L'Aquila, 28 ott.- "Un progetto di legge depositato qualche giorno fa, si prefigge di dare all’Abruzzo una legislazione adeguata ed avanzata al fine di prevenire gravi incidenti stradali dovuti all’abuso di alcol e stupefacenti”.
E' quanto afferma il capogruppo IdV al Consiglio regionale, Bruno Evangelista, commentando con favore le iniziative della Provincia di Pescara per contrastare l’abuso di sostanze che alterano lo stato di coscienza e provocano spesso incidenti mortali sulle strade".
“Le novità introdotte nel pdl da me presentato – spiega il rappresentante dipietrista - sono relative in particolare alla modifica dell'orario di vendita di alcolici, che dovrà essere attuata in tutti i pubblici esercizi dall’una di notte alle otto del mattino, ed alle sanzioni previste per gli esercenti che non li rispetteranno, con un’ammenda che va da un minimo di 1000 euro fino alla sospensione dell'attività da 30 giorni ad un anno. Inoltre è previsto per i gestori dei locali l'obbligo di esporre un cartello informativo sugli orari. Viene stabilita anche una limitazione della vendita e della somministrazione di superalcolici durante fiere, sagre, manifestazioni sportive e musicali all'aperto e negli impianti sportivi . Le discoteche poi e tutti i locali notturni d'intrattenimento e svago avranno l'obbligo di chiusura alle due di notte, con proroga alle quattro solo se autorizzati dalla locale amministrazione comunale.
28/10/07 - ilcapoluogo.it
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Pericolo alcol e cocaina per le giovanissime
Federserd: ragazze dai 14 ai 16 anni consumano cocaina e alcol
Le ragazzine fra i 14 e i 16 anni hanno scoperto la cocaina e la usano insieme all'alcol per potenziarne gli effetti: l'allarme, che conferma e aggrava i dati della Relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze di quest'anno, giunge oggi dal Congresso di Federserd, la federazione nazionale dei servizi pubblici per le dipendenze, che ha aperto i suoi lavori a Sorrento alla presenza di 750 delegati provenienti da tutta Italia.
Una trasgressione in piu', forse la piu' grave, dopo alcool, marijuana e psicofarmaci sottratti dall'armadietto di casa. Sono ragazzine che fanno parte di famiglie normali, integrate. Si conferma che le donne si avvicinano alla cocaina molto prima dei maschi, che usano questa droga dopo i 24 anni. Per quanto riguarda l'eta' della prima assunzione delle droghe, il limite rimane ancora intorno ai 13-14 anni, mentre e' piu' basso per quanto riguarda l'alcool.
Ma questa non e' l'unica notizia preoccupante che danno gli operatori dei Sert, che a Sorrento studiano una strategia di responsabilizzazione che coinvolga chi si droga, chi cura il tossicodipendente, chi fa le leggi. L'altro allarme e' che un giovane su tre assume droghe: dalla marijuana, all'eroina, alla cocaina. E uno su due confessa che e' spesso avvicinato da gente che gli offre la droga. Ma non basta: un tossicodipendente su tre oggi in Italia ha problemi psichici, dalla paranoia all'ossessivita', all'aggressivita'. E cosi' diventa responsabile di atti di violenza, in casa e per strada, e questa violenza si scatena anche quando non e' alla ricerca di droga.
Dal Congresso giunge quindi un preciso atto di accusa: 'siamo davanti ad una clamorosa insufficienza delle politiche contro la droga -dice Alfio Lucchini presidente della Federserd- sia a livello di Governo che delle Regioni e delle altre istituzioni.
Vengono ignorate e talvolta emarginati gli operatori dei Sert che ogni giorno, quasi ogni ora, monitorizzano sul campo il 'calore' della situazione'.
28/10/07 - droghe.aduc.it
Le ragazzine fra i 14 e i 16 anni hanno scoperto la cocaina e la usano insieme all'alcol per potenziarne gli effetti: l'allarme, che conferma e aggrava i dati della Relazione al Parlamento sulle tossicodipendenze di quest'anno, giunge oggi dal Congresso di Federserd, la federazione nazionale dei servizi pubblici per le dipendenze, che ha aperto i suoi lavori a Sorrento alla presenza di 750 delegati provenienti da tutta Italia.
Una trasgressione in piu', forse la piu' grave, dopo alcool, marijuana e psicofarmaci sottratti dall'armadietto di casa. Sono ragazzine che fanno parte di famiglie normali, integrate. Si conferma che le donne si avvicinano alla cocaina molto prima dei maschi, che usano questa droga dopo i 24 anni. Per quanto riguarda l'eta' della prima assunzione delle droghe, il limite rimane ancora intorno ai 13-14 anni, mentre e' piu' basso per quanto riguarda l'alcool.
