativa del Levante.
Da Nervi a Voltri la febbre da "gambling" impazza, irrefrenabile, diabolica attrazione, che trasporta il gioco in vizio patologico, trascina il "giocodipendente" in un vortice di distruzione: perdita di denaro, debiti con le banche, poi con gli usurai; inoltre lavoro abbandonato, famiglie disintegrate. Tutti problemi associati, fino ai disturbi psichici. «Come succede con le sostanze stupefacenti e l´alcol», osserva Renato Urciuoli, direttore dell´Unità Operativa del Ponente.
L´ecstasy del terzo millennio ed i futuri malati hanno spinto all´apertura del primo centro di ascolto a Quarto ed adesso c´è anche un Gruppo di Giocatori Anonimi (sulle orme degli Alcolisti Anonimi), una dozzina di persone (giocatori e famigliari) che hanno riconosciuto la dipendenza e per risolverla si riuniscono, parlano, cercano una via d´uscita. Aiutati da psicologi e psicoterapeuti del Servizio Recupero Tossicodipendenze.
Il Sert del Levante in questo momento cura 35 giocatori patologici, altrettanti quello della Valbisagno, una cinquantina quello del Ponente. La malattia del vizio, secondo una fonte Agicos (Agenzia Giornalistica Concorsi e Scommesse), sarebbe in crescita vertiginosa, con percentuali che ogni anno si decuplicano. «Quello che per i nostri vecchi era limitato al gioco delle carte nei circoli - spiega Schiappacasse - adesso è esploso con Bingo, macchinette, slot, superenalotto, scommesse sulle partite e sulle corse».
"Gambling" e non solo. «Spesso la dipendenza è conseguenza di una combinazione tra gioco, alcol, cocaina ed altro», precisa il responsabile del Sert del Levante. Il tipo di azzardo varia con l´età: i più anziani si lasciano rovinare dal Bingo e dal lotto; i giovani dai viedeopoker e dalle scommesse clandestine. Ragazzi che mensilmente buttano via lo stipendio nelle macchinette. Tanto che la Asl di Mestre ha istituito un servizio dedicato, "Informagioco". In Toscana, a Montenori d´Arbia (Siena) è stata aperta la prima comunità terapeutica per giocatori d´azzardo: il soggiorno previsto è di 21 giorni, tutto a spese della Regione. «A Genova non abbiamo ancora un servizio specifico - ammette Renato Urciuoli - ma dovremmo attrezzarci, perché il fenomeno è in forte espansione».
Le insidie di un tempo - casinò, ippodromi, sale gioco - adesso sono sottocasa: il bar con le slot, il tabaccaio con gratta e vinci e totocalcio. Ma anche tra le mura domestiche, gli skill games, i giochi d´abilità ed a pagamento, al computer online. Il giro d´affari delle scommesse legali è tra i 20 e i 25 miliardi di euro all´anno. Il meccanismo psicologico di cui è vittima il giocatore, che non sa fermarsi di fronte al rischio ed alle sue possibilità, è simile a quello che spinge verso la droga e l´alcol. Stessa attrazione, medesimi disturbi: «La compulsione al gioco, anche se in questo caso si tratta di dipendenza dal tavolo verde o dalla slot - dice Urciuoli - i malesseri del rumore e di altra natura, fino all´invalidità permanente». Le cure? Vanno dall´intervento farmacologico che agisce sugli aspetti più compulsivi, fino alla psicoterapia che stando a quanto dicono gli esperti, funziona molto bene con le sedute di gruppo.


21/11/07 - espresso.repubblica.it

L'aperitivo per restare in forma? È analcolico

Sempre piacevole l’aperitivo con gli amici al punto da diventare un appuntamento irrinunciabile per passare serate in allegria. Si chiama happy hour e la sua moda continua a dilagare nelle piccole o grandi città. Ma qual è il drink più adatto alla linea? Quello che non va a “pesare” immediatamente sulla bilancia? Il drink amico della bellezza è analcolico. L’alcol, infatti, è un concentrato di calorie (a 1 grammo corrispondono circa 7,3 calorie) e fa alzare l’ago della bilancia. Meglio scegliere, quindi, i cocktail a base di frutta, più salutari e meno calorici. Abbiamo chiesto consiglio alla dott.ssa Manuela Pastore, dietista di Humanitas.

