L'iniziativa è stata presentata in occasione dell'iniziativa 'In moto sicuri' (la pista itinerante finanziata da Comune e Regione Lombardia e aperta da domani fino a domenica 11 novembre a Eicma 2007). Donne su due ruote alle quali l'assessorato, con la collaborazione tecnico-operativa della Polizia locale, offre un corso gratuito di circa due ore, in programma venerdi' al Salone Ciclo e motociclo 2007.
Obiettivo: sensibilizzare i 'caschi rosa' ed educarli ai comportamenti corretti, al rispetto delle regole e all'osservanza delle tecniche di guida sicura. Il decalogo della 'centaura responsabile', spiegano i promotori dell'iniziativa, ruota intorno ad alcuni principi cardine. Primo fra tutti il rifiuto di alcol e droga, sostanze che rallentano i riflessi, riducono la vista, confondono, alterano le percezioni e causano sonnolenza. Uno dei temi centrali del corso, durante il quale gli esperti dispenseranno consigli sul casco da indossare (omologato, allacciato e della misura giusta) e sulla giusta condotta per le 'mamme su due ruote'.
A loro verranno ricordati semplici accorgimenti, finalizzati a salvaguardare la salute dei loro piccoli. Mai portarli a spasso su un motorino non omologato per il trasporto di un altro passeggero, mai farli salire a bordo se hanno un'eta' inferiore ai cinque anni. Il 'baby-passeggero' deve essere saldamente vincolato alle spalle del guidatore, per non creare difficolta' di manovra o distrazioni. Altro fattore di disturbo da eliminare, avvertono gli esperti, e' la borsa troppo ingombrante e sporgente che, oltre a limitare i movimenti, rischia di sbilanciare i 'caschi rosa'.
Il progetto avviato dal Comune di Milano punta a esplorare tutti i rischi di una guida poco responsabile. Con particolare attenzione per gli effetti altamente pericolosi di alcol e stupefacenti. ''L'assessorato alla Salute sosterra' la polizia municipale di Milano nell'intensificazione dei controlli sulle strade.
Il messaggio e' chiaro: non guidare se hai bevuto'', ribadisce De Albertis, che per l'occasione ha sottolineato il suo ''giudizio totalmente negativo sulla scelta del Governo di non obbligare gli automobilisti, trovati positivi ad alcol e stupefacenti dalla polizia, a sottoporsi alle analisi''. Da oggi, annuncia infine l'assessore, ''quando la polizia municipale di Milano terra' i corsi di guida sicura nelle scuole verra' consegnato ai partecipanti anche materiale medico-scientifico sui danni provocati alla salute da alcol e droga''. Un opuscolo realizzato in collaborazione con Giorgio Racagni, direttore del centro di Neurofarmacologia dell'universita' di Milano. Per le centaure che decideranno di aderire all'iniziativa del 9 novembre e' invece in programma una sorta di 'lotteria': saranno estratte 4 persone a cui verranno regalati i caschi rosa dell'iniziativa.
06/11/2007 - vita.it
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Scomparso Enzo Biagi
Enzo Biagi non ce l'ha fatta, il popolarissimo giornalista e scrittore, è morto nella prima mattina di martedì alla clinica "Capitanio" di Milano, dove era ricoverato da una decina di giorni. Aveva 87 anni.
Al momento del decesso, al suo capezzale c'erano le due figlie, Bice e Carla.
Nato nel 1920 a Pianaccio, nell'Appennino bolognese. A 17 anni collaborava già con "L'Avvenire d'Italia". Nel 1943, sposa Lucia Ghetti, maestra elementare. Aderisce alla Resistenza, combattendo nelle brigate "Giustizia e Libertà". E' assunto dal "Resto del Carlino" e da quel momento attraversa le principali testate italiane con vari incarichi.
Dal "Resto del Carlino" Biagi passa come inviato speciale a "La Stampa". Di grandissimo spessore la sua carriera televisiva. Nel 1961 dirige il Telegiornale. Nel '63 cura la nascita del tg del secondo canale Rai e lancia "Rt-Rotocalco televisivo". Sempre in tv si dedica a programmi di approfondimento giornalistico. Scrive per il Corriere della Sera e L'Europeo e nel '75,con l'amico Montanelli collabora alla nascita del "Giornale". Dopo lo scandalo della P2, lascia il Corsera e scrive per "La Repubblica" fino al 1988, per tornare poi in Via Solferino. Intanto su Raiuno conduce prima "Linea diretta", poi "Spot", tra i suoi programmi più seguiti. Decine i libri pubblicati nella sua lunga carriera.
Dopo programmi storici come "Processo al processo su Tangentopoli" e "Le inchieste di Enzo Biagi", la sua esperienza in Rai trova il culmine ne "Il Fatto", 1995: famose le interviste a Mastroianni, Sofia Loren, Montanelli, Benigni. Nell'ultima, il comico toscano parla di Berlusconi commentando a modo suo il conflitto d'interessi e il contratto con gli italiani. Si scatena la polemica: la reazione di Berlusconi passa alla storia come l'"editto bulgaro", che allontana Biagi dalla Rai. Elegante il suo ritorno in tv, lo scorso aprile, su Raitre: "Scusate se sono commosso, c'è stato un lungo intervallo, un inconveniente tecnico".
06/11/07 - sportal.it
Al momento del decesso, al suo capezzale c'erano le due figlie, Bice e Carla.
