Villaggi dei Bambini: Ecco chi vola!

SOS Italia Villaggi dei Bambini: Ecco chi vola!


La campagna di adozioni a distanza Aiutarli a crescere ti farà volare è terminata il 12 luglio. Grazie al sostegno di Windows Live Messenger, UniCredit Private Banking e di tante persone che si sono attivate, abbiamo potuto aiutare 495 bambini con l’adozione a distanza. Scopriamo insieme chi volerà a conoscere il bambino adottato.


Voleranno in Honduras, in Bielorussia, in Niger e in Tailandia i sostenitori che hanno partecipato alla campagna Aiutarli a crescere ti farà volare. Sono Maurizio Lievore, Maria Giungato, Cristiana Gianani e Gaetano Buono. Dal 26 agosto al 31 dicembre voleranno a conoscere il bambino adottato.
Li abbiamo chiamati in questi giorni per comunicare loro la notizia. E abbiamo avuto una prima reazione che non ci aspettavamo e che ci ha divertito: una pausa di silenzio…la domanda “è uno scherzo?”…e poi l’entusiasmo.
“Ancora oggi dopo circa 24 ore dalla lieta notizia sono emozionata e frastornata all'idea di conoscere Modou*. Come una doccia fredda in una giornata letteralmente infuocata, la sua notizia ieri è giunta tanto inaspettata ma quanto mai gradita. Mille pensieri mi passano per la mente: l'emozione e la curiosità di conoscere il piccolo Modou*, l'idea di vedere realtà tanto lontane da noi, non solo in termini di distanza ma anche dal vivere quotidiano, mi entusiasmano e mi commuovono allo stesso tempo”. Così ci ha scritto la signora Giungato. Lei andrà in Niger, dove ha adottato a distanza anche il villaggio SOS di Niamey in cui vive il suo bambino.

Secondo le Nazioni Unite, il Niger figura agli ultimi posti nella graduatoria dell'indice di sviluppo umano, un indicatore che tiene conto non solo di grandezze macro-economiche, ma anche di fattori relativi alla qualità della vita quali la speranza di vita media, il tasso di istruzione, la redistribuzione pro-capite del reddito. Il paese registra il 3° più alto tasso al mondo di mortalità infantile sotto i 5 anni: in Niger, 190.000 bambini muoiono prima del 5° compleanno.
SOS Villaggi dei Bambini lavora in Niger dal 1982 e il Villaggio SOS di Niamey è operativo dal 1993. Nel villaggio ci sono anche un Asilo SOS, che accoglie 125 bambini, e la Scuola primaria Hermann Gmeiner. Gli studenti che la frequentano provengono per l'80% dai dintorni e la scuola SOS rappresenta un'opportunità speciale per la loro istruzione.

Partirà per l’Honduras, invece, il signor Lievore con la sua famiglia: “Ho ricevuto con molto piacere (e anche un po’ di sorpresa) la notizia della possibilità di effettuare un viaggio in Honduras per conoscere il bambino che abbiamo deciso di adottare a distanza tramite la vostra associazione.
Sicuramente la prima sensazione alla notizia è stata, oltre che di sorpresa, anche di grande entusiasmo. Non è la prima volta che effettuiamo una adozione a distanza. Scrivo al plurale perché sono decisioni maturate insieme in famiglia; in modo particolare le mie due figlie di 13 e 16 anni sono particolarmente entusiaste di avere un “fratellino” a distanza e aspettano solo il momento di cominciare a corrispondere con lui. Avremmo desiderato una famiglia numerosa ed in realtà avevamo pensato anche di adottare “realmente” dei bambini, ma crediamo anche che aiutarli a crescere nel loro paese sia ugualmente importante e forse più efficace”, ci scrive il signor Lievore.
SOS Villaggi dei Bambini lavora in Honduras dal 1968 e il villaggio SOS di Santa Rosa de Copan è stato costruito alla fine degli anni 90.
La signora Gianani ci ha detto al telefono di essere felicissima ed emozionata. E’ stata contenta di aver partecipato a un’iniziativa così bella e prova un gran piacere al pensiero di incontrare la sua piccola. La signora Gianani ha ben 2 adozioni a distanza, una in Tailandia a Bangpoo e una in India a Hyderabat. Ha scelto di volare in Tailandia, perché il rapporto con la piccola Me Li è di più lunga durata.

