Emergenza acqua. Palese: Vendola scaricato e accusato fugge in Macedonia
Mentre i pugliesi per colpa sua hanno i rubinetti a secco e il Governo accusa lui di scelte sbagliate alla guida di Aqp e di superficialità assoluta, lui dov'è? A vedere balletti e sentire concerti".
Bari - Brindisi, 13 luglio 2007. "Se qualcuno aveva ancora dubbi sulla inadeguatezza di Vendola a governare la Regione, adesso non ne ha certamente più. Oggi il Governo nazionale (funzionari dei ministeri e Protezione Civile) dice a chiare lettere che la colpa dell'emergenza acqua che costringe gli ospedali pugliesi alla chiusura, i cittadini a far la coda alle autobotti come nel dopoguerra e le industrie a cedere acqua per aiutare le famiglie, è solo ed esclusivamente della Giunta Vendola e del management dell'Acquedotto Pugliese". È il parere del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Rocco Palese, espresso in una dichiarazione.
"Il problema non è la carenza di acqua, dice il Governo, perché non ce n'è mai stata così tanta; il problema non è neanche che questa emergenza è arrivata come un fulmine a ciel sereno perché, dicono Governo e Protezione Civile, la Regione sapeva ed era stata messa in allarme dalla circolare del presidente del Consiglio del 5 marzo scorso. L'emergenza, emerge chiaramente, è colpa di chi pur sapendo non ha fatto nulla e di chi non è capace in Puglia di governare il settore delle acque".
"Mentre il sindaco di Taranto va giustamente in Procura (anch'essa a secco!) - continua Palese - mentre i turisti scappano dalla Puglia dopo aver inseguito e accusato i nostri poveri sindaci; mentre donne e anziani fanno la fila sotto il sole per riempire bottiglie e secchi per potersi lavare e cucinare, il presidente Vendola non è nella sua 'stanza dei bottoni' a presidiare l'emergenza e ad assumersi responsabilità e prendere decisioni, ma forse finalmente conscio della propria inadeguatezza e dell'assoluta inutilità della sua presenza in loco, preferisce 'fuggire' in Macedonia, complice una provvidenziale missione culturale prevista da tempo. Mentre i pugliesi per colpa sua hanno i rubinetti a secco e il Governo accusa lui di scelte sbagliate alla guida di Aqp e di superficialità assoluta, lui dov'è? A vedere balletti e sentire concerti".
"La nostra non vuol essere facile demagogia, ma grave preoccupazione per il senso di assoluta irresponsabilità che contraddistingue il presidente della Regione che oggi, messo all'angolo e indicato dai fatti e dal suo stesso Governo nazionale come unico responsabile di una situazione senza precedenti, non può più addossare responsabilità a chi l'ha preceduto e allora fugge".
"Eppure - conclude il capogruppo degli azzurri in Consiglio regionale - ricordiamo di avergli sentito dire queste parole: 'Da quando sono presidente non dormo più di notte: se non piove sono preoccupato per la carenza di acqua, se piove troppo temo le alluvioni'. Da qui forse l'esigenza della fuga in Macedonia, come si dice... occhio non vede, cuore non duole!".
Brindisisera Shop@ - © Brindisi Sera - 13.07.07 - brindisisera.it
Ci trovate anche qui
80enne ai domiciliari per abusi su bimba
Fabbrico: 80enne ai domiciliari per tentati abusi su una bimba
Reggio Emilia - Un pensionato di 80 anni è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di tentata violenza sessuale aggravata nei confronti di una bambina. L'anziano si trova ora agli arresti domiciliari.
13.07.07 - bologna2000.com
Reggio Emilia - Un pensionato di 80 anni è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di tentata violenza sessuale aggravata nei confronti di una bambina. L'anziano si trova ora agli arresti domiciliari.