Nato nel 1920 a Pianaccio, nell'Appennino bolognese. A 17 anni collaborava già con "L'Avvenire d'Italia". Nel 1943, sposa Lucia Ghetti, maestra elementare. Aderisce alla Resistenza, combattendo nelle brigate "Giustizia e Libertà". E' assunto dal "Resto del Carlino" e da quel momento attraversa le principali testate italiane con vari incarichi.
Dal "Resto del Carlino" Biagi passa come inviato speciale a "La Stampa". Di grandissimo spessore la sua carriera televisiva. Nel 1961 dirige il Telegiornale. Nel '63 cura la nascita del tg del secondo canale Rai e lancia "Rt-Rotocalco televisivo". Sempre in tv si dedica a programmi di approfondimento giornalistico. Scrive per il Corriere della Sera e L'Europeo e nel '75,con l'amico Montanelli collabora alla nascita del "Giornale". Dopo lo scandalo della P2, lascia il Corsera e scrive per "La Repubblica" fino al 1988, per tornare poi in Via Solferino. Intanto su Raiuno conduce prima "Linea diretta", poi "Spot", tra i suoi programmi più seguiti. Decine i libri pubblicati nella sua lunga carriera.
Dopo programmi storici come "Processo al processo su Tangentopoli" e "Le inchieste di Enzo Biagi", la sua esperienza in Rai trova il culmine ne "Il Fatto", 1995: famose le interviste a Mastroianni, Sofia Loren, Montanelli, Benigni. Nell'ultima, il comico toscano parla di Berlusconi commentando a modo suo il conflitto d'interessi e il contratto con gli italiani. Si scatena la polemica: la reazione di Berlusconi passa alla storia come l'"editto bulgaro", che allontana Biagi dalla Rai. Elegante il suo ritorno in tv, lo scorso aprile, su Raitre: "Scusate se sono commosso, c'è stato un lungo intervallo, un inconveniente tecnico".
06/11/07 - sportal.it
"Abusi su mio figlio" Uccide la maestra
LECCE - Da giorni era assillata dal dubbio che il figlio di sette fosse stato molestato dal marito della maestra di doposcuola. Un sospetto che le toglieva il sonno. Così ieri pomeriggio non ce l'ha fatta più e prima ancora di sporgere denuncia si è presentata alla porta dell'asilo privato di Parabita, una cinquantina di chilometri a sud di Lecce, per eseguire da sé la sentenza di condanna, con un coltello da cucina.
La vendetta della mamma di 33 anni, della quale gli investigatori non hanno fornito le generalità per tutelare il bambino, non si è fermata nemmeno di fronte al tentativo della maestra che ha fatto da scudo al marito. Così a essere accoltellata a morte è stata Iole Provenzano, 71 anni, che nel centro salentino ha insegnato a leggere e a scrivere a intere generazioni e gestiva anche una sorta di asilo privato.
La tragedia si è consumata in pochi minuti alle prime ore del pomeriggio di ieri, tra le mura dell'appartamento della coppia in via dei Mille, nella parte alta del paese. I rapporti tra i due e la donna, che nel paese del basso Salento è titolare di un noto negozio di abbigliamento, si sono limitati fino a quel momento alle ripetizioni che il ragazzino riceveva ogni giorno, proprio in quella casa. Nessuna ombra, mai un dubbio. I genitori di Parabita mandavano con fiducia i loro figli a fare i compiti dalla maestra in pensione.
Quella madre, però, a un certo punto ha sentito tradita quella fiducia e ha usato senza esitare uno dei due coltelli che aveva portato con sé. Ha sferrato più fendenti all'insegnante, almeno una decina, mentre l'anziana cercava scampo scendendo i gradini che portano al piano interrato.
La abbandona lì, in un lago di sangue, prima di raggiungere Luigi Compagnone, dieci anni più vecchio della moglie, sarto ormai non più in attività, e assestargli un profondo colpo all'addome. Poi va via, sconvolta. La troveranno in stato di choc, appena rientrata a bordo della sua auto, i carabinieri della locale stazione e quelli della compagnia di Casarano. Poco più tardi, i militari recupereranno anche i due coltelli di cui si era libera sul litorale sud di Gallipoli.
Luigi Compagnone viene soccorso e trasportato in gravi condizioni all'ospedale Ferrari di Casarano, dove è stato sottoposto a un intervento. Prima però ha fornito al fratello della moglie, Giuseppe, 73 anni, che vive all'estero e in questi giorni era ospite di sorella e cognato nel Salento, le indicazioni essenziali per risalire in poche ore alla negoziante, ascoltata a lungo in caserma Per la mamma di Parabita è scattato l'arresto per omicidio volontario e tentato omicidio. Sulle presunte violenze non sono mai state presentate denunce.
06/11/07 - repubblica.it
La vendetta della mamma di 33 anni, della quale gli investigatori non hanno fornito le generalità per tutelare il bambino, non si è fermata nemmeno di fronte al tentativo della maestra che ha fatto da scudo al marito. Così a essere accoltellata a morte è stata Iole Provenzano, 71 anni, che nel centro salentino ha insegnato a leggere e a scrivere a intere generazioni e gestiva anche una sorta di asilo privato.
La tragedia si è consumata in pochi minuti alle prime ore del pomeriggio di ieri, tra le mura dell'appartamento della coppia in via dei Mille, nella parte alta del paese. I rapporti tra i due e la donna, che nel paese del basso Salento è titolare di un noto negozio di abbigliamento, si sono limitati fino a quel momento alle ripetizioni che il ragazzino riceveva ogni giorno, proprio in quella casa. Nessuna ombra, mai un dubbio. I genitori di Parabita mandavano con fiducia i loro figli a fare i compiti dalla maestra in pensione.