Ma questa non e' l'unica notizia preoccupante che danno gli operatori dei Sert, che a Sorrento studiano una strategia di responsabilizzazione che coinvolga chi si droga, chi cura il tossicodipendente, chi fa le leggi. L'altro allarme e' che un giovane su tre assume droghe: dalla marijuana, all'eroina, alla cocaina. E uno su due confessa che e' spesso avvicinato da gente che gli offre la droga. Ma non basta: un tossicodipendente su tre oggi in Italia ha problemi psichici, dalla paranoia all'ossessivita', all'aggressivita'. E cosi' diventa responsabile di atti di violenza, in casa e per strada, e questa violenza si scatena anche quando non e' alla ricerca di droga.
Dal Congresso giunge quindi un preciso atto di accusa: 'siamo davanti ad una clamorosa insufficienza delle politiche contro la droga -dice Alfio Lucchini presidente della Federserd- sia a livello di Governo che delle Regioni e delle altre istituzioni.
Vengono ignorate e talvolta emarginati gli operatori dei Sert che ogni giorno, quasi ogni ora, monitorizzano sul campo il 'calore' della situazione'.
28/10/07 - droghe.aduc.it
Ubriaco alla guida, aggredisce e insulta i carabinieri
Ubriaco alla guida, aggredisce e insulta i carabinieri: arrestato per resistenza e violenza
Imperia - Un genovese di 26 anni guidava ubriaco e dopo essere stato fermato ha cominciato a dare in escandescenze, insultando e picchiando i militari.
Resistenza a pubblico ufficiale e lesioni e' l'accusa di cui dovra' rispondere un automobilista genovese, di 26 anni, Morgan Donati Noberini, che intorno alle 4, in preda ai fumi dell'alcol, ha aggredito i carabinieri del Nucleo Radiomobile della compagnia di Imperia che lo avevano fermato per accertamenti mentre si trovava alla guida della propria autovettura. Il giovane, anziche' fornire le proprie generalita', ha insultato e aggredito i militari, colpendoli con calci e pugni e provocando loro lesioni di pochi giorni. Portato in caserma si e' poi rifiutato, fino alle 7 del mattino, di fornire le proprie generalita'. Nel corso della notte, la pattuglia ha fermato altre due persone per guida in stato di abbrezza: un giovane di 37 anni della provincia di Torino e uno di 27 anni del savonese.
di Fabrizio Tenerelli - 28/10/07 - riviera24.it
Imperia - Un genovese di 26 anni guidava ubriaco e dopo essere stato fermato ha cominciato a dare in escandescenze, insultando e picchiando i militari.
Resistenza a pubblico ufficiale e lesioni e' l'accusa di cui dovra' rispondere un automobilista genovese, di 26 anni, Morgan Donati Noberini, che intorno alle 4, in preda ai fumi dell'alcol, ha aggredito i carabinieri del Nucleo Radiomobile della compagnia di Imperia che lo avevano fermato per accertamenti mentre si trovava alla guida della propria autovettura. Il giovane, anziche' fornire le proprie generalita', ha insultato e aggredito i militari, colpendoli con calci e pugni e provocando loro lesioni di pochi giorni. Portato in caserma si e' poi rifiutato, fino alle 7 del mattino, di fornire le proprie generalita'. Nel corso della notte, la pattuglia ha fermato altre due persone per guida in stato di abbrezza: un giovane di 37 anni della provincia di Torino e uno di 27 anni del savonese.
di Fabrizio Tenerelli - 28/10/07 - riviera24.it
Alcol e droga al volante, 5 denunce
Qualche giorno fa, sulla piazza di Dosoledo era apparsa una scritta: «Il vostro etilometro non placherà la nostra sete». Il filmato dei ragazzi che lo realizzavano era finito perfino su You Tube. L'altra notte i carabinieri, come è loro solito da un bel po' di mesi a questa parte, hanno fatto uno dei blitz a colpi di etilometro cui la popolazione si è ormai abituata.Sei Gazzelle, delle stazioni della compagnia di Cortina, con due macchinari per rilevare la presenza di alcol nel sangue, in azione fin dalle 8 di venerdì sera, si sono appostate nei luoghi di passaggio obbligato per gli automobilisti.I controlli sono stati intensificati perché nelle zone montane in questo periodo erano riapparsi diversi turisti, un fatto che richiedeva quindi una maggiore presenza da parte delle forze dell'ordine che ritengono di non poter abbassare la guardia sui settori di intervento cui si sono dedicati in modo massiccio l'anno passato, la guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. E in effetti, nella rete dell'etilometro sono cadute tutte persone di passaggio, sia di Padova, sia di Treviso, e non gente del posto.