In Tailandia oltre un milione non è iscritto nei registri anagrafici. Inoltre, circa 120mila sono profughi del Myanmar, dove governa una dittatura militare; circa 600mila, invece, vivono ancora le conseguenze del tragico tsunami della fine del 2004. Preoccupanti sono anche le condizioni di giovani e adolescenti. La prostituzione minorile interessa tra i 60 e i 200mila giovani. A questa emergenza è strettamente legata quella del contagio da Hiv: nel Paese non manca un programma di cure (protocolli terapeutici e farmaci antiretrovirali), ma il Governo ha ridotto i fondi sul versante della prevenzione.

SOS Villaggi dei Bambini lavora in Tailandia dalla fine degli anni 60. Il Villaggio SOS di Bangpoo è operativo dal 1974.

Non sappiamo la reazione del Signor Buono, che è riuscito a coinvolgere più amici ad attivare come lui l’adozione a distanza. Non siamo riusciti a contattarlo al telefono e probabilmente riceverà la bella notizia una volta tornato dalle sue ferie. Il Signor Buono partirà per la Bielorussia per conoscere la sua piccola Delia*. Qualche tempo fa ci ha scritto: “Sono orgoglioso e felice di contribuire con un piccolo gesto a rendere la vita più dignitosa a dei bambini e alle proprie famiglie negli angoli del mondo più poveri e disagiati….se la stragrande maggioranza delle persone riuscisse ad apprezzare l'importanza di questi gesti quotidiani il mondo sarebbe sicuramente migliore.”

SOS Villaggi dei Bambini lavora in Bielorussia nel 1986, in seguito al disastro di Chernobyl. Il Villaggio SOS di Marina Gorka, dove vive la piccola Dalia, è operativo dal 2002. A distanza di vent’anni dall’incidente nucleare – il più grave della storia - 400mila persone sono state sradicate dalle rispettive terre d'origine, 5 milioni risiedono ancora nelle aree contaminate, 100mila dipendono ancora dagli aiuti umanitari.

SOS Italia Villaggi dei Bambini Onlus vuole ancora ringraziare di cuore tutti coloro che hanno respo possibile questa campagna con la loro partecipazione e il loro contributo:
- UniCredit Private e Windows Live Messenger
- I donatori SOS che si sono mobilitati a sensibilizzare i propri amici

- "Chi ci ha messo la faccia" producendo i video per coinvolgere il pubblico internet: Augusto, Luca, Andrea, Arianna, Paolo, Daniela, Giovanna, Isabella, Antonio, Stefano, la 2 A del Linguistico G. Renier, Giovanni Daniela, Igor e Chiara.

- Il network di metafora.it
- Blogosfere
- Fara Editore
- Magnaromagna.it
- Ilgiramondo.net
- Welfareitalia.it
- Tutti i blogger che hanno pubblicato gratuitamente i nostri banner
- Tutte le realtà che hanno sostenuto a livello editoriale l'iniziativa pubblicando il nostro comunicato stampa
Grazie a tutti voi!
Anche a nome dei 495 bambini cha siamo riusciti ad aiutare!


Fonte: SOS Italia Villaggi dei Bambini Onlus


25.07.07 - confinionline.it

Tg5 sanzionato per servizio sui bambini

Rignano, Tg5 sanzionato per servizio sui bambini


Cronaca - Il Comitato del Codice sui minori interviene sul pezzo che la testata televisiva aveva mandato in onda il 18 luglio in merito alla perizia sui bambini. La motivazione: "Erano riconoscibili"


Roma, 25 luglio 2007 - Il Comitato di applicazione del Codice Media e minori ha sanzionato il servizio che il Tg5 della sera del 18 luglio ha dedicato agli accertamenti peritali sui bambini di Rignano Flaminio. Lo annuncia una nota del comitato, nella quale si sottolinea che, in base alla normativa vigente, il Tg5 dovrà ora dare notizia del provvedimento.

Secondo la risoluzione del Comitato, la trasmissione era in contrasto con la ragion d'essere del Codice di autoregolamentazione e in particolare con quanto esso prescrive a tutela dei minori coinvolti in trasmissioni televisive, contrasto tanto meno giustificabile dopo avvertimenti preventivi che erano stati emessi sia dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sia dal Garante per la protezione dei dati personali.
Il Comitato ricorda che l'Autorità ha annunciato a sua volta apertura di procedimento, mentre il Garante ha disposto divieto di ulteriore diffusione delle immagini ritenendo che i piccoli protagonisti della vicenda siano "senz'altro identificabili dal filmato, grazie a riprese chiare e ravvicinate, anche se nelle immagini diffuse appaiono ripresi prevalentemente di fianco o di spalle, ciò tenendo conto del contesto ristretto in cui i bambini vivono'.