Quella madre, però, a un certo punto ha sentito tradita quella fiducia e ha usato senza esitare uno dei due coltelli che aveva portato con sé. Ha sferrato più fendenti all'insegnante, almeno una decina, mentre l'anziana cercava scampo scendendo i gradini che portano al piano interrato.
La abbandona lì, in un lago di sangue, prima di raggiungere Luigi Compagnone, dieci anni più vecchio della moglie, sarto ormai non più in attività, e assestargli un profondo colpo all'addome. Poi va via, sconvolta. La troveranno in stato di choc, appena rientrata a bordo della sua auto, i carabinieri della locale stazione e quelli della compagnia di Casarano. Poco più tardi, i militari recupereranno anche i due coltelli di cui si era libera sul litorale sud di Gallipoli.
Luigi Compagnone viene soccorso e trasportato in gravi condizioni all'ospedale Ferrari di Casarano, dove è stato sottoposto a un intervento. Prima però ha fornito al fratello della moglie, Giuseppe, 73 anni, che vive all'estero e in questi giorni era ospite di sorella e cognato nel Salento, le indicazioni essenziali per risalire in poche ore alla negoziante, ascoltata a lungo in caserma Per la mamma di Parabita è scattato l'arresto per omicidio volontario e tentato omicidio. Sulle presunte violenze non sono mai state presentate denunce.
06/11/07 - repubblica.it
RIMINI - Guida in stato d'ebbrezza, undici denunce
RIMINI - Nella notte tra il 3 ed il 4 novembre, i carabinieri del Nucleo Radiomobile della locale Compagnia, nell’ambito di un servizio straordinario di controllo del territorio finalizzato a prevenire e contrastare il fenomeno delle “stragi del sabato sera”, hanno denunciato in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza alcolica, con ritiro delle patenti di guida, undici automobilisti. La più alticcia è risultata un’impiegata 23enne di Rimini sorpresa al volante con un tasso alcolemico di 1,65 grammi per litro. Il limite consentito dalla legge è fissato in 0.50.
Nel corso del servizio è stato denunciato un riminese di 30 anni uomo, risultato positivo all’accertamento sintomatico poiché si è rifiutato di sottoporsi al test etilometrico.
05.11.2007 - romagnaoggi.it
Nel corso del servizio è stato denunciato un riminese di 30 anni uomo, risultato positivo all’accertamento sintomatico poiché si è rifiutato di sottoporsi al test etilometrico.
05.11.2007 - romagnaoggi.it
Tcs e Acs bocciano lo zero per mille
Gazzola: la patente a due fasi non avrebbe più senso. Abate: con quella proposta si spara soltanto nel mucchio Favorevoli Autotrasportatori e Upi. Kandemir Bordoli (Radix): più prevenzione. Intraina (Ingrado): più controlli
« Leuenberger vuole introdurre i limiti che vigevano negli ex stati comunisti », afferma il segretario generale della sezione ticinese del Touring club svizzero Renato Gazzola. « Si sta sparando nel mucchio senza mirare alle vere cause del problema », rincara la dose il presidente cantonale dell’Automobile club svizzero Carletto Abate.
Alcol al volante: Tcs e Acs bocciano dunque lo zero per mille per gli automobilisti freschi di patente e per i conducenti professionisti. Una proposta che il ministro federale dei trasporti Moritz Leuenberger aveva formulato già un paio d’anni fa: il governo l’aveva però rigettata. Ma Leuenberger non demorde e dalle colonne del ‘SonntagsBlick’ di domenica ha fatto sapere di voler riproporre la misura dopo i recenti tragici incidenti sulle strade elvetiche.
Il ‘no’ dei due club « Con l’introduzione dello 0,5 per mille (in vigore dal primo gennaio 2005, ndr) la Svizzera ha armonizzato la propria normativa alla legislazione europea – osserva Gazzola –. Ora si vorrebbe addirittura diventare i primi della classe, senza peraltro conoscere bene i risultati ottenuti con il primo abbassamento del limite e con l’introduzione della patente a due fasi » . Adottando nuove misure repressive, prosegue il segretario cantonale del Tcs, verrebbe meno il lavoro di educazione e prevenzione effettuato durante i corsi della seconda fase per il conseguimento della licenza di condurre definitiva. Questo perché « se c’è già lo zero per mille è inutile sprecare fiato e far spendere ai ragazzi 700 franchi ». Secondo Abate è sì indispensabile fare qualcosa per diminuire ulteriorseguire mente gli incidenti « ma non bisogna farlo colpendo tutti gli automobilisti, compresi quelli che si comportano correttamente ». Per il presidente dell’Acs Ticino andrebbero quindi introdotte « sanzioni dure per chi non rispetta nulla », come « il ritiro della patente per cinque anni a coloro che causano incidenti gravi ». Ridurre l’alcolemia allo zero invece « non risolve il problema, dal momento che i giovani che provocano disastri non sempre hanno bevuto. Bisognerebbe piuttosto impedire loro di guidare auto eccessivamente potenti ».
Astag favorevole Favorevoli alla misura invece gli autotrasportatori. « In Svizzera già da diversi anni chi guida autobus per professione o circola con merce pericolosa non può bere in servizio e nelle sei ore precedenti », premette il presidente dell’Associazione svizzera trasportatori stradali (Astag) Waldo Bernasconi. La cosiddetta tolleranza zero non sarebbe dunque penalizzante... « Anzi, migliorerebbe sicuramente la situazione. Quando si guida per professione bisognerebbe già sapere che l’alcol deve restare nella bottiglia. Una regola cui si attengono molti camionisti elvetici ».