E pensare che i carabinieri, muniti di due etilometri, hanno esteso i loro controlli a decine di automobilisti, trovandone molti in perfette condizioni. Altri al contrario, sono incorsi in grave violazione della legge. Due uomini del Trevigiano (uno di 52 anni e un altro di 65 anni) sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza alcolica (più di 1,80 grammi di alcool per litro), mentre un terzo, un 21enne della provincia di Padova, è stato lasciato a piedi dopo la denuncia ed il sequestro del mezzo per guida sotto l'effetto di droghe: nella sua auto, infatti, i Carabinieri hanno trovato oltre 5 grammi di hashish, ed il successivo test ha dato ai militari la conferma ufficiale che sospettavano.
I ragazzi che erano in auto con lui, invece (due giovani trevigiani, un ragazzo e una ragazza di 20 e 18 anni) sono stati segnalati alla Prefettura quali "assuntori"; dalle loro tasche infatti sono venuti fuori altri residui di sostanza stupefacente: rischiano il ritiro della patente di guida.
In Comelico ora si parla del "blitz" dell'altra sera. Ma considerato il numero dei veicoli controllati, il risultato secondo i carabinieri è senza dubbio soddisfacente, anche tenuto conto del fatto che non una violazione è stata riscontrata in capo a cittadini residenti in zona.
Simona Pacini - 28/10/07 - gazzettino.it
E pensare che i carabinieri, muniti di due etilometri, hanno esteso i loro controlli a decine di automobilisti, trovandone molti in perfette condizioni. Altri al contrario, sono incorsi in grave violazione della legge. Due uomini del Trevigiano (uno di 52 anni e un altro di 65 anni) sono stati denunciati per guida in stato di ebbrezza alcolica (più di 1,80 grammi di alcool per litro), mentre un terzo, un 21enne della provincia di Padova, è stato lasciato a piedi dopo la denuncia ed il sequestro del mezzo per guida sotto l'effetto di droghe: nella sua auto, infatti, i Carabinieri hanno trovato oltre 5 grammi di hashish, ed il successivo test ha dato ai militari la conferma ufficiale che sospettavano.
I ragazzi che erano in auto con lui, invece (due giovani trevigiani, un ragazzo e una ragazza di 20 e 18 anni) sono stati segnalati alla Prefettura quali "assuntori"; dalle loro tasche infatti sono venuti fuori altri residui di sostanza stupefacente: rischiano il ritiro della patente di guida.
In Comelico ora si parla del "blitz" dell'altra sera. Ma considerato il numero dei veicoli controllati, il risultato secondo i carabinieri è senza dubbio soddisfacente, anche tenuto conto del fatto che non una violazione è stata riscontrata in capo a cittadini residenti in zona.
Simona Pacini - 28/10/07 - gazzettino.it
Imbecilli, ignoranti, diffamatori
C’è un tipo di diffamatore che ha connotazioni maniacali ed ha bisogno di gettar fango sui bersagli prescelti per le manifestazioni di tale tendenza senza badare a smentite, “prese in castagna”, dimostrazioni le più chiare dell’infondatezza e della banalità di certe affermazioni, un bisogno che ricorda quello dei tossicodipendenti.
Quanto più le diffamazioni di questi signori sono espressioni di luoghi comuni e di ottusità, tanto più resistono nel tempo e tornano a galla dopo anni ed anni come se nel frattempo non fossero naufragate miseramente le campagne di ben orchestrate e strumentali calunnie e non fossero state ricacciate in gola a chi ne è stato il promotore ed il divulgatore di certe invenzioni.
Sul “Messaggero” del 24 ottobre 2007, in un riquadro intitolato assai pretenziosamente “Dieci righe di storia”, con il mero pretesto di un anniversario, vi si legge “24 ottobre 1988” – A Roma la prima sezione della Corte di Cassazione, presieduta da Corrado Carnevale, annulla “per difetto di forma” la condanna del boss napoletano Michele Zaza, trafficante internazionale di droga”. E via discorrendo. Discorrendo di diecine di sentenze annullate dalla sezione presieduta da Carnevale, della definizione di “ammazzasentenze” da questi guadagnata, di “difetto di motivazione” (come se fosse un pretesto in sé visibile) a fondamento di quegli annullamenti. E poi “nel 1992 Carnevale sarà trasferito alla (!!!) Sezione Civile della Cassazione.
Non una parola della pioggia delle accuse (di per sé indiziaria di un progetto persecutorio) e della loro definitiva, dimostrata infondatezza nei confronti di uno dei migliori magistrati mai avuti in Italia. E l’idiozia pertinace dell’”ammazzasentenze” (come se la Cassazione, invece che Corte, appunto, di Cassazione, dovesse essere “di confermazione”. E quel “difetto di forma” ammannito ai lettori come se si trattasse di un difetto di formato o di veste grafica del dattiloscritto della sentenza.