13.07.07 - bologna2000.com
Liguria. Sos per psichiatria
Liguria. Sos per psichiatria: è allo sfascio
"L'Assessore Montaldo: già interessato il ministro. I sindacati lanciano l'allarme: a fine anno 58 infermieri in meno nelle strutture pubbliche"
Trentasette infermieri che mancano già e altri ventuno che andranno in pensione entro la fine dell'anno. In totale 58 infermieri che mancano dalle corsie delle strutture residenziali psichiatriche. Situazione che, ieri, ha fatto urlare alle scandalo i sindacati: « La psichiatria a Genova è allo sfascio» hanno denunciato Cgil Fp, Cisl Fps e Uil Fp che, in una nota congiunta, lanciano bordate a Regione e Asl 3. «La situazione è diventata ormai drammatica - dicono - ma nessuno nelle stanze dell'assessorato alla Salute e della direzione della Asl 3, può permettersi il lusso di considerare imprevista». La replica di Claudio Montaldo, assessore regionale alla salute, è dello stesso tono: «Qui nessuno fa finta di niente e le difficoltà del personale sono tanto presenti che hanno indotto il sottoscritto a sollevare il problema con il ministro Livia Turco, trovando anche l'accordo con le organizzazioni sindacali regionali e nazionali».
Accade che nelle Rsa di Quarto, Il cammino e Casa Michelini, Rossiglione e Cogoleto (in tutto oltre 100 pazienti assistiti) gli infermieri siano diventati merce rara. Dal 2003 a fine 2006 l'organico della psichiatria della terza Asl genovese è passato da 292 a 262 unità; per ottenere la quadratura del cerchio si devono aggiungere quelli che non sono ancora stati sostituiti e quelli che dovranno andare in pensione tra l'autunno e la fine dell'anno. Problema che l'Asl 3 ha mostrato di avere ben presente tanto che, dopo aver inoltrato in Regione le richieste di deroga per le assunzioni necessarie, la direzione sanitaria ha varato un ordine di servizio per il riassetto dei turni, passando dal turno in sesta (che consente riposi più lunghi) al turno in quinta, che porta ad un ritmo più serrato.
Cgil, Cisl e Uil alzano la voce chiedendo a Montaldo «se considera sostenibile dal punto di vista etico, nonchè se sia segno della sua alta responsabilità, scegliere di far finta di nulla proprio nei confronti di assistiti che non hanno la forza e la possibilità di farsi sentire. Da anni infatti questi signori, assessore e direttore generale di Asl 3, ognuno per la propria responsabilità avrebbero dovuto maturare la certezza che nel 2007 la progressiva diminuzione degli operatori addetti sarebbe diventata esplosiva».
Secondo i sindacati la scelta compiuta dall'assessorato, «dovendo fare i conti con l'indiscutibile disavanzo nella spesa sanitaria, tra le tante scelte di risparmio possibili (alcune molto scomode come il taglio delle tante consulenze o della spesa farmaceutica) ha preferito concentrarsi sul taglio del personale. Scelta certamente più facile da compiere, ma che inevitabilmente produce un risultato certo, sfasciare i servizi pubblici. Nonostante le nostre richieste, ad oggi l'assessore alla Salute ha semplicemente glissato l'argomento».
Claudio Montaldo fronteggia i sindacati: «La carenza del personale psichiatrico è uno dei temi che appartengono a questa problematica e come gli altri va affrontato in ambito aziendale. Peraltro domani (oggi, ndr) Asl 3 ha convocato un apposito incontro con le organizzazioni sindacali».
Per la Asl a replicare è il dirigente del servizio psichiatrico, Luigi Ferrannini. «Ci sono evidenti difficoltà per la mancanza di personale che la Asl non ha certo ignorate: le richieste di deroghe sono state inoltrate per tempo e da settimane si sta lavorando a questo. E poi definire allo sfascio la psichiatria genovese mi sembra offensivo anche per gli operatori che i sindacati dovrebbero difendere».
Alessandra Costante - 13.07.07 - Fonte: edicola.ilsecoloxix.it - aipsimed.org
"L'Assessore Montaldo: già interessato il ministro. I sindacati lanciano l'allarme: a fine anno 58 infermieri in meno nelle strutture pubbliche"
Trentasette infermieri che mancano già e altri ventuno che andranno in pensione entro la fine dell'anno. In totale 58 infermieri che mancano dalle corsie delle strutture residenziali psichiatriche. Situazione che, ieri, ha fatto urlare alle scandalo i sindacati: « La psichiatria a Genova è allo sfascio» hanno denunciato Cgil Fp, Cisl Fps e Uil Fp che, in una nota congiunta, lanciano bordate a Regione e Asl 3. «La situazione è diventata ormai drammatica - dicono - ma nessuno nelle stanze dell'assessorato alla Salute e della direzione della Asl 3, può permettersi il lusso di considerare imprevista». La replica di Claudio Montaldo, assessore regionale alla salute, è dello stesso tono: «Qui nessuno fa finta di niente e le difficoltà del personale sono tanto presenti che hanno indotto il sottoscritto a sollevare il problema con il ministro Livia Turco, trovando anche l'accordo con le organizzazioni sindacali regionali e nazionali».