« Assolutamente d’accordo » con lo zero per mille per i neopatentati e i conducenti professionisti il delegato per il Ticino dell’Ufficio svizzero prevenzione infortuni (Upi), Bruno Bernasconi.
« Nonostante la situazione sia in parte migliorata col passaggio dallo 0,8 allo 0,5 per mille, siamo ancora lontani dall’obiettivo che Upi e Dipartimento federale dei trasporti si sono dati con la nuova politica di sicurezza stradale denominata ‘Via sicura’ e cioè zero morti sulle strade. Un obiettivo difficile se non impossibile da con- ma quello che conta – sottolinea Bernasconi – è tendervi. Ecco allora la patente a due fasi, le campagne di sensibilizzazione... . In questo discorso rientra la misura che Leuenberger vuole riproporre, una misura che dovrebbe ridurre ulteriormente il numero delle disgrazie sulle nostre strade. Ricordo che il 30 per cento circa degli incidenti che coinvolgono giovani conducenti, fra i 18 e i 27 anni, è dovuto all’alcol. E sono ancora troppi gli autisti di mezzi pesanti che durante i controlli vengono trovati con un tasso alcolemico elevato ».
Dice alla “RegioneTicino” Pelin Kandemir Bordoli, a capo dei progetti di Radix Svizzera italiana, associazione attiva nella promozione della salute e nella prevenzione delle dipendenze: « Secondo me, quella di Leuenberger è una proposta che può stare in piedi. Attenti però: i limiti possono essere utilissimi ma non sono la panacea, bisogna che siano accompagnati da altre misure ». È dunque « necessario – continua Kandemir Bordoli – fare anche un lavoro di prevenzione e di educazione alla salute, ricordandoci inoltre che fra i giovani l’abuso di alcol è all’origine non solo di incidenti della circolazione ma pure di risse ». E nel campo della prevenzione « ognuno deve fare la sua parte: un esercizio pubblico per esempio non dovrebbe più servire alcol a un giovane che ne fa richiesta ma che è già in uno stato alterato ». Avverte a sua volta Daniele Intraina, direttore di Ingrado, servizio ticinese di cura dell’alcolismo e altre dipendenze: « Lo zero per mille va bene purché nel contempo si faccia di più sul piano della prevenzione e su quello della repressione.
Quindi da un lato occorre investire maggiormente nella formazione degli aspiranti conducenti, nelle campagne di sensibilizzazione a una guida sicura e nella cultura del bere sano, dall’altro servono più controlli di polizia sulle strade, perché costituiscono un deterrente ». Controlli, aggiunge Intraina, « non sporadici ma frequenti ». Prevenzione e repressione, insomma. « È perfettamente inutile decidere un giro di vite se poi – evidenzia il direttore di Ingrado – lo Stato non attua controlli, verificando così l’applicazione della norma, perché non dispone, o vi rinuncia per motivi di risparmio, dei mezzi e delle risorse umane necessarie: è una questione di coerenza. Ricordo infine che il problema dell’elevata alcolemia al volante non concerne unicamente l’universo giovanile ».
L.B./A.MA.- 06/11/07 - laregione.ch
« Leuenberger vuole introdurre i limiti che vigevano negli ex stati comunisti », afferma il segretario generale della sezione ticinese del Touring club svizzero Renato Gazzola. « Si sta sparando nel mucchio senza mirare alle vere cause del problema », rincara la dose il presidente cantonale dell’Automobile club svizzero Carletto Abate.
Alcol al volante: Tcs e Acs bocciano dunque lo zero per mille per gli automobilisti freschi di patente e per i conducenti professionisti. Una proposta che il ministro federale dei trasporti Moritz Leuenberger aveva formulato già un paio d’anni fa: il governo l’aveva però rigettata. Ma Leuenberger non demorde e dalle colonne del ‘SonntagsBlick’ di domenica ha fatto sapere di voler riproporre la misura dopo i recenti tragici incidenti sulle strade elvetiche.
Il ‘no’ dei due club « Con l’introduzione dello 0,5 per mille (in vigore dal primo gennaio 2005, ndr) la Svizzera ha armonizzato la propria normativa alla legislazione europea – osserva Gazzola –. Ora si vorrebbe addirittura diventare i primi della classe, senza peraltro conoscere bene i risultati ottenuti con il primo abbassamento del limite e con l’introduzione della patente a due fasi » . Adottando nuove misure repressive, prosegue il segretario cantonale del Tcs, verrebbe meno il lavoro di educazione e prevenzione effettuato durante i corsi della seconda fase per il conseguimento della licenza di condurre definitiva. Questo perché « se c’è già lo zero per mille è inutile sprecare fiato e far spendere ai ragazzi 700 franchi ». Secondo Abate è sì indispensabile fare qualcosa per diminuire ulteriorseguire mente gli incidenti « ma non bisogna farlo colpendo tutti gli automobilisti, compresi quelli che si comportano correttamente ». Per il presidente dell’Acs Ticino andrebbero quindi introdotte « sanzioni dure per chi non rispetta nulla », come « il ritiro della patente per cinque anni a coloro che causano incidenti gravi ». Ridurre l’alcolemia allo zero invece « non risolve il problema, dal momento che i giovani che provocano disastri non sempre hanno bevuto. Bisognerebbe piuttosto impedire loro di guidare auto eccessivamente potenti ».