Nella delibera, il Comitato tv e minori sottolinea la delicatezza, non solo giudiziaria, della vicenda di Rignano e rivolge a tutte le Emittenti l'invito (che, dice, non può non accomunare tutti i soggetti) al massimo rispetto dovuto a giovanissime, indifese persone che vanno tenute al riparo da ogni strumentalizzazione.


25.07.07 - redazione.romaone.it

Hezbollah si riarma

Hezbollah si riarma e aspetta il momento giusto per attaccare


Hezbollah ha recuperato la sua piena capacità militare e ha rifornito interamente le sue riserve di armi e missili dopo la fine della guerra in Libano dell’estate scorsa. Lo ha rivelato la radio israeliana citando un alto funzionario del ministero della Difesa.


Il funzionario ha anche aggiunto che la Siria sta trasferendo armi agli Hezbollah nella piena consapevolezza dell’esercito libanese e dietro le spalle della missione Unifil.


La stessa fonte ha chiarito che Hezbollah non ha avuto interesse a riaccendere il conflitto per il momento ma ha preferito un periodo di quiete per ricostruire i siti da cui venivano lanciati i missili durante l’ultima guerra.


Lunedì scorso, il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, si è rifiutato di rivelare se i due soldati israeliani rapiti, Ehud Goldwasser e Eldad Regev siano ancora vivi. “Il ministro degli Esteri francese ha voluto capire che i due soldati sono vivi, ma la nostra gente tende a non rispondere a domande di questo tipo”, ha detto Nasrallah in una intervista ad Al Jazeera. Il capo dei miliziani si riferiva ad una recente dichiarazione in cui il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, il quale, dopo aver incontrato esponenti di Hezbollah a Parigi, aveva detto di aver “capito” che i soldati erano vivi.


Nasrallah ha chiarito di essere il solo autorizzato a rilasciare dettagli di questo tipo e ha aggiunto: “per ogni affermazione del genere noi possiamo ricevere qualcosa in cambio e dunque non c’è motivo di dare informazioni gratis”.


Nella prima parte della stessa intervista trasmessa domenica, Nasrallah ha annunciato che, durante la guerra libanese, Hezbollah aveva la capacità di colpire qualsiasi punto di Israele in ogni momento. “Hezbollah aveva questa capacità durante l’ultima guerra – ha detto ancora Nasrallah – e anche nei mesi di luglio e agosto del 2006, non c’era luogo della Palestina occupata che noi non potessimo colpire. E voglio sottolineare che abbiamo ancora questa capacità”.


Dal Jerusalem Post - 25/07/07 - loccidentale.it

Germania: 16enne mori' dopo 45 tequila

Germania: 16enne mori' dopo 45 tequila, arrestato barista


BERLINO - E' finito in prigione il titolare del pub di Berlino dove un 16enne si senti' male, lo scorso febbraio, dopo aver bevuto circa 45 tequila; il ragazzo mori' quattro settimane dopo. Lo scrive oggi la stampa locale. Il barista, di 26 anni, avrebbe fatto ubriacare il 16enne ingaggiando con lui una gara alcolica; ma lui avrebbe bevuto solo acqua, mentre il ragazzino tracannava tequila. L'uomo si e' sempre difeso, affermando che il giovane era entrato nel suo locale gia' ubriaco e si era addormentato sul bancone dopo aver bevuto una birra; ma secondo testimoni le cose sarebbero andate diversamente. (Agr)


25/07/07 - corriere.it

I papà influenzano il peso delle figlie

Sanihelp.it - I padri sovrappeso rappresentano il principale fattore di rischio per lo sviluppo di disturbi alimentari nelle figlie. A sostenerlo è uno studio pubblicato sul Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, che ha seguito 134 bambini (68 femmine e 66 maschi) dalla nascita fino agli 11 anni, per ricercare nell’infanzia i fattori di rischio che portano, nel corso dell’adolescenza, allo sviluppo di bulimia nervosa e di binge eating disorder (episodi compulsivi caratterizzati da rapide assunzioni di grande quantità di cibo).