Accade che nelle Rsa di Quarto, Il cammino e Casa Michelini, Rossiglione e Cogoleto (in tutto oltre 100 pazienti assistiti) gli infermieri siano diventati merce rara. Dal 2003 a fine 2006 l'organico della psichiatria della terza Asl genovese è passato da 292 a 262 unità; per ottenere la quadratura del cerchio si devono aggiungere quelli che non sono ancora stati sostituiti e quelli che dovranno andare in pensione tra l'autunno e la fine dell'anno. Problema che l'Asl 3 ha mostrato di avere ben presente tanto che, dopo aver inoltrato in Regione le richieste di deroga per le assunzioni necessarie, la direzione sanitaria ha varato un ordine di servizio per il riassetto dei turni, passando dal turno in sesta (che consente riposi più lunghi) al turno in quinta, che porta ad un ritmo più serrato.
Cgil, Cisl e Uil alzano la voce chiedendo a Montaldo «se considera sostenibile dal punto di vista etico, nonchè se sia segno della sua alta responsabilità, scegliere di far finta di nulla proprio nei confronti di assistiti che non hanno la forza e la possibilità di farsi sentire. Da anni infatti questi signori, assessore e direttore generale di Asl 3, ognuno per la propria responsabilità avrebbero dovuto maturare la certezza che nel 2007 la progressiva diminuzione degli operatori addetti sarebbe diventata esplosiva».
Secondo i sindacati la scelta compiuta dall'assessorato, «dovendo fare i conti con l'indiscutibile disavanzo nella spesa sanitaria, tra le tante scelte di risparmio possibili (alcune molto scomode come il taglio delle tante consulenze o della spesa farmaceutica) ha preferito concentrarsi sul taglio del personale. Scelta certamente più facile da compiere, ma che inevitabilmente produce un risultato certo, sfasciare i servizi pubblici. Nonostante le nostre richieste, ad oggi l'assessore alla Salute ha semplicemente glissato l'argomento».
Claudio Montaldo fronteggia i sindacati: «La carenza del personale psichiatrico è uno dei temi che appartengono a questa problematica e come gli altri va affrontato in ambito aziendale. Peraltro domani (oggi, ndr) Asl 3 ha convocato un apposito incontro con le organizzazioni sindacali».
Per la Asl a replicare è il dirigente del servizio psichiatrico, Luigi Ferrannini. «Ci sono evidenti difficoltà per la mancanza di personale che la Asl non ha certo ignorate: le richieste di deroghe sono state inoltrate per tempo e da settimane si sta lavorando a questo. E poi definire allo sfascio la psichiatria genovese mi sembra offensivo anche per gli operatori che i sindacati dovrebbero difendere».
Alessandra Costante - 13.07.07 - Fonte: edicola.ilsecoloxix.it - aipsimed.org
Stupro di gruppo, 2 arresti
Stupro di gruppo in appartamento, 2 arresti
In manette due italiani di 50 e 28 anni. Avrebbero costretto un giovane ad avere un rapporto sessuale
MILANO - Avrebbero stuprato un uomo di 30 anni. Per questo due italiani di 50 e 28 anni sono stati arrestati su disposizione del gip Alessandra Cerreti, come richiesto dal pm Giancarla Serafino. Lo stupro di gruppo sarebbe avvenuto a Milano all'interno dell'appartamento del 50enne, che in passato aveva già avuto un paio di incontri sessuali a pagamento con la sua vittima. In quella occasione, però, la situazione si era trasformata in una vera e propria violenza in cui, oltre all'uomo di 50 anni, l'altro italiano più giovane e un cittadino straniero poco più che ventenne, ora latitante, erano intervenuti costringendo sotto minaccia di una forbice il giovane a un rapporto sessuale. Poi i tre avevano scattato fotografie simulando un ulteriore rapporto con la vittima e minacciandolo di far avere le immagini alla sua famiglia se non avesse pagato una somma di denaro. Accompagnato per raccogliere i soldi richiesti, il 30enne aveva chiamato i carabinieri.
