Due storie emblematiche sul fenomeno della pedofilia. A Brescia, è stato arrestato il vicedirettore del seminario, mentre a Palermo uno degli accusatori dell'ex parroco di Santa Lucia ha ritrattato tutto. La cautela è d'obbligo.
La Chiesa torna a fare i conti con accuse pesanti di pedofilia rivolte ad un sacerdote. Ieri, a Brescia, è stato arrestato il vicedirettore del seminario diocesano. Don Marco Baresi, di 38 anni, è accusato di violenza sessuale aggravata ai danni di un minore di 14 anni e di detenzione di materiale pedopornografico. Vicenda che ha sconvolto la città e lo stesso vescovo che ha definito "forte e dolorosa" la decisione della magistratura. In una nota diffusa oggi, il presule, insieme al vicario generale mons. Francesco Beschi, auspica "che si giunga il più rapidamente possibile a chiarire i fatti e le responsabilità".
"La notizia che abbiamo appreso - spiegano il vescovo e il vicario generale - ci addolora profondamente. Don Marco Baresi è un sacerdote conosciuto e stimato da moltissime persone. Gli incarichi che gli sono stati affidati sono espressione e riconoscimento di una stima diffusa e avvalorata. Il grave tenore delle accuse deve essere attentamente valutato. Il dramma di chi è vittima di pedofili non può essere in alcun modo sottovalutato e tanto meno eluso a maggior ragione se coinvolge sacerdoti, ma la delicatezza della situazione di chi si trova accusato di una colpa tanto grave ed è innocente è pure di grande portata". In ogni caso, "manifestiamo la nostra vicinanza a don Baresi, alla sua famiglia, al Seminario e a tutte le persone coinvolte".
Fermezza ma anche cautela, dunque, e soprattutto l'invito a non generalizzare. Ha chiarito monsignor Antonio Riboldi, vescovo emerito di Acerra: "La Chiesa non ha peli sulla lingua e se verrà dimostrato che questo sacerdote avrà sbagliato, sarà condannato. In ogni caso la Chiesa non va criminalizzata anche se attualmente è in atto una strategia diabolica volta a colpirla nel suo complesso. Ma non si può gettare fango su tutti per qualche mela marcia". Anche perché quando si parla di questi temi ci si muove spesso in un terreno minato. L'ultimo esempio arriva da Palermo, dove i presunti testimoni degli abusi di padre Paolo Turturro, ex parroco antimafia della parrocchia di Santa Lucia, hanno ritrattato tutte le accuse a due di distanza dalla denuncia.
Il teste aveva sostenuto di avere assistito a uno dei due episodi contestati al religioso, un abuso sessuale in parte consumato. Sentito ieri in aula, dai giudici della seconda sezione del Tribunale di Palermo, presieduta da Antonio Prestipino, il ragazzino, oggi sedicenne, ha detto di essersi inventato tutto e di averlo fatto per sottrarsi a un interrogatorio che sarebbe stato particolarmente stringente. Anche la madre del teste ha smentito se stessa e le proprie dichiarazioni rese durante l'audizione davanti alla polizia e al pm, in fase di indagini. Il pm Alessia Sinatra ha prodotto i verbali e si è riservata di chiedere la trasmissione degli atti di udienza, per procedere eventualmente contro i due testi.
di Mattia Bianchi/ 28/11/2007 - korazym.org
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Violenza sessuale, ispettore ps rinviato a giudizio
27/11/2007 - Un ispettore di polizia in forza alla questura di Siena e' stato rinviato a giudizio perche' accusato di violenza sessuale, peculato e minacce.
Le accuse riguardano fatti avvenuti tra il 2003 e il 2005, a Siena, nel corso di alcune indagini su traffico e spaccio di stupefacenti nel capoluogo toscano. Secondo quanto appreso, sono quattro i ragazzi, tutti ventenni, che accusano l' ispettore: due di loro, un ragazzo e una ragazza lo accusano, tra l' altro, di violenza sessuale. Secondo l' accusa, l'ispettore si sarebbe anche appropriato di un certo quantitativo dello stupefacente sequestrato durante l' indagine. La prima udienza e' prevista per il primo aprile 2008.
27/11/2007 - toscanatv.com
Le accuse riguardano fatti avvenuti tra il 2003 e il 2005, a Siena, nel corso di alcune indagini su traffico e spaccio di stupefacenti nel capoluogo toscano. Secondo quanto appreso, sono quattro i ragazzi, tutti ventenni, che accusano l' ispettore: due di loro, un ragazzo e una ragazza lo accusano, tra l' altro, di violenza sessuale. Secondo l' accusa, l'ispettore si sarebbe anche appropriato di un certo quantitativo dello stupefacente sequestrato durante l' indagine. La prima udienza e' prevista per il primo aprile 2008.
27/11/2007 - toscanatv.com
Infezione da virus dell’epatite B
Viread più efficace di Hepsera
Martedì 27 Novembre 2007 - Nel corso del Congresso dell’American Association for the Study of Liver Diseases, sono stati presentati i dati degli studi 102 e 103, che hanno valutato la sicurezza e l’efficacia di Viread ( Tenofovir disoproxil ) 1 volta die, nei pazienti adulti con infezione da virus dell’epatite B ( HBV ).
Gli studi 102 e 103 hanno confrontato Viread con Hepsera ( Adevorir dipivoxil ) nei pazienti con epatite B cronica HBeAg-negativa e nei pazienti con epatite B HBeAg-positiva, rispettivamente.