Secondo i ricercatori, non sarebbe l’eccesso di peso in sé a indurre comportamenti poco salutari nelle ragazze, quanto piuttosto il fatto che l’insoddisfazione del genitore nei confronti del proprio aspetto fisico, e l’aspirazione di un corpo più magro, indurrebbero il padre ad esprimere, direttamente e indirettamente, disapprovazione nei confronti del peso delle figlie.

Tali condizionamenti, spesso presenti fin dall’infanzia, favorirebbero, nell’adolescenza, lo sviluppo di disordini alimentari e di comportamenti poco salutari per il controllo del peso.

Le valutazioni sono state tratte mediante misurazioni e questionari periodici finalizzati alla raccolta di informazioni relative a peso e altezza dei bambini e dei loro genitori, alle abitudini alimentari dei piccoli e al tempo dedicato ad attività fisica e passatempi sedentari. Inoltre, i genitori hanno incontrato degli specialisti per definire il loro atteggiamento nei confronti dei figli (autoritario o permissivo, critico o incoraggiante) e per ottenere da loro dei commenti relativi alle abitudini alimentari e il peso corporeo dei bambini.

Gli altri fattori di rischio che sono stati identificati come possibili promotore di disordini alimentari nell’adolescenza sono la presenza di sovrappeso (>85esimo percentile) all’età di 5 anni e un basso livello di attività fisica nell’infanzia.

Fonte: NFI - di Silvia Nava - 25-07-2007 - sanihelp.it

Raddoppia la pedofilia online

Raddoppia la dimensione della pedofilia online, con un giro d’affari giornaliero di 13 milioni di dollari e di 5 miliardi annuo. Questi i dati principali del rapporto sulla pedofilia nei primi sei medi del 2007 presentato oggi da Telefono Arcobaleno. «Nell’ultimo semestre -spiega il presidente dell’associazione, Giovanni Arena- Telefono Arcobaleno ha segnalato 2.090 siti al mese, con punte di oltre 200 siti pedopornografici in un solo giorno. Particolarmente aggressiva è risultata nel 2007 la promozione di siti pedofili a pagamento».

L’accesso a un sito pedofilo a pagamento costa mediamente 80 dollari e genera ogni giorno oltre 400 nuovi clienti, fruttando mediamente oltre 34 mila dollari al giorno. Ogni giorno, 7 nuovi bambini vengono sfruttati nel mondo per la produzione di pedopornografia. Ad oggi sono 30.000. Meno del 2% dei bambini sfruttati è stato identificato. «È indiscutibile -spiega Arena- la radice commerciale della maggior parte delle attività pedofile online, legate al triste mercato del pedobusiness. Germania, Stati Uniti, Russia, Olanda, Cipro, Giappone, Panama, Canada, Corea e Regno Unito si trovano ai primi dieci posti della classifica dei paesi che ospitano i siti segnalati, dei quali oltre mille sono legati al pedo-business».

Secondo il presidente dell’associazione un altro dato preoccupante e al quale dovrebbe essere riservata «la massima attenzione è il numero dei frequentatori dei siti pedofili, cifre con talmente tanti zeri da risultare davvero impressionanti. I frequentatori e i fruitori di questi siti sono prevalentemente americani, tedeschi, inglesi, giapponesi, francesi, italiani: un vero e proprio esercito che quotidianamente si muove in internet a caccia di foto, di video, di contatti».

Il report dell’associazione riguarda «esclusivamente i siti con espliciti contenuti e materiali pedofili e pedo-pornografici segnalati a FBI, Interpol, polizie nazionali secondo le rispettive competenze, e, in Italia, all’Autorità giudiziaria e al Nucleo Investigativo Telematico interforze composto da Carabinieri, Polizia postale e Guardia di finanza». Vi sono infine «precise denunce su una persistente serie di carenze legislative e di inerzia nel contrasto del fenomeno, che in molti paesi ancora agevolano l’ulteriore diffondersi della pedofilia online».