PROSTITUZIONE MINORILE - Nell'inchiesta è emerso un giro di prostituzione minorile gestito dal cinquantenne arrestato, impiegato in una grossa azienda. Per questo le accuse sono per tutti e tre i personaggi coinvolti di violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona ed estorsione, mentre il capo dei tre è accusato anche di favoreggiamento della prostituzione minorile. Interrogato venerdì mattina, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
DOPPIA VITA - Nell'appartamento al centro della vicenda, l'impiegato da tempo aveva rapporti sessuali con i minorenni, studenti liceali, in cambio di piccoli regali come ricariche telefoniche o pochi soldi. Per farli prostituire con terzi, metteva a loro disposizione non solo l'abitazione, ma anche trucchi e parrucche con i quali i ragazzi si potevano travestire e condurre la loro doppia vita, tenendo completamente all'oscuro i genitori. Per le prestazioni sessuali, i giovani chiedevano tra i 50 e i 100 euro.
13 luglio 2007 - corriere.it
In manette due italiani di 50 e 28 anni. Avrebbero costretto un giovane ad avere un rapporto sessuale
MILANO - Avrebbero stuprato un uomo di 30 anni. Per questo due italiani di 50 e 28 anni sono stati arrestati su disposizione del gip Alessandra Cerreti, come richiesto dal pm Giancarla Serafino. Lo stupro di gruppo sarebbe avvenuto a Milano all'interno dell'appartamento del 50enne, che in passato aveva già avuto un paio di incontri sessuali a pagamento con la sua vittima. In quella occasione, però, la situazione si era trasformata in una vera e propria violenza in cui, oltre all'uomo di 50 anni, l'altro italiano più giovane e un cittadino straniero poco più che ventenne, ora latitante, erano intervenuti costringendo sotto minaccia di una forbice il giovane a un rapporto sessuale. Poi i tre avevano scattato fotografie simulando un ulteriore rapporto con la vittima e minacciandolo di far avere le immagini alla sua famiglia se non avesse pagato una somma di denaro. Accompagnato per raccogliere i soldi richiesti, il 30enne aveva chiamato i carabinieri.
PROSTITUZIONE MINORILE - Nell'inchiesta è emerso un giro di prostituzione minorile gestito dal cinquantenne arrestato, impiegato in una grossa azienda. Per questo le accuse sono per tutti e tre i personaggi coinvolti di violenza sessuale di gruppo, sequestro di persona ed estorsione, mentre il capo dei tre è accusato anche di favoreggiamento della prostituzione minorile. Interrogato venerdì mattina, si è avvalso della facoltà di non rispondere.
DOPPIA VITA - Nell'appartamento al centro della vicenda, l'impiegato da tempo aveva rapporti sessuali con i minorenni, studenti liceali, in cambio di piccoli regali come ricariche telefoniche o pochi soldi. Per farli prostituire con terzi, metteva a loro disposizione non solo l'abitazione, ma anche trucchi e parrucche con i quali i ragazzi si potevano travestire e condurre la loro doppia vita, tenendo completamente all'oscuro i genitori. Per le prestazioni sessuali, i giovani chiedevano tra i 50 e i 100 euro.
13 luglio 2007 - corriere.it
Emergenza caldo
EMERGENZA CALDO, IMPEGNATE FORZE ORDINE
Anche le Forze dell'Ordine di Genova saranno impegnate nella prevenzione dell'emergenza caldo per gli anziani. Le situazioni più delicate saranno tenute sotto controllo dai poliziotti e dai carabinieri di quartiere mentre eventuali segnalazioni che dovessero pervenire a Questura, Carabinieri, Guardia di Finanaza e Vigili del fuoco saranno subito trasferite al call center di "Estate Anziani".
13.07.07 - primocanale.it
Anche le Forze dell'Ordine di Genova saranno impegnate nella prevenzione dell'emergenza caldo per gli anziani. Le situazioni più delicate saranno tenute sotto controllo dai poliziotti e dai carabinieri di quartiere mentre eventuali segnalazioni che dovessero pervenire a Questura, Carabinieri, Guardia di Finanaza e Vigili del fuoco saranno subito trasferite al call center di "Estate Anziani".