I risultati di entrambi gli studi hanno mostrato che i pazienti con epatite B cronica, che ricevono Viread per 48 settimane presentano una maggiore efficacia, rispetto a quelli che assumono Hepsera.
Studio 102
Lostudio 102 ha valutato l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di Viread, rispetto ad Hepsera, tra i pazienti con epatite B cronica HBeAg-negativa.
I partecipanti allo studio erano naive al trattamento o erano stati trattati con Lamivudina ( Epivir ). Un totale di 375 pazienti sono stati assegnati in modo casuale in un rapporto 2:1 a ricevere Viread ( 300 mg 1 volta die; n=250 ), oppure Hepsera ( 10 mg 1 volta die; n=125 ), per 48 settimane.
L’endopoint di efficacia primaria era la proporzione di pazienti alla 48.a settimana con una risposta completa, definita da livelli plasmatici di HBV DNA al di sotto di 400 copie/ml, e miglioramento istologico, caratterizzato da una riduzione di almeno 2 punti nel punteggio necroinfiammatorio di Knodell con nessun contemporaneo peggioramento della fibrosi.
Al basale, i livelli medi di HBV RNA erano 8.86 log(10) copie/ml nel gruppo Viread e 6.98 log(10) copie/ml nel gruppo Hepsera.
Alla 48.a settimana, il 72% dei pazienti trattati con Viread ha presentato una risposta completa, contro il 49% del braccio Hepsera ( p<0.001 ).
Il 93% dei pazienti nel braccio Viread, rispetto al 63% del braccio Hepsera, ha raggiunto una riduzione dei livelli di HBV DNA al disotto di 400 copie/ml ( p<0.001 ).
Normali livelli di alanina aminotransferasi ( ALT ) sono stati osservati nel 77% dei pazienti in entrambi i bracci dello studio alla 48.a settimana.
Viread ed Hepsera sono risultati generalmente ben tollerati.
L’incidenza di eventi avversi di grado 2-4 è stata simile per entrambi i trattamenti.
Eventi aversi che hanno condotto all’interruzione del trattamento hanno compreso: neoplasia vescicale, carcinoma della cervice, anoressia, e senso di affaticamento nel gruppo Viread, e miopatia e liposarcoma nel braccio Hepsera.
L’incidenza di improvvisi aumenti di ALT è risultata bassa, simile tra i 2 bracci ( 1.2% versus 0.8% per Viread ed Hepsera, rispettivamente ).
In tutti i pazienti del gruppo Viread con HBV DNA superiore a 400 copie/ml alla 48.a settimana o con breakthrough virale confermato prima della 48.a settimana, è stata compiuta l’analisi genotipica dell’isolato virale, ed in nessun caso sono state riscontrate mutazioni associate alla resistenza a Viread.
Studio 103
Lo studio 103 ha valutato l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di Viread rispetto ad Hepsera tra i pazienti naive al trattamento con epatite B cronica HBeAg-positiva.
Un totale di 266 pazienti sono stati assegnati in modo casuale in un rapporto 2:1 a ricevere Viread ( 300 mg 1 volta die; n=176 ), oppure Hepsera ( 10 mg 1 volta die; n=90 ).
L’endpoint primario di efficacia era simile a quello dello studio 102.
Alla 48.a settimana, il 67% dei pazienti nel braccio Viread ha presentato una risposta completa, rispetto al 12% dei pazienti nel braccio Hepsera ( p<0.001). Inoltre, il 76% dei pazienti trattati con Viread, contro il 13% dei pazienti che avevano assunto Hepsera, ha raggiunto una riduzione dei livelli di HBV DNA al di sotto di 400 copie/ml ( p<0.001 ).
Normali valori di ALT sono stati osservati nel 69% dei pazienti, trattati con Viread, contro il 54% dei pazienti, trattati con Hepsera ( p=0.018 ).
Tra i pazienti i cui dati di sieroconversione erano disponibili a 48 settimane, il 21% dei pazienti, trattati con Viread ( n=158 ) sono andati incontro a sieroconversione dell’antigene e alla 48.a settimana, rispetto al 18% dei pazienti, trattati con Hepsera ( n=82; p>0.05 ).
La sieroconversione era definita sia dalla scomparsa dell’antigene e dell’epatite-B, sia dalla comparsa di anticorpi specifici per questo antigene ( HBe-anticorpo positivo ).Inoltre, il 3% dei pazienti nel gruppo Viread ( n=153 ), contro lo 0% dei pazienti nel gruppo Hepsera ( n=80; p=0.018 ), è andato incontro a perdita dell’antigene s ( HBsAg ).
Il profilo di tollerabilità di Viread e di Hepsera è risultato simile a quello dello studio 102. ( Xagena Medicina )
Fonte: Gilead, 2007 - 27/11/2007 - xagenasalute.it
Martedì 27 Novembre 2007 - Nel corso del Congresso dell’American Association for the Study of Liver Diseases, sono stati presentati i dati degli studi 102 e 103, che hanno valutato la sicurezza e l’efficacia di Viread ( Tenofovir disoproxil ) 1 volta die, nei pazienti adulti con infezione da virus dell’epatite B ( HBV ).
Gli studi 102 e 103 hanno confrontato Viread con Hepsera ( Adevorir dipivoxil ) nei pazienti con epatite B cronica HBeAg-negativa e nei pazienti con epatite B HBeAg-positiva, rispettivamente.