Astag favorevole Favorevoli alla misura invece gli autotrasportatori. « In Svizzera già da diversi anni chi guida autobus per professione o circola con merce pericolosa non può bere in servizio e nelle sei ore precedenti », premette il presidente dell’Associazione svizzera trasportatori stradali (Astag) Waldo Bernasconi. La cosiddetta tolleranza zero non sarebbe dunque penalizzante... « Anzi, migliorerebbe sicuramente la situazione. Quando si guida per professione bisognerebbe già sapere che l’alcol deve restare nella bottiglia. Una regola cui si attengono molti camionisti elvetici ».
« Assolutamente d’accordo » con lo zero per mille per i neopatentati e i conducenti professionisti il delegato per il Ticino dell’Ufficio svizzero prevenzione infortuni (Upi), Bruno Bernasconi.
« Nonostante la situazione sia in parte migliorata col passaggio dallo 0,8 allo 0,5 per mille, siamo ancora lontani dall’obiettivo che Upi e Dipartimento federale dei trasporti si sono dati con la nuova politica di sicurezza stradale denominata ‘Via sicura’ e cioè zero morti sulle strade. Un obiettivo difficile se non impossibile da con- ma quello che conta – sottolinea Bernasconi – è tendervi. Ecco allora la patente a due fasi, le campagne di sensibilizzazione... . In questo discorso rientra la misura che Leuenberger vuole riproporre, una misura che dovrebbe ridurre ulteriormente il numero delle disgrazie sulle nostre strade. Ricordo che il 30 per cento circa degli incidenti che coinvolgono giovani conducenti, fra i 18 e i 27 anni, è dovuto all’alcol. E sono ancora troppi gli autisti di mezzi pesanti che durante i controlli vengono trovati con un tasso alcolemico elevato ».
Dice alla “RegioneTicino” Pelin Kandemir Bordoli, a capo dei progetti di Radix Svizzera italiana, associazione attiva nella promozione della salute e nella prevenzione delle dipendenze: « Secondo me, quella di Leuenberger è una proposta che può stare in piedi. Attenti però: i limiti possono essere utilissimi ma non sono la panacea, bisogna che siano accompagnati da altre misure ». È dunque « necessario – continua Kandemir Bordoli – fare anche un lavoro di prevenzione e di educazione alla salute, ricordandoci inoltre che fra i giovani l’abuso di alcol è all’origine non solo di incidenti della circolazione ma pure di risse ». E nel campo della prevenzione « ognuno deve fare la sua parte: un esercizio pubblico per esempio non dovrebbe più servire alcol a un giovane che ne fa richiesta ma che è già in uno stato alterato ». Avverte a sua volta Daniele Intraina, direttore di Ingrado, servizio ticinese di cura dell’alcolismo e altre dipendenze: « Lo zero per mille va bene purché nel contempo si faccia di più sul piano della prevenzione e su quello della repressione.
Quindi da un lato occorre investire maggiormente nella formazione degli aspiranti conducenti, nelle campagne di sensibilizzazione a una guida sicura e nella cultura del bere sano, dall’altro servono più controlli di polizia sulle strade, perché costituiscono un deterrente ». Controlli, aggiunge Intraina, « non sporadici ma frequenti ». Prevenzione e repressione, insomma. « È perfettamente inutile decidere un giro di vite se poi – evidenzia il direttore di Ingrado – lo Stato non attua controlli, verificando così l’applicazione della norma, perché non dispone, o vi rinuncia per motivi di risparmio, dei mezzi e delle risorse umane necessarie: è una questione di coerenza. Ricordo infine che il problema dell’elevata alcolemia al volante non concerne unicamente l’universo giovanile ».
L.B./A.MA.- 06/11/07 - laregione.ch
Fossano: ubriaco, distrugge la casa della sorella
E’ stato condannato a 1 anno e 6 mesi di carcere senza condizionale per resistenza a pubblico ufficiale, minaccia e possesso ingiustificato di armi un cittadino rumeno, C.C., arrestato nella notte di Halloweem dai carabinieri del nucleo radiomobile di Fossano. I fatti si sono verificati in un’abitazione nei pressi del Molino Cordero dove il giovane, in evidente stato di alterazione per aver assunto elevate quantità di alcol, armato di un coltello con una lama da 36 centimetri, ha distrutto mobilia e suppellettili della casa in cui risiede la sorella. Mentre i parenti si erano nascosti per fuggire alla sua furia distruttrice, l’uomo si è poi accanito sulla porta d’ingresso, bucherellandola completamente. Allontanatosi a bordo di un bicicletta trovata nel cortile dell’abitazione e con in mano un altro coltello, è stato poi bloccato da una pattuglia dei carabinieri all’ertati da un cittadino che aveva sentito rumori e urla provenire dalla casa.
I militari tuttavia non hanno avuto vita facile nel bloccare l’uomo che, esagitato, ha provocato a due agenti anche alcune contusioni. Con precedenti penali specifici alle spalle per simili 'intemperanze' commesse nel 2004, l'uomo è ora recluso presso il carcere di Cerialdo.
Sempre nel Fossanese è proseguita nel fine settimana l'attività dei carabinieri volta a ridurre il fenomeno della guida in stato di ebbrezza. Due giovani un 33enne di Fossano ed un 29enne di Costigliole Saluzzo, dopo le rilevazioni condotte con l'etilometro, sono stati colti con valori di alcol superiori a quelli previsti dalla legge. Inevitabile il ritiro della patente di guida.