25.07.07 - lastampa.it

Pedofilia online: “Dati inaccettabili”

Telefono Arcobaleno, l’Associazione che da undici anni lotta al fianco delle polizie nazionali e internazionali contro la pedofilia e la pedopornografia in internet, ha presentato il rapporto sulla pedofilia on line relativo ai primi sei mesi del 2007. La dimensione della pedofilia online dal 2006 a oggi è praticamente raddoppiata. Nell’ultimo semestre Telefono Arcobaleno ha segnalato 2.090 siti al mese, con punte di oltre 200 siti pedopornografici in un solo giorno. Ogni giorno, 7 nuovi bambini vengono sfruttati nel mondo per la produzione di pedopornografia. Ad oggi sono 30.000. Meno del 2% dei bambini sfruttati è stato identificato. L’accesso a un sito pedofilo a pagamento costa mediamente 80 dollari; il giro d’affari giornaliero del pedobusiness si aggira intorno ai 13 milioni di dollari. ”Un altro dato preoccupante e al quale dovrebbe essere riservata la massima attenzione - sottolinea Giovanni Arena, Presidente di Telefono Arcobaleno - è il numero dei frequentatori dei siti pedofili, sono cifre con talmente tanti zeri da risultare davvero impressionanti. I frequentatori e i fruitori di questi siti sono prevalentemente americani, tedeschi, inglesi, giapponesi, francesi, italiani”. Il rapporto completo relativo alla mappatura del fenomeno pedofilo in rete nei primi 6 mesi del 2007 è disponibile sul sito di Telefono Arcobaleno.


25.07.07 - pennedigitali.wordpress.com

Droga e onorevoli, no al test

Droga e onorevoli, no al test proposto da Casini


Bocciatura in commissione. La Mussolini protesta: la casta si è difesa


ROMA — I distinguo e i commenti sono stati tanti, dopo. Ma la verità è che a favore della proposta di legge che voleva il test anti-droga per i parlamentari, alla fine c'era soltanto l'Udc nell'opposizione. La maggioranza ha fatto quadrato: un voto contrario pressoché bulgaro. E così ieri l'iniziativa di Pier Ferdinando Casini è stata clamorosamente bocciata alla Camera, in commissione Affari costituzionali. Ma Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc, non ci sta. Dice: «Proporremo ai nostri parlamentari di farlo ugualmente, il test». E gli fa eco Riccardo Pedrizzi, di An: «Proporremo che tutti i parlamentari nostri si sottopongano al test, volontariamente». La verità, però, è che non c'era un solo rappresentante di An in commissione al momento della votazione della proposta. Una proposta che era nata sull'onda emotiva di un programma televisivo: «Le Iene» avevano «rubato» campioni di sudore tra i parlamentari fuori da Montecitorio scoprendo, così, un alto tasso di consumo di stupefacenti fra di loro. Per questo la proposta di legge di Casini aveva raccolto diversi consensi fra i parlamentari: sull'onda dello scandalo l'avevano firmata in parecchi nell'opposizione, ma anche dentro la maggioranza. Ma ieri al momento del voto, dei parlamentari dell'opposizione in commissione Affari Costituzionali non c'era nessuno, se non l'Udc, appunto. «Avevo da fare un intervento in Aula già programmato », taglia corto Gabriele Boscetto di Forza Italia.

Ma la verità è che quando era intervenuto in commissione per commentare la proposta di legge ne aveva dato un giudizio così negativo da coincidere con quello del verde Marco Boato, autore degli emendamenti che ieri hanno affossato definitivamente l'iniziativa. Eppure c'erano molte firme di Forza Italia sotto quella proposta di legge. Così come c'erano svariate firme di An e nessuno a sostenere la proposta in commissione. Un test che la Lega non avrebbe problemi a fare, dice Roberto Maroni. Che spiega. «Per noi è superfluo perché tra i prerequisiti dei candidati della Lega c'è il rifiuto della droga. Ma non abbiamo timori ». Comunque non c'erano nemmeno i rappresentanti del Carroccio in commissione a dar manforte a Gianpiero D'Alia, il relatore dell'Udc. Il voto dell'Unione è stato compatto ieri in commissione Affari Costituzionali. Ma dentro l'Unione ieri c'è stato chi ha voluto far polemica: «Con questa bocciatura il Parlamento non lancia certo un segnale di apertura e trasparenza verso l'esterno: il test non era obbligatorio ma facoltativo», si lamenta infatti Silvana Mura, dell'Italia dei valori, forse senza nemmeno aver indagato sulla modalità di voto di Carlo Costantini, suo compagno di partito e membro della commissione. Che si difende: «Credo di aver votato insieme alla maggioranza, alla fine. Ma non è che l'ho seguita molto questa proposta di legge, non sapevo bene di cosa si trattava... ». Il verde Marco Boato l'ha seguita fin dall'inizio. E fin dall'inizio osteggiata come ha potuto: «È una proposta di legge demagogica e assolutamente anticostituzionale», dice per spiegare i due emendamenti che hanno affossato la proposta. Ma contro le sue parole si scaglia Alessandra Mussolini, europarlamentare di Alternativa sociale: «Con questa bocciatura del test antidroga ancora una volta la casta si difende», decreta senza ammettere appello.