I risultati di entrambi gli studi hanno mostrato che i pazienti con epatite B cronica, che ricevono Viread per 48 settimane presentano una maggiore efficacia, rispetto a quelli che assumono Hepsera.
Studio 102
Lostudio 102 ha valutato l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di Viread, rispetto ad Hepsera, tra i pazienti con epatite B cronica HBeAg-negativa.
I partecipanti allo studio erano naive al trattamento o erano stati trattati con Lamivudina ( Epivir ). Un totale di 375 pazienti sono stati assegnati in modo casuale in un rapporto 2:1 a ricevere Viread ( 300 mg 1 volta die; n=250 ), oppure Hepsera ( 10 mg 1 volta die; n=125 ), per 48 settimane.
L’endopoint di efficacia primaria era la proporzione di pazienti alla 48.a settimana con una risposta completa, definita da livelli plasmatici di HBV DNA al di sotto di 400 copie/ml, e miglioramento istologico, caratterizzato da una riduzione di almeno 2 punti nel punteggio necroinfiammatorio di Knodell con nessun contemporaneo peggioramento della fibrosi.
Al basale, i livelli medi di HBV RNA erano 8.86 log(10) copie/ml nel gruppo Viread e 6.98 log(10) copie/ml nel gruppo Hepsera.
Alla 48.a settimana, il 72% dei pazienti trattati con Viread ha presentato una risposta completa, contro il 49% del braccio Hepsera ( p<0.001 ).
Il 93% dei pazienti nel braccio Viread, rispetto al 63% del braccio Hepsera, ha raggiunto una riduzione dei livelli di HBV DNA al disotto di 400 copie/ml ( p<0.001 ).
Normali livelli di alanina aminotransferasi ( ALT ) sono stati osservati nel 77% dei pazienti in entrambi i bracci dello studio alla 48.a settimana.
Viread ed Hepsera sono risultati generalmente ben tollerati.
L’incidenza di eventi avversi di grado 2-4 è stata simile per entrambi i trattamenti.
Eventi aversi che hanno condotto all’interruzione del trattamento hanno compreso: neoplasia vescicale, carcinoma della cervice, anoressia, e senso di affaticamento nel gruppo Viread, e miopatia e liposarcoma nel braccio Hepsera.
L’incidenza di improvvisi aumenti di ALT è risultata bassa, simile tra i 2 bracci ( 1.2% versus 0.8% per Viread ed Hepsera, rispettivamente ).
In tutti i pazienti del gruppo Viread con HBV DNA superiore a 400 copie/ml alla 48.a settimana o con breakthrough virale confermato prima della 48.a settimana, è stata compiuta l’analisi genotipica dell’isolato virale, ed in nessun caso sono state riscontrate mutazioni associate alla resistenza a Viread.
Studio 103
Lo studio 103 ha valutato l’efficacia, la sicurezza e la tollerabilità di Viread rispetto ad Hepsera tra i pazienti naive al trattamento con epatite B cronica HBeAg-positiva.
Un totale di 266 pazienti sono stati assegnati in modo casuale in un rapporto 2:1 a ricevere Viread ( 300 mg 1 volta die; n=176 ), oppure Hepsera ( 10 mg 1 volta die; n=90 ).
L’endpoint primario di efficacia era simile a quello dello studio 102.
Alla 48.a settimana, il 67% dei pazienti nel braccio Viread ha presentato una risposta completa, rispetto al 12% dei pazienti nel braccio Hepsera ( p<0.001). Inoltre, il 76% dei pazienti trattati con Viread, contro il 13% dei pazienti che avevano assunto Hepsera, ha raggiunto una riduzione dei livelli di HBV DNA al di sotto di 400 copie/ml ( p<0.001 ).
Normali valori di ALT sono stati osservati nel 69% dei pazienti, trattati con Viread, contro il 54% dei pazienti, trattati con Hepsera ( p=0.018 ).
Tra i pazienti i cui dati di sieroconversione erano disponibili a 48 settimane, il 21% dei pazienti, trattati con Viread ( n=158 ) sono andati incontro a sieroconversione dell’antigene e alla 48.a settimana, rispetto al 18% dei pazienti, trattati con Hepsera ( n=82; p>0.05 ).
La sieroconversione era definita sia dalla scomparsa dell’antigene e dell’epatite-B, sia dalla comparsa di anticorpi specifici per questo antigene ( HBe-anticorpo positivo ).Inoltre, il 3% dei pazienti nel gruppo Viread ( n=153 ), contro lo 0% dei pazienti nel gruppo Hepsera ( n=80; p=0.018 ), è andato incontro a perdita dell’antigene s ( HBsAg ).
Il profilo di tollerabilità di Viread e di Hepsera è risultato simile a quello dello studio 102. ( Xagena Medicina )
Fonte: Gilead, 2007 - 27/11/2007 - xagenasalute.it
Non autosufficienti: 34 nuove convenzioni
«È con viva soddisfazione - dice Gian Piero Clement, capogruppo di Rifondazione comunista in Regione - che salutiamo l'approvazione, da parte della Giunta regionale, di una delibera che stanzia 20 milioni di euro destinati all'incremento di posti letto da convenzionare con il sistema pubblico regionale per l'assistenza residenziale a favore di anziani non autosufficienti».