Dott.ssa Pastore, perché il drink amico della bellezza è analcolico?
“L’alcol fornisce molte calorie che vengono definite ‘vuote’, perchè, al contrario di tutti gli altri nutrienti, non sono utili all’organismo se non come fonte energetica. Dato, però, che i fabbisogni energetici sono normalmente già soddisfatti dagli alimenti dei pasti, questa energia risulta in eccesso e viene trasformata in grasso di deposito. Questo processo è sicuramente favorito dalla gradazione alcolica della bevanda e dalla quantità assunta. Con l’aumentare della gradazione alcolica, infatti, aumenta l’apporto calorico e più si consumano alcolici abitualmente più il rischio di aumentare di peso (e non solo) cresce. Un consumo occasionale, però, non può certo essere dannoso. Da non sottovalutare gli alimenti che normalmente vengono abbinati al drink, alcolico o meno. Le pizzette, olive, salumi, formaggio, panini con salsine, infatti, sono veri concentrati di calorie e grassi e, in questo caso, un vero ‘cocktail’ nemico della linea”.

Anche la birra fa ingrassare?
“La birra viene spesso erroneamente considerata una bibita e non un alcolico, pertanto si corre il rischio di non tenerne conto nel computo totale giornaliero delle calorie. In realtà appartiene alla categorie delle bevande alcoliche a pieno diritto con i 4-5 gradi di una birra leggera fino ai 10-15 gradi di una a doppio malto. L’apporto calorico di una lattina (330 ml) di birra leggera ha circa 100 kcal. Molto spesso, però, la porzione viene raddoppiata o triplicata o, nella stessa giornata, si consumano altre fonti alcoliche. In questo modo le calorie da alcol possono diventare decisamente troppe”.

Qual è, invece, il drink della salute?
“Potremmo definire ‘il drink della salute’ una bevanda senza alcol e a base di frutta o di verdura. Un classico in questo senso è il drink a base di pomodoro, una specie di Bloody Mary, ma senza alcol. Per renderlo più gustoso si può utilizzare il concentrato di pomodoro, che è molto saporito, ricco di nutrienti e povero di calorie, abbinandolo con arancia, mela verde e carota. È un Bloody Mary ‘rivisitato’ che si può preparare anche a casa propria. È sufficiente avere 1 cucchiaio e mezzo di doppio concentrato di pomodoro, 1 carota, 1 arancia, 1 limone, 1 mela verde e dei cubetti di ghiaccio. Si centrifuga la carota, l’arancia e il limone fino ad ottenere circa 200 ml di succo. Si centrifuga a parte la mela verde fino ad ottenerne 100 ml. Si uniscono i succhi nel mixer, si aggiunge il doppio concentrato di pomodoro e si mescola il tutto. Si mettono, poi, i cubetti di ghiaccio sul fondo di un bicchiere e si versa il cocktail”.

A cura di Lucrezia Zaccaria - 21/11/07 - humanitasalute.it

La legge anti-alcol in disco?

I gestori: "Inutile e dannosa"


Nemmeno una lancia spezzata in favore della legge anti-alcol. Tutti contrari, perplessi e scontenti. È il quadro delle opinioni di gestori e deejays dei locali cittadini sulla legge che vieta la vendita di alcolici dopo le 2 di notte in discoteca.

Unanimità nel definirla "proibizionista, sbagliata e inutile". Per alcuni è "stigmatizzante". In un paio di casi addirittura "dannosa" e "anticostituzionale". A dirlo sono esperti musicali, presidenti di associazioni culturali, esercenti di alcuni tra i locali più noti ed amati in città.

Chi vuole beve
"Non affronta il problema": forse è la prima delle accuse. Gianluca Gozzi, responsabile dell'Associazione che gestisce Spazio 211, rintraccia tra le righe della legge la delega di una funzione educativa che manca in un provvedimento che suona invece "proibizionista". "Chi vuole potrà bere comunque", dice; mentre "una politica di reale prevenzione si concentrerebbe sul versante dell'educazione e della promozione di un consumo consapevole".