P. L. - Lunedì 5 Novembre 2007 - targatocn.it
I militari tuttavia non hanno avuto vita facile nel bloccare l’uomo che, esagitato, ha provocato a due agenti anche alcune contusioni. Con precedenti penali specifici alle spalle per simili 'intemperanze' commesse nel 2004, l'uomo è ora recluso presso il carcere di Cerialdo.
Sempre nel Fossanese è proseguita nel fine settimana l'attività dei carabinieri volta a ridurre il fenomeno della guida in stato di ebbrezza. Due giovani un 33enne di Fossano ed un 29enne di Costigliole Saluzzo, dopo le rilevazioni condotte con l'etilometro, sono stati colti con valori di alcol superiori a quelli previsti dalla legge. Inevitabile il ritiro della patente di guida.
P. L. - Lunedì 5 Novembre 2007 - targatocn.it
Romeni, un’altra giornata «nera»
L’emergenza romeni e l’accusa di razzismo nei confronti degli italiani cattivi finisce nei giornali di Bucarest. Dai Balcani ci bacchettano e ci consigliano di non fare di tutt’erba un fascio. Di non essere, insomma, qualunquisti perché il malvivente si annida ovunque, è delinquente e basta. Tuttavia, ieri lunedì 5 novembre è stata una delle tante giornate in cui i cittadini romeni si sono fatti notare. Nel male.
Oltre al blitz antidroga al campo rom di via dei Gordiani ieri è stata una giornata caratterizzata da scippi, risse e furti: la matrice, sarà un caso, è unica.
Partiamo dal furioso parapiglia notturno scoppiato dopo la mezzanotte in via Cogliate e Ottavia. Quattro romeni, 20, 25, 28 e 37 anni, sono stati arrestati con l’accusa di lesioni aggravate. Il 25enne avrebbe accoltellato il 22enne che ha piccoli precedenti per ricettazione. I due sono finiti prima al pronto soccorso e poi in cella.
In mattinata maxirissa a Fidene. In manette sette romeni, tutti domiciliati presso un insediamento abusivo allestito sulle sponde dell’Aniene. L’accusa è di rissa aggravata. Lo scontro, scaturito per futili motivi e probabilmente sotto l’effetto dei fumi dell’alcol, è scoppiato sulla Salaria all’altezza dello svincolo per la tangenziale Olimpica tra lo spavento degli automobilisti in transito. L’intervento dei militari ha permesso di fermare gli scalmanati. Durante la colluttazione, uno dei partecipanti alla rissa ha danneggiato un’auto che stava transitando e per tale motivo è stato anche denunciato.
All’ora di pranzo panico sulla metro B per colpa di due borseggiatori romeni. Che sono stati fermati dai carabinieri all’interno della fermata Cavour. I due pregiudicati, 26 e 30 anni, erano in trasferta da Ladispoli e sono stati sorpresi mentre sfilavano il portafogli a un turista tedesco. Vistisi scoperti hanno tentato la fuga che si è conclusa con il loro arresto. Il portafogli recuperato è stato restituito al proprietario. Sempre due è il numero di romeni sorpresi a rubare pali in un cantiere della Telecom a Tor Cervara. Alla vista dei militari i romeni hanno tentato la fuga che si è conclusa con il loro arresto. In manette con l’accusa di furto aggravato sono finiti un 27enne e un 34enne. Infine a Villa Peretti un 25enne romeno è stato arrestato per borseggio. L’uomo è stato sorpreso, nei pressi di Largo di Villa Peretti, subito dopo aver rubato il portafogli a una donna di origine moldava.
Intanto il capo della polizia Manganelli ha ribadito «l’assoluto impegno nelle indagini per individuare gli autori dell’aggressione ai danni di alcuni cittadini romeni al Direttore Generale per la cooperazione internazionale di Polizia del Ministero dell’Interno di Bucarest, Mihai Stoica. Il tutto nel corso di un incontro a margine della 76esima sessione dell’assemblea annuale dell’Oipc-Interpol a Marrakech.
I giornali romeni titolavano sabato: «La pacchia è finita, tornano i delinquenti», il cittadino se lo augura di cuore.
di Jacopo Granzotto - martedì 06 novembre 2007 - ilgiornale.it
Oltre al blitz antidroga al campo rom di via dei Gordiani ieri è stata una giornata caratterizzata da scippi, risse e furti: la matrice, sarà un caso, è unica.
Partiamo dal furioso parapiglia notturno scoppiato dopo la mezzanotte in via Cogliate e Ottavia. Quattro romeni, 20, 25, 28 e 37 anni, sono stati arrestati con l’accusa di lesioni aggravate. Il 25enne avrebbe accoltellato il 22enne che ha piccoli precedenti per ricettazione. I due sono finiti prima al pronto soccorso e poi in cella.
In mattinata maxirissa a Fidene. In manette sette romeni, tutti domiciliati presso un insediamento abusivo allestito sulle sponde dell’Aniene. L’accusa è di rissa aggravata. Lo scontro, scaturito per futili motivi e probabilmente sotto l’effetto dei fumi dell’alcol, è scoppiato sulla Salaria all’altezza dello svincolo per la tangenziale Olimpica tra lo spavento degli automobilisti in transito. L’intervento dei militari ha permesso di fermare gli scalmanati. Durante la colluttazione, uno dei partecipanti alla rissa ha danneggiato un’auto che stava transitando e per tale motivo è stato anche denunciato.