La soddisfazione del consigliere pinerolese in Regione, «è dovuta anche al fatto che la misura promossa dagli assessori Artesio (Sanità) e Migliasso (Welfare), raccoglie una richiesta che Rifondazione aveva più volte avanzato in sede di costruzione del bilancio, ultimamente in ordine di tempo, in una riunione di maggioranza avvenuta nel luglio scorso. La nostra insistenza è stata oggi premiata, ma soprattutto, riteniamo, è servita per individuare, come priorità nella destinazione di fondi, una risposta significativa alle attese di molte famiglie piemontesi». In una Regione che invecchia, e il Piemonte è una delle realtà italiane più interessate dal fenomeno, il tema delle non autosufficienze rappresenta sempre di più una difficoltà che investe la salute, i tempi di vita, le relazioni e i bilanci familiari.
Lo stanziamento complessivo è teso a far diminuire le liste di attesa degli anziani non autosufficienti che attendono un posto letto convenzionato in struttura, e andranno a coprire sia la parte di retta sanitaria, a carico dell'Asl, sia, ove la situazione economica dell'anziano lo imponga, l'integrazione da parte del Gestore delle funzioni socio-assistenziali (Consorzio, Comunità montane, ecc.), della retta alberghiera.
La delibera prevede inoltre una priorità di inserimento nelle convenzioni di almeno il 25 per cento degli anziani non autosufficienti già valutati dall'Unità valutativa geriatrica territoriale e già inseriti da almeno un anno in strutture Raf o Rsa con onere tariffario a loro totale carico.
«Naturalmente - conclude Clement - lo sforzo della Regione non segnerà la risoluzione di tutti i problemi, che d'altro canto sono oggetto di una discussione normativa anche a livello nazionale. In ogni caso oggi parliamo della possibilità vera di usufruire, in Piemonte, di 1.290 posti aggiuntivi per non autosufficienti di cui 34, con uno stanziamento di 525.804 euro, per la Asl 10. Non mi pare piccola cosa».
28/11/07 - ecodelchisone.it
La soddisfazione del consigliere pinerolese in Regione, «è dovuta anche al fatto che la misura promossa dagli assessori Artesio (Sanità) e Migliasso (Welfare), raccoglie una richiesta che Rifondazione aveva più volte avanzato in sede di costruzione del bilancio, ultimamente in ordine di tempo, in una riunione di maggioranza avvenuta nel luglio scorso. La nostra insistenza è stata oggi premiata, ma soprattutto, riteniamo, è servita per individuare, come priorità nella destinazione di fondi, una risposta significativa alle attese di molte famiglie piemontesi». In una Regione che invecchia, e il Piemonte è una delle realtà italiane più interessate dal fenomeno, il tema delle non autosufficienze rappresenta sempre di più una difficoltà che investe la salute, i tempi di vita, le relazioni e i bilanci familiari.
Lo stanziamento complessivo è teso a far diminuire le liste di attesa degli anziani non autosufficienti che attendono un posto letto convenzionato in struttura, e andranno a coprire sia la parte di retta sanitaria, a carico dell'Asl, sia, ove la situazione economica dell'anziano lo imponga, l'integrazione da parte del Gestore delle funzioni socio-assistenziali (Consorzio, Comunità montane, ecc.), della retta alberghiera.
La delibera prevede inoltre una priorità di inserimento nelle convenzioni di almeno il 25 per cento degli anziani non autosufficienti già valutati dall'Unità valutativa geriatrica territoriale e già inseriti da almeno un anno in strutture Raf o Rsa con onere tariffario a loro totale carico.
«Naturalmente - conclude Clement - lo sforzo della Regione non segnerà la risoluzione di tutti i problemi, che d'altro canto sono oggetto di una discussione normativa anche a livello nazionale. In ogni caso oggi parliamo della possibilità vera di usufruire, in Piemonte, di 1.290 posti aggiuntivi per non autosufficienti di cui 34, con uno stanziamento di 525.804 euro, per la Asl 10. Non mi pare piccola cosa».
28/11/07 - ecodelchisone.it
L'associazione invalidi civili contro Trenitalia
Ancora una voce schierata contro il nuovo orario dei treni in vigore dal prossimo 9 dicembre. Nonostante sia stata scongiurata la soppressione delle fermate Eurostar a Ferrara, che Trenitalia ha comunque ridotto rispetto al passato, ad insorgere contro tale decisione è l’Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili. Il presidente provinciale Carlos Dana ha infatti inviato una lettera di protesta all’amministratore delegato di Trenitalia, Mauro Moretti, ricordando le “gravi conseguenze che da tale decisione ricadono non solo sulle esigenze di mobilità dei cittadini disabili ferraresi, ma anche per tutte quelle persone costrette su sedie a rotelle che, provenienti da altre città, desiderano venire a Ferrara”. “La linea Eurostar - prosegue Dana - rappresenta con le proprie carrozze adattate il principale strumento di trasporto ferroviario per le persone con difficoltà motorie. Con la soppressione di tale servizio si contribuisce a favorire uno tra gli aspetti più gravi della vita delle persone disabili, ossia l’isolamento”.
“Il diritto alla mobilità – conclude Dana – non è solo sancito da numerose leggi e costituzioni, ma ritengo che garantirlo a persone in difficoltà rispetto alla capacità di muoversi, sia anche un dovere morale per tutti coloro che come la vostra azienda, concorrono a favorire il benessere della nostra cosiddetta società civile”.
28/11/07 - estense.com
“Il diritto alla mobilità – conclude Dana – non è solo sancito da numerose leggi e costituzioni, ma ritengo che garantirlo a persone in difficoltà rispetto alla capacità di muoversi, sia anche un dovere morale per tutti coloro che come la vostra azienda, concorrono a favorire il benessere della nostra cosiddetta società civile”.