13.07.07 - primocanale.it
Troppi gli automobilisti ubriachi a Roma
Troppi gli automobilisti ubriachi e drogati alla guida a Roma
Aumentati del 18 per cento i sanzionati sotto effetto dell’alcol e del 600 per cento della droga
Sono aumentate del 600 per cento le multe per guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Lo afferma l’ultimo rapporto annuale della polizia municipale di Roma che registra l’aumento del 18% dei conducenti sanzionati per guida in stato di ebrezza ma soprattutto denuncia l’abnorme aumento (600%) degli automobilisti sorpresi alla guida sotto l’effetto di droghe.
Un allarme che lunedì pomeriggio ha trovato la sua amara conferma nell’incidente del 9 luglio in via Leone XIII dove un serbo di 31 anni, che secondo gli accertamenti guidava sotto l’effetto della cocaina, ha causato la morte di Renato Scovazzi, motociclista romano di 39 anni, sposato e padre di una ragazza di 15. Per lui una denuncia a piede libero per omicidio colposo e, come per tutti gli altri, un processo davanti al giudice di pace con il rischio, molto remoto, di una condanna fino a tre mesi di carcere.
Altro dato allarmante del rapporto della polizia municipale: dal 1° luglio 2005 al 30 giugno 2006 i vigili hanno elevato oltre 2 milioni di multe (1.118.387 grazie al sistema Iride che controlla i varchi elettronici della Ztl del Centro) e 994.427 per mano direttamente dagli agenti.
Le infrazioni per divieto di sosta sono state 408.918 contro 377.030 dell'anno precedente; seguono quelle per mancato rispetto del semaforo rosso 75.103. Ma il dato più clamoroso è proprio la guida sotto l’effetto di droghe e alcol. Nel rapporto 2005 erano stati multati 423 automobilisti diventati 514 (+18%). Le persone multate per l'uso di droga sono passate da 48 a 294: un aumento del 600%.
Secondo Il rapporto dei vigili tra le dieci strade dove si registrano il maggior numero di incidenti, la maglia nera è sempre della Cristoforo Colombo (1.014 incidenti in 12 mesi), seguita dalla la Casilina (900) e dalla Prenestina (822). La più pericolosa resta, però, l’Aurelia (in un anno, 395 incidenti con 175 feriti). Quasi invariato il numero dei morti per incidenti stradali: 185 contro i 186 dell'anno precedente. Quindi un morto ogni 48 ore.
13/07/2007 - abitarearoma.net
Aumentati del 18 per cento i sanzionati sotto effetto dell’alcol e del 600 per cento della droga
Sono aumentate del 600 per cento le multe per guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Lo afferma l’ultimo rapporto annuale della polizia municipale di Roma che registra l’aumento del 18% dei conducenti sanzionati per guida in stato di ebrezza ma soprattutto denuncia l’abnorme aumento (600%) degli automobilisti sorpresi alla guida sotto l’effetto di droghe.
Un allarme che lunedì pomeriggio ha trovato la sua amara conferma nell’incidente del 9 luglio in via Leone XIII dove un serbo di 31 anni, che secondo gli accertamenti guidava sotto l’effetto della cocaina, ha causato la morte di Renato Scovazzi, motociclista romano di 39 anni, sposato e padre di una ragazza di 15. Per lui una denuncia a piede libero per omicidio colposo e, come per tutti gli altri, un processo davanti al giudice di pace con il rischio, molto remoto, di una condanna fino a tre mesi di carcere.
Altro dato allarmante del rapporto della polizia municipale: dal 1° luglio 2005 al 30 giugno 2006 i vigili hanno elevato oltre 2 milioni di multe (1.118.387 grazie al sistema Iride che controlla i varchi elettronici della Ztl del Centro) e 994.427 per mano direttamente dagli agenti.
Le infrazioni per divieto di sosta sono state 408.918 contro 377.030 dell'anno precedente; seguono quelle per mancato rispetto del semaforo rosso 75.103. Ma il dato più clamoroso è proprio la guida sotto l’effetto di droghe e alcol. Nel rapporto 2005 erano stati multati 423 automobilisti diventati 514 (+18%). Le persone multate per l'uso di droga sono passate da 48 a 294: un aumento del 600%.