All’ora di pranzo panico sulla metro B per colpa di due borseggiatori romeni. Che sono stati fermati dai carabinieri all’interno della fermata Cavour. I due pregiudicati, 26 e 30 anni, erano in trasferta da Ladispoli e sono stati sorpresi mentre sfilavano il portafogli a un turista tedesco. Vistisi scoperti hanno tentato la fuga che si è conclusa con il loro arresto. Il portafogli recuperato è stato restituito al proprietario. Sempre due è il numero di romeni sorpresi a rubare pali in un cantiere della Telecom a Tor Cervara. Alla vista dei militari i romeni hanno tentato la fuga che si è conclusa con il loro arresto. In manette con l’accusa di furto aggravato sono finiti un 27enne e un 34enne. Infine a Villa Peretti un 25enne romeno è stato arrestato per borseggio. L’uomo è stato sorpreso, nei pressi di Largo di Villa Peretti, subito dopo aver rubato il portafogli a una donna di origine moldava.
Intanto il capo della polizia Manganelli ha ribadito «l’assoluto impegno nelle indagini per individuare gli autori dell’aggressione ai danni di alcuni cittadini romeni al Direttore Generale per la cooperazione internazionale di Polizia del Ministero dell’Interno di Bucarest, Mihai Stoica. Il tutto nel corso di un incontro a margine della 76esima sessione dell’assemblea annuale dell’Oipc-Interpol a Marrakech.
I giornali romeni titolavano sabato: «La pacchia è finita, tornano i delinquenti», il cittadino se lo augura di cuore.
di Jacopo Granzotto - martedì 06 novembre 2007 - ilgiornale.it
RICCIONE - Controlli sulle strade
Controlli sulle strade, nove gli ebbri al volante
RICCIONE – I Carabinieri della Compagnia di Riccione sono stati impegnati da domenica pomeriggio fino a lunedì mattina in un servizio finalizzato a contrastare il fenomeno delle “stragi del sabato sera” ed i reati in materia di stupefacenti, attuando mirati controlli nelle vicinanze dei locali da ballo e nelle principali arterie stradali della zona sud della provincia.
Sono nove le persone sorprese al volante in guida in stato d’ebbrezza, tra queste tre donne. Il più alticcio è risultato un riminese di 25 anni sorpreso al volante con un tasso di alcol nel sangue di 2,13 grammi per litro, vale a dire circa quattro volte superiore al limite stabilito dalla legge che è fissato in 0,50 grammi per litro.
Inoltre sono state segnalate quattro uomo come assuntori di sostanze stupefacenti in quanto trovati in possesso di modiche quantità di hashish e marijuana.
05.11.2007 - romagnaoggi.it
RICCIONE – I Carabinieri della Compagnia di Riccione sono stati impegnati da domenica pomeriggio fino a lunedì mattina in un servizio finalizzato a contrastare il fenomeno delle “stragi del sabato sera” ed i reati in materia di stupefacenti, attuando mirati controlli nelle vicinanze dei locali da ballo e nelle principali arterie stradali della zona sud della provincia.
Sono nove le persone sorprese al volante in guida in stato d’ebbrezza, tra queste tre donne. Il più alticcio è risultato un riminese di 25 anni sorpreso al volante con un tasso di alcol nel sangue di 2,13 grammi per litro, vale a dire circa quattro volte superiore al limite stabilito dalla legge che è fissato in 0,50 grammi per litro.
Inoltre sono state segnalate quattro uomo come assuntori di sostanze stupefacenti in quanto trovati in possesso di modiche quantità di hashish e marijuana.
05.11.2007 - romagnaoggi.it
Coniugi uccisi nel Padovano da un ubriaco
Due coniugi uccisi nel Padovano da un uomo che guidava ubriaco
ROMA - Due coniugi uccisi da un uomo che guidava ubriaco, un camionista denunciato perchè - ubriaco anch'egli - trasportava cento bombole di gas gpl. Ma anche un minorenne che ha perso la vita mentre era al volante dell'auto del padre ed altre quattro persone morte sulla strada, una mentre attraversava sulle strisce pedonali. Il week end di Ognissanti si chiude con un bilancio poco incoraggiante. I controlli però continuano e i risultati si cominciano a vedere. È di ieri l'annuncio del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, dell'arrivo di 800 etilometri in dotazione alle forze dell'ordine per contrastare gli incidenti stradali. Strumenti che consentiranno per il prossimo anno di svolgere 2,5 milioni di controlli contro i 500 mila attuali. Il ministro ha ricordato che gli incidenti e i morti sulle strade sono diminuiti del 10-15 per cento.
IL BILANCIO - Una coppia di coniugi è stata investita e uccisa da una Bmw condotta da un uomo di 46 anni con un tasso alcolico di 1,30 grammi per litro. L'incidente è avvenuto ad un incrocio che la vettura stava attraversando con il semaforo verde; Gaetano Didoni, 69 anni, e la moglie Luisa Cervato (67), le due vittime, erano a poche centinaia di metri dalla loro abitazione a Piazzola sul Brenta (Padova). Per S.D.V., 36 anni di Casalnuovo di Napoli, ritiro della patente e denuncia perchè ubriaco guidava il suo camion che trasportava 100 bombole di gas gpl. Il camionista è stato fermato mentre percorreva la fondovalle Isclero, all'altezza dell'uscita per S. Agata dei Goti. Senza gravi conseguenze invece l'incidente di un giovane polacco di 36 anni che guidava ubriaco ed è andato a sbattere contro un muro, senza però coinvolgere altre vetture. Un ragazzo minorenne, R. B., di 14 anni, figlio di Sergio Barbato, di 44 anni, morto la settimana scorsa in Crimea durante una battuta di caccia, è morto in un incidente stradale avvenuto in una zona periferica di Scalea. Ieri è uscito da casa dicendo alla zia che andava a spegnere i fari del fuoristrada del padre, invece si è messo alla guida del mezzo che, per cause ancora da capire, si è ribaltato. Altri due giovani, di 27 e 26 anni, sono morti finendo in una scarpata a Papiano, una frazione di Perugia ed un altro giovane di 27 anni, Emanuele Bustreo, di Camposampiero (Padova), è morto schiantandosi in auto lungo la provinciale 8 che collega Porto Viro a Loreo (Rovigo). Nel Trevigiano un'utilitaria bianca che ha investito e ucciso sulla statale del Terraglio, sulle strisce pedonali, una ragazza di 24 anni. Il conducente è fuggito.