Alessandra Arachi - 25 luglio 2007 - corriere.it

Muore mentre balla: infarto

Un infarto: sarebbe questa la causa della morte di Francesca Gualinetti, la donna di 28 anni morta improvvisamente davanti al figlio di 8 mentre ballava sabato scorso alla "Fratellanza" di Bolzaneto, nel corso di una festa sabato scorso. L'autopsia non ha infatti riscontrato patologie, né abuso di alcol o altre sostanze. La ragazza si è accasciata a terra mentre con le amiche stava ballando, senza più riprendere conoscenza.


25/07/2007 - primocanale.it

Chiuso per razzismo

Un ristorante della provincia di Lima punito perché discrimanava indios e meticci


Due mesi di chiusura e l'equivalente di 50 mila euro di multa. Questa la punizione per i proprietari del ristorante Café del Mar, Miraflores, provincia di Lima, Perù. La loro colpa: essere razzista. È la prima volta che in Perù accade una cosa simile. L'elite bianca va da sempre spadroneggiando in un paese a maggioranza indigena e discriminare chi ha la pelle scura è un modus vivendi. Ma qualcosa sta cambiando.


La festa è finita. Pieni di soldi e di autostima, i bianchi tirano le fila dell'economia peruviana e si sono ritagliati angoli di lusso off-limits in ogni parte del paese. Dall'altra parte, la massa di cittadini, indios o meticci, costretti al limite della soglia di povertà e senza prospettive, se non quella di emigrare e spedire le rimesse alla famiglia. Quasi la metà dei peruviani vive sotto la soglia di povertà, ossia con meno di due dollari al giorno. Di questi, cinque milioni su una popolazione di 28, vivono in situazioni drammatiche, con meno di 30 dollari al mese


Le ultime elezioni, che hanno visto il populista Hollanta Humala, indigeno per gli indigeni, spopolare quasi fino a far crollare l'egemonia dei soliti noti, la dice lunga sullo stato di salute del paese. Per questo, oltre a investire somme da capogiro nella lotta alla fame e alla povertà, il presidente Alan Garcia ha deciso di cavalcare la linea inaugurata dal suo predecessore nel 2004, ossia combattere il razzismo a suon di leggi. Dalle multe salate, il Congresso è passato pochi mesi fa a imporre persino il carcere per tutti coloro che verranno condannati per discriminazione razziale.


Reazioni. È come se il fenomeno Humala abbia fatto scattare l'allarme nella testa della élite, dimostrandole che le disuguaglianze sociali ed economiche non solo intorpidiscono lo sviluppo del Perù, ma minacciano il posto al sole di chi in questa situazione ci ha sempre sguazzato. Da qui una reazione a 360 gradi. Da una parte, la decisione, adottata un mese fa, di inaugurare due metodi per combattere la povertà endemica: trasferire ai governi regionali e locali 16 milioni di soles (circa 4 mila milioni di euro) da investire in infrastrutture e in aiuti sociali, e inaugurare il Programma Crecer (Crescere), che unito a quello minerario di solidarietà con il popolo lanciato a dicembre, interverrà su 3milioni di persone, di cui un terzo bambini. Dall'altra, l'inasprimento delle pene per i razzisti e la chiusura del Café del Mar.

Il parere. Per molti difensori dei diritti umani, la chiusura del ristorante è un passo simbolico importante nella battaglia al razzismo e alla discriminazione economica. Wilfredo Ardito, strenuo sostenitore delle lotte sociali del suo paese, ha dichiarato alla Bbc: “Si tratta di una sanzione simbolica. É la prima volta che si chiude un locale per la sua selezione razziale della clientela, e lo consideriamo un vero passo avanti”.

Stella Spinelli - 12.07.07 - peacereporter.net

Basta guerre nel mondo!