Secondo Il rapporto dei vigili tra le dieci strade dove si registrano il maggior numero di incidenti, la maglia nera è sempre della Cristoforo Colombo (1.014 incidenti in 12 mesi), seguita dalla la Casilina (900) e dalla Prenestina (822). La più pericolosa resta, però, l’Aurelia (in un anno, 395 incidenti con 175 feriti). Quasi invariato il numero dei morti per incidenti stradali: 185 contro i 186 dell'anno precedente. Quindi un morto ogni 48 ore.
13/07/2007 - abitarearoma.net
Canada. Ubriaco uccide donna
Ubriaco travolge e uccide una donna
La 36enne è morta sul colpo. L'incidente è avvenuto mercoledì sera su McCowan Road
Un bambino lotta tra la vita e la morte in ospedale dopo un terribile incidente in cui ha perso la madre.
Erano le 8 di mercoledì sera, quando un van impazzito è salito sul marciapiede falciando i due che stavano camminando su McCowan Road, nei pressi di Eglinton Avenue.
La donna di 36 anni è morta sul colpo mentre il figlio versa in condizioni critiche con gravi lesioni interne all'ospedale Sick Children. I primi accertamenti hanno confermato che l'uomo alla guida del van, Dragan Gorgijevski di 56 anni, era ubriaco e stava guidando sotto l'effetto dell'alcol.
«Stavano camminando sul lato Ovest della strada - ha detto James Cassells della polizia di Toronto - Il veicolo procedeva in direzione Sud, nella zona di Scarborough. Ha poi urtato il marciapiede perdendo il controllo e investendo i due pedoni». Il conducente del van si è presentato ieri davanti al giudice e dovrà ora sostenere le accuse di omicidio e di lesioni personali gravi.
La polizia sta cercando di rintracciare la famiglia della donna per informare del tragico incidente. I parenti, infatti, non sono ancora stati informati ed è per questo che l'identità per ora non è stata svelata.
Ed è rimasta solo tanta rabbia tra i residenti della zona: «È orribile... semplicemente terribile - ha detto una donna ancora sotto shock per l'accaduto - Un poliziotto anziano mi ha raccontato che quell'uomo aveva già avuto problemi con la giustizia per guida in stato di ebbrezza». Gli investigatori non hanno voluto confermare la notizia.
13.07.07 - corriere.com
La 36enne è morta sul colpo. L'incidente è avvenuto mercoledì sera su McCowan Road
Un bambino lotta tra la vita e la morte in ospedale dopo un terribile incidente in cui ha perso la madre.
Erano le 8 di mercoledì sera, quando un van impazzito è salito sul marciapiede falciando i due che stavano camminando su McCowan Road, nei pressi di Eglinton Avenue.
La donna di 36 anni è morta sul colpo mentre il figlio versa in condizioni critiche con gravi lesioni interne all'ospedale Sick Children. I primi accertamenti hanno confermato che l'uomo alla guida del van, Dragan Gorgijevski di 56 anni, era ubriaco e stava guidando sotto l'effetto dell'alcol.
«Stavano camminando sul lato Ovest della strada - ha detto James Cassells della polizia di Toronto - Il veicolo procedeva in direzione Sud, nella zona di Scarborough. Ha poi urtato il marciapiede perdendo il controllo e investendo i due pedoni». Il conducente del van si è presentato ieri davanti al giudice e dovrà ora sostenere le accuse di omicidio e di lesioni personali gravi.
La polizia sta cercando di rintracciare la famiglia della donna per informare del tragico incidente. I parenti, infatti, non sono ancora stati informati ed è per questo che l'identità per ora non è stata svelata.
Ed è rimasta solo tanta rabbia tra i residenti della zona: «È orribile... semplicemente terribile - ha detto una donna ancora sotto shock per l'accaduto - Un poliziotto anziano mi ha raccontato che quell'uomo aveva già avuto problemi con la giustizia per guida in stato di ebbrezza». Gli investigatori non hanno voluto confermare la notizia.