lunedì 5 novembre 2007 - liberta.it
ROMA - Due coniugi uccisi da un uomo che guidava ubriaco, un camionista denunciato perchè - ubriaco anch'egli - trasportava cento bombole di gas gpl. Ma anche un minorenne che ha perso la vita mentre era al volante dell'auto del padre ed altre quattro persone morte sulla strada, una mentre attraversava sulle strisce pedonali. Il week end di Ognissanti si chiude con un bilancio poco incoraggiante. I controlli però continuano e i risultati si cominciano a vedere. È di ieri l'annuncio del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, dell'arrivo di 800 etilometri in dotazione alle forze dell'ordine per contrastare gli incidenti stradali. Strumenti che consentiranno per il prossimo anno di svolgere 2,5 milioni di controlli contro i 500 mila attuali. Il ministro ha ricordato che gli incidenti e i morti sulle strade sono diminuiti del 10-15 per cento.
IL BILANCIO - Una coppia di coniugi è stata investita e uccisa da una Bmw condotta da un uomo di 46 anni con un tasso alcolico di 1,30 grammi per litro. L'incidente è avvenuto ad un incrocio che la vettura stava attraversando con il semaforo verde; Gaetano Didoni, 69 anni, e la moglie Luisa Cervato (67), le due vittime, erano a poche centinaia di metri dalla loro abitazione a Piazzola sul Brenta (Padova). Per S.D.V., 36 anni di Casalnuovo di Napoli, ritiro della patente e denuncia perchè ubriaco guidava il suo camion che trasportava 100 bombole di gas gpl. Il camionista è stato fermato mentre percorreva la fondovalle Isclero, all'altezza dell'uscita per S. Agata dei Goti. Senza gravi conseguenze invece l'incidente di un giovane polacco di 36 anni che guidava ubriaco ed è andato a sbattere contro un muro, senza però coinvolgere altre vetture. Un ragazzo minorenne, R. B., di 14 anni, figlio di Sergio Barbato, di 44 anni, morto la settimana scorsa in Crimea durante una battuta di caccia, è morto in un incidente stradale avvenuto in una zona periferica di Scalea. Ieri è uscito da casa dicendo alla zia che andava a spegnere i fari del fuoristrada del padre, invece si è messo alla guida del mezzo che, per cause ancora da capire, si è ribaltato. Altri due giovani, di 27 e 26 anni, sono morti finendo in una scarpata a Papiano, una frazione di Perugia ed un altro giovane di 27 anni, Emanuele Bustreo, di Camposampiero (Padova), è morto schiantandosi in auto lungo la provinciale 8 che collega Porto Viro a Loreo (Rovigo). Nel Trevigiano un'utilitaria bianca che ha investito e ucciso sulla statale del Terraglio, sulle strisce pedonali, una ragazza di 24 anni. Il conducente è fuggito.
lunedì 5 novembre 2007 - liberta.it
A te, Afrodite e le altre
La notizia che la terza sezione penale della Cassazione, con la sentenza 34120 afferma che lo stupro non è meno grave se la ragazzina è "CONSENZIENTE E DISINIBITA", riaccende i riflettori, se mai ce ne fosse stato bisogno, sul tema caldo della violenza sulle donne. La sentenza si riferisce a un pronunciamento precedente della suprema corte (febbraio 2006) che aveva accolto il ricorso di un patrigno, condannato per abuso sul1a figlioccia minorenne, il quale chiedeva una pena minore perchè la ragazzina aveva gia "esperienza". E la memoria corre subito a quell'altra sentenza che strizzava l'occhio al violentatore: correva l'anno 1998 e la Cassazione decretava che non è stupro se una donna indossa jeans attillati: ricordate? Perchè, chiosavano i giudici, "il jeans attillato non si sfila senza la collaborazione di chi lo indossa". Poi aveva corretto. Oggi, nel 2007, siamo ancora lì: la ragazzina ha esperienza, provoca, la carne è debole ... ci dicono i giudici. Poi, correggono. Un atteggiamento, quello della suprema corte, che in qualche modo riflette quello della popolazione, divisa tra l'inclinazione alla cultura dell'attenuante e quella, viceversa, convinta che una civiltà degna di questo nome sia fatta di persone libere e responsabili comunque, che operano scelte e se ne assumono le conseguenze. Quest'ultima parte della società, di cui sono certa fanno parte molti dei lettori di questo blog, auspica un Paese in cui le donne possano indossare i vestiti che preferiscono senza per questo essere aggredite. E, soprattutto, una società in cui i bambini abbiano il diritto di giocare “a fare i grandi” senza per questo dovere pagare pegni durissimi. E in cui la violenza contro una ragazzina "consenziente", tanto più odiosa in quanto consumata sul filo della psiche, sia sempre e comunque condannata. Senza attenuanti di alcun genere
05-11-2007 - di psicologiaforense - blog.libero.it
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Basta guerre nel mondo!
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