28/11/07 - estense.com
Clima: l'Onu, a rischio un miliardo di persone
BRASILIA (BRASILE) - Ridurre dell'80% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990 entro il 2050. Investire annualmente almeno 86 miliardi di dollari entro il 2015 in iniziative di adattamento delle infrastrutture e a tutela della popolazione povera a rischio per gli effetti del cambiamento climatico. Popolazione a rischio che già adesso ammonta a un miliardo di persone. E infine tassare le emissioni di anidride carbonica (Co2).
Sono queste le tre principali misure contenute nel rapporto dell'Undp (Il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo) in vista della conferenza di Bali (3-14 dicembre) che dovrà negoziare l'accordo che darà seguito all'attuale Protocollo di Kyoto.
IL RAPPORTO - Il Rapporto sullo sviluppo umano 2007/2008, intitolato «Resistere al cambiamento climatico», fa notare che la maggioranza dei paesi Ocse è in ritardo rispetto agli impegni assunti. Sottolinea inoltre la discrepanza tra gli obiettivi fissati a livello politico per ridurre le emissioni di gas serra e le politiche energetiche attuali in molti paesi dell'Unione europea. Gli autori sostengono che i paesi ricchi stanno alimentando una crisi del debito ecologico che si ripercuoterà nel modo più immediato e profondo sui poveri del mondo.
Secondo il rapporto, mutamenti pericolosi del clima «saranno inevitabili» nei prossimi 15 anni se le emissioni seguiranno la tendenza dei 15 anni precedenti. Per questo i cambiamenti climatici «impongono all'umanità scelte sostanziali» e per evitare «rischi catastrofici» si può «solo» scegliere di «intervenire con urgenza» ma la «consapevolezza di questa urgenza al momento manca». Tra le novità del Rapporto, la proposta di istituire un fondo ad hoc di 25-50 miliardi di dollari l'anno per le energie sostenibili.
Ecco secondo il rapporto i principali effetti dei cambiamenti climatici:
POPOLAZIONI IN PERICOLO - Quasi un miliardo le persone che già oggi rischiano eventi catastrofici: 344 milioni quelle esposte a cicloni tropicali, 521 milioni a inondazioni, 130 a siccità, 2,3 milioni a frane. L'approccio attuale all'emergenza clima sarà cruciale per il 40% più povero, cioè circa 2,6 miliardi di persone. Per dare un'idea delle proporzioni, nei Paesi Ocse le catastrofi climatiche hanno colpito un abitante su 1.500, mentre nei Paesi in via di sviluppo il dato è di 1 su 19.
SALUTE - La diffusione delle principali malattie mortali potrebbe aumentare come la malaria, che già causa circa un milione di decessi all'anno e potrebbe colpire altri 220-400 milioni di persone. Inoltre l'espansione della febbre di dengue potrebbe aumentare le persone a rischio da 1,5 miliardi a 3,5 miliardi entro il 2080.
SICUREZZA ALIMENTARE - La malnutrizione potrebbe colpire 600 milioni entro il 2080.
ECOSISTEMI - Metà dei sistemi di barriere coralline è soggetto allo sbiancamento e i ghiacci si stanno sciogliendo, specie nella regione artica. Con un aumento delle temperature così veloce piante e animali sono in pericolo: se il pianeta dovesse scaldarsi di 3 gradi, il 20-30% delle specie terrestri sarebbe a rischio estinzione.
Ecco invece le possibili contromisure contenute nel rapporto:
OBIETTIVI - Riduzione di gas serra di almeno l'80% entro il 2050, con riduzioni del 20-30% entro il 2020 per i paesi ricchi (in linea con quanto deciso dall'Unione europea); riduzione del 20% di emissioni entro il 2050 per i paesi in via di sviluppo.
EMISSION-TAX - Tassazione delle emissioni a un livello di 10-20 dollari per tonnellata di Co2 nel 2010 con incrementi annuali fino alla quota di 60-100 dollari per tonnellata di Co2. L' adozione di sistemi di contenimento di scambio di quote di emissioni che riducano del 20-30% le emissioni di Co2 entro il 2020: il 90-100 per cento dei permessi deve essere scambiato entro il 2015.
ADATTAMENTO - Servono finanziamenti «nuovi e aggiuntivi» pari ad almeno 86 miliardi di dollari l'anno entro il 2015.
FONDO MITIGAZIONE - Creazione di un Fondo mitigazione cambiamenti climatici (Ccmf) dell'ammontare di 25-50 miliardi di dollari l'anno per investimenti in energie a basse emissioni nei paesi in via di sviluppo.
MIX ENERGETICO - Per l'Onu il nucleare avrà un ruolo importante ma non sarà la soluzione. Il 20% di rinnovabili fissato dall'Ue per l'elettricità «è realizzabile». Importanti i capitoli efficienza energetica e cattura e stoccaggio delle emissioni
POST-KYOTO - Giungere a un accordo internazionale vincolante che comprenda i paesi in via di sviluppo e dove i paesi industrializzati assumano un ruolo guida.
27 novembre 2007 - corriere.it
Sono queste le tre principali misure contenute nel rapporto dell'Undp (Il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo) in vista della conferenza di Bali (3-14 dicembre) che dovrà negoziare l'accordo che darà seguito all'attuale Protocollo di Kyoto.