13.07.07 - corriere.com
Madre e padre violentano i figli
Una famiglia normale, un sospetto terribile. Un uomo e una donna, impiegati quarantenni di Milano, sono stati rinviati a giudizio per una serie di abusi nei confronti dei due figli, un maschio e una femmina che al tempo dei fatti avevano 12 e 8 anni. L'uomo è accusato di violenza sessuale sui due bimbi e di maltrattamento del figlio maschio mentre la donna è accusata di favoreggiamento e maltrattamento: per il gup Alessandra Cerreti, la donna sapeva delle abitudini del marito, che la notte andava nella cameretta dei bambini e ne abusava. Quando il bambino confidava alla madre le violenze subite lei lo picchiava intimandogli di non parlarne con nessuno. All'età di dodici anni, nel 2005, il ragazzino si era però confidato con le maestre che avevano sporto denuncia. "Finalmente adesso posso dormire" confidò il ragazzino ai magistrati che avevano disposto l'allontanamento da casa del padre. Ansa
13.07.07 - city.corriere.it
13.07.07 - city.corriere.it
Segregata e sfruttata per cinque anni
Dopo il terribile esodo per raggiungere le coste italiane, per lei l’inferno doveva ancora cominciare. Non sono stati altro che cinque anni di violenze fisiche e morali il paradiso italiano che le era stato promesso. Poi, però ha avuto la forza di denunciare i suoi aguzzini.
Dovranno rispondere di sequestro di persona, violenza sessuale aggravata e continuata, rapina ed estorsione, i due nigeriani di 31 e 29 anni arrestati tre giorni fa dai carabinieri di Portomaggiore. Dopo aver raggiunto l’Italia ed esser stata costretta da subito a vendersi per strada, la loro vittima, una bella ragazza nigeriana di 29 anni, ha detto basta. Non era sufficiente avere infranto i suoi sogni di una vita migliore, le chiedevano anche 45 mila euro per averla portata in Italia (questa, sembra, a cifra sborsata per farla arrivare sulla penisola dietro la promessa di un lavoro da cuoca), somma che doveva restituire tramite le sue “prestazioni”. Dopo essere stata espulsa ed essere ritornata a Ferrara aveva incontrato di nuovo i suoi aguzzini che le avevano rubato tutti i soldi e, secondo il suo racconto, avevano anche abusato di lei tenendola “segregata” nei pressi di Portomaggiore. Poi, complice una distrazione, è riuscita a scappare ed avvisare le autorità.
Dopo aver trovato il coraggio di denunciarli. i suoi due sfruttatori dovranno rispondere di violenza sessuale, rapina, sequestro di persona, estorsione. L’arresto dei due è stato eseguito dai carabinieri di Portomaggiore: le manette sono scattate per Emmanuel Oamen Emonyon, di 32 anni e Daid Dioume, 28 anni.
13.07.07 - estense.com
Dovranno rispondere di sequestro di persona, violenza sessuale aggravata e continuata, rapina ed estorsione, i due nigeriani di 31 e 29 anni arrestati tre giorni fa dai carabinieri di Portomaggiore. Dopo aver raggiunto l’Italia ed esser stata costretta da subito a vendersi per strada, la loro vittima, una bella ragazza nigeriana di 29 anni, ha detto basta. Non era sufficiente avere infranto i suoi sogni di una vita migliore, le chiedevano anche 45 mila euro per averla portata in Italia (questa, sembra, a cifra sborsata per farla arrivare sulla penisola dietro la promessa di un lavoro da cuoca), somma che doveva restituire tramite le sue “prestazioni”. Dopo essere stata espulsa ed essere ritornata a Ferrara aveva incontrato di nuovo i suoi aguzzini che le avevano rubato tutti i soldi e, secondo il suo racconto, avevano anche abusato di lei tenendola “segregata” nei pressi di Portomaggiore. Poi, complice una distrazione, è riuscita a scappare ed avvisare le autorità.
Dopo aver trovato il coraggio di denunciarli. i suoi due sfruttatori dovranno rispondere di violenza sessuale, rapina, sequestro di persona, estorsione. L’arresto dei due è stato eseguito dai carabinieri di Portomaggiore: le manette sono scattate per Emmanuel Oamen Emonyon, di 32 anni e Daid Dioume, 28 anni.
