La palpatina scherzosa è violenza sessuale

ROMA (10 agosto) - Cari signori maschi che in segno di cameratismo amate allungare le mani e, distrattamente, in segno di cameratismo, vi fate sfuggire una toccatina al seno o una palpatina al sedere di questa o quella collega, lasciate perdere. La Cassazione ha infatti stabilito che trattasi di violenza sessuale e a nulla serve invocare la natura "scherzosa" del gesto. Lo scherzo, secondo i giudici, non esclude infatti la natura sessuale del gesto, fosse anche per un "fugace soddisfacimento". Dunque sentenza confermata per un fisioterapista che, "per scherzo", allungava le mani sulle infermiere del centro in cui lavorava: un anno e due mesi di reclusione.

L'uomo, Giacomo C. (41 anni), aveva presentato ricorso in Cassazione contro il verdetto della Corte di Appello di Torino che, il 28 novembre 2005, lo aveva dichiarato colpevole di violenza sessuale per aver toccato il seno di una collega, Germana C., "col pretesto di farle vedere una manovra fisioterapica". Non pago, si era anche avvinghiato ad altre due infermiere - Samantha A. e Rosina M. - mentre stavano sedute ad una scrivania. Era anche solito intrufolarsi con "futili motivi, quasi ogni giorno", nello spogliatoio mentre le donne si cambiavano. Qui si dilettava ad alzare le gonne o ad infilare un righello di plastica tra le gambe delle esasperate colleghe. Che alla fine lo hanno denunciato.

La linea difensiva di Giacomo, cioè la "natura scherzosa" delle sue imprese, non ha fatto breccia nei giudici di Piazza Cavour, che hanno condiviso il parere della Corte di Appello, che ha rilevato come "lo scherzo non esclude necessariamente la natura sessuale dell'atto" che, comunque, era mirato "a prendersi, con la scusa dello scherzo della manovra rianimatoria, una libertà di natura sessuale non gradita, ancorché di fugace soddisfacimento".

Così per aver palpeggiato il seno a Germana è scattata la condanna definitiva per violenza sessuale (sentenza 32257). Adesso un nuovo processo si occuperà degli altri episodi di molestia che, erroneamente, erano stati dichiarati prescritti.


10/08/07 - ilmessaggero.it

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