Lontana dalla realtà
Nei commenti aleggia il sospetto che i legislatori conoscano pochissimo il problema dell'alcolismo giovanile. Giorgio Valletta, dj e giornalista cofondatore di Situazione Xplosiva, ribadisce con sdegno il concetto: "Non mi spiego come possa essere proposta una legge del genere senza consultare chi vive e conosce le problematiche del mondo della notte. Sembra non si consideri che esistono posti di lavoro associati alla realtà dell'intrattenimento". Concorda Gozzi: "Questa legge conferma che i politici italiani vivono in una dimensione a sé, totalmente aliena alla realtà". Giancarlo Cara, mitico fondatore del circolo Arci omonimo dei Murazzi, è tra quelli che sottolineano la parzialità delle misure: "Ammesso che fosse giusta dovevano dare il tempo a chi ha investito i soldi in una cosiddetta discoteca di organizzarsi. E poi ci sono differenze tra luoghi in cui c'è musica dal vivo , quelli con i concerti e altri in cui si balla e basta".

Effetti… collaterali
Le risposte spaziano dal danno economico a quello culturale; ma nessuno crede che i ragazzi berranno di meno. C'è chi sostiene, come Riccardo De Giuli, proprietario della vineria "Tre Galli" e del Ristorante "Tre Galline", che ci sia questo il rischio: la lehhe "potrebbe addirittura spingere verso l'utilizzo delle droghe, la cui vendita non ha certo orari.". Si parla anche di "incentivo al nomadismo notturno". Così un gestore di locale dei Murazzi dice sconsolato: "I ragazzi si ubriacheranno prima. A me sembra una legge per anticipare le stragi del sabato sera. Dall'aperitivo in avanti, chiunque può bere qualsiasi cosa".

Serena Schiva - 21/11/07 - city.corriere.it

Marche - Approvate le linee guida in ambito giovanile

La giunta regionale approva le linee guida per gli interventi socio sanitari di prevenzione in ambito giovanile

Il provvedimento è finalizzato a favorire la crescita autonoma e responsabile dei giovani e a prevenire condotte devianti


La Giunta regionale ha approvato, su iniziativa dell'assessore regionale ai Servizi sociali Marco Amagliani, la delibera riguardante le "Linee guida per la continuità e lo sviluppo degli interventi socio-sanitari di prevenzione rivolti ai giovani e agli adolescenti e ripartizione delle relative risorse finanziarie-anno 2008". Il provvedimento, finalizzato a favorire la crescita autonoma e responsabile dei giovani e a prevenire condotte devianti, prevede un finanziamento di 800 mila euro per il 2008, da ripartire tra i 24 Ambiti territoriali sociali interessati. Gli interventi, da realizzare in raccordo con i Distretti sanitari delle zone territoriali, sono finalizzati alla promozione del benessere e alla qualificazione dei 251 Centri di aggregazione giovanile (Cag) diffusi capillarmente nella regione. Cinque, in particolare, le aree di intervento: formazione e aggiornamento degli operatori; prevenzione dell'uso di sostanze psicotrope legali (alcol, tabacco) e illegali, compreso il doping sportivo; prevenzione dei comportamenti d'abuso, quali gioco d'azzardo, videogiochi, internet; prevenzione del fenomeno del bullismo; valorizzazione del ruolo educativo scolastico e genitoriale. Ciascun progetto deve essere complessivamente co- finanziato al 20 per cento da parte dei soggetti interessati. Il termine di presentazione è stabilito per il mese di febbraio 2008. Nel biennio 2006-2007 sono stati finanziati 24 progetti, con il coinvolgimento di 39 mila soggetti e un impegno finanziario di 2 milioni di euro (red).


21/11/07 - asgmedia.it

Droga: lo spinello attrae giovanissimi e over 50

A 11 anni c'è il primo spinello o il primo bicchiere di alcol (soprattutto birra), ma questa “prima esperienza” oggi la fanno anche molti cinquantenni. Sono due dei nuovi fenomeni delle tossicodipendenze illustrati nel corso della consegna dei primi master in tale campo. I primi titoli di operatore di prevenzione primaria e secondaria sono stati conferiti a 17 laureati (13 donne e quattro uomini) che hanno seguito i corsi finanziati dalla Provincia di Cagliari all'interno dell'offerta formativa della Facoltà di Lettere e Filosofia.