IL RAPPORTO - Il Rapporto sullo sviluppo umano 2007/2008, intitolato «Resistere al cambiamento climatico», fa notare che la maggioranza dei paesi Ocse è in ritardo rispetto agli impegni assunti. Sottolinea inoltre la discrepanza tra gli obiettivi fissati a livello politico per ridurre le emissioni di gas serra e le politiche energetiche attuali in molti paesi dell'Unione europea. Gli autori sostengono che i paesi ricchi stanno alimentando una crisi del debito ecologico che si ripercuoterà nel modo più immediato e profondo sui poveri del mondo.
Secondo il rapporto, mutamenti pericolosi del clima «saranno inevitabili» nei prossimi 15 anni se le emissioni seguiranno la tendenza dei 15 anni precedenti. Per questo i cambiamenti climatici «impongono all'umanità scelte sostanziali» e per evitare «rischi catastrofici» si può «solo» scegliere di «intervenire con urgenza» ma la «consapevolezza di questa urgenza al momento manca». Tra le novità del Rapporto, la proposta di istituire un fondo ad hoc di 25-50 miliardi di dollari l'anno per le energie sostenibili.
Ecco secondo il rapporto i principali effetti dei cambiamenti climatici:
POPOLAZIONI IN PERICOLO - Quasi un miliardo le persone che già oggi rischiano eventi catastrofici: 344 milioni quelle esposte a cicloni tropicali, 521 milioni a inondazioni, 130 a siccità, 2,3 milioni a frane. L'approccio attuale all'emergenza clima sarà cruciale per il 40% più povero, cioè circa 2,6 miliardi di persone. Per dare un'idea delle proporzioni, nei Paesi Ocse le catastrofi climatiche hanno colpito un abitante su 1.500, mentre nei Paesi in via di sviluppo il dato è di 1 su 19.
SALUTE - La diffusione delle principali malattie mortali potrebbe aumentare come la malaria, che già causa circa un milione di decessi all'anno e potrebbe colpire altri 220-400 milioni di persone. Inoltre l'espansione della febbre di dengue potrebbe aumentare le persone a rischio da 1,5 miliardi a 3,5 miliardi entro il 2080.
SICUREZZA ALIMENTARE - La malnutrizione potrebbe colpire 600 milioni entro il 2080.
ECOSISTEMI - Metà dei sistemi di barriere coralline è soggetto allo sbiancamento e i ghiacci si stanno sciogliendo, specie nella regione artica. Con un aumento delle temperature così veloce piante e animali sono in pericolo: se il pianeta dovesse scaldarsi di 3 gradi, il 20-30% delle specie terrestri sarebbe a rischio estinzione.
Ecco invece le possibili contromisure contenute nel rapporto:
OBIETTIVI - Riduzione di gas serra di almeno l'80% entro il 2050, con riduzioni del 20-30% entro il 2020 per i paesi ricchi (in linea con quanto deciso dall'Unione europea); riduzione del 20% di emissioni entro il 2050 per i paesi in via di sviluppo.
EMISSION-TAX - Tassazione delle emissioni a un livello di 10-20 dollari per tonnellata di Co2 nel 2010 con incrementi annuali fino alla quota di 60-100 dollari per tonnellata di Co2. L' adozione di sistemi di contenimento di scambio di quote di emissioni che riducano del 20-30% le emissioni di Co2 entro il 2020: il 90-100 per cento dei permessi deve essere scambiato entro il 2015.
ADATTAMENTO - Servono finanziamenti «nuovi e aggiuntivi» pari ad almeno 86 miliardi di dollari l'anno entro il 2015.
FONDO MITIGAZIONE - Creazione di un Fondo mitigazione cambiamenti climatici (Ccmf) dell'ammontare di 25-50 miliardi di dollari l'anno per investimenti in energie a basse emissioni nei paesi in via di sviluppo.
MIX ENERGETICO - Per l'Onu il nucleare avrà un ruolo importante ma non sarà la soluzione. Il 20% di rinnovabili fissato dall'Ue per l'elettricità «è realizzabile». Importanti i capitoli efficienza energetica e cattura e stoccaggio delle emissioni
POST-KYOTO - Giungere a un accordo internazionale vincolante che comprenda i paesi in via di sviluppo e dove i paesi industrializzati assumano un ruolo guida.
27 novembre 2007 - corriere.it
Sequestrati 4 litri di ketamina
Ancora droga in arrivo all’aeroporto di Malpensa. Quattro litri di ketamina sono stati sequestrati da Guardia di Finanza e funzionari di dogana che hanno arrestato un giovane torinese di rientro in Italia dall'Olanda. La “droga” dei cavalli, utilizzata per anestetizzare i quadrupedi e ultimamente in voga nei rave party per allungare sostanze alcoliche, è una sostanza allucinogena, conosciuta anche come “Special K”: il trafficante la teneva quattro bottiglie. Fermato ai rituali controlli doganali, il ventiquattrenne piemontese ha cercato di far credere che si trattasse di acqua minerale, essendo inodore e incolore, ma la sostanza non ha superato il narcotest, che ha dato esito inequivocabile. Sul mercato costa circa 40 euro a grammo e può essere bevuta, sniffata o iniettata.
Un altro sequestro è stato messo a segno ai danni di una donna peruviana di 32 anni: trasportava 3 chilogrammi di cocaina nascosta nel retro, tra la tela e la cornice, di alcune raffigurazioni sacre provenienti proprio dal Paese andino. La donna viaggiava con la figlioletta di tre anni ed era diretta a Torino.