13.07.07 - estense.com
Puglia, vertice sull'emergenza acqua
Riunione al ministero della Salute, su iniziativa del sottosegretario Antonio Gaglione. «Nel corso degli anni si sono accumulati difetti gestionali, non è giusto che questo ricada sulla popolazione»
ROMA – Si è svolto oggi presso il Ministero della Salute un vertice istituzionale sull'emergenza idrica in Puglia presieduto dal sottosegretario alla Salute Antonio Gaglione. Nel corso della riunione, alla quale hanno partecipato i rappresentanti degli enti e delle istituzioni locali interessati, sono state illustrate tutte le modalità per fronteggiare nel breve e medio termine il deficit idrico in Puglia. «La riunione è stata utile per inquadrare la moltitudine di problemi che si intersecano nella gestione della risorsa idrica in Puglia – ha sottolineato il sottosegretario Gaglione – tuttavia, è ampiamente chiaro che il nodo principale della questione ruota soltanto in parte attorno alla penuria di precipitazioni o alle perdite di rete, ma è determinata da un problema più ampio che va indagato a fondo. Di fatto, anche alla luce delle considerazioni espresse dal ministero delle Infrastrutture – ha insistito Gaglione - l'attuale disponibilità idrica non giustifica la situazione di gravissimo deficit che, addirittura, ha visto il ricorso alle autobotti; per questi motivi, il livello centrale ha il dovere di sapere cosa è accaduto e in quale settore del governo locale delle acque c'è stata la disfunzione. Sicuramente, dalle relazioni dei vari tecnici – ha aggiunto il sottosegretario – è emersa l’impressione che, nel corso degli anni, sia siano accumulati e cristallizzati difetti gestionali e non è giusto nei confronti della popolazione pugliese liquidare il deficit idrico attraverso la scarsità di piogge e con il clima sempre più caldo. Per questi motivi – ha proseguito Gaglione – ritengo opportuna una discussione costante anche a un livello politico ulteriore, nella speranza che si possa operare in sinergia istituzionale. L’acqua è il bene più prezioso in assoluto per la tutela della salute – ha concluso Gaglione – e il Ministero ha fondamentali compiti in materia di prevenzione che, in questo caso, verranno utilizzati fino in fondo: non è accettabile che il cittadino subisca la riduzione o l’interruzione di acqua potabile; è come sottrarre un diritto fondamentale».
12/7/2007 - lagazzettadelmezzogiorno.it
ROMA – Si è svolto oggi presso il Ministero della Salute un vertice istituzionale sull'emergenza idrica in Puglia presieduto dal sottosegretario alla Salute Antonio Gaglione. Nel corso della riunione, alla quale hanno partecipato i rappresentanti degli enti e delle istituzioni locali interessati, sono state illustrate tutte le modalità per fronteggiare nel breve e medio termine il deficit idrico in Puglia. «La riunione è stata utile per inquadrare la moltitudine di problemi che si intersecano nella gestione della risorsa idrica in Puglia – ha sottolineato il sottosegretario Gaglione – tuttavia, è ampiamente chiaro che il nodo principale della questione ruota soltanto in parte attorno alla penuria di precipitazioni o alle perdite di rete, ma è determinata da un problema più ampio che va indagato a fondo. Di fatto, anche alla luce delle considerazioni espresse dal ministero delle Infrastrutture – ha insistito Gaglione - l'attuale disponibilità idrica non giustifica la situazione di gravissimo deficit che, addirittura, ha visto il ricorso alle autobotti; per questi motivi, il livello centrale ha il dovere di sapere cosa è accaduto e in quale settore del governo locale delle acque c'è stata la disfunzione. Sicuramente, dalle relazioni dei vari tecnici – ha aggiunto il sottosegretario – è emersa l’impressione che, nel corso degli anni, sia siano accumulati e cristallizzati difetti gestionali e non è giusto nei confronti della popolazione pugliese liquidare il deficit idrico attraverso la scarsità di piogge e con il clima sempre più caldo. Per questi motivi – ha proseguito Gaglione – ritengo opportuna una discussione costante anche a un livello politico ulteriore, nella speranza che si possa operare in sinergia istituzionale. L’acqua è il bene più prezioso in assoluto per la tutela della salute – ha concluso Gaglione – e il Ministero ha fondamentali compiti in materia di prevenzione che, in questo caso, verranno utilizzati fino in fondo: non è accettabile che il cittadino subisca la riduzione o l’interruzione di acqua potabile; è come sottrarre un diritto fondamentale».
12/7/2007 - lagazzettadelmezzogiorno.it
Iscriviti a:
Post (Atom)
Basta guerre nel mondo!
.jpg)