Autore del riquadro è tale Gianni Bisiach. C’è pure la faccia del medesimo in un piccolo riquadro accanto al titolo. Vecchio? Giovane? Sorride, evidentemente compiaciuto, non si sa se per la buona memoria di antiche campagne in cui, magari abbia avuto parte, oppure per essere stato capace di ripescare, rimestando, un vecchio argomento.
Rimestando. Si capisce in che cosa.
Da: www.giustiziagiusta.info - Mauro Mellini - legnostorto.com
Quanto più le diffamazioni di questi signori sono espressioni di luoghi comuni e di ottusità, tanto più resistono nel tempo e tornano a galla dopo anni ed anni come se nel frattempo non fossero naufragate miseramente le campagne di ben orchestrate e strumentali calunnie e non fossero state ricacciate in gola a chi ne è stato il promotore ed il divulgatore di certe invenzioni.
Sul “Messaggero” del 24 ottobre 2007, in un riquadro intitolato assai pretenziosamente “Dieci righe di storia”, con il mero pretesto di un anniversario, vi si legge “24 ottobre 1988” – A Roma la prima sezione della Corte di Cassazione, presieduta da Corrado Carnevale, annulla “per difetto di forma” la condanna del boss napoletano Michele Zaza, trafficante internazionale di droga”. E via discorrendo. Discorrendo di diecine di sentenze annullate dalla sezione presieduta da Carnevale, della definizione di “ammazzasentenze” da questi guadagnata, di “difetto di motivazione” (come se fosse un pretesto in sé visibile) a fondamento di quegli annullamenti. E poi “nel 1992 Carnevale sarà trasferito alla (!!!) Sezione Civile della Cassazione.
Non una parola della pioggia delle accuse (di per sé indiziaria di un progetto persecutorio) e della loro definitiva, dimostrata infondatezza nei confronti di uno dei migliori magistrati mai avuti in Italia. E l’idiozia pertinace dell’”ammazzasentenze” (come se la Cassazione, invece che Corte, appunto, di Cassazione, dovesse essere “di confermazione”. E quel “difetto di forma” ammannito ai lettori come se si trattasse di un difetto di formato o di veste grafica del dattiloscritto della sentenza.
Autore del riquadro è tale Gianni Bisiach. C’è pure la faccia del medesimo in un piccolo riquadro accanto al titolo. Vecchio? Giovane? Sorride, evidentemente compiaciuto, non si sa se per la buona memoria di antiche campagne in cui, magari abbia avuto parte, oppure per essere stato capace di ripescare, rimestando, un vecchio argomento.
Rimestando. Si capisce in che cosa.
Da: www.giustiziagiusta.info - Mauro Mellini - legnostorto.com
Rapine e stupri a prostitute: 4 in manette
Sono tutti di Oria (Brindisi) ed è stata contestata loro anche l'associazione per delinquere. Furono già arrestati lo scorso agosto dopo una sparatoria in cui rimase ferito anche un Cc
BRINDISI – Associazione per delinquere, violenza sessuale e rapina: sono i reati per i quali sono stati arrestati in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare quattro uomini di Oria, nel Brindisino, accusati di aver compiuto rapine ad almeno una dozzina di prostitute nigeriane e di aver compiuto violenze sessuali nei confronti di almeno due di loro.
I quattro erano già stati arrestati lo scorso 24 agosto perchè sorpresi dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Francavilla Fontana a rapinare una prostituta nigeriana lungo la complanare che costeggia la statale 7, tra Oria e Latiano. In quell'occasione, ci fu anche una sparatoria tra i malfattori e i militari in borghese: rimasero feriti uno dei presunti rapinatori e un carabiniere.
Alle ordinanze di custodia cautelare – nelle quali si contestano episodi avvenuti in più riprese da un anno fa – si è giunti grazie alle denunce delle prostitute nigeriane, tutte di età compresa tra i 20 ed i 25 anni. Per i carabinieri non è stato semplice riuscire ad ottenere la fiducia delle ragazze, giacchè spesso si tratta di donne senza permesso di soggiorno che, proprio a causa della propria posizione, hanno timore di denunciare.
28/10/07 - lagazzettadelmezzogiorno.it
BRINDISI – Associazione per delinquere, violenza sessuale e rapina: sono i reati per i quali sono stati arrestati in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare quattro uomini di Oria, nel Brindisino, accusati di aver compiuto rapine ad almeno una dozzina di prostitute nigeriane e di aver compiuto violenze sessuali nei confronti di almeno due di loro.
I quattro erano già stati arrestati lo scorso 24 agosto perchè sorpresi dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Francavilla Fontana a rapinare una prostituta nigeriana lungo la complanare che costeggia la statale 7, tra Oria e Latiano. In quell'occasione, ci fu anche una sparatoria tra i malfattori e i militari in borghese: rimasero feriti uno dei presunti rapinatori e un carabiniere.