Nel solo mese di novembre nell'hub della brughiera è stato sequestrato più di un quintale di cocaina, 4 chili di hashish e 25 di khat, ai quali si deve aggiungere la ketamina, new entry quasi assoluta a Malpensa.
27 novembre 2007 - varesenews.it
Un altro sequestro è stato messo a segno ai danni di una donna peruviana di 32 anni: trasportava 3 chilogrammi di cocaina nascosta nel retro, tra la tela e la cornice, di alcune raffigurazioni sacre provenienti proprio dal Paese andino. La donna viaggiava con la figlioletta di tre anni ed era diretta a Torino.
Nel solo mese di novembre nell'hub della brughiera è stato sequestrato più di un quintale di cocaina, 4 chili di hashish e 25 di khat, ai quali si deve aggiungere la ketamina, new entry quasi assoluta a Malpensa.
27 novembre 2007 - varesenews.it
Iraq: famiglia sterminata, assassinati 7 bambini
BAGHDAD- Undici membri della famiglia di un giornalista iracheno, tra cui sette bambini, sono stati assassinatii a Baghdad da sconosciuti. Lo ha riferito lo stesso giornalista, Dia al-Kawwaz. "Quattro uomini armati hanno preso d'assalto la casa di famiglia a Baghdad", ha detto Kawwaz in una conversazione telefonica. "Tutti quelli che si trovavano in casa sono stati uccisi: due mie sorelle con i loro mariti e i loro sette figli tra i 5 e i 10 anni", ha raccontato in lacrime. Kawwaz vive all'estero ed è il responsabile di Shabeqat Akhbar al-Iraq, un sito Internet di informazione che si concentra sull'attualità politica in Iraq. "Uomini armati non identificati sono giunti a bordo di più veicoli nel quartiere di al-Sahhab (nord-est) e hanno preso d'assalto la casa del nostro collega Dia al-Kawwaz", si legge sul sito. "Secondo testimoni gli assalitori sono entrati in casa e hanno aperto il fuoco su tutti i presenti". Il sito pubblica inoltre una foto di quattro vittime adulte, coperte, sulle scale che accedono alla casa. Stando ancora a quanto riporta il sito Shabeqat Akhbar al-Iraq, gli assalitori sarebbero fuggiti indisturbati: "Poliziotti presenti ad uno sbarramento stradale vicino non hanno reagito".
27 novembre 2007 - ansa.it
27 novembre 2007 - ansa.it
Annapolis, accordo tra Israele e Anp
Negoziati, dichiarazione congiunta alle trattative: «Pace nel 2008». Bush: è un'opportunità storica
ROMA
L’obiettivo della Conferenza di Annapolis sul Medioriente è quello di far ripartire il negoziato, non di concludere un accordo: lo ha ribadito il presidente Usa George W. Bush nel discorso innaugurale del vertice. Il presidente americano non ha nascosto che il compito della conferenza è arduo e che c’è molto lavoro da fare, ma ha osservato che è arrivato il momento per provarci.
«Alla luce dei recenti sviluppi», sostiene Bush, «qualcuno ha ipotizzato che questo non sia il momento per cercare la pace. Io non sono d’accordo». «Sono convinto che proprio ora è il momento di iniziare questi negoziati, e per una serie di ragioni». «Raggiungere l’obiettivo non sarà facile. Ed del resto, se lo fosse stato, l’accordo sarebbe stato raggiunto molto tempo fa».
«Oggi palestinesi e israeliani capiscono entrambi che aiutare l’altro a realizzare le proprie aspirazioni è la chiave per raggiungere le proprie: ed entrambi hanno bisogno di uno Stato palestinese indipendente, democratico e possibile». «Uno Stato - osserva Bush- che assicurerà ai palestinesi la possibilità di vivere in libertà, stabilità e dignità. E agli israeliani qualcosa che cercano da generazioni: vivere in pace con i loro vicini».
Nella notte i negoziatori israeliani e palestinesi hanno lavorato per limare le ultime divergenze su una dichiarazione congiunta che dovrebbe essere portata oggi al tavolo della Conferenza internazionale di Annapolis, a cui partecipano 50 delegazioni. Un nuovo incontro è iniziata questa mattina (all’ora di pranzo in Italia) nel tentativo di varare il documento che dovrebbe fissare le tappe per il negoziato sullo status finale, ma ancora non si è trovato un accordo. L’obiettivo è di arrivare alla pace entro un anno, come ha indicato il ministro degli Esteri saudita, Saud al-Faisal.
Intanto una manifestazione di Hamas contro la Conferenza si è svolta a Gaza, e un palestinese è stato ucciso dalla polizia palestinese in Cisgiordania durante una manifestazione anyi Annapolis.
27 novembre 2007 - lastampa.it
ROMA
L’obiettivo della Conferenza di Annapolis sul Medioriente è quello di far ripartire il negoziato, non di concludere un accordo: lo ha ribadito il presidente Usa George W. Bush nel discorso innaugurale del vertice. Il presidente americano non ha nascosto che il compito della conferenza è arduo e che c’è molto lavoro da fare, ma ha osservato che è arrivato il momento per provarci.
«Alla luce dei recenti sviluppi», sostiene Bush, «qualcuno ha ipotizzato che questo non sia il momento per cercare la pace. Io non sono d’accordo». «Sono convinto che proprio ora è il momento di iniziare questi negoziati, e per una serie di ragioni». «Raggiungere l’obiettivo non sarà facile. Ed del resto, se lo fosse stato, l’accordo sarebbe stato raggiunto molto tempo fa».