CAGLIARI - “A causa della curiosità l'età di inizio delle tossicodipendenze si sta abbassando sempre più - ha spiegato la psicologa Maria Pia Lai Guaita - e sempre per lo stesso meccanismo si sta notando che anche i cinquantenni, come autentici ragazzini, provano lo spinello e la cocaina, che non è più la droga d'elite, visto il calo dei prezzi”. A queste due tipologie su cui non pesa l'estrazione sociale, occorre aggiungere i quarantenni che non sono riusciti ad affrancarsi dalla droga, percorso cominciato almeno 15 anni fa, mentre, dopo 10 anni, si riaffaccia sul mercato degli stupefacenti l'eroina.

Ecco allora che prima ancora della terapia, gli interventi di prevenzione assumono una valenza importante e in questo contesto si inserisce il master - primo in Italia - di “Prevenzione primaria della tossicodipendenza”. Oggi, nell'aula di Palazzo Regio, sono stati conferiti i primi 17 attestati. Alla cerimonia erano presenti, con la professoressa Guaita, il presidente della Provincia, Graziano Milia, l'assessore delle Politiche sociali, Angela Quaquero, e il preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, Giulio Paulis. I giovani (tra cui anche Marco Camboni dei La Pola) più che nei servizi di tossicodipendenza andranno ad operare nelle comunità, nei consultori o nelle scuole. “Uno dei primi luoghi in cui i ragazzi vengono a contatto con la droga”, ha osservato Maria Pia Lai Guaita.

“Sugli stupefacenti - ha aggiunto - non si può fare distinzione tra droghe leggere o pesanti, perchè, a parte gli effetti immediati che alcune sostanze possono dare, la dipendenza causa conseguenze che sono simili”. Secondo una ricerca del 2005, condotta dalla stessa psicologa, a Cagliari almeno il 32% dei ragazzi nella fascia adolescenziale (15-20 anni) ha fatto uso almeno una volta di sostanze stupefacenti.


21/11/07 - sardegnaoggi.it

"Italiani brava gente": un detto da aggiornare

Mi sono sentito molto imbarazzato a sentirmi italiano, travolto dalle vicende di questi giorni, dove la drammatica morte di un giovane, ucciso da un proiettile più o meno vagante, sparato da un altro giovane, padre di due bimbi, ha suscitato un’aggressività e violenza irragionevole, immotivata, un clamore e lutti cittadini, che mi hanno fatto meditare seriamente sul nostro essere “italiani brava gente”, popolo di eroi, di scrittori e di artisti, di cantanti e di poeti, di naviganti ed esploratori, che nel mondo dei poveri ha scritto pagine meravigliose attraverso i suoi volontari, missionari e laici.

Se la violenza è frutto dell’odio e dell’ignoranza, il diluvio di parole delle radio, dei giornali e Tv, più o meno locali, da dove nasce? La folla che ha telefonato alle varie emittenti radiofoniche di Roma per commentare “er fattaccio”, quella che nei vari stadi ha inveito contro le forze dell’ordine, che ha assaltato commissariati o bruciato macchine, incendiato cassonetti, da quali “maestri” è guidata?

Mi va bene chiudere gli stadi ma questi “figli della violenza” alla domenica dove li troveremo? E perché non si alza lo stesso clamore per i morti di droga, dentro e fuori dalle discoteche? Perché non si chiudono le industrie automobilistiche, che costruendo auto dalle folli velocità, sono causa di tante morti giovani? E i pub, i bar? Quanti giovani rovinati dall’alcolismo!

Reprimere, chiudere: sono queste le soluzioni? Italiani, brava gente, diamoci una mossa: ritroviamo equilibrio e se è giusto piangere per una vittima innocente, proviamo a commuoverci per i drammi delle nostre famiglie, in tempi di crisi economica, per le tragedie dello Zimbawe, del Darfur, dei bambini dell’Africa. Ma per loro non ne vale la pena: non sono iscritti al campionato!

Don Vittorio Chiari - 21/11/07 - redacon.radionova.it

Basta guerre nel mondo!