Alle ordinanze di custodia cautelare – nelle quali si contestano episodi avvenuti in più riprese da un anno fa – si è giunti grazie alle denunce delle prostitute nigeriane, tutte di età compresa tra i 20 ed i 25 anni. Per i carabinieri non è stato semplice riuscire ad ottenere la fiducia delle ragazze, giacchè spesso si tratta di donne senza permesso di soggiorno che, proprio a causa della propria posizione, hanno timore di denunciare.
28/10/07 - lagazzettadelmezzogiorno.it
L'aperitivo e poi la violenza
L´aggressione nata per una scommessa. La ragazza: non potevo chiamare aiuto, ero paralizzata dallo choc
Violentata per una scommessa con un amico: «Vuoi vedere che riesco a farmela prima di te? Non ci credi? Scommettiamo». Per questa ragione Daniele A., 25 anni, barese, studente del Dams vicino alla laurea, giovedì notte avrebbe stuprato nel suo residence di lusso, al primo appuntamento, una ragazza tedesca di 21 anni, studentessa Erasmus, conosciuta tre settimane fa. E´ stata lei, Inge (non è il suo vero nome, ndr.) a Bologna da un mese e mezzo per studiare lingue, a raccontarlo venerdì pomeriggio ai poliziotti della Squadra mobile, sporgendo denuncia contro il giovane che è stato immediatamente arrestato per violenza sessuale e sequestro di persona.
Lui nega tutto, cade dalle nuvole, dice che un rapporto sessuale c´è stato, ma voluto da entrambi. Intanto il pm Antonello Gustapane ha già presentato la sua richiesta di convalida del fermo. Ora gli investigatori cercano i riscontri al racconto della vittima. La considerano assolutamente credibile: «E´ molto provata. Piange, sta male»
I due si sono conosciuti a Bologna tramite amici comuni (uno è quello col quale Daniele avrebbe fatto la scommessa). Si scambiano il numero del telefonino, qualche volta si messaggiano, ma in tre settimane non si vedono mai da soli. Giovedì sera il primo appuntamento. Decidono di incontrarsi. Lui passa a prenderla con la macchina poco dopo le nove, dalle parti di piazza dell´Unità, vogliono andare in un pub di via Mascarella, ma non c´è posto. In piazza San Francesco invece sì. I due si siedono in compagnia di una bottiglia di vino e qualche stuzzichino. Ma, dice Inge, a bere è soprattutto lui. Verso mezzanotte lei chiede di essere riportata a casa. Daniele però prende un´altra strada, quella del residence "Terzo millennio", in via Miliani. «Dai, vieni da me, mangiamo qualcosa e ci guardiamo un film».
La ragazza non ne vuol sapere, ma non riesce a sottrarsi. Quando lui parcheggia e entra passando dai garage, lei lo segue, fin nel miniappartamento al primo piano. «Ha usato un badge, come in albergo, poi ha chiuso la porta a chiave». La casa è minuscola, i due si siedono sul letto per guardare un film, «un porno», secondo lei, in realtà un film di Quentin Tarantino. Nel frattempo il ragazzo fuma hascisc «e tenta di baciarmi, mi mette le mani addosso, mi spoglia». Inge vorrebbe gridare, chiedere aiuto, ma, «la musica è altissima, nessuno mi avrebbe sentito. Poi ero come bloccata, paralizzata dallo choc». Anche scappare è impossibile perché lei è convinta che il badge sia indispensabile per uscire, come è stato per entrare. Non usa neppure il cellulare: «Chi potevo chiamare, non ero in grado di dire dove mi trovavo».
Dopo la violenza, un rapporto non completo, i due si addormentano. Lo dicono entrambi. E venerdì mattina lei si fa riaccompagnare in piazza dell´Unità, perché «non volevo che sapesse esattamente dove abito». Poi va a lezione. Solo quando torna a casa racconta all´amica che vive con lei dello stupro. Vuole sporgere denuncia, ma l´altra la sconsiglia, «non ti crederanno. Non hai nessuna prova». Allora Inge telefona alla mamma che invece la spinge ad andare alla polizia facendosi accompagnare da un amico di famiglia, un maresciallo della Finanza, dal quale ora la studentessa è ospite.
Alle 17,30 è in Questura. Di lì va al pronto soccorso ginecologico, e poi dai periti del pm Del Borrello e Franchina. Non è stata picchiata, ma spinta sì, strattonata, costretta. Forse per questo forse ha vari lividi sulle gambe.
I genitori di Daniele, buona famiglia della borghesia barese, sono arrivati a Bologna ieri pomeriggio. Sono sotto choc, distrutti. Fino a poche ore prima, aspettavano di sapere l´esito dell´esame che il figlio doveva dare in mattinata.