«Oggi palestinesi e israeliani capiscono entrambi che aiutare l’altro a realizzare le proprie aspirazioni è la chiave per raggiungere le proprie: ed entrambi hanno bisogno di uno Stato palestinese indipendente, democratico e possibile». «Uno Stato - osserva Bush- che assicurerà ai palestinesi la possibilità di vivere in libertà, stabilità e dignità. E agli israeliani qualcosa che cercano da generazioni: vivere in pace con i loro vicini».
Nella notte i negoziatori israeliani e palestinesi hanno lavorato per limare le ultime divergenze su una dichiarazione congiunta che dovrebbe essere portata oggi al tavolo della Conferenza internazionale di Annapolis, a cui partecipano 50 delegazioni. Un nuovo incontro è iniziata questa mattina (all’ora di pranzo in Italia) nel tentativo di varare il documento che dovrebbe fissare le tappe per il negoziato sullo status finale, ma ancora non si è trovato un accordo. L’obiettivo è di arrivare alla pace entro un anno, come ha indicato il ministro degli Esteri saudita, Saud al-Faisal.
Intanto una manifestazione di Hamas contro la Conferenza si è svolta a Gaza, e un palestinese è stato ucciso dalla polizia palestinese in Cisgiordania durante una manifestazione anyi Annapolis.
27 novembre 2007 - lastampa.it
Muore per impedire il furto dell'auto
A MODUGNO Un ragazzo di 23 anni è morto ieri al Policlinico di Bari: era rimasto gravemente ferito nel tentativo di bloccare i ladri che gli avevano rubato l'automobile.
Ha tentato di impedire il furto della propria automobile, e così ha perso la vita a soli 23 anni, per le gravissime ferite che si era procurato nel vano tentativo di bloccare i due ladri, che si erano messi al volante approfittando di un attimo di distrazione e stavano fuggendo a bordo della sua vettura.
Il ricovero al Policlinico
Il tragico episodio è avvenuto ieri mattina nella zona industriale di Modugno. La vittima, Michelangelo De Palo, un operaio di 23 anni, ha visto due persone fuggire a bordo della sua Alfa 147, parcheggiata vicino all'azienda dove lavorava. Si è subito lanciato verso la vettura, tentando di aggrapparsi alla portiera del veicolo già in corsa per bloccare o scoraggiare i due rapinatori. Il giovane è stato così scaraventato per terra, ed ha battuto violentemente la testa. De Palo è stato soccorso dagli operatori del 118 e ricoverato d'urgenza nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari, ma tutto questo non è servito a salvargli la vita. Il ragazzo, che era giunto in ospedale in stato comatoso e con lesioni gravissime alla testa, è morto nel pomeriggio di ieri, poche ore dopo il ricovero.
Indagini in corso
Dopo il drammatico episodio sono immediatamente scattate le indagini del comando provinciale dei carabinieri. Gli uomini dell'Arma, subito dopo l'accaduto, si sono messi alla ricerca dei due rapinatori, nel corso di una vasta operazione di controllo del territorio durante la quale sono stati utilizzati anche alcuni elicotteri.
Il triste primato
Proprio due giorni fa era stata resa nota un'indagine dell'associazione Altroconsumo, nella quale Bari risulta la terza città italiana per la "percezione di insicurezza" evidenziata dai residenti interpellati nell'inchiesta. Secondo lo studio, il furto dell'auto era uno dei reati più diffusi proprio a Bari.
Pierluigi Spagnolo - 28/11/07 - city.corriere.it
Ha tentato di impedire il furto della propria automobile, e così ha perso la vita a soli 23 anni, per le gravissime ferite che si era procurato nel vano tentativo di bloccare i due ladri, che si erano messi al volante approfittando di un attimo di distrazione e stavano fuggendo a bordo della sua vettura.
Il ricovero al Policlinico
Il tragico episodio è avvenuto ieri mattina nella zona industriale di Modugno. La vittima, Michelangelo De Palo, un operaio di 23 anni, ha visto due persone fuggire a bordo della sua Alfa 147, parcheggiata vicino all'azienda dove lavorava. Si è subito lanciato verso la vettura, tentando di aggrapparsi alla portiera del veicolo già in corsa per bloccare o scoraggiare i due rapinatori. Il giovane è stato così scaraventato per terra, ed ha battuto violentemente la testa. De Palo è stato soccorso dagli operatori del 118 e ricoverato d'urgenza nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari, ma tutto questo non è servito a salvargli la vita. Il ragazzo, che era giunto in ospedale in stato comatoso e con lesioni gravissime alla testa, è morto nel pomeriggio di ieri, poche ore dopo il ricovero.
Indagini in corso
Dopo il drammatico episodio sono immediatamente scattate le indagini del comando provinciale dei carabinieri. Gli uomini dell'Arma, subito dopo l'accaduto, si sono messi alla ricerca dei due rapinatori, nel corso di una vasta operazione di controllo del territorio durante la quale sono stati utilizzati anche alcuni elicotteri.
Il triste primato
Proprio due giorni fa era stata resa nota un'indagine dell'associazione Altroconsumo, nella quale Bari risulta la terza città italiana per la "percezione di insicurezza" evidenziata dai residenti interpellati nell'inchiesta. Secondo lo studio, il furto dell'auto era uno dei reati più diffusi proprio a Bari.
Pierluigi Spagnolo - 28/11/07 - city.corriere.it
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