28/10/07 - Paola Cascella - bologna.repubblica.it
Violentata per una scommessa con un amico: «Vuoi vedere che riesco a farmela prima di te? Non ci credi? Scommettiamo». Per questa ragione Daniele A., 25 anni, barese, studente del Dams vicino alla laurea, giovedì notte avrebbe stuprato nel suo residence di lusso, al primo appuntamento, una ragazza tedesca di 21 anni, studentessa Erasmus, conosciuta tre settimane fa. E´ stata lei, Inge (non è il suo vero nome, ndr.) a Bologna da un mese e mezzo per studiare lingue, a raccontarlo venerdì pomeriggio ai poliziotti della Squadra mobile, sporgendo denuncia contro il giovane che è stato immediatamente arrestato per violenza sessuale e sequestro di persona.
Lui nega tutto, cade dalle nuvole, dice che un rapporto sessuale c´è stato, ma voluto da entrambi. Intanto il pm Antonello Gustapane ha già presentato la sua richiesta di convalida del fermo. Ora gli investigatori cercano i riscontri al racconto della vittima. La considerano assolutamente credibile: «E´ molto provata. Piange, sta male»
I due si sono conosciuti a Bologna tramite amici comuni (uno è quello col quale Daniele avrebbe fatto la scommessa). Si scambiano il numero del telefonino, qualche volta si messaggiano, ma in tre settimane non si vedono mai da soli. Giovedì sera il primo appuntamento. Decidono di incontrarsi. Lui passa a prenderla con la macchina poco dopo le nove, dalle parti di piazza dell´Unità, vogliono andare in un pub di via Mascarella, ma non c´è posto. In piazza San Francesco invece sì. I due si siedono in compagnia di una bottiglia di vino e qualche stuzzichino. Ma, dice Inge, a bere è soprattutto lui. Verso mezzanotte lei chiede di essere riportata a casa. Daniele però prende un´altra strada, quella del residence "Terzo millennio", in via Miliani. «Dai, vieni da me, mangiamo qualcosa e ci guardiamo un film».
La ragazza non ne vuol sapere, ma non riesce a sottrarsi. Quando lui parcheggia e entra passando dai garage, lei lo segue, fin nel miniappartamento al primo piano. «Ha usato un badge, come in albergo, poi ha chiuso la porta a chiave». La casa è minuscola, i due si siedono sul letto per guardare un film, «un porno», secondo lei, in realtà un film di Quentin Tarantino. Nel frattempo il ragazzo fuma hascisc «e tenta di baciarmi, mi mette le mani addosso, mi spoglia». Inge vorrebbe gridare, chiedere aiuto, ma, «la musica è altissima, nessuno mi avrebbe sentito. Poi ero come bloccata, paralizzata dallo choc». Anche scappare è impossibile perché lei è convinta che il badge sia indispensabile per uscire, come è stato per entrare. Non usa neppure il cellulare: «Chi potevo chiamare, non ero in grado di dire dove mi trovavo».
Dopo la violenza, un rapporto non completo, i due si addormentano. Lo dicono entrambi. E venerdì mattina lei si fa riaccompagnare in piazza dell´Unità, perché «non volevo che sapesse esattamente dove abito». Poi va a lezione. Solo quando torna a casa racconta all´amica che vive con lei dello stupro. Vuole sporgere denuncia, ma l´altra la sconsiglia, «non ti crederanno. Non hai nessuna prova». Allora Inge telefona alla mamma che invece la spinge ad andare alla polizia facendosi accompagnare da un amico di famiglia, un maresciallo della Finanza, dal quale ora la studentessa è ospite.
Alle 17,30 è in Questura. Di lì va al pronto soccorso ginecologico, e poi dai periti del pm Del Borrello e Franchina. Non è stata picchiata, ma spinta sì, strattonata, costretta. Forse per questo forse ha vari lividi sulle gambe.
I genitori di Daniele, buona famiglia della borghesia barese, sono arrivati a Bologna ieri pomeriggio. Sono sotto choc, distrutti. Fino a poche ore prima, aspettavano di sapere l´esito dell´esame che il figlio doveva dare in mattinata.
28/10/07 - Paola Cascella - bologna.repubblica.it
Offese via YouTube, 3 anni dentro
Il branco umilia una disabile in seria difficoltà. Filmando tutto. Arriva la condanna
Roma - Antony Anderson, ventisettenne cittadino britannico, è stato condannato a tre anni di carcere per "oltraggio alla pubblica decenza". Era stato ripreso mentre orinava su una donna in fin di vita, al grido di "questo è materiale per YouTube": il video era poi finito sul portalone di video-sharing.
Anderson, che era sotto l'effetto di stupefacenti ed alcol, aveva incrociato Christine Lakinski, una cinquantenne affetta da alcuni deficit fisici, mentre era distesa in una strada di Hartlepool. Dopo averla innaffiata con un bicchiere d'acqua, Anderson le aveva urinato addosso deridendola, per poi ricoprirla di schiuma da barba. Un gruppo di spettatori assisteva divertito alla scena, riprendendo tutto con un cellulare. Dopo il gesto, Anderson si era allontanato per recarsi in un pub.
La signora Lakinski è in seguito deceduta per le complicanze di una pancreatite, nello stesso luogo dove era stata vittima del bullismo del branco. Il giudice Peter Fox, che ha pronuncia la sentenza, ha dichiarato: "Hai abusato di questa donna in modo indicibile, e la natura scioccante dei tuoi atti merita una punizione esemplare". I parenti della vittima si sono detti a loro volta scioccati per il comportamento tenuto dai testimoni della scena. Nonostante i suoi handicap, la signora Lakinski conduceva una vita indipendente e pressoché normale.
Il procedimento almeno fino a questo momento non ha però coinvolto anche chi ha assistito alla scena, riprendendola e poi caricandola sul portalone del video sharing. (L.A.)
28/10/07 - punto-informatico.it
Roma - Antony Anderson, ventisettenne cittadino britannico, è stato condannato a tre anni di carcere per "oltraggio alla pubblica decenza". Era stato ripreso mentre orinava su una donna in fin di vita, al grido di "questo è materiale per YouTube": il video era poi finito sul portalone di video-sharing.
Anderson, che era sotto l'effetto di stupefacenti ed alcol, aveva incrociato Christine Lakinski, una cinquantenne affetta da alcuni deficit fisici, mentre era distesa in una strada di Hartlepool. Dopo averla innaffiata con un bicchiere d'acqua, Anderson le aveva urinato addosso deridendola, per poi ricoprirla di schiuma da barba. Un gruppo di spettatori assisteva divertito alla scena, riprendendo tutto con un cellulare. Dopo il gesto, Anderson si era allontanato per recarsi in un pub.
La signora Lakinski è in seguito deceduta per le complicanze di una pancreatite, nello stesso luogo dove era stata vittima del bullismo del branco. Il giudice Peter Fox, che ha pronuncia la sentenza, ha dichiarato: "Hai abusato di questa donna in modo indicibile, e la natura scioccante dei tuoi atti merita una punizione esemplare". I parenti della vittima si sono detti a loro volta scioccati per il comportamento tenuto dai testimoni della scena. Nonostante i suoi handicap, la signora Lakinski conduceva una vita indipendente e pressoché normale.
Il procedimento almeno fino a questo momento non ha però coinvolto anche chi ha assistito alla scena, riprendendola e poi caricandola sul portalone del video sharing. (L.A.)
28/10/07 - punto-informatico.it
Troppo alcol subito prima delle 2
Caro Beppe,
ti scrivo perchè ho colto la tua sensibilità e il tuo interesse per la questione dell'eccessivo consumo di alcool nei giovani e riscontro con piacere i tuoi tentativi di sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema. Ebbene, venerdi scorso sono andata a ballare con un gruppo di amici in un famoso locale di Bologna, il GIOSTRA'. Ho notato all'ingresso alcuni cartelli che segnalavano la possibilità di richiedere alla cassa il test per la misurazione del tasso alcoolico e mi son datta "Bene, una nota positiva". A mezzanotte è cominciato il concerto nella sala fumatori (si respirava a malapena...)e verso l'1.30 il cantante del gruppo ha iniziato a ricordare il fatto che dopo le 2 non si sarebbe più potuto bere alcolici. Mi son detta nuovamente "Bene, forse è un messaggio positivo per segnalare di non esagerare con l'alcool..". All'1.45 è arrivato il deejay. Da quel momento fino alle 2.00 il deejay ha regolarmente ripetuto, ogni 2 MINUTI, le seguenti frasi "Ragazzi, avete ancora 10 minuti (8, 6, 4...) per bere, correte al bancone, dovete andare adesso!!Forza ragazzi, avete ancora pochi minuti per bere, prendete il più possibile ora che potete! Bevete ragazzi, forza, bevete!". Ero incredula e lo sono tutt'ora. Ma non ci sono dei controlli, non si può in qualche modo segnalare questa prassi disgustosa che annulla completamente il senso della nuova norma contro l'abuso di alcool?
Barbara Bottalico - 28/10/07 - corriere.it
ti scrivo perchè ho colto la tua sensibilità e il tuo interesse per la questione dell'eccessivo consumo di alcool nei giovani e riscontro con piacere i tuoi tentativi di sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema. Ebbene, venerdi scorso sono andata a ballare con un gruppo di amici in un famoso locale di Bologna, il GIOSTRA'. Ho notato all'ingresso alcuni cartelli che segnalavano la possibilità di richiedere alla cassa il test per la misurazione del tasso alcoolico e mi son datta "Bene, una nota positiva". A mezzanotte è cominciato il concerto nella sala fumatori (si respirava a malapena...)e verso l'1.30 il cantante del gruppo ha iniziato a ricordare il fatto che dopo le 2 non si sarebbe più potuto bere alcolici. Mi son detta nuovamente "Bene, forse è un messaggio positivo per segnalare di non esagerare con l'alcool..". All'1.45 è arrivato il deejay. Da quel momento fino alle 2.00 il deejay ha regolarmente ripetuto, ogni 2 MINUTI, le seguenti frasi "Ragazzi, avete ancora 10 minuti (8, 6, 4...) per bere, correte al bancone, dovete andare adesso!!Forza ragazzi, avete ancora pochi minuti per bere, prendete il più possibile ora che potete! Bevete ragazzi, forza, bevete!". Ero incredula e lo sono tutt'ora. Ma non ci sono dei controlli, non si può in qualche modo segnalare questa prassi disgustosa che annulla completamente il senso della nuova norma contro l'abuso di alcool?
Barbara Bottalico - 28/10/07 - corriere.it
Troppo buonismo sconfigge i valori morali
Attenti al buonismo, può avere effetti più devastanti di quelli temuti per l’effetto serra dai catastrofisti di mestiere. Ci ammonisce la cronaca - non è maestra di vita, come la storia, ma è supplente - che il buonismo praticato con insistenza diabolica sconvolge il clima morale e fa oscillare i valori civili.
Prendete Marco Ahmetovic, che guidando ubriaco ha ucciso nelle Marche quattro ragazzi: la giustizia gli ha inflitto arresti finti (sta in un residence), ma siccome il buonismo non ha limiti, gli si schiude un futuro da star. Ha un agente, scriverà libri, farà spot contro l’alcol (avrà la credibilità di un distillatore clandestino), certamente finirà su qualche Isola di famosi, dove almeno non potrà guidare. Dobbiamo essere contenti di vivere una società così slabbrata e confusa da confondere ragioni e torti? Quattro morti possono essere il viatico per il successo?
Il buonismo è una pratica estrema, pericolosa a tutte le latitudini. A Mantova, un piccolo imprenditore ha offerto un lavoro nella sua azienda a due uomini che avevano tentato di svaligiarla. I due - che naturalmente sono a piede libero - non sono stati d’accordo con l’incorreggibile buonista e stanno ancora valutando l’offerta. Lorsignori non accettano incarichi precari, vogliono il posto fisso; flessibile può essere la coscienza, non l’impiego.
Non meno insidioso è il buonismo istituzionale. A Napoli il Comune progetta un bando d’assunzione per coloro che hanno beneficiato dell’indulto. Poverini, non hanno più nemmeno una cella, bisogna aiutarli. Basta. Non vorremmo che le blandizie riservate a chi delinque convinca qualche «bamboccione» per bene a ritenere che soltanto calpestando il codice penale si abbia diritto a un’opportunità.
di Salvatore Scarpino - domenica 28 ottobre 2007 - ilgiornale.it
Prendete Marco Ahmetovic, che guidando ubriaco ha ucciso nelle Marche quattro ragazzi: la giustizia gli ha inflitto arresti finti (sta in un residence), ma siccome il buonismo non ha limiti, gli si schiude un futuro da star. Ha un agente, scriverà libri, farà spot contro l’alcol (avrà la credibilità di un distillatore clandestino), certamente finirà su qualche Isola di famosi, dove almeno non potrà guidare. Dobbiamo essere contenti di vivere una società così slabbrata e confusa da confondere ragioni e torti? Quattro morti possono essere il viatico per il successo?
Il buonismo è una pratica estrema, pericolosa a tutte le latitudini. A Mantova, un piccolo imprenditore ha offerto un lavoro nella sua azienda a due uomini che avevano tentato di svaligiarla. I due - che naturalmente sono a piede libero - non sono stati d’accordo con l’incorreggibile buonista e stanno ancora valutando l’offerta. Lorsignori non accettano incarichi precari, vogliono il posto fisso; flessibile può essere la coscienza, non l’impiego.
Non meno insidioso è il buonismo istituzionale. A Napoli il Comune progetta un bando d’assunzione per coloro che hanno beneficiato dell’indulto. Poverini, non hanno più nemmeno una cella, bisogna aiutarli. Basta. Non vorremmo che le blandizie riservate a chi delinque convinca qualche «bamboccione» per bene a ritenere che soltanto calpestando il codice penale si abbia diritto a un’opportunità.
di Salvatore Scarpino - domenica 28 ottobre 2007 - ilgiornale.it
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